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Manuale di letteratura e cultura inglese

Il romanticismo

Introduzione

Nel 1825 Hazlitt in “The Spirit of the Age” cerca di cogliere i tratti essenziali del periodo che la sua nazione sta vivendo attraverso una galleria di ritratti di figure rappresentative dei diversi campi culturali. Sebbene non vi siano manifesti del romanticismo inglese, Hazlitt inquadra in questo periodo tutti gli scrittori del momento compreso tra la perdita delle colonie americane (1783) e l’ascesa al trono della regina Vittoria (1873).

Nell’ambito letterario nuovi temi e stili, prettamente del periodo romantico, si intrecciano con gli elementi ancora vitali della letteratura e delle arti del passato (Eclettismo). È il periodo dei grandi cambiamenti più o meno repentini: la Rivoluzione Industriale, la Rivoluzione francese (dal 1789), la “Glorious Revolution” (1688 – 1689). Tra gli altri eventi storici di maggior incisione ci sono la sconfitta di Napoleone a Waterloo e la vittoria di Nelson a Trafalgar, la quale sancisce il primato della Gran Bretagna fra le potenze europee e inaugura l’Ottocento come il secolo del suo predominio a livello mondiale. Di conseguenza, vi fu una graduale espansione dell’impero coloniale in Asia, Canada e Australia.

L’estetica neoclassica raccoglie ancora ampi consensi. Anche il romanzo del periodo romantico si innesta saldamente sul tronco del genere settecentesco. Il medievalismo, reso popolare da Walter Scott, ha le sue radici nelle teorie storiografiche e nelle rivalutazioni storiche dell’Illuminismo scozzese, così come la riscoperta delle letterature antiche o esotiche è il prodotto della curiosità e del cosmopolitismo tipici del pensiero illuminista.

A livello ideologico emerge una nuova concezione di identità individuale, nonché un’idea complessa di identità nazionale. Iniziano anche a diffondersi ideologie e codici tipici delle classi medie come la sempre più netta separazione fra sfera maschile e sfera femminile o gli ideali domestici e religiosi. Emergono nuove istanze liberali, come il proto-femminismo del ‘700, i movimenti di rivendicazione dei diritti dei non anglicani, il riformismo politico e istituzionale e l’abolizionismo. Si registra l’abolizione del commercio di schiavi nel 1807, l’emancipazione dei cattolici nel 1829, la riforma del sistema elettorale nel 1832 e l’abolizione della schiavitù nel 1833.

Nella produzione culturale si amplia il mercato dei libri e del pubblico di lettori ed emerge la figura professionale del mecenate privato. Acquisiscono importanza le riviste di recensioni letterarie, ma la figura dello scrittore diventa più marginale. Vi è un ritrovato sperimentalismo poetico: la creazione di nuovi generi o la ricreazione di generi già esistenti come il poema lungo, il verse romance narrativo, il rinnovato interesse per il sonetto, la moda del frammento, il romanzo gotico e quello di miniere o il dramma storico.

A livello tematico si diffondono la descrizione e l’analisi dei sentimenti e degli stati d’animo, un interesse per l’esperienza e la coscienza individuali come sedi di un sentire privilegiato, un’idea della natura e del cosmo come organismi viventi e sensibili, la rappresentazione dei lati oscuri e delle pulsioni inconfessabili dell’essere umano, la riflessione sul potere dell’immaginazione, un deciso schieramento della creazione letteraria in senso politico, nonché un senso della storia come divenire complesso e un’attrazione per i luoghi in senso temporale e geografico.

La poesia del romanticismo

Romanticismo e abolizionismo

La “Preface” alle Lyrical Ballads è considerata da molti il manifesto del movimento romantico inglese. Ma, come detto in precedenza, si è soliti ampliare lo spazio temporale in cui questo si è svolto, collocandone l’inizio fra gli anni della Rivoluzione americana e la fine con gli anni ’30 del 1800. Si anticipa, dunque, l’inizio di un ventennio. La Rivoluzione americana, secondo Dorothy Marshall, rappresenta infatti lo spartiacque che divise il diciottesimo dal diciannovesimo secolo. Trasformò la conversazione privata dei salotti e dei clubs in acceso dibattito pubblico sui giornali e in Parlamento, creando la pubblica opinione capace di opporsi alla politica reggente e di ostacolarne le mire espansionistiche.

