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Dal IX secolo una serie di fattori inverte la tendenza:un ritorno ad un'economia agraria,la ripresa dei

traffici mercantili,un maggior benessere,la crescita demografica e il ritorno della scrittura con

l'adozione dell'alfabeto fenico. Si articolarono nuove forme di potere e convivenza civile che si

delinearono verso la fine dell'età arcaica con quale eccezione nelle regione centro-settentrionali

dove l'arcaismo dura di più.

Nei secoli IX-VI la Grecia sperimentò l'aggregazione attorno alla polis con grandi acquisizione

culturali,artistiche e di pensiero. È l'età della sperimentazione dove si gettano le basi per la Grecia

che dominerà nei secoli successivi.

Il ritorno ad un'economia agraria favorisce gli insediamenti stabili,promuove l'attività artigianale e

l'organizzazione comunitaria della vita. All'accelerazione dell'VIII secolo va aggiunto il ruolo dei

centri di culto locali e regionali che promuovevano l'aggregazione intorno ad una divinità

protettrice. Si sviluppano anche sedi religiose dove confluivano tutti gli abitanti della Grecia per

onorare una divinità comune. A questo si aggiunge la presa di coscienza della grecità come sistema

di valori,mentalità,lingua e consuetudini condivise. I principali santuari panellenici sono quello di

Zeus a Olimpia e di Apollo a Delfi.

Nel 776 a.C. vengono istituiti i Giochi Olimpici.

Dalla regalità alle aristocrazie.

La storia della polis dell'età arcaica vede opporsi il dèmos,piccoli e medi proprietari terrieri,

all'aristocrazia che possedeva la maggior parte dei terreni e il deteneva il potere. Tra la fine della

Dark Age e l'inizio dell'età arcaica,il basilèus si afferma come capo. Era un'autorità diversa da

quella micenea perché affiancato da un consiglio di anziani. La sua figura è quella di un Big Man

che è capo per le sue doti personali e carismatiche,le sue capacità di amministrare la giustizia,di

comandare in caso di guerra e di officiare i riti. Non viveva a palazzo ma nel mègaron.

Duranti gli scavi sull'isola di Eubea tra il 1980 e il 1990,venne trovato un edificio del X-IX secolo

riconducibile ad una dimora del basilèus:ambiente rettangolare,chiuso tra un vestibolo ed un abside,

innalzato su un basamento di pietra con il tetto di paglia. Successivamente venne usato come tomba

del signore e consorte,sepolti con un ricco corredo.

Nelle epoche in cui l'autorità centrale era deboli,furono i gentilizi a comandare. Si rifacevano ad un

antenato illustre anche di natura mitica che dava il nome alla famiglia (gènos). La struttura era

chiusa,con una forte solidarietà tra i membri e,prima dei governi comunitari,detentori dell'autorità

assoluta. Il capo del gènos gestiva i beni della casa,amministrava la giustizia e le pratiche religiose,

guidava gli uomini in guerra. Appartenere ad in gènos implicava norme etiche e doveri che

portavano i membri a definirsi àristoi,i migliori. I valori che li guidavano erano lealtà,coraggio in

guerra,eccellenza nelle gare atletiche e nella caccia. Amavano la poesia e la musica.

Aretè e mondo omerico.

I valori dell'aristocrazia arcaica sono gli stessi che ispirano gli eroi omerici creando numerosi

anacronismi. I protagonisti di Iliade ed Odissea sono dell'età micenea o inizio Dark Age ma hanno

una mentalità contemporanea a quella di Omero che permettono di ricostruire il pensiero della gente

che visse la nascita della polis.

L'aretè è il risultato e manifestazione della superiorità morale e fisica che legittima la presa di

potere. Il dono occupa la posizione più rilevante:i capi si scambiano doni senza una norma che lo

imponesse ma come imperativo morale. Il dono porta legami quali l'amicizia,la lealtà e la

solidarietà che portano ad non tradire durante un conflitto.

Importanti sono anche i doveri dell'ospitalità:chi si presenta viene accolto ma deve rispettare le

usanze della casa in cui entra. Questo fa emergere i rapporti pacifici tra polis nonostante il generale

clima di guerra.

Iliade ed Odissea formarono per i Greci una sorta di Bibbia su cui costruire la paidèia. L'eroe

omerico portava le norme della condotta e delle virtù che sono alla base dell'aretè della polis. Portò

anche il radicamento dell'agonismo nella mentalità greca.

Il cittadino soldato e l'oplitismo.

Con la crescita della polis cresce anche la consapevolezza delle persone del loro ruolo negli

organismi di governo. La polis diventa il luogo comune ai cittadini dove ognuno ha il diritto e il

dovere di difenderla,sottraendo così la guerra dal dominio esclusivo dei veti superiori. Al

combattimento eroico si sostituisce lo scontro di massa,provocando un cambio di mentalità e valori.

Nacque la figura del cittadino-soldato o oplita per il quale combattere era un dovere ma anche un

privilegio che sanciva il suo appartenere alla comunità civica. Il cittadino si arma a proprie spese e

quindi veniva esclusi i ceti più bassi sulla base di un'uguaglianza imperfetta.

Colonizzazione,tiranni,legislatori.

Gli ultimi decenni del VIII secolo si caratterizzano per tre fattori:colonizzazione,tiranni e legislatori.

Il sistema della polis si era diffuso in tutta la Grecia con la nascita di città-stato autonome e

autogovernate,grazie anche alla crisi che colpì i regimi aristocratici a causa delle rivolte dei

commercianti e artigiani e alla crisi agraria. Tra il VII e il VI secolo si affermò un nuovo assetto

sociale.

Lo squilibrio tra risorse e bisogni,la crescita demografica,i traffici mercantili che portavano in

nuove terre,la formazioni di fasce di dissidenti portano ai flussi migratori verso Occidente tra il VII

e il VI secolo,e in misura minore verso Oriente. Le città fondate erano autonome ma non

spezzarono mai i legami con la città-madre. Queste nuove città vivevano a contatto con popolazioni

indigeni in rapporti più o meno pacifici. Iniziò un processo di assimilazione che portò i Greci delle

colonie a un profilo originale. Nelle colonie occidentali nacquero le prime scuole di pensiero

sull'origine dell'universo,le prime leggi matematiche e le basi della medicina,le prime leggi scritte.

L'aumento degli scambi mercantili portò alla coniazione della moneta,usata per la prima volta dai

Lidi. Le prime monete erano dischetti di diversa grandezza e peso per poi essere monopolizzati

dalle poleis che ne stabilirono un titolo,un peso e un valore fissi imprimendovi il proprio marchio.

Lo squilibrio tra l'aristocrazia,detentrice delle terre e del potere,con i nuovi ricchi ceti di

commercianti e artigiani e i sempre più poveri ceti agrari medi e piccoli portò a chiedere una

ridistribuzione della terra. Il cambiamento arrivò in due modi:l'avvento di un tiranno o un percorso

pacifico di riforme.

Il tiranno era un esponente dell'aristocrazia in contrasto con i membri della stessa che governò con

il consenso di quelle fasce di cittadini,che per vari motivi,avevano interesse a spezzare il dominio

aristocratico. Erano tiranni-demagoghi e non avevano una connotazione negativa. Il tiranno di

Atene,Pisistrato,governò come altri come saggezza e moderazione. Alcuni tiranni sono tra i Sette

Sapienti ritenuti il canone della saggezza. Le corti dei tiranni richiamavano poeti e artisti di ogni

genere;i tiranni promossero programmi di urbanizzazione e di miglioramento della città.

