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Coleridge di perdita del senso delle cose. Nella seconda edizione l'opera perde il suo prestigio e

Coleridge non appare più tra gli autori: le strade dei i due poeti si erano divise.

William Wordsworth

Le poesie di Wordsworth propongono spesso incontri con personaggi marginali isolati nel contesto

naturale: il poeta è interessato all'individuo straniato nella natura. La solitary reaper dell'omonima

poesia si staglia nel paesaggio fino a diventare una cosa sola con la natura. Il linguaggio è

evocativo e gioca sulla contrapposizione tra i sensi (vista e udito), il poeta eleva simbolicamente il

canto della giovane e l'atto della mietitura isolandola nella natura dando una percezione mitologica

della realtà. Per Wordsworth la poesia è decifrazione della scrittura divina: in "Immortality Ode" la

fede del poeta nel potere creatore del verbo poetico appare minata dalla delusione di non riuscire

più a cogliere rivelazioni visionarie: la poesia oscilla così tra gioia e disperazione chiudendosi con

una nota che rivela la perdita della capacità visionaria nel poeta. Infatti dopo il 1807 Wordsworth

non comporrà più nulla di originale, sopravvivendo a sé stesso e alla propria fama.

Samuel Coleridge

Delle tre più notevoli composizioni di Coleridge solo la "Rime" è completa. L'intera esistenza del

poeta è caratterizzata da mancanza di disciplina e volontà: Coleridge mancò di decisione per

trasformare le proprie intuizioni e conoscenze in una teoria letteraria o in un corpus poetico.

Trasformò la propria confusione in frammenti poetici misteriosi dal tono incantato e ossessivo e

propose un concetto di letteratura come prodotto naturale dell'immaginazione e un'idea di poesia

come imitazione della creazione divina attraverso il potere combinatorio della Fantasia (Fancy). Da

questa poetica sono scaturite rime appassionate, tormentose e allucinate di cui le "Rime" sono

l'esempio più significativo. La materia trattata riconduce ai libri di viaggio, ai racconti di mare

medievali, al mito classico e alla ritualità cristiana. Lo schema è quello di un'avventura trasgressiva

in cui il protagonista dopo aver toccato il fondo (morte in vita), arriva alla rigenerazione e

all'espiazione attraverso il racconto della propria esperienza. Così in "Rime of an Ancient Mariner"

il marinaio obbligato a raccontare è il poeta e l'ospite di nozze costretto ad ascoltare è il lettore: in

questo modo il marinaio ritrova se stesso narrandosi e si salva grazie alla sua apertura al mistero

mentre il lettore rimane sospeso nell'incredulità di un'esperienza poetica così arcana. In questo

modo il poeta sperimenta il potere creatore della parola e la costrizione a nominare le cose perché

prendano vita e a nominare al tempo stesso sé stesso per continuare a vivere. Questa di Coleridge

è un esempio di poesia visionaria, trionfo dell'immaginazione pura che ha come unico difetto la

forzatura sul lettore del sentimento morale come principio di azione. Nessun insegnamento morale

viene, invece, dalla visione di "Kubla Khan" in cui Coleridge descrive un mondo immaginario e

fiabesco tra luoghi comuni tipici del tempo, esoterismo ed allucinazione drogata: dopo un

intermezzo narrativo, la narrazione lascia spazio alla visione di una fanciulla abissina, figura

dell'ispirazione poetica. Il senso di mistero pervade tutta la lirica che è stata definita la prima

poesia surreale inglese. Infine, "Christabel" è un poemetto in cui l'autore fonde tutti gli elementi del

gotico-medievalista in una visione stravagante di enorme potere immaginativo.

