Le popolazioni celtiche e l'invasione germanica
A iniziare dal VI secolo a.C., l'intera regione delle isole britanniche era stata occupata da popolazioni celtiche, le stesse che sarebbero state poi sottomesse dalla conquista romana. Verso la metà del IV secolo, tribù celtiche non sottomesse stanziate rispettivamente nell'odierna Scozia e Irlanda, attaccavano la Britannia romana, mentre scorrerie di pirati, detti genericamente Sassoni, da tempo infestavano le coste meridionali. Nel 409, alle richieste di aiuto provenienti dalle civitates britanniche, l'imperatore Onorio rispondeva che si difendessero da sole dagli invasori interni e d'oltremare, certificando così la rinuncia di Roma a esercitare il proprio dominio sulla Britannia.
L'invasione germanica e la formazione dell'Old English
Quanto avvenne da quel momento è ricostruibile con l'ausilio delle principali fonti storiografiche coeve, in particolare la Historia ecclesiastica gentis Anglorum del Venerabile Beda (673-735). Nel corso di qualche decennio ebbe luogo una vera e propria invasione dell'isola da parte di quelle popolazioni germaniche, ancora non cristianizzate, che premevano verso occidente in cerca di terre sulle quali stabilirsi. Si trattava di Iuti, Angli e Sassoni, che soppiantano i Britanni intorno al 450 d.C.; gli Iuti occuparono il sud-est, gli Angli le regioni centrali e settentrionali, i Sassoni la zona sudoccidentale. La lingua anglo-sassone si forma in questo periodo: è l’Old English, di ceppo germanico.
La resistenza dei Sassoni e l'influenza del Cristianesimo
Dopo una serie di attacchi, i Vichinghi conquistano vari regni dell'isola, ma la monarchia sassone del Wessex resiste e sotto il dominio di Alfredo il Grande, regnante dall’871 all’899, giunge alla riunificazione della Britannia anglosassone. La religione è il Cristianesimo, la lingua volgare (in cui si scrive anche poesia) è l’anglosassone e la lingua colta il latino. Molto importante è la Historia del Venerabile Beda, in latino, poi tradotta in anglosassone.
La poesia anglosassone e il poema Beowulf
Tipico della poesia anglosassone è il verso allitterativo, usato per esempio nella scrittura dell’importante poema Beowulf (inizio dell’VIII secolo). Narra della lotta del principe Beowulf contro il drago Grendel e la madre di quest’ultimo e si chiude sul rogo funerario del principe stesso. È palese, in un poema incorniciato da due riti funebri, il pessimismo tragico che sta al fondo della visione del cosmo, propria della cultura germanica.
Le elegie del manoscritto Exeter
Vengono in genere riuniti sotto la dizione di "elegie" un certo numero di componimenti in versi compresi nel manoscritto Exeter, di intonazione lirica, nei quali trova espressione un diffuso senso di desolato sgomento e alienazione provocato dalla perdita di un passato che rappresentava stabilità e sicurezza. Di ispirazione cristiana e didatticheggiante è The Wanderer, il cui protagonista lamenta la vanitas di ogni possesso terreno nella prospettiva della morte che su tutti incombe, ma che è anche sicuro approdo di pace. Qui, come in The Seafarer (il navigante), il tema dell’erranza trova potente espressione nelle immagini di un oceano ostile e deserto, sullo sfondo di una stagione invernale di ghiacci e desolazione senza fine.
La conquista normanna e il Middle English
Quando, nel 1066, William the Conqueror di Normandia sconfigge nella battaglia di Hastings i resti dell'esercito di Harold, ultimo re anglosassone, l’Inghilterra già celtica e romana, e ora germanico-scandinava e cristiana, subisce l'ultima e decisiva svolta. La battaglia di Hastings è importante dal punto di vista culturale perché la fusione sassoni-normanni dà luogo alla nuova lingua inglese, Middle English, con una fusione di elementi anglosassoni ed elementi romanzi. Nel 1154 sale al trono Enrico II Plantageneto (normanni e angioini).
Il romanzo cavalleresco e il ciclo arturiano
Il romanzo cavalleresco, in Inghilterra, si manifestò appieno soltanto verso la fine del XIII secolo ed è fortemente influenzato dalle chansons de geste (XI-XII secolo) e dai romances cavallereschi francesi. Due filoni tematici principali: quello bretone e quello carolingio. Il primo, di carattere raffinato e mondano, intriso di illusioni magiche e amori appassionati, era incentrato sulla figura di re Artù e dei suoi cavalieri. Il secondo, al contrario, volto alla celebrazione delle gesta di Carlo Magno e dei suoi paladini, aveva carattere più propriamente epico, e l'impeto guerriero vi si coniugava con un profondo afflato religioso, e specificamente cristiano.