Alla fine del V secolo Euripide confrontava il tiranno con la democrazia:definiva il tiranno la cosa

più nefasta per la città perché leggi non erano uguali per tutti e tutto il potere era nelle mani di uno.

Con la democrazia ci sono leggi scritte e uguali per tutti,tanto che anche il debole più contrastare il

potente.

La legislazione fu la risposta non traumatica. La codificazione delle leggi nasceva dall'idea che tutti

i cittadini hanno stessi diritti e doveri. Le leggi scritte sono il punto più alto perché è l'affermazione

del pubblico sul privato e il controllo sociale sull'oralità.

Le prime leggi scritte sono a Locri,nella Magna Grecia,e a Catania. Draconte gettò le basi del diritto

penale ad Atene ma fu Solone a dare ai suoi concittadini il codice che sarebbe stato alla base della

legislazione ateniese. Licurgo a Sparta conservò la trasmissione orale della sua legislazione. In

realtà leggi di Solone e di Licurgo andavano oltre il diritto costituzionale e pubblico,includendo

codici morali e di comportamento. La legislazione di Licurgo esercitava un controllo

onnicomprensivo sulla vita degli Spartani per garantire un sistema ugualitario:nel V secolo gli

storici gli riconosceranno il merito di aver impedito l'instaurazione di una tirannide.

Solone unì le leggi ad una riforma sociale e politica dividendo la cittadinanza in quattro classi in

basi al reddito finanziario e non più ai possedimenti terrieri.

Le legislazioni di Solone e Licurgo vennero definite eunomìa,buone leggi. Il poeta Tirteo definì così

le leggi di Licurgo;mentre Solone stesso definì il suo progetto per cercare di spiegarlo ai cittadini.

L'età classica.

Grecia e Persia.

Intorno al 550 a.C. i Persiani guidati da Ciro imposero il loro dominio nel Vicino Oriente. Ciro

governò uno stato immenso,multietnico di cui tollerò le lingue,le etnie e le religioni ma punì

duramente ogni tentativo di rivolta. Riscuoteva un tributo attraverso l'amministrazione per far

sentire la presenza. Nel 499 a.C. Mileto,con l'appoggio di Atene,si ribellò ma il Gran Re sedò nel

sangue la rivolta e rase al suolo Mileto,impressionando Atene.

Dario successe al padre Ciro e punì i Greci d'Occidente che avevano osato mettersi sulla sua strada

di conquista. Con queste premesse iniziarono le guerre persiane che segnano il confine tra età

arcaica e classica e sono emblema dell'inaspettata vittoria di un popolo di liberi su uno di sudditi.

Nel 490 a.C. ci fu la battaglia di Maratona dove gli Ateniesi,guidata da Milziade,sconfissero

l'esercito di Dario facendo iniziare e terminare la prima guerra persiana.

Serse successe al padre Dario e organizzò una grande spedizioni terrestre e marittima con soluzioni

avanzate. Serse avanzò verso sud lasciandosi dietro incendi e devastazioni;pretendeva la terra e

l'acqua,formula di sottomissione totale delle città. Gli Ateniesi fecero evacuare la popolazione

civile mentre la città veniva bruciata. Nel 480 a.C. a Salamina e nel 479 a.C. a Platea i Greci

sconfiggevano Serse e i Persiani grazie anche al sacrificio spartano di Leonida e dei Trecento alla

Termopili. Per fronteggiare i Persiani quasi tutte le città greche si riunirono nella Lega ellenica,

indice della capacità dei Greci di riunirsi in nome della comune coscienza in caso di pericolo. La

Lega venne sciolta al termine del conflitto per paura di ritorsioni persiane.

La pentecontezia.

L'inizio dell'espansione di Atene e della sua affermazione come talassocrazia la si deve a Salamina,

alla flotta e a Temistocle.

Nel 478/77 a.C. venne creata la Lega delio-attica che riuniva la forza militare dei centri costieri ed

insulari dell'Egeo attorno ad Atene. Per questo periodo di relativa pace,Tucidide coniò il termine

pentecontezia (50 anni). Le forze erano equilibrate grazie agli accordi trentennali che Atene fece

con la Persia e con Sparta. La Lega delio-attica vide la luce grazie a Cimoen,figlio di Milziade,e a

Aristide.

Nel 454/53 il tesoro della Lega venne portato nel Partenone ad Atene,sottolineando il ruolo

egemone che Atene stava assumendo,soffocando la libertà degli altri membri e dando inizio

all'imperialismo ateniese.

L'età di Pericle.

Pericle è l'artefice del primato ateniese. Fondatore della democrazia,era membro della famiglia

degli Alcmeonidi,una delle più prestigiose dell'aristocrazia. Promosse un grande piano edilizio per

la ricostruzione di Atene dopo la distruzione persiana,facendo dell'acropoli un polo d'arte. Fece

erigere il Partenone,tempio di Athena Parthenos protettrice della città,e i Propilei che davano

accesso alla spianata della rocca. Il dinamismo politico e intellettuale richiamò moltissimi artisti e

studiosi;Pericle era a capo con Fidia di una cerchia di intellettuali tra cui il filosofo Anassagora e

l'urbanista Ippodamo di Mileto.

Il teatro tragico proponeva i valori della democrazia attraverso i personaggi del mondo eroico;

Aristofane raccontava il mondo dell'Atene periclea ricca ma anche chiusa nei sui pregiudizi. Il

clima di Atene era perfetto per i sofisti con il loro relativismo:dimostrare attraverso le abilità di

ragionamento era alla base della politica dell'assemblea. Il sapere nasceva a servizio della politica e

coniugava dialettica e retorica. Pericle visse in prima persona i nuovi costumi che scandalizzavano

l'opinione pubblica e,accanto a molte critiche,ricevette il soprannome di Olimpico.

La statua d'oro della dea fu opera di Fidia ma in realtà era il direttore di tutti i lavori grazie

all'amicizia con Pericle. Questi aveva molti nemici ma il titolo di Olimpico,anche se può sembrare

ingenuo,sottolineava la sua indole buona e pura nonostante l'enorme potere che esercitava.

L'età della guerra del Peloponneso.

Nel 431 a.C. Atene e Sparta entrarono in guerra e si combatterono per 30 anni. Il conflitto venne

definito mondiale perché tutto il mondo allora conosciuto dovette schierarsi con una o l'altra

potenza. Entro le città scoppiarono guerre civili tra le fazione democratiche e quelle oligarchiche.

La causa della guerra fu la crescita della talassocrazia ateniese che portò squilibri nelle premesse

della pace pentecontezia. Dagli elenchi delle epigrafi dei caduti,si apprende che Atene era impiegata

su più fronti e che Pericle non si scostò mai dalla strada dell'imperialismo.

Pericle pensò di combattere sul mare contando sulla flotta e i rifornimenti per la popolazione

derivati dai traffici marittimi:evacuò la campagna dell'Attica e portò tutti gli abitanti dentro le mura.

Il piano aveva un problema:l'inadeguatezza delle strutture urbane per così tante persone. La carenza

di strutture igieniche causò un'epidemia di peste per la quale morì anche Pericle. Intanto gli Spartani

bruciavano i campi. Nel 421 a.C. con la pace di Nicia si concluse la prima parte del conflitto in

parità che riprese tre anni dopo. Atene aumentò i tributi per mantenere la flotta,fallì la spedizione in

Sicilia contro Siracusa,alleata di Sparta. Il colpo finale arrivò con l'ingresso della Persia a fianco di

Sparta.

