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Riassunto esame letteratura teatrale della grecia antica, prof. Cavalli, libro consigliato "Le parole del mito" di M. Cavalli Appunti scolastici Premium

Riassunto per l'esame di letteratura teatrale della Grecia antica basato su appunti personali e sullo studio autonomo del testo consigliato dal docente M. Cavalli: "Le parole del mito", M. Cavalli, Università degli Studi di Milano - Unimi, Facoltà di Lettere e filosofia. Scarica il file in PDF!

Esame di Letteratura teatrale della Grecia antica dal corso del docente Prof. M. Cavalli

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ESTRATTO DOCUMENTO

2. Pan e Siringa : Pan si era innamorato della ninfa Siringa e quando cercò di dichiararsi, essa

iniziò a scappare finchè, con l’aiuto di altre ninfe, si trasformò in cannè di bambù, con la

quale Pan si dilettava a suonare.

3. Eco e Narciso : Pan si innamorò anche di Eco, una splendida ninfa che però era stata

punita da Era per averla ingannata con la voce, distraendola quando il marito Zeus la

tradiva. Allora, per punizione, Eco non poteva parlare ma era destinata a ripetere le ultime

parole pronunciate dalle altre persone. Eco era innamorata di Narciso, uno splendido

fanciullo che si vantava della sua bellezza. Narciso respinse l’amore di Eco, che quindi si

rinchiuse in una grotta e lì lasciò soltanto voce e ossa. Ma anche la fine di Narciso risulta

tragica, in quanto si innamora di sè stesso dopo essersi specchiato in un lago e, cercando

di afferrare la sua immagine, muore affogato.

ORFEO

1. Il più famoso figlio di una Musa : Orfeo nasce dalla musa Calliope e da Eagro ( possibile re

della Tracia o da altri considerato una divinità fluviale). Orfeo era considerato il cantore per

eccellenza.

2. Orfeo ed Euridice : Aristeo, per punizione, veniva inseguito da uno sciame di ape e egli, a

sua volta, inseguiva Euridice che, sfortunatamente, cadde nell’entrata più meridionale del

Tartaro. Allora Orfeo, disperato per la perdita della moglie, si reca negli Inferi per

recuperarla e ottiene il permesso, dopo aver fatto compassione a tutti. Purtroppo, quasi

arrivato all’uscita con Euridice, Orfeo disubbedisce agli ordini imposti di Persefone e si volta

a guardare la sposa, perdendola per sempre.

GLI EROI GRECI

PERSEO

1. Un destino voluto dagli dèi

: Acrisio chiese a un oracolo come potesse avere figli maschi, ed

esso gli rispose che sua figlia Danae partorirà un figlio che però lo ucciderà. Perciò Acrisio

rinchiuse la figlia in una stanza sotterranea ma essa concepì Perseo (secondo alcuni con

Preto, fratello di Acrisio, secondo altri con Zeus, trasformatosi in pioggia d’oro). Allora poi

Acrisio rinchiuse Danae e Perseo in una cassa e li gettò in mare. Fortunatamente però si

salvarono.

2. La pioggia d’oro : Zeus, sottoforma di pioggia d’oro, si versò nel grembo di Danae, rinchiusa

nella prigione sottoterra.

3. Il lamento di Danae : Danae impaurita raccomanda al figlioletto Perseo di dormire, quando

entrambi sono rinchiusi nella cassa, scossa dalle onde del mare.

4. La testa della medusa : Polidette era re di Serifo, dove la cassa contenente Danae e Perseo

fu messa in salvo da Ditti, fratello di Polidette. Polidette si innamorò di Danae che però

aveva occhi solo per il figlio. Allora per sbarazzarsi di lui, finse le nozze con Ippodamia e

chiese a tutti i suoi amici in dono un cavallo, tranne a Perseo a cui chiese di portargli la

testa della Gorgone Medusa. Perseo allora, con l’aiuto dell’elmo di Ade, che rende invisibile

chi lo indossa, donatogli da Ermes, e con l’aiuto di uno scudo donatogli da Atena, si reca

prima dalle Graie per farsi svelare la posizione delle Ninfe, dalle quali recupera dei sandali

alati e una sacca magica. Poi si reca da Medua e, mentra essa stava dormendo, riesce a

tagliarle la testa, chiuderla nella sacca e portarla a Polidette.

