Che materia stai cercando?

Anteprima

ESTRATTO DOCUMENTO

Legislazione dei Beni culturali

Bene culturale: la locuzione b.c. fu introdotta alla fine degli anni Cinquanta, entra in

1. circolo con la commissione Franceschini nel 1964 e diviene di ufficiale utilizzo con il d.l.

14 dicembre 1974 n.657, in sostituzione dei termini "antichità e belle arti", "cose d'arte",

"cose di interesse storico e artistico".

In base all'art.2 comma 2 e agli articoli 10 e 11 <<sono beni culturali le cose mobili e

immobili che, ai sensi dell'articolo 10 e dell'articolo 11, presentano interesse storico,

archeologico, artistico, etnoantropologico, archivistico e bibliografico e le altre cose

individuate dalla legge quali testimonianza aventi valore di civiltà>>.

Caratteristiche dei beni culturali

Tipicità : un bene culturale può considerarsi tale solo se è insito un valore di civiltà

 ed è da considerarsi tale dopo una corretta qualificazione;

Pluralità: è suddiviso in tipi e categorie, in quanto non esiste nel codice un'unica

 categoria di beni culturali

Materialità

E i beni immateriali?

I beni immateriali sono beni non consistenti in cose mobili o immobili. Le opere di

letteratura, di musica, opere di ingegno o invenzioni industriali, gli spettacoli, le

tradizioni, cibi e proverbi ecc.

Fanno parte dei patrimonio culturale.

Attività culturali: riguardano tutte le attività di elaborazione e diffusione della cultura.

2. Sono nettamente separate dai beni culturali , difatti non sono soggette al regime

giuridico dei beni culturali e rientrano nell'art. 117.

Attività di spettacolo: comprende le attività teatrali, musicali, di danza e

3. cinematografiche. Sono considerate separatamente ai beni culturali e alle attività

culturali.

Patrimonio culturale e patrimonio storico- artistico: il "patrimonio culturale" comprende

4. i beni culturali e le opere di ingegno; il "patrimonio storico-artistico" comprende invece i

soli beni culturali.

Beni paesaggistici (o ambientali): << Sono beni paesaggistici gli immobili e le aree

5. indicate costituenti espressione dei valori storici, culturali , naturali, morfologici ed

estetici del territorio>>. Sono da considerarsi separati solo sul piano nozionistico dal

concetto di "bene culturale". Il concetto di bene ambientale è stato sostituito da quello

di bene paesaggistico. <<Determinata parte del territorio il cui carattere deriva

dall'interrelazione di fattori umani e naturali>>.

I precedenti: inizialmente il concetto di bene culturale era associato a quello ambientale.

I beni ambientali erano distinti in due categorie: i beni ambientali di tipo paesaggistico

(aree naturali e artificiali) e di tipo urbanistico. Si decise quindi di qualificare come beni

culturali i beni ambientali urbanistici e i beni ambientali paesaggistici artificiali, in

quanto oggetto di azione da parte dell'uomo. I beni invece paesaggistici naturali furono

inclusi solo perchè di destinazione alla fruizione pubblica. Nel 1974 il Ministero che

doveva occuparsi della gestione dei beni culturali (e ambientali) prese per tal ragione la

denominazione di Ministero per i beni culturali e ambientali.

Oggi i beni culturali e i beni paesaggistici sono oggetto di forme diverse di protezione

giuridica, imposta dalla oggettiva diversità delle due categorie.