George Gordon Byron

"Childe Harold's Pilgrimage" fu il poema che diede successo a Byron in cui gli stilemi romantici si

ritrovano volgarizzati ai limiti della comicità. Byron è l'epitome del poeta romantico maledetto, ma

al culto del l'eroe bello e dannato contribuisce la sua biografia macchiata da colpe quali la

bisessualità e l'incesto è proprio alle esperienze dell'autore che si rifà il Childe Harold's Pilgrimage

e "Manfred" in cui è rivissuto il rapporto incestuoso con la sorellastra. Ciò porterà al paradosso di

un romanticismo esteriore nel mondo poetico settecentesco. "Don Juan" e poemi come "Beppo. A

Venetian Story", si pongono sulla scia di una comicità ironica elegante e discorsiva tra volgarità è

blasfemie. Il "Don Juan" è la sua opera più originale e si segnala soprattutto per il suo anti-

romanticismo: comico, satirico, appassionato, offre un ritratto ironico dello stesso poeta, un uomo

avido di piaceri, dedito a trasgressioni e abilissimo nell'usare il linguaggio per smascherare

ipocrisie perbeniste e parlare di sesso. Il poema si snoda come una conversazione da un

gentiluomo della buona società per i suoi pari. Morì di febbre malarica lo stesso anno della

composizione di "On this day I complete my thirt-sixth year" che suona come il suo epitaffio mentre

sprona se stesso a cercare una morte eroica nel combattimento. Qualcuno può leggere la morte di

Byron come anticlimax prosaico della sua esistenza sopra le righe.

Percy Bisshe Shelley

L'annegamento nel Golfo di Lerici ha fatto di Shelley l'eroe tragico per antonomasia, emblema del

giovane poeta baciato dal talento e vittima di un destino avverso. Alla sua morte lasciò molti inediti

destinati alla pubblicazione dopo la sua morte. La sua opera è formata da satire, visioni filosofiche,

poesie politiche, ma è per le liriche antologizzate che è maggiormente ricordato: la sua grandezza

va ricercata nei componimenti in cui si manifestano il suo slancio, la sua ribellione individualista, la

ricerca del mistero nella mente umana. Shelley compone una poesia che nelle migliori

composizioni arriva a creare effetti musicali e retorici nel tentativo di dare voce a verità complesse.

In "Ode To The West Wind" le tendenze declamatorie acquistano echi ieratici: il poeta omologa la

propria creazione all'impegno del vento d'autunno che prepara la rinascita primaverile. Significativi

sono stati anche i poemi "Prometheus Unbound" e "Adonais". Il primo tratta di una profezia di

liberazione intellettuale, in cui la rigenerazione universale risulta fondata sulla ribellione

intellettuale, sociale e morale; il secondo è un'elegia pastorale composta in morte di Keats, fatta di

versi duri contro i critici accusati di aver provocato la morte prematura dell'amico. Infine, in

"Defency of Poetry" esalta la supremazia dell'immaginazione sulla ragione. La poesia è per

Shelley la forma artistica in grado di sollevare il velo della "bellezza nascosta del mondo".

John Keats

Per Keats ciò che l'immaginazione afferra come bellezza deve essere verità. Conobbe Shelley

tramite Leigh Hunt e scoprì la traduzione elisabettiana di Omero che gli ispirò il primo sonetto "On

first looking into Chapman's Homer". Del 1819 sono le sei odi cui è consegnata la fama di Keats,

tra cui: "To a Nightingale" (è tra le più famose del poeta per la forza delle immagini pittoriche. Si

chiude con un dubbio che è quintessenza della visione romantica: "Was it a vision or a walking

dream? Fled is that music - Do I wake or sleep?") e "To a Grecian Urn". La dolorosa esperienza

dell'assistenza al fratello moribondo, la consapevolezza della propria fine conferiscono un

particolare contrasto tra: bellezza dell'arte e pena di vivere e caducità della vita è immortalità del

canto. La bellezza è l'unica fonte di verità (così come conclude Ode to a Grecian Urn, Nella "Ode

To Autumn" contrappone ai canti della primavera la musica autunnale per la sua stessa intrinseca

bellezza. Anche nei poemi narrativi la materia tradizionale romantica esce trasfigurata

nell'atmosfera di stanze giocate sul contrasto di sensazioni, mentre poco è lo spazio narrativo

ridotto alla solita storia di due amanti provenienti da famiglie rivali.