5. Andromeda e il mostro marino : Di ritorno dopo la spedizione con Medusa, Perseo vede

Andromeda, figlia di Cefeo (re di Etiopia) e Cassiopea, appesa a delle funi sospesa sul

mare. Viene dalla fanciulla informato che a causa della superbia della madre, che si era

vantata più bella anche di Era, adesso doveva essere data in sacrificio al mostro che

Poseidone aveva scatenato. Ma Perseo riesce a sconfiggere questo mostro con la sua

spada, salva così Andromeda e la prende in moglie.

ERACLE

1. Figlio di Zeus e Alcmena : Zeus prese le sembianze di Anfitrione, marito di Alcmena e con

lei generò Eracle.

2. Eracle bambino, i due serpenti : Era, infuriata, manda due orridi serpenti a uccidere Eracle,

ma egli, dalla forza strepitosa ereditata da Zeus, afferra le due bestie arrivate sino alla culla

e li strattona, incrociandoli uno con l’altro e uccidendoli; quando Anfitrione accorre,

svegliato dal pianto di Ifìcle (fratellastro di Eracle), vede Eracle divertito, come se fosse un

gioco, a colpire i serpenti.

3. Le dodici fatiche : Era voleva vendicarsi contro Eracle, frutto di un tradimento di Zeus,

perciò annebbiò la mente dell’eroe che uccise la moglie Megara e i loro otto figli. Tornato in

sè l’eroe decise di suicidarsi, ma su consiglio di Teseo egli si recò dall’oracolo di Delfi il

quale gli rispose di mettersi a servizio del re di Argo, Euristeo. Questi impose ad Eracle di

superare 12 fatiche.

4. PRIMA FATICA: IL LEONE NEMEO  Il leone Nemeo era stato mandato da Era a Nemea

per sconfiggere Eracle; la bestia attaccava i cittadini e le greggi della città, tantochè tutti

avevano smesso di uscire e si rifugiavano dalla paura in casa. Poi Eracle sconfisse questo

animale, dopo un paio di tentativi nel colpirlo con arco e frecce (come piume per il leone), lo

colpì con l’ascia e lo uccise.

5. SECONDA FATICA: L’IDRA DI LERNA  L’idra era un orribile mostro che viveva nella

palude di Lerna; aveva nove teste, otto mortali e la nona centrale immortale. Quando

Eracle affrontò l’idra, tagliava le teste mortali ma ad ognuna mozzata ne crescevano due.

Allora intervenne in aiuto Iolao, nipote di Eracle, che bruciava la carne appena Eracle

tagliava le teste. Infine venne conficcata la tesa immortale e così l’idra fu sconfitta.

6. TERZA FATICA: LA CERVA DI CERINEA  Eracle doveva portare viva a Micene la cerva di

Cerinea, dalle corna d’oro e sacra ad Artemide, che si trovava ad Onoe. L’eroe la rincorse

per una anno per evitare di ferirle e quando la bestia, stanca, si fermò, Eracle la colpì e se

la caricò per portarla a Micene, dopo aver placato l’ira di Artemide.

7. QUARTA FATICA: IL CINGHIALE DI ERIMANTO  Eracle doveva catturare un terribile

cinghiale selvatico che devastava Psofi; dopo una lunga lotta tra l’eroe e la bestia, Eracle

riuscì a legarlo con delle corde e portarlo a Micene. Nel viaggio per giungere a Psofi Eracle

dovette anche affrontare i centauri.

8. QUINTA FATICA: LE STALLE DI AUGIA  Eracle doveva ripulire in un solo giorno tutte le

stalle di Augia, re d’Elide e figlio di Elio, proprietario di un ingente numero di mandrie.