Pericle continuò il programma edilizio iniziato e promosse gli agoni teatrali. La popolazione era

comunque estenuata dalla guerra,soprattutto i contadini. Il teatro di Aristofane porta in scena il

malcontento e dà voce al ricordo di un tempo felice.

Cleone subentra a Pericle imponendo una democrazia radicale. Convince a continuare la guerra e

aumenta la riscossione dei tributi facendo logorare ulteriormente i rapporti nella Lega delio-attica.

Cleone fu anche il responsabile della condanna a morte della città di Mitilene per essersi ribellati:la

condanna non verrà mai eseguita. Cleone è l'espressione dei ceti mercantili e artigiani,nonchè

bersaglio preferito di Aristofane. Cleonte è un demagogo,uno che ottiene il consenso grazie alla

capacità di trascinare e convincere il popolo.

Alcibiade fu l'erede intellettuale e politico di Pericle. Venne eletto dal collegio dei 3 strateghi a

comando della spedizione in Sicilia da cui venne rimosso perché accusato di aver partecipato ad un

banchetto dove erano stati profanati i Misteri Eleusini. A questo si aggiunse la mutilazione delle

erme nella strade di Atene. Alcibiade si rifugiò a Sparta ma,dopo la condanna in contumacia,Atene

lo perdonò e poté tornarvi. Ritenuto responsabile della sconfitta di Nozio,si ritirò nei suoi

possedimenti in Tracia per poi scappare in Frigia dopo la sconfitta di Atene. Qui venne fatto

uccidere a tradimento dal satrapo.

Il dissenso verso il regime democratico e le defezioni degli alleati,portano nel 411 il colpo di stato

dei Quattrocento. Gli oligarchi presero il potere ad Atene,istituirono un governo di 400 persone,

limitarono i diritti politici a solo 5000 cittadini di reddito superiore. Dato che la flotta si trovava a

Samo,rimase fedele alla democrazia e il governo del Quattrocento finì nel 410 a.C.

Nel 405 a.C. la guerra finì nella acque di Egospotami,dove lo spartano Lisandro schiacciò Atene.

Sparta sciolse la Lega delio-attica,distrusse la flotta ateniese e abbatté le mura. Instaurò il regimo

filospartano dei Trenta Tiranni che perseguitarono e uccisero i filodemocratici. Nel 403 venne

restaurata la democrazia.

Il IV secolo.

In IV secolo inizia con la doppia egemonia spartana di terra e di mare e con l'attività diplomatica

persiana che corrompeva le poleis con l'oro per evitare che qualcuna potesse diventare

pericolosamente potente. Questo portò altri 15 anni di caos.

Nel 387/86 a.C. venne stipulata la loinè eirène,un trattato di pace generale tra le città greche e il

Gran Re che introdusse una nuova concezione dei rapporti internazionali. Vennero creati due

sistemi politici,ad occidente le poleis libere ed autonome e ad oriente il dominio assoluto persiano,

ponendo fine alle aspirazioni di libertà delle città greche dell'Asia Minore.

La parole eirène entrò nel vocabolario per indicare i rapporti di pace basati sull'assenza di conflitti e

a tempo indeterminato. Fino ad allora i rapporti tra poleis si basavano sul conflitto nel quale si

inseriva la pace come un momento di tregua.

Sparta rinuncia all'egemonia marittima,facendo ritornare Atene potenza marittima. Entrò anche la

città di Tebe grazie a capi come Pelopida ed Epamononda. Tebe sconfisse Sparta nel 371 a.C. a

Leuttra aggravando il crollo demografico spartano. La Messenia tornò libera e indipendente,mentre

l'Arcadia divenne stato federale con capitale Megalopoli.

Nonostante la pace dominante,la conflittualità rimase altissima. Sparta non sfruttò le opportunità

derivate dalla guerra del Peloponneso;Atene si risollevò ma continuava a guardare al glorioso

passato;Tebe fu una meteora incapace di affermarsi.

Il processo di Socrate è un momento buio della storia ateniese ma il pensiero socratico va avanti con

Platone e Aristotele:nelle loro opere la polis è al centro,in un'utopia che la vede con la forma di

convivenza che assicura felicità all'uomo. Nascono anche le scuole di oratoria.

L'ellenismo.

Alessandro Magno e l'ellenismo.

La Macedonia si estendeva nella regione montuosa della Grecia settentrionale dominata dal monte

Olimpo,abitata da una società pastorale governata da un re della dinastia degli Argeadi affiancato da

un'aristocrazia terriera. La monarchia era lacerata da lotte dinastiche,intrighi,congiure,assassini e

minacciata dalla tribù confinati. Così ereditò il regno Filippo II nel 359 a.C. a 23 anni. Filippo lo

trasformò in uno stato moderno,sicuro con un esercito organizzato ed un potere efficiente. Si rivolse

alla Grecia meridionale che tentò di fermalo:invano dato che l'esercito macedone era invincibile.

Nel 337 a.C. riunì tutte le città greche,tranne Sparta,nella lega di Corinto per dare il via alla guerra

contro la Persia. Le poleis persero la loro autonomia e doveva rispondere al sovrano macedone:

finiva l'età classica. Demostene fu il più tenace oppositore di Filippo:si scontravano la difesa della

libertà al tentativo di riunire tutta la Grecia.

Filippo morì per una congiura di palazzo.

Nel 1977 a Verghina vennero ritrovate le tombe reali macedoni tra cui quella di Filippo. Le parti

architettoniche sono coperte da intonaco e colori. I resti cremati del sovrano sono avvolti in tessuto

con fili d'oro e lana purpurea,il tutto deposto in un'urna d'oro. Il corredo funebre è sontuoso.

Gli succedette il giovanissimo figlio Alessandro che portò a termine in progetto del padre. Iniziò

con la spedizione di Oriente. Cresciuto dagli insegnamenti di Aristotele,assimilò la cultura greca

e,memore delle guerre persiane,promosse le sue campagne come una punizione da infliggere per i

danni subiti. Si identificò con Achille di cui si considerava un predestinato successore. Prima della

campagna in Asia,sedò alcuni tentativi di rivolta in Grecia:Tebe venne rasa al suolo e la popolazione

ridotta in schiavitù.

La spedizione orientale iniziò con il sacrificio alla tomba di Achille ad Ilio. L'esercito avanza

vincendo e facendo sperare Alessandro di creare un regno che unisse l'Oriente con l'Occidente.

Alessandro aveva bisogno di un'autorità maggiore di quella di semplice re:nell'oasi di Siwa,al

santuario di Ammon-Zeus si fece riconoscere figlio di Dio. Dopo le vittorie nel 334 e nel 333 a.C.

catturò tutta la famiglia del re persiano e il suo tesoro,annientando l'esercito nell'odierna Mosul.

Dario riuscì a fuggire ma fu ucciso da un suo dignitario:Alessandro seppellì Dario con tutti gli onori

e fece uccidere l'assassino traditore.

Alessandro ama mandare a morte la gente e anche i suoi amici più fidati anche solo per un sospetto.

L'attaccamento alla madre con cui mantenne una fitta corrispondenza,il matrimonio con Rossane e

il figlio ucciso piccolissimo dai pretendenti al trono,l'amore per il cavallo Bucefalo portarono

aneddoti sul sovrano che sfociano nel mito.

Alessandro si spinse fino in India,lasciando sul percorso città con il suo nome. Nel 326 a.C. a causa

della stanchezza dell'esercito dovette fermarsi e fare ritorno a Babilonia dove morì in strane

circostanze. Promosse i matrimoni misti tra i suoi ufficiali e le donne locali per diffonde l'ellenismo.