Così prese forma il movimento abolizionista nel 1780 ad opera di William Wilberforce e Thomas Clarkson. Grazie a loro vi fu la sospensione della tratta degli schiavi da parte della Gran Bretagna (1807) e l’abolizione della schiavitù (1833). Secondo Debbie Lee, la storia del Romanticismo fu strettamente collegata alla storia del colonialismo. I romantici risposero all’imperialismo britannico in modo complesso e ambivalente, percependolo con ansia e preoccupazione. Molti affrontarono il tema della schiavitù, dichiarandosi contro la violenza dell’uomo sull’uomo, come Cowper, Blake, Campbell e Wordsworth.

Molte poetesse furono coinvolte nella campagna abolizionista: in quanto donne si sentivano esse stesse private dei diritti civili ed economici (Mary Wollstonecraft). A partire dagli anni ’80 del 1700 fino agli anni ’20 del 1800 molte si posero contro la tratta degli schiavi e il dominio patriarcale: Hannah More, Ann Yearsley, Mary Birkett (boicottaggio merci degli schiavi), Helen Maria Williams, Amelia Opie (illustrazioni). Le scelte lessicali di questi poeti abbracciano la sfera del discorso della sensibility e della retorica sentimentale. Vi è una chiara e netta denuncia contro l’interesse e il guadagno ricavato dalla schiavitù.

Rivoluzione industriale e urbanizzazione: la rivolta dei poeti

Il commercio degli schiavi portò alla fioritura dell’economia capitalista. La divisione fra gruppi sociali causò conflitti e ingiustizie, condannate e denunciate dai romantici: fu forte, infatti, l’impegno civile e sociale dei quaccheri, degli evangelici, dei radicali e dei “dissenters”. Presero parte alla riflessione democratica William Godwin, Mary Wollstonecraft, Mary Godwin Shelley, Thomas Paine, Joseph Johnson, il pastore Richard Price e lo scienziato Joseph Priestley.

Nel ‘700 furono varati gli “enclosure acts” i quali avevano negato la possibilità di libero pascolo e libera coltivazione negli “open fields”. Ciò portò i contadini a trasferirsi nelle città e nelle nuove aree industriali. Le campagne si spopolarono e le città cambiarono volto per accogliere i grandi impianti industriali, prima tessili e poi siderurgici. I nuovi operai si ritrovarono a vivere in condizioni di scarsa igiene e a lavorare senza alcun diritto dalla propria parte.

Da qui l’impulso a una letteratura impegnata sui temi civili. La poesia registrò tutte le contraddizioni della società, che da una parte registrava un alto tasso di alfabetizzazione e di nascite, mentre dall’altra una fortissima mortalità infantile, una grave inquinamento e i fenomeni di prostituzione, accattonaggio e vagabondaggio.

William Blake intellettuale eclettico della prima generazione di romantici, nato e vissuto a Londra da una famiglia medio borghese, fu portavoce del crescente disagio sociale. Prese come modello da seguire per la sua umanità la figura di Cristo e anche per la sua ribellione nei confronti dell’establishment e delle gerarchie del proprio tempo. Fu un acceso sostenitore della Rivoluzione americana e di quella francese e nemico di tutto ciò che mortifica e costringe l’essere umano. Riteneva che solo l’immaginazione avesse un potere liberatorio e salvifico e che fosse dovere del poeta rinunciare a ogni forma di vessazione e sfruttamento.

Il testo poetico esemplare della sua poetica ‘umanista’ è il poemetto “London”, nel quale la voce poetica deplora l’urbanizzazione selvaggia e la divisione fra classi sociali. Londra appare come una città infernale, babilonica, nel quale l’io poetico testimonia il degrado, il malessere, l’infelicità prodotta dalla mente umana. Tutte le istituzioni cittadine appaiono colpevoli.

Anna Seward figlia del canonico anglicano della cattedrale di Lichfield, conobbe nel circolo letterario animato dal padre lo scienziato Erasmus Darwin e Samuel Johnson. Nella scrittura trovò rifugio e sollievo ai dispiaceri che la vita le riservò e con l’eredità del padre intraprese una vita pubblica di spicco, tanto che le sue poesie furono raccolte ed edite da Walter Scott. Le opere di più successo furono “Elegy to Captain Cook” e “Louisa a Poetical Novel in Four Epistles”.

Nei suoi testi traspare l’amicizia romantica femminile, che si ricollega agli spazi rurali nella quale la Seward era cresciuta. Spazi minacciati di estinzione: da qui ne scaturisce il suo giudizio sul rapporto fra industria e mondo rurale o naturale, come accade in “Colebrooke Dale”.

