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I libri per ragazzi che hanno fatto l'Italia

A cura di Hamelin

I libri per ragazzi hanno avuto una diffusione tale da aver lasciato un'impronta decisiva nell'immaginario collettivo. Certi testi hanno contribuito alla formazione di un popolo. Calvino e Rodari hanno avuto influenze dirette sulla scuola e sulla didattica, Sandokan si è sovrapposto a Garibaldi. Sguardo diretto su tutti i linguaggi legati al libro, romanzi, fumetti, illustrazioni, tv, videogiochi alla ricerca di ciò che più è entrato e ha agito nelle vene dell'Italia.

Breve storia delle letture per bambini (R. Denti)

Prima del 1860, l'Italia era divisa in Stati e chi leggeva libri o giornali erano pochissimi. Manzoni era diventato famoso con pochissime copie: l'analfabetismo imperava. Il Lombardo-Veneto era più fortunato perché l'Austria teneva all'istruzione scolastica; negli Stati Pontifici veniva considerato reato per chi non era nobile. I libri che circolavano per bambini avevano precisi contenuti moralistici con racconti emblematici (Favole sopra ai doveri sociali, Il giovinetto drizzato dalla bontà al sapere all'industria, Il galantuomo…) anche perché la maggior parte parlava il dialetto. Unico antidoto era la trasmissione orale di fiabe raccontate dalle donne o i cantastorie.

Eccezione fu Giannetto del Parravicini nel 1837, adottato inizialmente nel Lombardo-Veneto come testo base per tutte le scuole. Libro suddiviso in 6 sezioni; la parte nozionistica è sostenuta da una storia dove Giannetto diventa artigiano, poi ricco industriale. Condizionò coloro che avevano la fortuna di imparare a leggere e scrivere (Collodi scriverà invece il Giannettino).

Nel nord Europa vi è lo sviluppo dell'industria: differenza che per divenire contadino è sufficiente fin da piccoli osservare l'adulto e imitarlo. L'industria richiede un procedimento logico-astratto sviluppabile con la scrittura, la lettura e la matematica. La scuola nasce proprio da questa necessità. Con la legge Coppino vengono usate le sagrestie delle chiese o i locali vuoti al mattino delle osterie; al Sud i bambini portano a scuola il legno per scaldarsi. Come insegnanti solo il 10% sa leggere e non scrivere. Necessità quindi di libri di testo, come manuale di lavoro per insegnanti che diventa un obbligo e non un piacere.

La legge non prevede aiuti economici per l'istruzione. Solo nel '72 vi sono Biblioteche di Pubblica Lettura ma senza il settore "ragazzi". La scuola dell'obbligo è basata sull'istruzione e non su lettura come piacere.

1881: Pinocchio e i bambini ne hanno decretato il successo con le puntate su Giornale dei bambini. Pubblicato a libro nel 1882 diventa romanzo che unisce i giovani lettori italiani figli della borghesia benestante. Pinocchio si comporta in modo contrario a ciò che un bravo adulto vorrebbe e riesce a capovolgere ogni buon proposito.

De Amicis creerà l'antidoto di Pinocchio: Cuore programmato e costruito in ogni sua pagina dove Enrico Bottini è il bambino ideale. La sua diffusione fu immediata in Italia e all'estero, capace di far piangere e toccare le corde sentimentali dei bambini.

Allo stesso periodo, all'estero c'è Twain, Stevenson, Alcott: romanzi di assoluta importanza ma tradotti da noi decenni dopo. Es. Alice nel paese delle meraviglie è stato scritto nel 1865 ma tradotto in Italia nel 1912 (73 anni dopo), fa eccezione L'isola del tesoro. Libro determinante per le bambine è stato Piccole donne. I maschi (lettori in minoranza) si consolano con Dumas adattando libri per adulti. Le scelte degli adulti esercitano influenza. Nel 1903 Croce dà giudizio negativo alla letteratura per l’infanzia.

Nel 1874 inizia l'era salgariana con mondi nuovi con meravigliose avventure reali ma fantastiche; suscitano energie primordiali inconsce che spesso non sono consapevoli. Amato dai ragazzi ma non dagli educatori perché ha come tema il pericoloso, le lotte per la libertà. Libri fondamentali sono:

  • Storia delle storie del mondo di Orvieto con miti greci attraverso la guerra di Troia 1911
  • Il giornalino di Gian Burrasca di Vamba 1912 apparso prima a puntate sul Giornalino della domenica
  • Piccolo alpino di Gotta 1926, per anni sarà la lettura preferita dai balilla per ideologia della guerra come formazione; facile lettura e identificazione immediata
  • 1931 La biblioteca dei miei ragazzi Salani dove predomina il genere giallo
  • 1932 La scala d'oro UTET dove riscrivono opere per adulti con libri specifici per ragazzi

Nel dopoguerra Bompiani traduce Il piccolo principe usato moltissimo a scuola anche se i bambini capiscono poco il messaggio sottostante. Nel 1945 esce in Svezia Pippi Calzelunghe tradotto dalla Ziliotto nel '58 con la collana il Martin Pescatore, controcorrente rispetto ai vecchi editori. Questo libro ottiene molto successo perché il personaggio diventa molto popolare anche con serie tv.