Alla morte di Alessandro,il regno venne diviso tra i suoi generali:alla fine delle lotte che durarono

oltre 40 anni,l'assetto era di 4 stati e così sarebbe rimasto fino all'arrivo dei Romani. Anche con i 4

stati continuò il sincretismo sociale,culturale e politico;la lingua greca si diffuse a Oriente e divenne

la lingua comune e ufficiale. La cultura ellenica assorbì alcuni tratti di quella orientale:il termine

ellenismo fu coniato da G.Droysen per indicare questa commistione.

Le capitali dei regni erano sfarzose:primeggiava Alessandria d'Egitto che con i Tolomei divenne la

capitale della cultura. Le poleis persero la loro autonomia e vivacità,tranne Atene. Le città

divennero centri sottoposti al governo del re. Decadde la distinzione tra cittadini e stranieri,

affievolendo il sentimento di comune identità.

Grazie alla lingua comune,alla strade,ai traffici mercantili intensificati si diffuse un senso di

cosmopolitismo che ebbe conseguenze sul pensiero. La filosofia di Aristotele era nata nella polis e

pensate per quel contesto;ora il potere centralizzato aveva portato al disimpegno politico e ad una

riflessione volta al valore dell'uomo e alla morale individuale.

Lisippo fu l'unico che potè fare statue di Alessandro,raffiugrando nella posa che tutti cercarono di

imitare:collo piegato a sinistra e sguardo dolce. Alessandro,nonostante i dipinti in cui è scuro,era di

carnagione chiara e rosso in volto e sul petto. La sua pelle profumava a causa dell'alta temperatura

corporea che lo portava ad essere collerico e a bere. Non era una persona dedita a piaceri corporei

ma ambiva il potere e la gloria.

Ad Alessandria,per volere del sovrano Tolomeo Sotèr venne fondato il Museo,un centro culturale

dove eruditi di ogni campo aveva i finanziamenti per compiere ricerche. Al Museo era legata la

Biblioteca con oltre 700.000 volumi,rappresentanti il patrimonio letterario greco.

Anche Pergamo era un vivace centro di cultura dove venne ideato un nuovo supporto di scrittura:la

pergamena.

Antiochia in Siria fu un centro minore culturale finanziato anche dai privati.

La Grecia e Roma.

Alla fine del III secolo appare in Grecia la potenza romana. Le guerre macedone portarono alla

scontro vittorioso su Filippo V e sul figlio Perseo che portò alla trasformazione della Macedonia in

una provincia romana. La guerra di Siria e la sconfitta di Antioco fecero uscire il regno dei

Seleucidi dalle grandi potenze. Le poleis si illusero di aver ritrovato la libertà con Tito Quinzio

Flaminino ma nel 146 a.C.,dopo la distruzione di Corinto,la Grecia e la Macedonia diventarono

provincia romana. Nel 27 a.C. Augusto la nomina provincia senatoria autonoma. Nel 133 i Romani

acquisiscono il re di Pergamo perché il sovrano Attalo III glielo lascia alla morte. Dopo

l'annientamento di Cartagine,Roma si impone come potenza imperiale. Nel 31 a.C. cade l'ultimo

regno,quello d'Egitto,con la vittoria di Azio Cesare Ottiaviano,futuro Augusto,su Cleopatra e

Antonio.

La cultura greca era arrivata a Roma grazie ai commerci e agli Etruschi,ma nel II secolo il

filoellenismo entrò nella società romana modificando gusti,mode,pratiche e tendenze.

Parte seconda:polis.

CHE COSA È LA POLIS.

La polis è il nuovo modo di pensare la vita comunitaria. I cittadini della polis si definivano polìtai e

partecipavano alle decisione comunitarie in un autogoverno. Principi erano la libertà e

l'indipendenza.

Si parla di polis al singolare come modello teorico ma nella realtà la Grecia era formata da più

poleis distribuite sul territorio. La polis è una specifica esperienza della grecità.

Morfologia della polis.

Per una definizione della polis.

La parola polis era usata in tre accezioni:

sinonimo di acropoli che è anche il significato originale. Tucidide identifica con polis

• l'acropoli,nucleo originario della città di Atene

insediamento urbano usato in alternativa al termine àsty

• città-stato che corrisponde agli statuti giuridici e alle funzioni che si sono delineati dall'età

• arcaica e quella classica.

In riferimento alla città-stato che il termine polis rappresenta l'esperienza più originale. Non tutta la

Grecia erano inquadrata nel sistema delle poleis ma è qui che si sviluppa l'arte,la letteratura,il

pensiero e la politica,basi per la civiltà occidentale.

Centro urbano e territorio.

La polis come città-stato era formata dall'insediamento urbano (àsty) e dal suolo ad esso confinante

(chòra). Il centro urbano dava il nome all'intero stato e ai suoi cittadini.

L'estensione del territorio era variabile da città a città ma spaziava tra il 25 e il 100 km^2. Notevoli

per le loro dimensioni erano Atene,Sparta,Tebe,Argo e Megara.

L'agorà e l'acropoli rappresentavano gli spazi più ampi dentro l'àsty. L'agorà aveva molteplici

funzioni,dalla politica all'amministrazione della giustizia,al commercio. Era lo spazio civile per

eccellenza ed era circondato da bacini di acqua per far purificare chi vi entrava. L'agorà era il luogo

della parola dove l'assemblea si riuniva a discutere. Ospitava gli edifici amministrativi e quelli

dell'attività giudiziaria. Era il luogo dei momenti collettivi. Vi si affacciava il teatro di Dioniso. Fino

al V-IV secolo un settore ospitava il Ceramico,poi eliminato per far posto alla sema demosìon,la

tomba comune dove venivano seppelliti,con tutti gli onori e a spese dello Stato,i morti nella guerre.

Il momento della sepoltura prevedeva un'orazione da parte dei principali oratori ed era uno dei

momenti più alti di partecipazione popolare.

L'acropoli era la sede del culto che ospitava il tempio della divinità protettrice della città. Nel 449

a.C. Pericle iniziò i lavori di monumentalizzazione dell'acropoli di Atene,dopo che per oltre 30 anni

i templi bruciati e saccheggiati dai barbari persiani erano rimasti sotto gli occhi dei cittadini.

L'acropoli di Atene è il simbolo della democrazia,di un sistema che ha educato il popolo alla

giustizia,all'uguaglianza,al bello e alla cultura. Fidia fu il sovraintendente al progetto:il fulcro era il

tempio dedicato ad Atena parthènos (vergine). L'edificio fu realizzato dagli architetti Ictino e

Callicrate e decorato con i fregi di Fidia e i suoi allievi. Fidia realizzò anche la statua crisoelefantina

effigiata in piedi,con l'elmo sul capo,la lancia appoggiata sulla spalla,in mano uno scudo con le

scene di lotta contro le Amazzoni e una corazza sul petto con l'effige della Gorgone. I Propilei

davano l'accesso all'acropoli,mentre l'area sacra era riempita di templi per dei minori tra cui quella

di Atene Nike. L'ultimo edificio realizzato fu l'Eretteo,un edificio su più livelli per ospitare diversi

culti eospitare,nei sotterranei,il serprente sacro.

Le mura sono il passaggio più esplicito dall'insediamento primitivo al centro urbano. Motivo di

vanto per gli Spartani era di vivere in una città senza mura,dato che bastava il loro valore e tenere

lontano i nemici. Dopo le guerre persiane,Atene fece edificare 10 km di mura,le Lunghe Mura,che

univano la città al porto del Pireo:simbolo dell'imperialismo ateniese,vennero distrutte da Sparta

dopo la vittoria nella guerra del Peloponneso.