Lamb, Hazlitt, De Quincey

Charles Lamb lo ricordiamo per gli "Essays of Elia": capolavoro di leggerezza stilistica in cui, sotto

lo pseudonimo di Elia, l'autore narra ricordi infantili dal sapore onirico ed episodi di ordinaria

quotidianità con brio e delicatezza. Nulla tradisce i drammi che laceravano la sua vita privata

(impiegato della Compagnia delle Indie con a carico una sorella folle matricida insieme alla quale

compose "Tales from Shakespeare" trame shakespeariane rielaborate come racconti per l'infanzia.

William Hazlitt era alla costante ricerca di uno stile familiare sul ritmo della conversazione. Di lui

ricordiamo "My first Acquaintance with Poets" un memoriale relativo all'incontro con i poeti di prima

generazione romantica. Egli esalta i loro capolavori giovanili condannandone però le posizioni

reazionarie politiche (Wordsworth) e religiose (Coleridge).

Thomas De Quincey è noto per le "Confessions of an English Opium Eater" in cui offre una serie

di immagini allucinate che sembrano descrizioni di stati paranormali provocati dagli allucinogeni,

non solo, tenta inoltre interpretazioni freudiane "ante litteram" di quelle stesse visioni.

Scott, Austen, Mary Shelley

Walter Scott è il più popolare romanziere inglese, compositore di poemi narrativi a sfondo

medievaleggiante. Passò dalla poesia al romanzo quando il successo di Byron con Childe Harold

gli tolse il primato. Il suo più grande successo è "Ivanhoe". La sua importanza risiede nella

capacità di rielaborare a livello narrativo i più tipici valori romantici (il gusto per il paesaggio, il

recupero del passato, l'attenzione alle figure marginali e la scoperta di elementi folcloristici. Scott,

inoltre, è l'inventore del romanzo storico: egli crea narrando vicende intellettuali sullo sfondo di

grandi eventi storici. Il romanzo storico di Scott veicola un'estetica realistica che vede la letteratura

menzognera contrapposta alla storia. L'autore esprime un certo rammarico post-rivoluzionario

narrando un mondo in cui il denaro e i rapporti economici sono aboliti e l'eroismo è la più alta

espressione individuale in quanto somma delle differenze tra età eroiche ed età borghese. L'eroe

di Scott è un mediatore all'interno della crisi sociale. Accanto ai personaggio fittizi appaiono quindi

personaggi storici che comprendono le reazioni della massa e le mettono in relazione con gli

avvertimenti. Scott dimostra così una certa padronanza di linguaggio, abilità nell'uso dei dialetti e

maestria nella drammatizzazione. È considerato il primo tra i romanzieri occidentali.

Jane Austen: la sua genialità è stata subito compresa da Scott il quale recensì molto

positivamente la sua "Emma" (in cui la polemica anti-romantica trova la sua massima espressione

ed è giocato intorno a personaggi tratti in inganno dalle apparenze e dalla propria immaginazione)

al tempo ignorato dalla critica. Antiromantica ed augustea nello spirito esordì con una parodia del

gotico "Northanger Abbey". Si ricorda per il suo sguardo accurato alla realtà sociale e per il suo

linguaggio tale da rendere le sue "comedies of manners" autentici spaccati di vita morale del suo

tempo. Per Jane la scelta del marito è la più difficile e deve essere portata a termine non sulla

base del sentimentalismo e dell'amore romantico, ma secondo una scelta razionale che guarda

alla stima reciproca e all'interesse economico tanto che quest'ultimo occupa un posto d'onore nei

suoi scritti definendo la modernità della sua scrittura. Moderazione, dignità e ironia sono gli

elementi principali dei suoi romanzi, inoltre la Austen scrive solo di ciò che conosce e trova spazio

per descrivere tutte le questioni che agitano la vita quotidiana dei suoi simili. "Sense and

Sensibility" dimostra come per raggiungere la maturità in maniera di sentimenti occorre mitigare la

sensibilità romantica, mentre "Pride and Prejudice" sottolinea come le persone vadano giudicate di

là delle apparenze. Entrambi offrono insegnamenti dettati dal common sense, ma nel passaggio

dalla severità di Sense alla spensieratezza di Pride si manifesta un'evoluzione nella tecnica

narrativa. È in "Mansfield Park" che si rivela l'appartenenza della Austen al suo tempo: è la storia

di una donna che nel proprio immobilismo (dettato dall'innato conservatorismo dell'autrice) figura il

cambiamento della piccola società di campagna che rappresenta la spina dorsale dell'Inghilterra.