Scuola media dell’obbligo: insegnanti adottano un romanzo da leggere in classe con aspetti negativi: ogni settimana un capitolo, schede libro e lavori di comprensione. Lettura diventa eserciziario didattico. Alle elementari successo di Rodari, autore più amato dai compilatori, pubblicato da Einaudi, ha posizione decisionale.

1975 collana Dalla parte delle bambine, 1979 collana Vampiretto sul tema della paura, 1985 libri-game, 1987 Istrici Salani… 1997 Harry Potter serie di 7 volumi programmati dall’autrice che ha portato il fantasy nel contemporaneo. Libro diventato evento e sostenuto dal marketing e dal cinema. Nel 2000 libri di Geronimo Stilton: formula innovativa, simpatica figura del protagonista, media suspense e lieto finale.

I libri per ragazzi che hanno fatto l'Italia

I libri della primissima infanzia dopoguerra considerazioni maggiori. 1963 Scarry, 1966 Emme Edizioni. Mentre ascolta il bambino legge le figure. Le fiabe sono un racconto complesso, il bambino se le fa leggere un’infinità di volte mettendo a rischio la pazienza dei genitori che se possono acquistano DVD e il bambino si abitua a forma emotiva rapidissima mentre la lettura è più lenta. Il fabbisogno di storie è surrogato dalla TV che gli adulti non controllano e le famiglie non offrono spunti di lettura ai figli. Ma il libro per piccoli ha ancora speranza di lunga vita.

1861-1900

Mentre i Mille risalgono la penisola, Mamiani emana i primi programmi della scuola italiana per alfabetizzazione di massa. Pinocchio e Cuore trasmetteranno la lingua, valori e modelli di vita. Pietro Thouar è il nostro primo vero autore per ragazzi che aveva diffuso di nascosto opuscoli patriottici e scritto e operato per la preparazione delle masse. Nascono riviste vivaci, collane e editoriale che mantiene formula enciclopedica del Giannetto del Parravicini. Con l’Italia unita nascono giovani eroi dai ceti bassi. Nel 1881 Pinocchio segna la svolta e Cuore è la rivoluzione. Salgari sarà cerniera tra due secoli ma forse davvero di nessuno.

Giannetti e Giannettini

Prima di Pinocchio c’era Giannetto del Parravicini edito nel 1837: prototipo perfetto di testo scolastico adottato in tutte le regioni. Una specie di enciclopedia, percorso nozionistico, narrativo e morale che diventa un self-made-man fino a diventare gran signore e benefattore. È pretesto per insegnare diverse materie e stretto rapporto tra scrittori per infanzia e patriottismo per trasmettere con i libri coscienza sociale e nazionale. Giannettino è invece il ragazzo di Collodi che farà conoscere nei molti libri diverse materie: prima avventura verso il piacere per la lettura.

Ida Baccini - Le memorie di un pulcino

1875, libro del 1985 che non poté firmare perché donna. La storia del pulcino diede nuova visione della letteratura per ragazzi in Italia, come rottura con il moralismo e la pedanteria. Propone una storia nuova, piacevole e crea un mondo visto e descritto con gli occhi di un bambino. Storia di un pulcino che racconta in prima persona la propria vita, calore della famiglia, affetto padroni, pericoli… La Baccini dedicò alle fanciulle la maggior parte delle sue energie con il foglio settimanale Cordelia.

Collodi - Pinocchio

Uno dei personaggi più conosciuti al mondo, numerosissimi adattamenti, icona dell’immaginario collettivo. Anni ’60 nata una pinocchiologia per dare interpretazioni di ogni genere all’opera di Collodi. Le avventure di Pinocchio non sono una bambinata, ma è un lungo apprendistato artistico di Collodi. Carlo Lorenzini entrò da giovanissimo in contatto con ambienti intellettuali fiorentini diventando presto giornalista apprezzato. Scrivere per l’infanzia gli consentirà di liberare la sua capacità creativa. L’occasione per scrivere per i piccoli ce l’ha da Paggi che gli chiese la traduzione delle fiabe di Perrault e altri per promuovere la lingua italiana, il toscano.