In parti della Grecia con un territorio diverso,esistevano altre forme di governo. Le poleis

governavano le chòrai.

La fondazione ex novo di una colonia permetteva di realizzare il modello ideale di polis. Le poleis

in Grecia erano cresciute in modo disordinato,adattando l'ingrandimento a strutture preesistenti.

Nella seconda metà del V secolo Ippodamo di Mileto progettò un modello urbanistico che realizzò

in alcune città. Pericle lo chiamò per rifare il Pireo e fondare la colonia di Turi in Magna Grecia. La

pianta delle città era ottagonale con strade perpendicolari in modo da formare isolati dove

sorgevano gli edifici. La pianta della città era funzionale ai bisogni dei cittadini.

Forma di stato e di governo.

La polis aveva leggi e ordinamenti con cui esercitava un potere sovrano e le permetteva di essere

uno stato. Cardine dell'etica politica è il concetto di autonomìa che conferiva ai cittadini della polis

l'autogoverno con leggi scelti tutti insieme per autodisciplinare la convivenza. Autonomìa ed

eleutherìa si unirono a forma l'immagine di libertà ed indipendenza che fondavano l'esistenza della

polis. La libertà era il rifiuto di sottomissione esterna ma anche facoltà di ognuno di esprimere il

proprio pensiero e di contribuire a plasmare quella degli altri. I diritti dei cittadini esistevano solo

dentro la polis dato che al di fuori si era stranieri senza diritti.

Politèia definisce il complesso degli ordinamenti del governo della polis:è il regime della città e

solo in questa accezione la si può tradurre come costituzione. I due modelli di regimi era l'oligarchia

e la democrazia in forme più o meno chiuse. L'oligarchia favorisce un sistema verticale dove il

potere decisionale è di pochi;la democrazia è un sistema orizzontale dove le competenze sono di più

persone. Ad Atene l'assemblea dei cittadini aveva pieni poteri per le decisioni di politica interna ed

estera;a Sparta l'assemblea aveva limitate possibilità tra cui approvare o respingere le decisioni del

consiglio dei 28 anziani. La regalità non era prevista,con l'eccezione della doppia regalità spartana

di epoca storica.

In democrazia si era eletti per sorteggio ritenuto il metodo più egualitario;nel regimo conservatori

ed oligarchici il sistema era su parametri di età,censo e lignaggio. Il governo della polis chiedeva

semplici requisiti quali la cittadinanza,un'impeccabile condotta privata e nei confronti della

famiglia.

La polis come sistema economico.

La chòra,la terra,era la base economica della polis che doveva garantire l'autàrkeia alla comunità.

Solo Sparta era davvero autonoma nella produzione grazie alla pianura,le altre poleis importavano i

prodotti. Il commercio e le altre culture incisero pochissimo sulla mentalità della polis che rimase

chiusa:anche Atene,capo di un impero marittimo,rimase sempre una polis rurale fatta di proprietari

terrieri.

Quando Pericle trasferì la popolazione dai campi alla città fu uno shock. Il bestiame venne portato

ad Eubea,mentre gli agricoltori entro le mura con un trasferimento gravoso e la mal sopportazione

della nuova situazione. Avevano dovuto cambiare il loro modo di vivere;solo alcuni avevano un

parente dove alloggiare,gli altri vivevano nelle parti non edificate della città.

Per mantenere efficiente la flotta,strumento indispensabile per una talassocrazia,serviva

manodopera che veniva reclutata tra i nullatenenti urbaeni in cambio di uno stipendio.

Temistocle unì la città al Pireo,in un progetto opposto agli antichi re ateniesi. Questi cercarono di

distrarre la popolazione dal mare per convincere a coltivare la terra. Temistocle invece unì la città al

mare,aumentando la forza del popolo sui nobili e il potere passò nelle mani dei marinai,rematori e

timonieri.

La guerra del Peloponneso allargò il divario tra classi povere urbane,favorevoli all'impero

marittimo,e i ceti poveri rurali provati dal conflitto. La società ateniese era impari sulla base dei

bisogni sociali ed economici.

Al di fuori della polis:il villaggio e l'ethnos.

Esisteva anche una Grecia estranea all'esperienza della polis:era la Grecia che viveva nei villaggi

sparsi sul territorio con un'agricoltura locale di sussistenza. Erano allevatori di ovini e caprini che

praticavano la transumanza. In particolare erano attività della Grecia centro-settentrionale con le

comunità montane. Le pendici dei monti ospitavano gli avvallamenti per gli insediamenti che

traevano dai boschi il necessario alla sussistenza. I villaggi erano attrezzati per gli spostamenti

stagionali. La comunità di villaggio si basava su gerarchie accettate e rispettate,una società

patriarcale basate sulla ricchezza,il prestigio e l'autorità. Gli uomini indossavano sempre le armi e

venivano definiti pastori-guerrieri:la razzia e la pirateria erano validi strumenti per integrare le

risorse e la guerra era il metodo per mantenere le relazioni con le popolazioni vicine.

Tucidide scriveva che alcuni popoli della terraferma esercitano con successo la pirateria e per

questo hanno mantenuto l'usanza di girare armati. In tutta la Grecia c'era questa abitudine che però è

decaduta quando è diventato un territorio più sicuro:gli Ateniesi furono i primi ad abbandonare le

armi e dedicarsi a creare le loro civiltà di cultura.

In queste regioni l'urbanizzazione non portò alla formazione della polis come città-stato. Nella

Grecia centro-settentrionale ci furono diverse difficoltà di rapporti tra i diversi insediamenti chiusi

tra i monti che azzeravano ogni esigenza di unità politica. Gli abitanti sapeva di appartenere ad un

gruppo etnico che condivideva culti,tradizioni e consuetudini:la Grecia dei nord era un mosaico di

ethne minori che costituivano l'ethnos. Ad esempio in Arcadia i componenti dell'ethnos si riunivano

periodicamente al santuario della loro principale divinità e coglievano l'occasione per discutere di

problemi comuni. Queste feste davano le stesse opportunità che si potevano cogliere nella polis

greca.

Presso queste popolazioni vigeva ancora un governo pre-poleico di tipo regale. Il basilèus era il

garante dell'unità nazionale in quanto mancavano le strutture tipiche della polis. Anche in questo

regione a metà del IV secolo si diffuse il modello di stato federale.

La società della polis.

Cittadini e non cittadini,liberi e schiavi.

La polis coincideva con la comunità dei cittadini sin dalle sue origini. Nel IV secolo Aristotele la

definisce con koinonìa ton politòn,comunità dei cittadini,raggiunta perché l'uomo è un animale

politico e la forma più alta di koinonìa la si raggiunge nella polis.

Essere cittadini era riservato a poche persone:la distinzione era sulla base di poter o meno

partecipare ai diritti e doveri del polìtes. Tra i diritti c'erano il diritto di voto attivo e passivo,il

monopolio della terra,la protezione giudiziaria. Tra i doveri c'erano obblighi militari e fiscali. Ci

cittadini erano geloso dei loro privilegi e la cittadinanza agli stranieri era concessa raramente. Nel

451 a.C. Pericle proibì i matrimoni misti e limitò la cittadinanza solo a chi aveva entrambi i genitori

ateniesi.

La polis millantava una società dove tutti conoscevano tutti:cosa impossibile in una città come

Atene,probabile nei demi in cui erano divise le poleis. Questo conoscersi portava una forte

pressione sulla vita pubblica e un alto carattere competitivo.

