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Riassunto esame Linguaggi dell'arte contemporanea, prof Negri, libro consigliato: Ut pictura poesis, la teoria umanistica della pittura, Lee

Riassunto per l'esame di Fonti modelli e linguaggi dell'arte contemporanea e del prof. Negri, basato su appunti personali e studio autonomo del testo consigliato dal docente Ut pictura poesis, la teoria umanistica della pittura, Lee. Gli argomenti trattati sono i seguenti: ut pictura poesis, il problema: come il pittore potesse rappresentare nella sua interezza le varie dimensioni della natura.

Esame di Fonti modelli e linguaggi dell'arte contemporanea docente Prof. A. Negri

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può collegare alla storia della rappresentazione della Bella Compaspe, commissionata ad Apelle da

Alessandro il Macedone.

• Dolce consiglia al pittore di imitare le figure marmoree o bronzee degli antichi, non come

mera imitazione ma per adattamento.

• Aristotele non aveva mai detto di prendere modelli prestabilito ma intendeva l’imitazione

come un selezione dalla natura.

• Il Bellori è il primo a definire il punto di vista italiano dell’arte in quanto di Alberti e

VASARI restava poco. La teoria del Bellori si oppone ai critici neoplatonici.

Definisce che l’artista deve imitare attraverso la selezione della natura delle sue parti + belle. L’idea

è il punto di arrivo di questa selezione. Non considerava le antiche sculture come imitazione ma le

trovava significanti come esempi di artisti che avevano imitato l’idea al bello scegliendo il meglio

della natura.

Afferma la pittura come rappresentazione della natura umana. Poussin afferma che la novità della

pittura non sta nel soggetto ma nella sua disposizione. I critici posteriori sono concordi nel dare

grande rilievo all’invenzione che include la scelta del soggetto e il modo di rappresentarlo, sin

dall’antichità si era però sviluppata l’idea che pittore e poeta dovesse attingere dalla storia e in

particolare dalle sacre scritture quindi il pittore doveva quantomeno conoscerne i caratteri generali.

Lo stesso Fidia aveva appreso da omero il modo di rappresentare la maestosità di Zeus. Felìbien

elabora una gerarchia di pittori in base a cosa rappresentavano:

1. il grande pittore era colui che rappresentava l’uomo

2. al secondo posto colui che rappresentava il paesaggio

3. infine le nature morte.

Nel 700 questa visione comincia a cambiare, De Piles affermerà che poco centra il soggetto, ma

conta l’emozione e la genialità dell’artista. Nel XVIII Lessing si oppone all’ut pictura poesis

afferma che è la bellezza il fine della pittura, questa si poteva raggiungere solo con la bellezza

corporea, paesaggio e natura morta sono generi minori. Per Lessing la bellezza sta nella simmetria e

proporzione.

Nel Laocoonte afferma che la moda moderna della pittura deriva dal tentativo errato dei pittori di

ridurre la loro arte a poesia, senza considerare fino a quale punto la poesia può esprimere le idee

universali. L’idea di LESSING era stata preceduta da dU BOS secondo cui le sorelle delle arti ossia

la rappresentazione dell’allegoria vicino i personaggi principali mal si lega alla verisimiglianza.

Afferma che le opere di Rubens, potrebbero essere 1000 volte meglio senza allegorie. Du bos non è

d’accordo a definire la bellezza pittorica mediante l’espressione che a suo dire è un elemento molto

+ poetico. Se la pittura è la figura umana in azione, i movimenti del corpo costituiscono lo spirito

dell’arte.

Lomazzo aggiunge che in questo la pittura somiglia alla poesia, in entrambe è l’espressione della

passione ciò che importa. Se un quadro è quanto + espressivo catturerà ancora di + l’osservatore, se

il soggetto ride l’osservatore ride, se sbadiglia sbadiglierà. Lomazzo è debitore di LEONARDO che

per primo aveva capito l’importanza del movimento fino a studiarne ogni movimento. Gli antichi

retori per suggerire l’educazione per l’oratore si rifaceva non solo alla forza della parola ma anche

alle gestualità, in grado di trasmettere. Secondo Leonardo il dolore gioia passione felicità sono

legati ad un movimento di braccia gambe e corpo.

Secondo De Pil il genio non ha bisogno di molte regole per esprimere la sua genialità, il suo

commento in de arte grafica anticipa quello di Longino del sublime che afferma che la genialità

trascende ogni regola.

Nonostante tutte le critica tali regole acquistarono un importanza sempre maggiore all’interno

dell’accademia che formò regole e norme prestabilite per poter rappresentare al meglio ogni

soggetto. Nella caduta della manna del deserto di Poussin, l’artista osserva le regole di tempo e

azione aristoteliche inoltre attribuiva grande importanza alle azioni del corpo e all’espressione.

Direttamente da Orazio deriva la formula che l’arte e la poesia debbano istruire e dilettare, ciò

venne accettato a priori in quasi tutte le epoche, lo stesso Lomazzo vedrà la pittura come uno

strumento che possa formare ed educare. Da questa conclusione ne deriva una battaglia per il modo

di rappresentare un soggetto al fine di educare qui entra in gioco la questione del decoro, ciò norme

prestabilite per non cadere nella mala condotta artistica, quindi conferire a ogni personaggio il gesto

e costume appropriato.

Ut pictura poesis  tale principio viene trattato dall’Alberti, secondo cui il decoro è espresso

mediante il gesto che deve essere appropriato all’età e al sesso, tale idee si esprimono anche nel

trattato di Leonardo che a suo conto il decoro sta nella rappresentazione della dignità di ogni

soggetto e oggetto. Secondo Orazio si deve inoltre rispettare la morale e la religione. In particolare

non decoroso venne giudicato il giudizio finale di Michelangelo con la rappresentazione non solo

della nudità ma anche ma la troppa muscolatura delle figure che confondono i sessi, aretino

affermerà che + che la sistina sembra un bordello, gli angeli sembrano acrobati e gli avvenimenti

non concordano con quanto scritto nelle sacre scritture, secondo Gilio Michelangelo doveva

quantomeno attenersi alle conoscenze dei teologi, e divide i pittori in 3 gruppi poetici, storici e

misti. Per poter educare un pittore deve essere un letterato conoscere quindi storia geografia

matematica geometria, ma questa resterà un’astrazione. Bisogna documentarsi per sapere quale

costume utilizzare.


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in storia e critica dell'arte
SSD:
Università: Milano - Unimi
A.A.: 2015-2016

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher vanderwoodsen di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Fonti modelli e linguaggi dell'arte contemporanea e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Milano - Unimi o del prof Negri Antonello.

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