William Wordsworth, autore di liriche sulla bellezza intensa e struggente, ha indagato la labile soglia tra realtà antagoniste (città/campagne), tematica focale delle Lyrical Ballads, nelle quali affronta un presente magmatico con la consapevolezza di trovarsi difronte al tramonto dell’universo agricolo. L’umanità è schiava della città incantata e dormiente, priva di valori.

Mary Robinson affronta la realtà urbana da un diverso punto di vista, sottolineandone la vitalità e l’energia attraverso pennellate di vivido impressionismo tale da permettere un’autentica partecipazione del lettore che si affaccia alle indaffarate vie di Londra con lo stesso spirito di curiosità e stupore dell’io poetico.

La seconda generazione romantica non dimentica la denuncia di Blake contro lo sfruttamento dei deboli e dei bambini.

Nostalgia, gusto antiquario e medievalismo

Al realismo si affianca la nostalgia per il passato, ovviamente. La Rivoluzione francese generò sul suolo inglese un clima politico oppressivo che ne limitò le tradizionali libertà. Charlotte Smith ne è consapevole nel poema in blank verse “The Emigrants”, nel quale promuove la fratellanza fra gli abitanti delle due sponde della Manica, fratellanza divenuta impossibile immaginare e la cui sola ipotesi era considerata atto di alto tradimento dai governi delle due nazioni rivali. Chi veniva esiliato in Francia era anche esiliato dalla società alla quale apparteneva. Nella sua poetica aleggia una grande malinconia per le afflizioni che la vita le ha riservato. Nei suoi sonetti appare spesso il tema della morte, della vita e della sua complessità. Scrisse libri per bambini e conferì dignità al sonetto, visto semplice da scrivere. L’estetica della perdita diventa un’affermazione del proprio io. Nel sonetto Written in the Churchyard at Middleton in Sussex non c’è consolazione artistica, nessuna speranza per la sua condizione di donna. È considerata la prima poetessa romantica. Nostalgia e malinconia sono alimentati anche dal gusto dell’antiquariato che attraversa due generazioni di poeti romantici, frutto della tensione verso un universo ricco di pulsioni e di desiderio e della necessità concreta di ricostruire una nazione e un sentimento nazionale.

Walter Scott, grande fautore dello Scottish revival, predilesse il racconto cavalleresco e il romance. Joanna Baillie si nutrì del gusto celtico e popolare del suo tempo per distillarne una poetica del tutto personale che a ben vedere anticipa il manifesto romantico di Wordsworth. L’attenzione ai moti dell’anima e la necessità di ricorrere a un linguaggio semplice per convogliare più direttamente tali sentimenti furono elaborati e sperimentati in poesia quasi dieci anni prima della pubblicazione della prima raccolta. L’“Introductory Discourse” ai Plays on the Passions divenne un celebre manifesto della drammaturgia romantica.

Dopo un viaggio in Scozia, tornò alla poesia pubblicando “Metrical Legends of Exalted Characters” nelle quali il gusto antiquario ha la meglio sulla spontaneità sentimentale e sul semplice mondo naturale e rurale che caratterizzava i Poems, i quali presentano al lettore un mondo perfettamente scandito dai ritmi dei cicli naturali. Qui vi è lo studio delle passioni. La sua poesia è capace di suscitare emozioni e di rendere spirituale il naturale. Nonostante sia chiaro il riferimento scozzese, gli elementi sono universali, spogliati da qualsiasi connotazione localistica. I suoi personaggi preferiti sono i fanciulli e la gente semplice, ma anche le figure che vivono al margine della società e si comportano in modo bizzarro perché la vita li ha messi a dura prova. Sottolinea la necessità per il poeta di usare un linguaggio semplice e di cantare le passioni naturali.

Lyrical Ballads e Dorothy Wordsworth: il linguaggio della natura

Wordsworth illustra nella ‘Preface’ alle Lyrical Ballads (1800) la sua poetica e il tentativo di guidare il lettore nella riscoperta di un più semplice e naturale modo di vivere, attraverso un linguaggio semplice e popolare, specchio della gente comune e veicolo dei sentimenti. Il poeta per Wordsworth è ‘un uomo che parla agli uomini’, dotato di maggiore sensibilità, entusiasmo e tenerezza. Hazlitt giudica la sua poesia come una reazione agli eventi politici dell’epoca, registrata attraverso i tratti delicati del sentimento. La ricerca di Wordsworth approda al mondo degli umili e della natura. Coleridge, invece, conduce alla dimensione spirituale e paradigmatica.