Il Ciclo di Re Artù
Il ciclo letterario arturiano ha avuto un grande successo perché racconta due storie collegate tra loro che hanno interessato molti autori successivi: una riguarda Camelot, vista come un'utopia condannata di virtù cavalleresca, rovinata dagli errori fatali di Artù e di Lancillotto (queste mancanze dei personaggi erano secondo l'ottica cristiana parte ineluttabile della condizione umana); l'altra riguarda la ricerca del Santo Graal fatta dai vari cavalieri (alcuni riuscirono, Galahad e Percival, altri fallirono, Lancillotto).
Le chansons de geste e l'epica italiana
Le chansons de geste hanno creato un corpo letterario mitologico che è sopravvissuto ben oltre l'esaurirsi della forza creativa del genere. L'epica italiana di Torquato Tasso (Rinaldo), Matteo Boiardo (Orlando Innamorato) e Ludovico Ariosto (Orlando Furioso), si fonda tutta sulle leggende dei paladini di Carlo Magno che apparvero per prima nelle chansons de geste. Soprattutto l’Orlando Furioso influenzò The Faerie Queene di Edmund Spenser.
Il Roman de Brut e l'eredità di Geoffrey of Monmouth
Il francese Roman de Brut viene tradotto in inglese (in versi allitterativi) da un prelato inglese di campagna ed adattato, basandosi sulla Historia Regum Britanniae di Geoffrey of Monmouth (1100-1155 circa). Questo testo non rappresenta il capostipite della narrativa romanzesca cortese del tardo Medioevo inglese, ma piuttosto l'ultimo esemplare della stagione epica anglosassone. Merito dell'autore è indubbiamente l'essere stato il primo a collocare al centro della storia inglese delle origini la figura emblematica di re Artù, che conserva i connotati eroici del guerriero e del conquistatore, e non quelli pallidi ed evanescenti che venne ad assumere nella più tarda tradizione cortese e francesizzante. Sarà un’importante fonte per molti testi successivi, anche shakespeariani.
Il romanzo cavalleresco: Sir Gawain and the Green Knight
Nell’ambito della narrativa romanzesca tratta dalle chansons de geste e dai romances francesi, è importante ricordare Sir Gawain and the Green Knight (in versi allitterativi; fine ‘300). La storia inizia a Camelot, durante i festeggiamenti in corso alla corte di Re Artù. Un imponente Cavaliere Verde entra nella stanza e propone un gioco: domanda se qualcuno è disposto a infliggergli un colpo con la sua ascia, a condizione però che il Cavaliere Verde, esattamente tra un anno e un giorno, restituisca il colpo a chi accetta la sfida. Sir Gawain accetta. Con un sol colpo, mozza la testa del Cavaliere Verde; questi raccoglie la testa dal pavimento e ricorda a Gawain che loro due si devono incontrare alla Cappella Verde tra un anno e un giorno.
All'avvicinarsi della scadenza, Sir Gawain parte. Il suo lungo viaggio lo porta a un castello, dove incontra Bertilak de Hautdesert, il signore del maniero, e la sua bella moglie. Gawain racconta loro del suo appuntamento presso la Cappella Verde. Gli vien detto che la Cappella è vicina; Gawain rimane quindi ospite al castello. Prima di andare a caccia il giorno successivo, Bertilak gli propone uno scambio: egli darà a Gawain quello che catturerà, a condizione che questi dia a lui quello che potrà ottenere durante il giorno. Sir Gawain accetta.
Dopo che Bertilak è partito per la caccia, Lady Bertilak visita Gawain cercando di sedurlo, ma riesce ad ottenere solo un bacio. Quando Bertilak ritorna dà a Gawain il cervo che ha ucciso; il suo ospite gli dà un bacio, il suo premio della giornata, senza dire da chi lo ha ricevuto. La storia si ripete nei giorni successivi: due baci scambiati con un cinghiale, tre baci scambiati con una volpe. Il terzo giorno, però, la donna regala a Gawain anche una fascia di seta verde che lo proteggerà da qualsiasi colpo che gli verrà inferto; Gawain si tiene la cintura.