Categorie (menzionate negli art. 10/11):

6. Categorie generali art 10 (pubblici o privati) :

 Le cose mobili o immobili che presentano valore storico, artistico, archeologico o

etnoantropologico ovvero

-paletnologia, preistoria e le primitive civiltà;

-manoscritti, autografi, carteggi, libri, stampe, incisioni;

-carte geografiche

-spartiti musicali

-fotografie, pellicole cinematografiche o supporti audiovisivi

-ville, parchi, giardini

-pubbliche piazze, vie, strade

-siti minerari

-navi

-architetture rurali

Raccolte di musei, pinacoteche, gallerie e altri luoghi espositivi , le raccolte

librarie, cose immobili e mobili riguardanti la storia politica e militare

Categorie speciali art 11:

 -affreschi, stemmi sigilli, graffiti, lapidi, iscrizioni sepolcrali, tabernacoli , studi

d'artista

- aree pubbliche aventi valore archeologico

-opere di pittura e scultura di autore vivente e la cui esecuzione non risalga a oltre

cinquant'anni

-i mezzi di trasporto aventi più di 75 anni

- le vestigia della Prima Guerra Mondiale

-fotografie e opere cinematografiche e audiovisive aventi più di 50 anni

Non compongono una categoria i beni culturali di interesse religioso. Sono escluse

le opere d'arte contemporanea che non risalgono a più di cinquant'anni al fine di

non ostacolarne il commercio ma sono tutelate in materia di diritti d'autore e in

tema di contraffazione.

INDIVIDUAZIONE DEI BENI CULTURALI

7. Un bene culturale per essere definito tale non basta che appartenga ad una delle

categorie qui sopra elencate, ma è necessario che sia sottoposto a verifica da parte

dell'autorità amministrativa, al fine di valutarne il carattere culturale. In alcuni casi tale

verifica può non essere richiesta, in altri non eseguita anche se prevista. Ciò dipende

dall'appartenenza del bene, cioè chi ne è titolare.

I beni possono appartenere allo Stato, agli enti pubblici, territoriali (Regioni, Province,

Comuni)e non, a persone giuridiche e fisiche private con scopo di lucro e senza scopo di

lucro.

L'individuazione si articola nelle seguenti fasi:

Verifica dell'interesse culturale: le cose mobili o immobili indicate nell'art. 10 (quelle che

appartengono ad enti pubblici o persone giuridiche private senza scopo di lucro) che

risalgono ad oltre cinquant'anni e non siano più di autore vivente, vengono sottoposte a

verifica dal Mibac (Ministero dei Beni e delle Attività Culturali).

Procedimento: durante il periodo di verifica, i beni continuano ad essere sottoposti alla

disciplina di tutela prevista dal codice e continuano ad essere considerate inalienabili.

L'esito della verifica , se positivo, comporta la definitiva sottoposizione del bene alla

disciplina della tutela, se negativo il bene viene dichiarato alienabile e non sottoponibile

alla disciplina della tutela.

Venne introdotta poi la regola del cosiddetto "silenzio-assenso" poi mutato nel "silenzio-

inadempimento" . Il "silenzio-assenso" disponeva che per i beni immateriali soprattutto il

Mibac dovesse rispettare il termine di 120 giorni dal ricevimento della scheda per

comunicare all'ente (pubblico o privato) l'esito della verifica, se positivo. La mancata

comunicazione entro il termine previsto equivaleva ad esito negativo della verifica. La

revisione di tale norma effettuata nel 2006 invece ha trasformato il "silenzio- assenso" in

"silenzio-inadempimento": ovvero la mancata comunicazione entro 120 giorni dalla data

di ricezione della scheda equivale ad inadempimento della richiesta e si può ricorrere ad

un giudice amministrativo. Il giudice, accolto il ricorso, può ordinare all'amministrazione

di prevedere alla verifica entro un termine congruo. Decorso tale termine senza esito,

l'amministrazione può essere sostituita da un commissario.

Dichiarazione dell'interesse culturale (art 13): atto, assunto dall'autorità competente, di

"dichiarazione" dell'interesse culturale rivestito dalla cosa, in genere di proprietà privata.

Le ipotesi previste per la dichiarazione sono:

- cose di interesse artistico,storico, di persone giuridiche private con fine di lucro

-raccolte librarie di privati

-riferimenti alla storia politica o militare di privati

Procedimento: la procedura viene avviata dal soprintendente di settore d'ufficio

(competente in materia) o su richiesta di un ente territoriale minore. Dell'avvio va data

comunicazione al proprietario , possessore o detentore del bene. Si può presentare

ricorso amministrativo, che comporta la sospensione dell'atto di dichiarazione.

