Estratto del documento

Antonio Faeti e la letteratura per l'infanzia

Antonio Faeti, nato a Bologna nel 1939, è stato titolare della prima cattedra di letteratura per l’infanzia in Italia. Ha avviato un approccio ermeneutico multidisciplinare che si avvale della contaminazione fra le diverse aree della conoscenza.

Una settimana con molte domeniche

La Biblioteca dei miei ragazzi è la collana più famosa delle edizioni Salani, ma anche di tutta la letteratura italiana per ragazzi dei primi anni del ‘900. Propone nella sua raccolta, per la prima volta, testi non antiquati e scritti da pedagogisti o testi stranieri ridotti e riscritti da autori italiani, ma introduce una grande quantità di testi francesi. Antonio Faeti è stato il primo critico di letteratura per l’infanzia a rendersi conto della diversità di questi testi che sono, questa sì una novità, divertentissimi. Vi sono anche testi di autori italiani e sono quasi tutti autori del regime fascista, autori ad oggi dimenticati.

Graficamente introduce un’altra grande novità: l’invenzione delle copertine a tutto campo. Fino a quel momento gli editori si limitavano a illustrare a colori la sovracoperta, che andava subito persa, o il piatto anteriore. È questa felice combinazione tra la novità della grafica, che attirava l’occhio, e la novità dei testi, ricchi di avventure che si svolgono in luoghi paurosi, anche se sempre con il lieto fine, che rende la Biblioteca dei miei ragazzi unica e indimenticabile.

Consta di volumi appariscenti, con copertine cartonate, interamente avvolte da una superficie colorata in cui, con acquerelli o tempere, si illustravano i momenti più significativi della storia. Si ponevano l’obiettivo di raggiungere masse appena alfabetizzate e, nonostante fossero libri spesso letti anche da cantastorie di caseggiato, non si limitavano a perpetuare episodi e personaggi della mitologia popolare da cui comunque qualcosa viene attinto, ma senza sottoporre la materia a controlli, disprezzo, giudizio, censura.

Il primo libro è del 1931, “Il fanciullo che venne dal mare”, mentre l’ultimo libro fu proposto nel 1955, dopo 99 volumi, anche se il numero era certamente superiore visto che nel dopoguerra furono eliminati i titoli scritti da fascisti. La componente letteraria predominante è quella del feuilleton (romanzo di appendice che usciva su un quotidiano o una rivista generalmente di domenica, aveva uno scopo prevalentemente commerciale e presentava un complesso intreccio, personaggi fortemente caratterizzati nel bene e nel male, trionfo finale dei buoni sentimenti).

Il tema prevalente dei libri francesi che compongono la collana è la famiglia con l’idea annessa che tutto ciò che è fuori da essa è da considerarsi come una giungla, quindi c’è una tendenza a rinchiudersi in se stessi, una famiglia che non è più microscuola dispensatrice di istruzione e non è ancora microcosmo affettivo autosufficiente.

Una delle caratteristiche del feuilleton è quello di sconvolgere, almeno inizialmente, un ordine che poi ricomporrà, quindi all’inizio il romanzo premia i cattivi, ricompensa i vizi, loda le passioni e abbonda nel mostrare i lati oscuri.

Anteprima
Vedrai una selezione di 1 pagina su 5
Riassunto esame Letteratura per l'infanzia, prof Grilli, libro consigliato I tesori nelle isole non trovate, Faeti Pag. 1
1 su 5
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PED/01 Pedagogia generale e sociale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher donatellateatro di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Letteratura per l'infanzia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Bologna o del prof Grilli Giorgia.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community