Il giorno successivo Gawain parte per la Cappella Verde con indosso la cintura. Trova il suo sfidante nella cappella intento ad affilare l'ascia e si dispone a ricevere il colpo, secondo i patti. Il Cavaliere Verde si prepara a mozzare la testa di Gawain, ma per ben due volte tentenna e la terza volta lo colpisce dolcemente sul collo, causandogli solo una piccola ferita. Il Cavaliere Verde poi si rivela essere il signore del castello, Bertilak; spiega che l'intero gioco è stato organizzato dalla fata Morgana, nemica di Artù. Gawain in un primo momento è sconvolto e pieno di vergogna, ma i due uomini si chiariscono cortesemente (modalità tipica del romanzo cavalleresco) e l’eroe torna a Camelot, dove indosserà la cintura come segno di vergogna per la sua incapacità di mantenere la sua promessa con Bertilak. Artù decreta che tutti i suoi cavalieri d'ora in poi dovranno indossare una fascia verde, in ricordo dell'avventura vissuta da Gawain.
Le opere di Geoffrey Chaucer
Geoffrey Chaucer (/’dʒefri/ /’tʃɔːsər/) scrive i Canterbury Tales (1400) in versi e in Middle English. È stato paragonato al Decamerone di Boccaccio – che però è scritto in prosa – per realismo, tipo di comicità e anche tipo di struttura, infatti sia i Canterbury Tales sia il Decameron sono racconti con una cornice (frame). Un gruppo di persone si intrattengono raccontando storie: i rifugiati dalla peste nel caso del Decameron, il pellegrinaggio a Canterbury per Chaucer. L'opera è composta da un prologo iniziale, 24 racconti raggruppati in 10 "frammenti" (blocchi narrativi tra loro isolati e di dimensioni disuguali) composti talora anche di un solo racconto, e una conclusione (la Ritrattazione). Ciò che colpisce nei ritratti dei pellegrini è la vivacità e la varietà nella caratterizzazione dei tipi. Inoltre, in molte delle descrizioni dei pellegrini è possibile cogliere i tratti della satira, chi li colpisce in quanto rappresentanti di determinate categorie sociali. Si deve poi aggiungere una grande varietà nei generi narrativi rappresentati dai racconti (il gruppo più numeroso è rappresentato dai cosiddetti fabliaux, racconti comici di ambientazione umile spesso imperniati su triangoli amorosi).
Il pubblico a cui Chaucer si rivolgeva era costituito in prevalenza dalla medesima cerchia cui anch'egli apparteneva, fatta di funzionari e di gentiluomini della piccola nobiltà di corte. Per Chaucer, al pari di altri intellettuali contemporanei, l'attività letteraria non costituì mai una fonte di sostentamento se non nel senso metaforico dell'espressione: rispondeva cioè ad una necessità interiore di esprimersi dando sfogo ai propri sentimenti e alle proprie preoccupazioni. Ma Chaucer era fortemente attivo culturalmente e praticamente.
Opere importanti di Chaucer
- The House of Fame, mostra il panorama che si apre all'autore nel momento in cui, sulle orme di Dante, si rende conto della possibilità di "fare poesia" affidandosi solo al proprio volgare;
- The Book of the Duchess, primo dei suoi poemi onirici, scritto per consolare un nobile per la morte prematura della moglie, tramite la celebrazione elegiaca delle doti della defunta;
- The Parliament of Fowles, la natura dell'amore è il soggetto dichiarato dell'ultimo e più breve poema onirico di Chaucer;
- The Legend of Good Women, raccolta incompiuta di 9 brevi racconti le cui protagoniste sono altrettante eroine di celebri vicende amorose; nel prologo ripropone per l'ultima volta la convenzione narrativa del sogno-visione;
- Troilus and Criseyde (ispirato al Filostrato di Boccaccio): importante anche perché ne derivano vari testi elisabettiani. L'autore tratta la materia legata a...
-
Riassunto esame Letteratura Inglese, prof. Piazza, libro consigliato Breve Storia della Letteratura Inglese di Bert…
-
Riassunto esame Letteratura inglese, Prof. Castagna Valentina, libro consigliato Storia della letteratura inglese, …
-
Riassunto esame Letteratura inglese, prof. De Angelis, libro consigliato Piccola storia della letteratura inglese,…
-
Riassunto esame Inglese, prof. Cariello, libro consigliato Storia della letteratura inglese. Dalle origini al Sette…