L'accoglimento di tale ricorso comporta l'annullamento.

-Beni culturali ex lege: per alcuni beni non è prevista nessuna verifica perchè il valore

culturale sussiste in sè (raccolte museali, pinacoteche ecc appartenenti ai beni pubblici).

BENI CULTURALI E BENI PATRIMONIALI

8. Un bene dichiarato culturale non altera in alcun modo il suo status di appartenenza

pubblica o privata.

Il bene culturale (Codice dei Beni Culturali) è sia bene bene culturale in quanto portatore

di un valore culturale, che bene patrimoniale (Stato), perchè oggetto di interessi

economici. Il bene culturale quindi ha insiti due valori, uno commerciale e uno culturale.

Le due discipline hanno valori giuridici diversi ma si sovrappongono.

Gli elementi unificanti tra le due discipline sono il valore culturale, l'immaterialità

( perchè il valore culturale che vi è insito non è materiale) e il bene pubblico (fruizione

pubblico).

DEMANIO:

9. I beni culturali, come abbiamo già detto, quando vengono definiti tali non perdono la

loro provenienza. Da qui la distinzione tra beni culturali di proprietà privata e beni

culturali di proprietà pubblica.

Per quanto riguarda i beni culturali di proprietà pubblica essi si articolano in:

Demanio accidentale: fanno parte del d.a dello Stato, delle Province e dei Comuni gli

immobili riconosciuti d'interesse storico, archeologico, artistico e le raccolte delle

biblioteche, degli archivi, delle pinacoteche e le raccolte museali. I beni accidentali sono

beni che non devono per forza far parte degli enti territoriali, ma se ne fanno parte

vengono considerati demaniali (demanio culturale).

Demanio originario dello Stato: fanno parte del d.o. dello Stato i beni immobili ritrovati

nel sottosuolo o nei fondali marini.

Patrimonio indisponibile dello Stato: vi rientrato tutte le cose mobili ritrovate nel

sottosuolo o nei fondali marini

Patrimonio indisponibile (qualsiasi ente pubblico): vi rientra tutto ciò che fa parte degli

uffici pubblici, i loro arredi e gli edifici sedi degli uffici.

I beni appartenenti allo Stato quindi demaniali sono inalienabili e incommerciabili. Tali

beni possono passare dalla proprietà statale a quella di un altro ente territoriale,

qualora essi risultassero strettamente legati ad un certo territorio (ad es. emblema di

una città).

I beni immobili appartenenti allo Stato sono gestiti dal Ministero dell'Economia e

Finanze e dall'Agenzia per il Demanio. L'amministrazione dei beni mobili spetta al

Ministero che li ha in uso.

Differenza tra catalogazione e inventariazione: l'inventario concerne una lista dei beni

che non tiene conto del suo valore culturale, la catalogazione invece concerne nella

redazione di schede con i dati anagrafici del bene culturale e la sua descrizione.

I beni patrimoniali indisponibili non possono essere sottratti alla loro destinazione se

non nei modo stabiliti dalla legge (inalienabili).

Beni disponibili: non ascrivibili ai bene demaniali sono i beni disponibili.

10. LE FUNZIONI TUTELA E VALORIZZAZIONE (art 117):

La tutela : diretta ad impedire che il bene possa degradarsi nella sua struttura fisica e quindi

nel suo contenuto culturale . Le finalità della tutela sono essenzialmente tre: individuazione,

protezione e conservazione.


ACQUISTATO

10 volte

PAGINE

15

PESO

87.84 KB

AUTORE

Ila_90

PUBBLICATO

+1 anno fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze archeologiche
SSD:
A.A.: 2015-2016

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Ila_90 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Legislazione dei beni culturali e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Romano Maria Chiara.

Acquista con carta o conto PayPal

Scarica il file tutte le volte che vuoi

Paga con un conto PayPal per usufruire della garanzia Soddisfatto o rimborsato

Recensioni
Ti è piaciuto questo appunto? Valutalo!