Letteratura italiana e sistema editoriale
La cultura editoriale
Il testo, il libro. È patrimonio comune l’affermazione di Eugenio Garin che la storia della cultura non si fa senza fare storia dell’editoria. Negli studi sull’editoria un’articolare attenzione va data alle scelte dei titoli da pubblicare e al supporto materiale. Condizione dell’editoria e atto dell’edizione sono due aspetti intrecciati: nel secondo di questi ambiti viene a delinearsi un percorso che si chiama cultura editoriale e che interroga sulle specificità delle singole edizioni di ciascun titolo. Ogni edizione viene definita dall’editore in rapporto al proprio tempo e al proprio gruppo di lettori, ponendosi l’obiettivo di raggiungerne altri. In questo modo si può delineare un ambito di studi che permette un approfondimento sulla storia dei singoli testi.
Studiare il territorio della cultura editoriale significa conoscere quali sono le specificità delle pubblicazioni che escono dopo la fine dell’Antico Regime, cioè quando gli editori si pongono su una via che non è immediatamente riconducibile a quella degli stampatori. L’editore può essere definito come colui che trasforma il testo di uno scrittore in un’entità materiale da distribuire e pubblicare e dà forma al testo trasformandolo in libro. È colui che suggerisce cosa leggere e come leggere.
Cosa leggere: la scelta dei titoli da pubblicare
I titoli presenti in catalogo sono tutti passati sotto la scelta editoriale: per la narrativa sono stati sottoposti ad editing e uniformazione. Ci possono essere testi non scelti che spesso escono da sigle più piccole e a volte vengono recuperati tempo dopo: è il caso del Gattopardo che, se postumo da Feltrinelli, dopo esser stato scartato da Mondadori e da Einaudi.
Romano Luperini in “Due nozioni di canone” introduce una prima accezione del termine canone nell’insieme di norme tratte da un’opera o da un gruppo di persone che fonda una tradizione; una seconda è riconoscibile nell’elenco dei libri di cui si prescrive la lettura nell’ambito scolastico. L’idea del canone va di pari passo con le scelte di gusto. L’importanza dell’editoria nella definizione di canone sta anche nell’individuazione dei valori, dei criteri di lettura e dei gruppi ai quali l’editore si rivolge. Con l’espressione comunità di lettori si definisce un insieme di individui accomunati dal fatto di leggere gli stessi libri e quindi capaci di cogliere l’importanza del testo nel suo ambito disciplinare.
Il critico Renato Serra coglie nella collezione “Scrittori d’Italia” di Benedetto Croce il tentativo di modificare il canone della letteratura italiana ed esprime preoccupazioni di fronte alla scelta dei libri perché rivela la presunzione di voler cambiare il canone. Secondo Serra è importante che al cambio segua un esame di coscienza per capire se il bilancio è o no positivo. L’esame di coscienza passa attraverso la definizione di caratteri di una collezione di libri. Da queste riflessioni si può collocare lo studio dei rapporti tra l’editoria e il canone di un particolare periodo e individuare l’automodello di una cultura sostenuto da intellettuali, ideali di cui gli editori si fanno portavoce. L’esame dei cataloghi dunque permette di ricostruire la storia dell’editoria novecentesca e del consumo culturale proposto.
Autori, editori, lettori
L’editore si propone come colui che polarizza sulla produzione libraria in un sistema complesso, anche in termini di qualità. È il primo partner dell’autore che deve dare un primo giudizio sul testo e valutare gli interventi da fare: tutte le scelte vengono fatte in base alla linea editoriale che l’editore propone. Gli scrittori che rinunciano alla comunità letteraria cercano comunque di raggiungere attraverso editori minori una comunità che li possa ascoltare. L’editore definisce lo spazio di una comunità, dove anche lo scrittore più disinteressato si deve collocare per avere una propria comunità di lettori. Sul versante del lettore, l’editoria rende manifesti i tratti del lettore ideale, cioè quello a cui si immagina l’autore nello scrivere, e il lettore reale.
Il ruolo dell'editore iperlettore
Il lettore prefigurato dall’editore corrisponde al modello di lettore rappresentato nel momento in cui l’editore legge il manoscritto e decide se procedere o no alla pubblicazione. La figura dell’editore può essere svolta sia da un singolo che da un gruppo e prevede la configurazione di un progetto editoriale e la scelta della veste da dare ai libri. In questo senso l’editore è in primo luogo un lettore privilegiato che può essere definito “lettore ipermetrope”. L’editore ipermetrope fonda la sua scelta su certi elementi che ne eliminano altri e agisce con una manovra di editing: spesso chiama un intellettuale a dare un giudizio sui libri e a suggerire modifiche.
Letterati editori ed editori letterati
Nel Novecento la storia di molti intellettuali si intreccia con quella degli editori e dei loro cataloghi. Dal 1902 Croce è consigliere della Laterza e indica agli italiani quali classici leggere, rivolgendosi particolarmente agli editori colti. Banfi, direttore della collana “Idee nuove” della Bompiani dal 1934, dà impulso a nuove linee di filosofia; Bertolucci consulente di Garzanti; Sciascia di Sellerio. Ci sono anche editori che hanno ambito a diventare letterati, cercando il più possibile di esprimere un’idea di letteratura personale e di cultura: è il caso di Bompiani e di Alberto Mondadori. In ogni caso sia il letterato editore, che l’editore letterato, devono fare i conti con la comunità dei lettori a cui si vogliono rivolgere. Vittorio Sereni, consulente e poi direttore letterario della Mondadori, dà una fisionomia precisa al suo lavoro che deve puntare alla ricerca del miglior rapporto o compromesso possibile tra qualità intellettuale e successo di mercato. In un confronto con Vittorini, Sereni appare più discreto e collaborativo, mentre il primo è spregiudicato e determinato nei suoi editing geniali e creativi. In casa Einaudi sono significativi i dibattiti tra Vittorini, Calvino, Ginzburg: Vittorini privilegia strade solitarie, mentre Calvino e la Ginzburg sono orientati verso il romanzo tradizionale. La selezione di un testo si accompagna ad un intervento sulle caratteristiche linguistiche, stilistiche e narrative.
Dare forma al testo
L’intervento editoriale non riguarda solo la scelta del testo, ma si traduce anche nelle decisioni relative...
(Il testo originale si interrompe qui. Se necessario, si può continuare con la parte mancante mantenendo lo stesso stile e struttura.)
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