Propose questa fatica al re sottoforma di sfida, ed Augia accettò, sotto testimonianza del

figlio Fileo. Eracle quindi superò questa prova deviando il corso dei due fiumi che

scorrevano vicino alle stalle ma Augia non mantenne la promessa di dare in cambio a

Eracle un decimo del suo bestiame.

9. SESTA FATICA: GLI UCCELLI STINFALI  Eracle doveva scacciare gli infiti uccelli che si

era riparati nel bosco della palude di Stinfali, spaventati dai lupi. Con l’aiuto di Atena, che

donò delle nacchere all’eroe, Eracle riuscì a smuovere gli uccelli dagli alberi e lì colpì tutti.

10. SETTIMANA FATICA: IL TORO DI CRETA  Eracle doveva catturare il toro di Creta che,

secondo alcuni era quello mandato da Zeus a cattuare Europa, secondo altri quello che

Minosse aveva protetto da Poseidone, colpito dalla sua bellezza. Giungo a Creta, Eracle

riuscì a catturare il toro e lo portò indietro, ma poi esso fu lasciato libero e giunse più tardi a

Maratona dove distrusse tutto.

11. OTTAVA FATICA: LE CAVALLE DI DIOMEDE  Eracle doveva portare a Micene le cavalle

del re tracio Diomede, che governava sui Bistoni, un popolo bellicoso. Allora l’eroe assale i

guardiani delle scuderie e rapisce le cavalle, che affida all’amante Abdero mentre lui

affronta i Bristoni. Le cavalle uccidono Abdero, Eracle fonda la città di Abdera e poi porta le

cavalle a Micene, anche se poi verranno liberate più tardi.

12. NONA FATICA: IL CINTO DI IPPOLITA  Eracle doveva portare a Micene la cintura di

Ippolita, regina delle Amazzoni, che le era stata regalata dal padre Ares per indicare la sua

superiorità. Eracle, giunto a Temiscira, incontra Ippolita e le parla di questa sua missione, e

Ippolita promette di dargli la cintura. Però Era, travestita da Amazzone, sparge la voce

dell’arrivo di stranieri che vogliono rapire la regina, così Eracle, pensando a un tradimento

di Ippolita, la uccide rubandole la cintura.

13. DECIMA FATICA: I BUOI DI GERIONE  Eracle doveva catturare i buoi di Gerioni, sull’isola

di Erizia. Gerione aveva un unico corpo fino alla vita, e poi esso si divideva in tre. I buoi

erano protetti dal cane a due teste Ortro e il mandriano era Eurizione. Nel suo viaggio per

Erizia, Eracle sfidò il sole, che gli donò la sua coppa d’oro per attraversare l’oceano. Giunto

sull’isola Eracle uccide prima Ortro, poi Eurizione e infine Gerione; porta così a

compimento la sua fatica, e i buoi vennero sacrificati ad Era.

14. UNDICESIMA FATICA: I POMI DELLE ESPERIDI  Eracle doveva portare i pomi d’oro del

giardino delle Esperidi che si trovava sul monte di Atlante; questi pomi erano il dono di

nozze della Terra a Zeus ed Era. Chi li difendeva era un drago immortale a cento teste e le

ninfe Esperidi. Allora, su consiglio di Prometeo, Eracle sostenne il peso del cielo al posto di

Atlante, che entrò nel giardino e prese tre pomi d’oro per consegnarli a Eracle. Alla fine

Eracle, donò questi pomi ad Atena, che li restituì alle Esperidi.

15. DODICESIMA FATICA: LA CATTURA DI CERBERO  Eracle doveva cattuare Cerbero, il

guardiano degli Inferi. Giunto da Ade, ricevette il permesso di portare via Cerbero, se solo

lo avesse vinto senza armi. Cerbero aveva tre teste di cane, una coda di drago e delle teste

di serpenti lungo la schiena. Ma Eracle riuscì ad afferrare una delle tre teste e a soffocare

la bestia, che cadde a terra. Eracle portò la fiera in superficie ma poi dovette ricondurla

negli inferi.