Esisteva poi la categoria dei residenti liberi ma privi di diritti politici. Erano i meteci,stranieri

autorizzati al domicilio sotto particolari condizioni,e individui o gruppi che poteva essere cittadini a

particolari condizioni.

La condizione di meteco assicurava la protezione nella città attraverso la figura del prostàtes,un

cittadino-tutore che garantiva per lui,dietro pagamento della tassa metòikion. I meteci si trasferivano

per ragioni economiche;non potevano acquistare beni e proprietà.

Molto ampia era la fascia degli schiavi,usati in tutte le attività. In Atene il gruppo più numeroso era

costituito dai minatori d'argento. Guerra e pirateria portavano le principali entrate di schiavi. Era

ammessa la compravendita e provenivano soprattutto dalle regioni barbariche.

Diversa era la condizioni di iloti spartani:lo stato dava ogni spartano della terra e degli iloti che la

coltivavano per lui consegnandoli il raccolto tranne la quota per la sussistenza dei lavoratori.

Essendo alle dipendenze indirette,non potevano essere venduti o comprati:erano a metà tra la

schiavitù e la libertà. Erano i discendenti delle popolazioni della Laconia e Messenia che

conservavano memoria della loro libertà a differenza degli altri schiavi.

Nella società si distinguevano i kaloikagathòi,i belli e buoni,dai poneròi,i cattivi. I primi erano le

classi superiori ma non bastava essere ricchi perché la differenza la faceva la proprietà terriera. Il

cittadino ideale era il proprietario terriero che affidava il lavoro agli schiavi o all'autourgòs,colui

che lavorava da solo o con i figli o schiavi piccole porzioni di terreno.

La donna nella società della polis.

La differenza di genere era marcata nella polis:l'uomo aveva la piena libertà declinata nei diritti

politici;la donna non godeva di nessun diritto e il suo statuto legale e sociale. Questa situazione

rifletteva i rapporti della casa,governata dal capofamiglia con il titolo di kyrios,signore e padrone di

tutto quello che riguardava la casa. Il matrimonio era un fatto familiare e sociale,la sposa aveva un

ruolo secondario rispetto agli interessi di natura economica e i sentimenti era esclusi. Questi erano

contemplati nella vita maschile nelle relazioni extra-matrimoniali.

L'universo femminile era la casa e solo qui la donna era oggetto di una certa considerazione e

veniva coinvolta nella conduzione. Le donne vivevano nel gineceo e avevano una vita sociale

limitata:non poteva partecipare ai simposi e ai banchetti in pubblico,in dubbio è la loro presenza a

teatro. Le signore di buona società doveva uscire con un'ancella.

La donna portava una dote a casa del marito che rimaneva di sua proprietà ma sotto

l'amministrazione dell'uomo. La figlia femmina non ereditava ma,nel caso di assenza di

discendenza maschile,diventata il tramite cui accedere all'eredità. L'ereditiera era quindi sotto la

pressione di non contrarre matrimonio con un estraneo ma sposare un parente in modo da

mantenere i beni in famiglia. Il diritto ateniese si interessava anche delle donne povere e senza dote

per le quale prevedeva che il famigliare più prossimo fornisse i beni necessari a sposarsi o a

sposarla lui stesso.

Principale dovere familiare e civico era procreare per assicurare la continuazione della famiglia e

della comunità dei cittadini. La maternità era importante per una società che riponeva grandi

aspettative nella crescita demografica. Dopo il 451 a.C. con la legge di Pericle le donne ateniesi

erano le uniche che potevano generare figli che sarebbero diventati ateniesi alla maggiore età. Il

divorzio era ammesso e concesso più facilmente all'uomo che alla donna. L'uomo poteva far cessare

il matrimonio in ogni momento ma l'obbligo di restituire la dote frenava i divorzi indiscriminati.

Uno dei motivi per cui si divorziava più facilmente era la sterilità della moglie. Nel caso in cui fosse

l'uomo ad essere sterile,la donna poteva accoppiarsi con un parente prossimo. La Sparta di Licurgo

ammetteva la poliandria e riteneva assolto l'obbligo di maternità con la nascita di un maschio.

La condizione della donna spartana era molto diversa. Lo stato spartano esercitava un altissimo

controllo biologico della società con una politica eugenetica volta alla nascita di bambini sani,forti

garanzia di futuri guerrieri. Le donne erano quindi incoraggiate a praticare attività quali la lotta e la

corsa,il lancio del disco e del giavellotto per avere un corpo robusto. La nudità era permesse in

alcune feste per diffondere costumi semplici. Per aumentare le nascite venne legalizzata la

poliandria. Riguardo a questo la tradizione letteraria si divide tra chi condanna l'usanza e chi loda

Licurgo per la saggezza. A Sparta una donna morta di parto riceveva gli stessi onori di un soldato

morto in guerra. Nella maternità erano riposte tutte le aspettative per il ricambio della società.

Senofonte critica l'uso,al di fuori di Sparta,di sottomettere le donne ad un regime alimentare parco e

misurato,ad educarle a stare in casa e lavorare la lana. Questi sono i compiti delle serve perché una

donna delicata non può partorire figli vigorosi. Quindi è un bene che Sparta le sproni alle attività

fisiche.

La donna spartana governava la casa in modo indipendente,anche perché il marito era sempre

lontano. Era economicamente indipendente e gestiva il patrimonio di famiglia. I suoi beni li gestiva

in prima persona e,grazie alla poliandria,diventava proprietaria di più patrimoni. Nel IV secolo oltre

la metà dei beni di Sparta era nelle mani della donne che influenzavano anche le decisioni nella

polis.

In generale la donna si legava alla casa,alla procreazione e alla maternità che la rendevano esclusa,

oltre che dalla vita sociale,anche dalla cultura. Le donne colte,esperte di musica e danza si

identificavano con le etere,le prostitute,le cantanti e ballerine che allietavano i simposi maschili.

La situazione cambia durante l'ellenismo:tra il IV e il III secolo Ipparchia,sorella e moglie di

filosofi,domina la scena e con le altre donne impegnate in gare di canto,recitazione e musica a

fianco degli uomini.

La donna di bassa condizione sociale svolgeva i lavori nei campi con il marito e interagiva

nell'agorà per vendere i propri prodotti.

Le donne avevano un ruolo attivo nel culto,dove è attestato il sacerdozio femminile che aveva una

grande autonomia. Era un sacerdozio esclusivo,ereditato grazie alla famiglia. La presenza

femminile nei riti è associata alle baccanti dei culti dionisiaci con un'accezione negativa. Il

dionisismo è considerato femminile anche se partecipavano degli uomini. Le baccanti,in preda al

furore divino,si lanciavano in orgie notturne in luoghi appartati. Sono pratiche molto diffuse nella

Grecia del Nord con anche figure illustri tra i membri,quali la madre di Alessandro Magno e

Alessandro stesso.

Un'ampia fascia di donne viveva fuori dalla famiglia e al margine della società. L'uomo ateniese

aveva tre donne:le etere per il piacere,le concubine per le cure del corpo,le spose per i figli.

Le etere erano colte e raffinati,accompagnavano l'uomo nella vita mondana e partecipavano agli

incontri intellettuali. Offrivano compagnia dietro compenso:la relazione è più che semplice

compagnia e sfociava nei servizi offerti dalla pòrne,la prostituta,sapientemente scelta dai familiari.

Erano libere ma non aveva tutele e i loro figli erano illegittimi.

La pallakè,la concubina,aveva un ruolo simile alla moglie e spesso viveva nella stessa casa. Aveva

l'obbligo di fedeltà all'uomo e suoi figli era parzialmente legittimi ma sempre subordinati a quelli

nati dalla moglie. C'era una gerarchica tra moglie e concubina ma non la bigamia.