Appare come il primo romanzo ottocentesco in cui l'autore sostiene l'impresa coloniale britannica.

Importante è rilevare la tecnica del double talk attraverso cui crea equivoci e ambiguità.

Mery Shelley è la creatrice del più grande mito gotico di tutti i tempi: la creatura mostruosa che lo

scienziato Frankenstein assembla mettendo insieme pezzi di cadaveri. Frutto di una scommessa

letteraria proposta da Byron, racconta una sfida seguendo una macchinosa tecnica epistolare

attraverso la voce di tre narratori: un esploratore polare, lo scienziato Frankenstein e la sua

stessa creatura. Il tema che emerge è quello dell'uomo isolato che deve affrontare da solo le

insidie di un destino avverso. È una horror story of maternity in cui il tema della creazione si fa

inquietante rielaborazione narrativa di esperienze autobiografiche (orfana di madre, un figlio morto,

tre gravidanze, una sorellastra suicida e una abbandonata incinta da Byron). La Shelley rivoluzionò

la narrativa gotica attraverso il mito della nascita.

L'Età Vittoriana

Durante il regno della regina Vittoria l'Inghilterra si trasformò nella massima potenza imperiale

mondiale consolidando la ricchezza derivata dalla rivoluzione industriale e dall'espansione verso

nuove terre e nuovi mercati e mettendo a frutto le nuove scoperte scientifiche. Questi anni vedono

l'ascesa della classe media che portò all'esplosione del capitalismo e del libero mercato e nel

privato dell'appiattimento dei valori romantici (in letteratura vi è una censura dello spirito eroico del

romanticismo; Bowdler voleva riscrivere Shakespeare nel segno del decoro borghese e Dickens

sostituisce la passione col sentimentalismo familiare). Londra divenne la capitale del mondo

moderno, metafora di alienazione metropolitana. Alla soddisfazione dei traguardi raggiunti, però, si

sovrapponeva l'immagine di un universo senza Dio ed un certo senso di insicurezza e

provvisorietà. I movimenti femministi ponevano l'accento sulla condizione femminile vittoriana;

sindacalismo, socialismo e marxismo ponevano l'accento sulla situazione delle classi operaie.

Thomas Carlyle in Past and Present fece un'analisi dei mali della società capitalista proponendo

un ritorno al feudalesimo. Nel 1859 la pubblicazione di The Origins of Species di Charles Darwin

sconvolse il panorama scientifico, filosofico e religioso, ma già pochi anni prima elaborava la teoria

evoluzionistica affermando la non scientificità delle Sacre Scritture. Stuart Mill fece una riflessione

sulla subordinazione femminile nella società vittoriana, ma pur essendo così all'avanguardia, si

dimostra favorevole allo sfruttamento economico dei possedimenti coloniali che conferivano

autorità all'Inghilterra di quel tempo. Le colonie, nella narrativa, appaiono il regno delle possibilità

in cui vi si poteva trovare fortuna e migliori opportunità. A fine secolo, la reazione all'ipocrisia

borghese e al materialismo industriale si tradusse come rifiuto di qualsiasi intento morale all'opera

d'arte. Walter Pater ad esempio esortava a perseguire la bellezza fine a se stessa così come

anche Wilde nella sua propaganda all'estetismo e affermazione secondo cui la creazione artistica

è una bugia ben articolata.