16. La morte di Ila : Eracle si invaghì della bellezza del giovane Ila, lo rapì, ed egli divenne suo

amante e scudiero. Entrambi partirono con gli Argonauti e durante una sosta i due scesero

dalla nave e Ila si mise a cercare una fonte d’acqua. Giunse a un laghetto dove le ninfe si

innamorarono subito di lui e, quando Ila si ppiegò per prendere l’acqua, lo tirarono giù con

loro. Eracle, sentite le urla dell’amante, lo cercò imperterrito, lasciò anche che la navi

ripartisse senza di lui.

17. La morte di Eracle : Deianira, moglie di Eracle, pensava che il marito amasse la fanciulla

Iole più di lei, perciò convinta che il sangue sgorgato dal centauro Nesso fosse un filtro

d’amore, cosparse la veste di Eracle di veleno. Lica portò la veste a Eracle che, non

appena la indossò, inizio a lacerarsi la sua pelle e a soffrire. Quando Deianira scoprì

l’accaduto si impiccò, poi Eracle, morente, fece promettere al figlio Ilio che avrebbe sposato

Iole. Eracle morì e si dice che una nube lo trasportò in cielo, dove si riconciliò con Era, la

quale diede in sposa all’eroe la figlia Ebe.

GLI ARGONAUTI

1. Il motivo del viaggio : Giasone rivendicava il trono sottratogli anni prima dallo zio Pelia,

quando regnava suo padre Esone. Allora Pelia in cambio del trono chiede a Giasone di

portargli il famoso vello d’oro conservato nella Colchide. Giasone si imbarca insieme agli

eroi più forti di tutta la Grecia.

2. Il passaggio delle rupi Simplegadi : La nave degli Argonauti si trovava nel mar Ponto e

doveva attraversare le rupi Simplegadi, che continuamente si aprivano e si chiudevano; su

consiglio del profeta Fineo, lanciarono una colomba per vedere il suo destino, che indicava

il volere degli dèi: e la colomba riuscì a oltrepassare le rupi. Dopo vari tentativi, anche la

navi riuscì a raggiungere il mezzo delle rupi e, grazie all’intervento di Atena, a superarle

completamente.

3. Giasone contro gli uomini nati dalla terra : Giasone riesce ad arare il campo della Colchide

dopo aver preso il controllo di alcuni tori e, nei solchi, pianta i denti del drago che Cadmo

uccise presso la fonte di Ares. Da questi solchi nascono degli uomini che Giasone stesso

poi ucciderà, uno per uno, come superamento di una prova nei confronti di Eeta, re della

Colhide.

4. La fuga di Medea con gli Argonauti

: Medea, figlia di Eeta ed abile maga, convinta da Era,

decide di lasciare il palazzo e di fuggire con gli Argonauti, per scampare la morte che

sicuramente l’avrebbe presa stando nella Colchide.

5. La conquista del vello d’oro : Medea e Giasoni, giunti al bosco della Colchide, cercavano il

vello d’oro appeso ad una quercia. Tuttavia dovettero prima affrontare il drago che

sorvegliava il vello, ma con un incantesimo e un filtro magico di Medea, il drago si

addormentò e Giasone riuscì a prendere il vello d’oro ed entrambi tornarono alla nave dai

compagni.

6. L’assassinio di Apsirto : Medea, per amore nei confronti di Giasone, incontra suo fratello

Apsirto nel tempio di Artemide sulla foce del Danubio e finge di accordarsi con lui per

ingannare Giasone e gli Argonauti. Ma all’improvviso salta fuori Giasone che colpisce

Apsirto, uccidendolo.

7. Il giardino delle Esperidi : Gli Argonauti giungono al giardino delle Esperidi dove le ninfe

sono disperate perchè il giorno precedente era giunto Eracle, che aveva ucciso ill drago


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze dei beni culturali
SSD:
Università: Milano - Unimi
A.A.: 2015-2016

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher giadacigo di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Letteratura teatrale della Grecia antica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Milano - Unimi o del prof Cavalli Marina.

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