La pòrne,la prostituta,era il gradino più basso della società. Ex schiava,schiava,preda di guerra,

esposta o proveniente dai ceti più poveri era attiva soprattutto nei grandi centri commerciali con una

società mobile e numerosa. Le prostitute iniziavano a lavorare presto o per ripagare chi le aveva

accolte e nutrite da piccole o perché costrette dai protettori. Alcune riuscivano a raggiungere la

prosperità e la notorietà ma in generale vivevano in un degrado morale e sociale. La prostituzione

era pratica nel bordelli,in strada e nelle osterie:bisognava iscriversi ad un “albo” dietro pagamento

di una tassa. Alle pòrnai appartenevano anche ballerine,cantanti,mime e suonatrice che

intrattenevano nei banchetti.

Esisteva anche la prostituzione sacra soprattutto nei santuari di Afrodite:come schiave sacre

offrivano prestazioni per mantenere il tempio. Queste donne erano lo stereotipo di bellezza e usano

un linguaggio del corpo codificato.

Nelle società pastorali della Grecia settentrionale la donna poteva essere il capofamiglia con

l'autorità di affrancare gli schiavi e di gestire casa ed economia domestica. La donna della famiglia

reale poteva ascendere al trono:si spiega così la grande influenza della madre di Alessandro.

Olimpiade venne ritratta come spietata dagli abitanti delle poleis quando in realtà esercitava i diritti

della sua posizioni,estranei ai greci. Le donne del nord della Grecia era istruite anche al

combattimento.

ATENE E L'UGUALIANZA QUANTITATIVA.

Nel IV secolo l'oratore Iperide,nel 323 a.C. nel tentativo di porre fine alle invasioni macedoni,

paragonò Atene al Sole. Sosteneva che per esporre tutti i benefici portati da Atene non sarebbe

bastato il tempo presente:come il Sole percorre la terra e si prende cura di suoi abitanti,così Atene si

impegna a punire i malvagi e a distribuire la giustizia.

La democrazia ateniese durò dal 508/7 a.C. con la riforma di Clistene al 322 a.C. quando i

Macedoni occuparono la città e vi instaurarono un regime timocratico.

La costruzione della democrazia.

Isonomìa e demokratìa.

Gli Ateniesi erano consapevoli di aver creato un regime politico dove tutto il dèmos godeva degli

stessi diritti politici e deteneva il controllo dello Stato. La parola democrazia venne introdotta da

Erodoto per indicare il sistema costituzionale dove il potere supremo decisionale (kràtos) era

detenuto dal popolo (dèmos).

Clistene iniziò la riforma nel 508/7 a.C. che venne completata dopo la rivoluzione di Efialte nel 462

a.C. Clistene promuoveva la isonomìa,il raggiungimento di criteri di uguaglianza giuridica e l'uso di

forme democratiche,per poi arrivare alla democrazia piena con l'assemblea dei cittadini come fonte

unica delle decisioni in nome della comunità civica e come controllore del sistema giudiziario.

Le istituzioni di Clistene rimasero in vigore per tutta la storia della democrazia ateniese con due

brevi interruzioni nel 411 a.C. con il governo dei Quattrocento e nel 404 a.C. con i Trenta Tiranni.

Tra il V e il IV secolo vennero fatti dei cambiamenti e delle correzioni. Clistene era un riformatore e

non un legislatore come Solone:alla base del suo esperimento non c'era teoria politica né un

progetto costituzionale.

Prima della democrazia:nomografia,Solone e la tirannide.

La polis di Atene era relativamente giovane e unificata dal mitico re Teseo. In realtà l'unione si

stava progressivamente concludendo con la riforma di Clistene e l'annessione degli Eleusi. Il mito

conserva l'avversione al sinecismo riconducendola alle lotte tra Eretteo,re di Atene,contro

Eumolpo,re di Eleusi.

Il sinecismo (syn-oikìzein,co-abitare) è il processo di unificazione politica che prevede la fusione di

più centri per formare un sistema statale centralizzato. Il sinecismo di Teseo veniva illustrato da

Tucidide:gli abitanti dell'Attica si riunivano presso il re solo in caso di pericolo ma amministravano

separatamente i loro affari e così prendevano decisioni. Alcuni fecero guerra al re. Teseo prese dei

provvedimenti per bloccare questi fatti e li costrinse a riconoscere Atene come unica città,a pagarvi

i tributi contribuendo a farla diventare la grande città che è.

Nel VII secolo a.C. si avevano già buoni risultati in campo legislativo e sociale;alla fine del VII sec.

Atene ebbe la prima legislazione scritta ad opera di Draconte,base del diritto penale ateniese.

Solone diede ad Atene un codice normativo che spazia dal diritto familiare,a quello testamentario e

di successioni. La data è quella del 594/3 quando Solone ricoprì l'arcontato. In realtà la legislazione

di Solone si occupava anche di società,economia,giustizia per placare le tensioni tra popolo e

aristocratici. Cancellò i debiti tra concittadini,abolì la schiavitù per debiti e restituì le terre ai

legittimi proprietari. Divise la popolazione in base al reddito (pentacosiomedimni,cavalieri,zeugiti e

teti) e affidò le cariche pubbliche a quelli di reddito superiore:la divisione in base al censo

permetteva a chiunque,non solo agli aristocratici,di partecipare. Stavano emergendo i ceti artigiani e

mercantili. Aristotele indica Solone con l'inventore dell'eliea,il tribunale popolare e organo supremo

per l'amministrazione della giustizia. Era un'assemblea giudiziaria di 6000 cittadini.

Solone aveva la consapevolezza di aver agito per eunomìa,l'applicazione di leggi giuste per il bene

dei cittadini.

Pisistrato divenne tiranno di Atene alcuni anni dopo la riforma di Solone e sviluppò l'identità della

polis in tre direzioni:l'istituzione delle feste religiose civiche,le Panatenee e le Dionisie;il

programma edilizio e monumentale che diede il primo aspetto urbano alla città;l'istruzione che

prevedeva per i bambini l'apprendimento sui testi di Omero. Favorì l'integrazione tra città e

campagna con la creazione di giudici itineranti:i contadini potevano ricevere la stessa giustizia che

in città senza però perdere giornate di lavoro per recarvisi.

A Pisistrato succedettero i figli Ippia e Ipparco senza che nessuno mettere in discussione la

successione. Nel 514 a.C. Ipparco venne ucciso da due giovani aristocratici,Armodio e Aristotele,

segno dell'aristocrazia che voleva riprendere il potere. I due aristocratici sono visti come eroi e,dopo

l'introduzione della democrazia,vennero visti come eroi liberatori del popolo dalla tirannide. In loro

onore venne eretto nell'agorà un gruppo santuario che Serse portò in Persia come bottino di guerra.

Venne creato una copia ma l'originale venne restituito da Alessandro Magno dopo la conquista

dell'impero persiano. In onore dei tirannicidi l'arconte polemarco celebravo sacrifici annuali e metà

del V sec. Atene concesse ai loro discendi un vitalizio pubblico.

La riforma di Clistene.

Clistene riformò lo spazio civico,lo statuto del cittadino,la formazione e la partecipazione alla vita

pubblico e la divisione del territorio.

Il suolo della città e dell'Attica venne diviso in circoscrizioni territoriali,unità politico-

amministrative dette demi per un totale di 139. I demi veniva raggruppati in 30 trittie che

confluivano in 10 phylài o tribù territoriali. Queste tribù erano un disegno geometrico ed artificiale

volto a mescolare la popolazione e spezzare i legami tra famiglie aristocratiche.