I racconti delle fate sono l’inizio della sua carriera dove scopre un’alternativa al realismo, cioè il meraviglioso e il fiabesco: nuovo territorio dell’immaginario con fate, orchi, animali parlanti delle fiabe francesi che userà per costruire Pinocchio, uscito in volume nel 1883, ma a puntate nel 1881 sul Giornale per i bambini. All’inizio la storia terminava al capitolo XV con la morte del burattino, ma i lettori e l’editore insistono per il proseguo: trasforma la bambina nella fata che lo salva. Capitolo XVI come metamorfosi che domina il libro fino alla fine, che diventano leggi fondamentali della vita. Anche la fata è cosciente di mutamento da essere effimera che alla fine torna nel mondo dei sogni. L’aspetto materno della fata è la variante italica del personaggio francese; come l’orco della tradizione diventa più realisticamente un burattinaio.

Molti sono gli elementi tipicamente italiani della Toscana (campi, boschi, vigneti…). La fata quando appare è in una carrozza con topini, servita, ma presto abbandona gli sfarzi divenendo donna borghese e popolana. Incontro tra il meraviglioso fiabesco e realismo del quotidiano: il legno di Pinocchio è il materiale del fiabesco e la morte del burattino è morte del fiabesco. Pinocchio è una fiaba, ma senza tutto il pomposo repertorio di principi, re perché si mescola al realismo del quotidiano. Pinocchio si riadatta continuamente a nuove storie per solido nucleo di resistenza perché comunque lo si raffiguri mantiene sempre la sua legnosa e burattinesca figura. Valore universale: rappresenta un bambino qualunque, idea dell’infanzia.

Capuana

Conosciuto come autore verista, ma famoso anche per le sue fiabe. Scurpiddu simile a Peter Pan però è molto più definito, cresce e diventa bersagliere. Capuana fa uno studio scientifico del fiabesco raccogliendo novelle folcloristiche siciliane, così si cimenta nella loro produzione. Il raccontafiabe è un narratore in crisi che chiede aiuto a un mago per inventare nuove storie e finisce per raccontarne tantissime. Soldo bucato è la storia di una donna povera che diventa ricca con un soldo bucato. Cecina è principessa gobba che si deve far rispettare dal marito prepotente. Capuana si immedesima in personaggi, rifà le voci dei cortigiani, riproduce i loro atteggiamenti, si lascia andare all’eroismo.

Poteva avvalersi della tradizione siciliana dei cantastorie, ma è invece molto simile a Calvino. Attenzione all’infanzia: le sue osservazioni psicologiche e sociologiche suono riportate in Il drago. Dichiara di ispirarsi ad una “pedagogia dell’immaginazione”; rileggendo le sue fiabe si scopre come l'educazione al narrare nella letteratura italiana sia stata fonte di ispirazione creativa e motivo di guida di un’azione civile.

De Amicis - Cuore

Uscito nel 1886, classico in cui l’Italia si rispecchia. Scelta dell’autore di fare un viaggio attorno alle virtù civili da proporre ai nuovi italiani, dall’esplorazione dei sentimenti. Enrico, protagonista e voce narrante, scrive un diario per un anno con osservazioni emotive della società, con mondo borghese di principi educativi all’avanguardia: classi dove 54 bambini di tutti i ceti studiano insieme (utopia, pochi istituiti lo fecero). I compagni poveri sono spesso costretti a lavorare al posto dei genitori, subiscono ingiustizie e non si possono lasciar andare. Per giudicare ciò che vede Enrico chiama in aiuto il padre. Parla spesso di bambini-guerrieri o viaggiatori coraggiosi con responsabilità ricompensate da grandi soddisfazioni.

Vi sono lunghi momenti di osservazione realizzando più che un diario, un album di schizzi (tendenza a bozzettismo che ispira illustratori): prime illustrazioni da Ferraguti, Nardi, Sartorio, ognuno fa un’atmosfera diversa del libro. Anche Toffolo raffigurerà Cuore.

Anni ’80: due trasposizioni televisive, un cartone animato in 26 puntate girato in Giappone, un film del 1984, una versione televisiva 2002. Il libro fu commissionato nel 1879 da un editore fiorentino Treves per promuovere il gusto della lettura e mediare sentimenti della modernità per imporsi nel panorama della nascente letteratura per l’infanzia. Pubblico: bambini, maestri. Conciliare rappresentazione della realtà più consapevolezza in ciò che sta producendo. Lingua facile per tutti, di alta qualità, usa espediente del manoscritto che non è dell’autore che firma l’opera, spazio narrativo alla coralità di voci.