Entrambi condividono una visione retrospettiva: in Wordsworth lo sguardo è localista, teso a ritrovare una perduta dimensione comunitaria; in Coleridge la nostalgia è per un passato che precede la caduta causata dal peccato originale e che solo al ritorno a un linguaggio arcaico, onirico, purificato dalla consuetudine può restituire. Le Lyrical Ballads appaiono come ‘poetry of nature’ perché contengono due elementi cardini:

  • Il potere di suscitare la simpatia del lettore;
  • Il potere di defamiliarizzare il mondo.

Coleridge sceglie personaggi e situazioni soprannaturali e li rende verosimili, mentre Wordsworth tratta di fatti naturali e persone umili e li trasforma in soprannaturali grazie all’incantamento e al meraviglioso mondo della natura che lo sguardo-fanciullo del poeta avrebbe rivelato al lettore. In Prelude Wordsworth conia la definizione ‘spots of time’ per indicare i momenti di rivelazione che hanno luogo allorché l’io e il mondo misteriosamente si compenetrano generando vere e proprie epifanie: è allora che la poesia di Wordsworth acquista la dimensione di magico realismo. Visione e memoria diventano una medesima categoria. Attraverso la memoria l’acuta sensibilità del poeta riporta al presente accadimenti e persone incontrati nel passato e li fa rivivere con la stessa intensità percettiva provata la prima volta grazie ai colori caldi dell’immaginazione.

Dorothy Wordsworth fu testimone del sodalizio fra Coleridge e suo fratello. Autrice di pagine diaristiche e poesie sul mondo naturale nelle quali lo sguardo poetico si pone orizzontalmente a ciò che canta. Capace di stabilire con cose e persone un rapporto paritario. La sua prospettiva è l’occhio oggettuale. Iniziò a scrivere i diari che registravano gli eventi delle giornate passate a Grasmere col fratello e le esperienze sensoriali da lei provate. Attenzione particolare sulla botanica, il suo sguardo circoscrive lo spazio (‘An eye like a camera’s’ Hardiwick). La natura sembra diventare essa stessa casa, luogo di integrazione fra pensiero e immaginazione, ogni confine tra micro e macro cosmo sembra rimosso, nonostante l’inquietudine provata nell’infanzia.

In Floating Island celebra la ciclicità della natura che simboleggia il perpetuo riprodursi della vita, il trionfo della fertilità della natura.

Mondo onirico e bellezza in Mary Robinson e John Keats

Mary Robinson presenta un’ampia campionatura di generi e modi poetici. Nei Lyrical Tales si riscontrano temi e melodie che si ispirano al gusto antiquario. In The Savage of Aveyron usa versi brevi, tono nostalgico narrativo proprio delle ballate e la melodia viene enfatizzata da un accorto alternarsi di rime maschili e femminili. Narra la storia di un bambino ritrovato nel 1799 in condizioni selvagge nei boschi della Francia. Non ha l’uso della parola, la poetessa si fa dunque interprete e racconta la sua storia con immaginazione. Il ritornello ‘Alone!-Alone!’ sono parole che l’io poetica ascolta dall’anima del bambino. Egli lamenta la sua incolmabile solitudine per aver perso i suoi cari e invita il lettore a condividere la sua inconsolabile malinconia.

John Keats frequentò il circolo londinese di Leigh Hunt, violentemente attaccato dalla critica conservatrice che definiva con spregio il loro gruppo una “Cockney School” per le idee politiche ed estetiche che professavano. Era appassionato di antichità classiche, greche e romane. Sebbene nelle odi e nei poemi risalti la mitologia classica, la nostalgia di un tempo passato, il senso del declino e di perdita, li rendono affini nelle poesie che guardano più direttamente al mondo della romance medievale. Isabella, ad esempio, testimonia l’interesse verso la cultura mediterranea, per la Grecia e per l’Italia. Questa ed altre composizioni seguono tutte un movimento che parte da materiali tradizionali della romance medievale per giungere al presente attraverso un processo di svelamento e di finale straniamento. Secondo Cox la modernità di Keats risiede nell’eros che queste poesie sprigionano. Il desiderio e l’eros non investono solo uomini e donne, ma anche tutta la natura, la quale diventa l’unica realtà tangibile.

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-LIN/10 Letteratura inglese

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher nikita.talema di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Letteratura inglese I e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università del Salento o del prof De Rinaldis Maria Luisa.
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