Si poteva risiedere sul territorio solo iscrivendosi ad un demo,dando accesso ai diritti politici attivi e

passivi. La divisione territoriale era la base per la formazione degli organismi di governo.

Anche se Clistene è il padre della democrazia,non si sa nulla di lui se non che fosse di famiglia

aristocratica.

La rete dei demi ricopriva la città e l'Attica. Gruppi di demi formava una trittia e tre trittie

formavano una tribù territoriale. Per formare una tribù venivano unite una trittia del centro urbano,

una costiera e una della piana interna non contigue tra loro e con diversi interessi economici e classi

sociali. I nomi delle tribù eroi locali dell'Attica.

La riforma della democrazia.

Le istituzioni politiche.

A tutti i cittadini maschi adulti che avevano la piena fruizione dei diritti politici corrisponde la

sovranità dell'assemblea (ekklesìa) che aveva la facoltà di riunirsi e deteneva il potere legislativo,

deliberativo ed esecutivo. L'ekklesìa era sede dove fare proposte passibili di diventare leggi

vincolanti per tutta la comunità;del dibattito pubblico che accompagnava il processo di elaborazione

decisionale per far approvare la proposta in decreto. Le procedure di voto potevano essere palesi o a

scrutinio segreto tramite votazione con una fava o una pietruzza da depositare in un'urna. L'ekklesìa

aveva competenze in tutti i campi di politica estera ed interna. Le riunioni avvenivano nell'apposita

sede istituita da Clistene,la Pnice.

Complementare all'ekklesìa era il consiglio,boulè,costituito da 500 membri sorteggiati in 50 da

ognuna delle 10 tribù. Ogni gruppo di bouleti di ognuna della 10 tribù era una commissione

direttiva che esercitava i poteri,a turno,per 28/30 giorni e si occupava degli affari correnti in campo

politico. Per farne parte bisognava avere la cittadinanza e almeno 30 anni.

L'assemblea giudiziaria (heliàia) era composta da 6000 giudici sorteggiati che agiva in sezioni

separate,i dicasteri,competenti in materia giudiziaria tranne per i reati penali,competenza

dell'Areopago.

La facoltà di partecipare era il diritto acquisito con l'essere cittadino e metro di misura per

l'efficienza della democrazia.

A completare lo stato c'era un complesso di magistrature per un totale di 700. Le più significative

erano il collegio dei 10 arconti e quello dei 10 strateghi. Gli arconti,prima di Clistene,erano la

massima autorità dello stato,eletti tra le classi superiori e,a fine mandato,entravano a far parte

dell'Areopago. I primi tre arconti erano l'eponimo,il basileus e il polemarco nei quali erano stati

ripartiti i compiti del re. Vi si aggiungevano 6 arconti tesmoteti e un segretario. Dal 487/6

l'arcontato divenne elettivo per sorteggio e dal 457/6 venne aperta la possibilità di elezione anche

agli zeugiti,poi estesa anche ai teti. Anche se senza potere politico,gli arconti aveva grande prestigio

sacrale giudiziario. Detenevano la presidenza dei dicasteri e alcuni responsabilità per istituire

processi. L'arconte eponimo dava il nome all'anno,istituiva le causa per la tutela di vedove e minori,

istituiva i concorsi teatrali delle Dionisie e nominava i coreghi responsabili degli allestimenti.

L'arconte basileus aveva funzioni sacrali e la giurisdizioni sui reati di empietà e controversie tra

sacerdoti. L'arconte polemarco era al comando supremo dell'esercito finché i suoi poteri furono

trasferiti agli strateghi ma gli restò l'organizzazione delle cerimonie pubbliche per i caduti.

I 10 strateghi avevano funzioni di comando dell'esercito,alcune in campo giuridico e diplomatico.

La pratica della democrazia.

Principi fondamentali sono il sorteggio,la rotazione annuale e collegialità delle cariche,il controllo e

la rendicontazione finale dei magistrati,il pagamento per svolgere i compiti pubblici,la durata

annuale delle cariche per evitare prese di potere.

Chi veniva eletto per una carica,veniva sottoposto ad una verifica preventiva e una rendicontazione

finale per ribadire il controllo dell'assemblea. Inizialmente solo la magistratura era pagata,poi venne

esteso a tutte le cariche che allargare la base di partecipazione. Si stima che ad Atene circa 30.000

maschi adulti fossero coinvolti annualmente nella politica creando una democrazia quantitativa che

puntava alla massimizzazione dei cittadini partecipanti. L'ordine in città era mantenuto dagli arcieri

sciti,schiavi pubblici.

L'ostracismo aveva funzioni preventive e prevedeva l'allontanamento per 10 anni di un cittadino

sospettato di aspirare alla tirannide. L'introduzione la si deve a Clistene (o a qualcuno 20 anni dopo)

e la prima applicazione è nel 488/7 e l'anno successivo in un contesto di tirannide appena conclusa.

Nel 418/7 venne applicata per l'ultima volta. Molti politici ne furono vittime perché era usato come

mezzo di lotta politica.

La parola democratica.

L'ekklesìa coincide con lo spazio dell'isegorìa,l'uguale diritto di parola che ogni cittadino aveva per

i diritti politici connessi alla democrazia.

Erodoto sostiene che l'isegorìa è praticata nell'Atene di Pericle ed è sinonimo di democrazia. Tutti

possono parlare a prescindere dal redditto o status sociale. L'isegorìa distingue la democrazia

dall'oligarchia.

Nelle società di élite solo gli aristocratici avevano diritto di parola,mentre la democrazia lo

allargava anche al demos. Ogni cittadino poteva salire in tribuna,esporre la propria idea che poteva

diventare legge per la cittadinanza. Ogni cittadino però aveva anche la facoltà di incriminare a

posteriori l'autore di una proposta di legge che riteneva illegale. Lo stato cercò così di cautelarsi

verso l'abuso ma il risultato fu una distorsione della lotta politica.

Euripide,nelle Supplici,fa l'elogio più bello alla democrazia visto che mancavano teorie politiche

sull'argomento. Teseo e l'araldo tebano si scontrano e il sovrano fa un elogio che poi sarà la

definizione di politèia.

L'Atene dei demi.

Moltissime persone vivevano nei demi rurali,costituiti da una parte di chòra afferente alla città.

Erano sedi anche di istituti locali che si occupavano degli affari della comunità. I demi erano l'unità

base per eleggere i 50 bouleti per tribù e aveva funzioni di anagrafe:gli iscritti,al compimento della

maggiore età,potevano venir eletti e chiamati alle armi.

Il demarco era una sorta di sindaco con autorità individuale assoluta. Non esistono testimonianze

sulla divisione dei compiti con il potere centrale ma dal IV secolo i demi acquisiscono sempre più

poteri.

In una società ristretta si svilupparono tutte le cose negative:favoreggiamenti per le cariche,interessi

personali,odi e contrasti tutto sotto gli occhi di tutti.

SPARTA E L'UGUALIANZA SELETTIVA.

Gli uomini di cultura e di pensiero del V e IV sec. a.C. ritenevano che Sparta avesse potuto superare

le discordie civile in età arcaica grazie alla sua legislazione,evitando anche la tirannide.


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LaTita

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Corso di laurea: Corso di laurea in scienze dei beni culturali
SSD:
Università: Milano - Unimi
A.A.: 2015-2016

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher LaTita di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Letteratura teatrale della Grecia antica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Milano - Unimi o del prof Cavalli Marina.

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