De Amicis: formato nell’esercito, abbandona carriera militare per divenire giornalista de La Nazione come corrispondente di viaggio. Brevi ritratti di parole per raccontare la diversità: osservatore che sperimenta modi per prestare la sua voce allo spazio circostante. Aveva aderito al Socialismo. Cuore gli diede l’autorità di scrittore e maestro. Opera tradotta in tutta Europa: Enrico modello di comportamento scolastico che suscita lodi e perplessità. Cuore è strumento oggi per rappresentare e misurare la vita culturale di un paese.

Emma Perodi

Animatore di spicco della letteratura popolare italiana fine 1800, collaboratrice ed erede di Collodi per la direzione del Giornale per bambini, contribuisce all’alfabetizzazione del paese, soprattutto per le fiabe. Nel 1892 pubblica Le novelle della nonna che ricordano le Mille e una notte: come libro sapienziale con credenze, valori, sogni della terra di chi narra: Casentino. Conduce una famiglia in tre leggende popolari e di storia sacra. Costante atmosfera orrorifica che non diventa mai negatività, invita al riso. Le narrazioni sono fonte di consiglio e conforto per la famiglia Marcucci, protagonista, fino all’arrivo di un ricercatore di folklore che si prende cura di loro.

Cordelia

A metà del secolo irrompono nella letteratura ragazzine anticonformiste: Cosetta di Hugo, Alice di Carroll, Jo di Piccole Donne della Alcott che non rispettano i canoni delle attese dell’adulto e della società. In Italia l’eco è in ritardo e vi sono solo mamme e fatine. Poi, per la crescita di giovani lettori e lettrici, nasce un modello per le giovani donne della nuova Italia. In parallelo al Giornali per i bambini nasce Cordelia. Foglio settimanale per le giovinette italiane fino al 1942: riferimento alla famiglia, scuola, virtù per diventare ottime spose e madri italiane (scopo pedagogico esplicito). Rivale è La rivista per le Signorine della Albini, educatrice e autrice. Come lei era nota anche la Gentile. Cordelia era il nome che si era data anche l’autrice Virginia Treves Tedeschi che si rifaceva a De Amicis. Con la Mancini, detta Contessa Lara, che ebbe una vita scandalosa, scriveva più libera da moralismi.

Emilio Salgari

Per anni Salgari è stato sminuito per aver trascinato le menti dei bambini nel mondo della fantasia. Salgari nasce a Verona nel 1862, primo anno di Italia unificata seppur frammentata. Nel 1883-84 pubblica Le tigri di Mompracem, primo romanzo per ragazzi del ciclo di Sandokan: Salgari nell’impero Austro-Ungarico ha respirato la nostalgia per l’eroismo risorgimentale, l’astio per l’Austria, il desiderio di rivalsa… Ha elaborato tracce, indizi per creare eroi dallo spirito battagliero, ribelle come i Mille: si può paragonare Garibaldi con la Tigre della Malesia, Sandokan con coincidenze narrative, descrittive e figurative. Sandokan modellato sul paradigma del condottiero, Sandokan è pirata suo malgrado, costretto all’esilio dalle politiche di invasione colonialista; vuole il riscatto della patria e la porta avanti con lotta armata di gruppi volontari; trova rifugio su isola e amore di donna fiera e combattiva.

Salgari esplora verità e finzione, storia e immaginazione, chiuso nella sua stanza a esplorare mappe, incisioni, dizionari… dove l’esotico si fonde con il fantastico. L’India che descrive è irreale, ma valida perché colta nell’anima, così come i personaggi. Altri nell’800 hanno operato questa mescolanza (A. Dumas, V. Hugo). Da Dumas ricava il senso del ritmo, della composizione, del dosaggio degli effetti. Con Sue si hanno rimandi, citazioni, allusioni tra le narrazioni. Salgari è un romantique noir. Si trasferisce a Torino con la moglie e la figlia e sceglie (nonostante a Milano l’offerta era migliore) l’impiego presso editore cattolico Speirani. Scrive molto, continuo affanno economico e preoccupato per la psiche della moglie: scrive di personaggi che lottano per la redenzione nazionale, per la giustizia, anni bui di partecipazione alla Scapigliatura. Muore suicida nel 1911, trovato dalla figlia, con il ventre squarciato come i samurai. Scrisse una lettera di commiato. Dopo la sua morte gli vengono attribuite anche false opere, si costruisce un’immaginario che viene censurato dal fascismo.

L'età d'oro dal 1865 con Alice in Wonderland fino agli anni '20 (1922) con Fascismo

Momento irripetibile nella storia della letteratura per ragazzi.

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PED/03 Didattica e pedagogia speciale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Diana Artemide di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Letteratura per l'infanzia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Milano - Bicocca o del prof Negri Martino.
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