Il Romanzo

Il romanzo vittoriano illustrò l'avanzata delle classi medie rivolgendosi ad esse nella ricerca di un

rapporto diretto con il pubblico, anche attraverso la pubblicazione seriale. In questo modo il

romanzo era costretto a sottostare alle leggi del mercato, gli autori dovevano tener conto delle

regole imposte dalle biblioteche che reclamavano opere passibili di esser lette ad alta voce la sera

davanti al capofamiglia ed in più, vivendo moltissimi autori della propria penne, si assistette ad una

forte inflazione letteraria. La letteratura divenne così strumento di controllo delle masse volto a

favorire l'alfabetizzazione, ma anche a conservarne l'innocuità. Questa manifestazione

dell'ambiguità vittoriana trovò espressione in molte storie da Dickens fino a Wilde e nella

mescolanza di elementi propri del romance insieme a componenti tipici del novel, dalle trame

fiabesche, alle avventure esotiche. La grande fioritura del romanzo vittoriano nacque dalle rovine

del romanticismo: si passa alla raffigurazione di tutta la società, una società borghese che creava

un mondo a propria immagine e somiglianza, dando energia e vitalità ad un'epoca di profondi

cambiamenti.

Charles Dickens

Nessuno meglio di lui rappresentò il vittorianesimo. Egli è il prototipo del narratore puro che prende

ciò che narra dall'esperienza e lo trasforma in esperienza di coloro che ascoltano la sua storia. Le

caratteristiche che rendono unico il suo racconto sono: il suo essere pensato per l'ascolto, quindi la

lettura familiare ad alta voce ed il suo rapportarsi all'esperienza della borghesia. Dickens è il

cantore della classe media, sopratutto di quella piccola borghesia cui lo sviluppo industriale ha

permesso di accedere a livelli più alti della scala sociale. La compassione di cui gli eroi positivi

dickensiani danno prova si traduce in una specie di riformismo illuminato. Dickens debuttò nella

narrativa trasformando testi scritti su commissione per accompagnare vignette creando una

comicità romanzesca. I "Pickwick Papers" ebbero un'enorme successo popolare grazie al

divertimento dalle disavventure politiche sportive ed erotiche di alcuni attempati gentiluomini in

viaggio. Lo spirito di osservazione di Dickens viene messo a frutto per la creazione di caricature di

tipi umani della borghesia emergente. Ciò che colpisce è la sua abilità nell'inventare personaggi e

situazioni destinati a rimanere nella storia della letteratura. Fin dal suo primo lavoro si impone

come uno di quei narratori caratterizzati dalla continuità narrativa ovvero la rielaborazione delle

storie che hanno amato creando nuovi miti per le nuove generazioni.

"Oliver Twist" è la triste storia di un orfano maltrattato che si perde nel sottobosco londinese tra

ladri e prostitute. La vicenda è un atto di accusa contro la politica del tempo per le devastanti

conseguenze della rivoluzione industriale per gli strati più bassi della popolazione. Oliver Twist si

chiude in maniera ambigua: un lieto fine che è esaltazione del riformismo filantropico e che porta il

protagonista ad integrarsi in quella classe sociale che ha creato le condizioni della sua stessa

miseria.

La denuncia dello sfruttamento minorile e l'attenzione al mondo dell'infanzia costituiscono uno

degli elementi più affascinanti di "David Copperfield" narrazione in prima persona con molti spunti

autobiografici sulle esperienze infantili, educazione sentimentale ed apprendistato di uno scrittore.

Il romanzo si segnala come il trionfo della narrazione, della gioia di raccontare e raccontarsi. È

l'apoteosi del primo Dickens, narratore del vittorianesimo compiaciuto, cantore della compassione

borghese e della sua positiva laboriosità e falsi valori.

"Black House" segna il mutamento dell'opera dell'autore: la vita metropolitana è ritratta in toni

estremamente grotteschi e la critica all'apparato legislativo della società diviene profezia di


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Kitry17

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Corso di laurea: Corso di laurea in lingue culture e letterature straniere
SSD:
A.A.: 2015-2016

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Kitry17 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Letteratura inglese e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Salento - Unisalento o del prof De Rinaldis Maria Luisa.

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