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Sunto linguistica, docente Benvenuto, libro consigliato

La linguistica, Berruto Cerruti

Fonetica

La branca della linguistica che si occupa di come si traducono fisicamente i suoni di cui si serve la comunicazione verbale è la fonetica (dal greco phone’ ossia voce, suono). La fonetica può essere distinta in tre diversi campi d’indagine: fonetica articolatoria, che si occupa di come sono articolati i suoni (ossia prodotti) dall’apparato fonatorio umano; fonetica acustica, che si occupa dei suoni in base alla consistenza fisica come onde sonore; fonetica uditiva, che si occupa del modo in cui sono ricevuti dall’apparato uditivo e decodificati dal cervello umano i suoni.

Apparato fonatorio e meccanismo di fonazione

Si tratta dell’insieme di organi e strutture anatomiche che l’uomo utilizza per parlare. I suoni linguistici si producono mediante espirazione, di solito, con un flusso d’aria egressivo: l’aria dai polmoni passa attraverso i bronchi e la trachea raggiungendo la laringe in corrispondenza del pomo d’Adamo. Possono esistere suoni prodotti con flusso d’aria ingressivo, mediante l’inspirazione o senza la partecipazione dei polmoni quindi indipendenti dalla respirazione (chiamati avulsivi e tipici di lingue del centro e sud Africa).

Nella laringe inizia il tratto vocale dove l’aria incontra le corde vocali (o pliche laringee) situate nella parte della laringe chiamata glottide. Tali corde nella fonazione (produzione di suoni linguistici) si contraggono e tendono avvicinandosi o accostandosi l’una all’altra cicli di aperture e chiusure delle corde vocali si chiamano vibrazioni. Il flusso d’aria arriva alla faringe e di seguito alla cavità orale; nella parte superiore della faringe, il velo (parte posteriore del palato), da cui pende l’ugola, può permettere o impedire il passaggio che mette in comunicazione faringe e cavità nasale spostandosi all’indietro.

All’interno della bocca sono organi importanti (fissi o mobili): la lingua in cui si distinguono la radice (parte posteriore), il dorso (parte centrale), e l’apice (la punta che con la lamina costituisce la parte anteriore della lingua chiamata nel suo insieme corona), il palato (diverso dal velo o palato molle), gli alveoli (gengive posteriori), i denti e le labbra. Quando ugola e velo sono a riposo permettono il passaggio dell’aria attraverso la cavità nasale che prende parte al meccanismo di fonazione.

Al flusso d’aria in qualsiasi punto compreso tra glottide e labbra può opporsi un ostacolo cosicché si ottengano rumori e suoni linguistici. Il luogo di articolazione del suono costituisce il primo parametro per lo studio dei suoni linguistici, ma il primissimo parametro preso in considerazione è il modo di articolazione, ossia se si verifica o meno un restringimento in un qualsiasi punto al passaggio dell’aria; a questo parametro si riconduce il contributo dato dalla mobilità dei singoli organi quando si articolano i suoni.

  • Senza la frapposizione di ostacoli durante il flusso d’aria e mediante la vibrazione delle corde vocali e si parla di vocali;
  • Con la frapposizione di ostacoli lungo il percorso sia con che senza vibrazione delle corde vocali e si tratta di consonanti che possono dividersi in sonore (quando le corde vocali sono accostate e tese e si verifica vibrazione) oppure sorde (in assenza di vibrazione o molto ridotta quindi con corde vocali discoste).

Consonanti

Modo di articolazione

Le consonanti scaturiscono dalla frapposizione di un ostacolo al passaggio d’aria, se l’ostacolo è completo ossia gli organi si toccano e bloccano completamente il passaggio provocando un’occlusione totale si parla di consonanti occlusive (dette anche esplosive), se l’ostacolo è parziale ossia avviene mediante il restringimento di una cavità senza contatto tra organi si parla di consonanti fricative, così chiamate per il rumore provocato che ricorda la frizione.

Se si vuole essere più precisi alcune consonanti si distinguono dalle fricative e si chiamano approssimanti (semivocali e semiconsonanti) poiché l’avvicinamento degli organi articolatori non provoca un vero e proprio rumore di frizione. Esistono le consonanti affricate che consistono in un’iniziale impostazione occlusiva (blocco del canale) e un proseguimento e conclusione fricativo (restringimento del canale). Nel modo di articolazione pertinente intervengono altri fattori come movimenti della lingua e partecipazione della cavità nasale: consonanti laterali quando l’aria passa solo ai due lati della lingua, vibranti quando ci sono rapidi contatti tra lingua e altri organi articolatori; questi due tipi si uniscono sotto il nome di liquide. Le nasali sono consonanti generate dal passaggio di aria nel naso.

Anche l’energia e forza con cui sono prodotte distingue le consonanti: dalle più forti, le occlusive sorde, alle più leni, le approssimanti. Esistono poi le consonanti (generalmente occlusive o affricate) aspirate: l’aspirazione consiste in un intervallo di tempo trascorso tra l’occlusione o tenuta della consonante e la vibrazione delle corde tipica delle vocali che provoca una sorta di soffio laringale.

Luogo di articolazione

Un metodo di classificazione ulteriore riguarda il punto dell’apparato fonatorio in cui sono articolate le consonanti:

  • Bilabiali: Prodotte dalle labbra o tra le labbra
  • Labiodentali: Prodotte tra arcata dentale superiore e labbro inferiore
  • Dentali: Prodotte a livello dei denti
  • Alveolari: Prodotte con lingua contro o vicino gli alveoli
  • Palatali: Prodotte con la lingua vicino o contro il palato duro
  • Postalveolari: Prodotte con la lingua nella zona tra alveoli e palato duro
  • Velari: Prodotte con la lingua contro o vicino il velo
  • Uvulari: Prodotte con la lingua contro o vicino l’ugola
  • Faringali: Prodotte fra la base della radice della lingua e la parte posteriore della faringe
  • Glottidali: Prodotte direttamente nella glottide

Un caso particolare di consonanti è costituito dalle retroflesse (tipiche di alcuni dialetti meridionali quali il siciliano) chiamate così in quanto l’apice della lingua viene flesso all’indietro, quindi capovolto del tutto, come avviene nella pronuncia siciliana di dd in ‘beddu’ ossia bello.

Nella figura a sinistra si nota la posizione delle corde vocali tese ed accostate per le vibrazioni tipica delle consonanti sonore, nella figura a destra le corde sono tra loro discoste con una fessura al centro per la produzione di consonanti sorde, facendo passare liberamente l’aria attraverso di esse. La parte in basso in entrambe le figure è la laringe posteriore, quella in alto costituisce la laringe anteriore.

Vocali

Poiché nessun ostacolo si frappone al passaggio d’aria nella produzione di vocali ciò che permette di classificarle è la diversa conformazione della bocca a seconda della posizione assunta principalmente dalla lingua.

In base al grado di avanzamento o arretramento della lingua:

  • Anteriori: Posizione avanzata della lingua
  • Centrali: Posizione mediana
  • Posteriori: Posizione arretrata della lingua

In base allo spostamento verso l’alto o il basso della lingua:

  • Alte: Dette anche chiuse
  • Semialte: Dette anche semichiuse
  • Medie
  • Semibasse: Dette anche semiaperte
  • Basse: Dette anche aperte
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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-LIN/01 Glottologia e linguistica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher giuliateodori di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Linguistica generale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Roma La Sapienza o del prof Benvenuto Maria Carmela.
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