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Definizioni

1. IT: Information Technology

Rappresenta il settore della tecnologia dell'informazione, che si occupa dell'uso di computer e software per gestire le informazioni.

2. Digital divide

Colui che sa almeno maneggiare un computer. Questa definizione si riferisce alla capacità di utilizzare le tecnologie informatiche.

3. ICT: Information Communication Technology

Indica le tecnologie dell'informazione e della comunicazione, che comprendono sistemi per la trasmissione, l'elaborazione e la gestione delle informazioni.

4. Tecnologie interattive

Quando si parla di tecnologie interattive si richiede sempre più che le tecnologie siano a portata di mano e disponibili per l’uomo; esse stanno diventando parte integrante della nostra vita perché le persone vogliono partecipare attivamente all’utilizzo della tecnologia.

5. Digitalizzazione

Nella tecnologia molti elementi finiscono per integrarsi e il tutto viene digitalizzato in BIT (sequenze di 1 e 0), che ci permette di trattare qualsiasi realtà in maniera omogenea.

6. SI (Sistemi Informativi)

Sono una combinazione di hardware, software e reti telematiche che le persone progettano e sviluppano per raccogliere, utilizzare e analizzare dati utili a supportare l’operatività di un’organizzazione.

7. Modello aziendale di Antony

Vede l’organizzazione aziendale come una piramide divisa in tre blocchi di persone che svolgono ruoli differenti e che si avvalgono di diversi SI per la risoluzione dei problemi lavorativi. Alla base troviamo la direzione operativa che svolge le attività esecutive (certe e ricorrenti) ed è supportata da un SI rigido, adatto alla risoluzione di problemi strutturati (ossia quelli per la cui risoluzione sono già note tutte le variabili). A metà si trova la direzione di line che svolge attività tattiche e di controllo per il raggiungimento degli obiettivi; essa è affiancata dai DSS (Decision Support System) in grado di risolvere problemi semi/strutturati. All’apice, infine, si colloca l’alta direzione che definisce le strategie aziendali di pianificazione e utilizzo delle risorse; a questo livello il SI diventa ES (Expert System) perché serve a risolvere problemi non strutturati, in cui nessun dato è certo.

8. DSS: Decision Support System

Il DSS è un sistema informativo, utile alla direzione di line, in grado di risolvere problemi semi strutturali, ossia quelli in cui non tutti i dati hanno valori certi. Il DSS, fornendo tutte le conoscenze e soluzioni possibili, svolge quindi una funzione di supporto per chi deve prendere decisioni. Il DSS propone all’utente dei modelli che cercano di simulare il comportamento umano e ai quali deve seguire una giusta interpretazione, perché questo “sistema informativo” non è dotato d’intuito.

9. ES: Expert System

È un sistema informativo che serve all’alta direzione aziendale per risolvere problemi non strutturati, ossia quelli in cui nessun dato è certo. Gli ES risolvono problemi per i quali solitamente è richiesta la competenza umana e di cui essi emulano il modo di ragionare: di conseguenza, il prodotto può sbagliare perché emula il comportamento di un uomo.

10. Struttura degli ES

Gli Expert System sono sistemi informatici che servono alla risoluzione di problemi per i quali solitamente è richiesta la competenza umana. Gli elementi che compongono un ES sono:

  • Base di conoscenza: Corrisponde al nostro patrimonio cognitivo perché si tratta della raccolta di tutta la conoscenza dell’esperto sotto forma di regole; essa può essere formale (quando riguarda dati e formule certe) oppure non formale (quando è difficile da catturare perché si basa sull’esperienza e l’intuito).
  • Motore inferenziale: Corrisponde alla nostra capacità di ragionamento perché utilizza la base di conoscenza per dare soluzione ai problemi posti dall’utente.
  • Interfaccia utente: Riguarda l’insieme delle schermate che consentono all’utente non esperto di avvalersi del sistema.

11. Evoluzione dell'informatica aziendale

Nel corso degli anni, al crescere del livello di management e della complessità aziendale, si è evoluto anche l’utilizzo dell’informatica nelle aziende, passando dall’essere: elemento di supporto, risorsa di business e, infine, arma strategica.

12. Evoluzione dei SI aziendali

Si compone di quattro fasi:

  • Batch: Riferimento agli anni ’50 quando furono introdotti i primi sistemi di calcolo nelle aziende.
  • Real Time: Riguarda la possibilità di accedere ai grandi elaboratori da postazioni remote, grazie all’avvento di collegamenti.
  • PC Revolution: La nascita dei personal computer (a metà degli anni ’80) che hanno consentito di riorganizzare totalmente la gestione delle informazioni all’interno delle aziende, perché tutti potevano essere sempre connessi.
  • NCC (Network Centric Computing): Fa riferimento alla possibilità, data da internet, di sviluppare nuove architetture di connessione inter/intra organizzative e dispositivi capaci di rispondere alle necessità degli utenti utilizzando software minimali con grandi capacità di connessione alla rete.

13. Architettura del SI

L’architettura del sistema informativo, ossia l’organizzazione hardware, software e delle informazioni del sistema stesso, può essere di tre tipi:

  • Sistema centralizzato: È caratterizzato dalla presenza di un mainframe (o minicomputer) al centro di una rete di terminali periferici trasparenti. Il mainframe si occupa di elaborare tutti i dati relativi all’azienda mentre i terminali trasparenti (o stupidi) si occupano solo di ricevere e inviare informazioni al mainframe.
  • Sistema distribuito: È caratterizzato dalla presenza di un mainframe al centro di una rete di terminali periferici intelligenti. Il mainframe centrale si occupa della gestione globale dell’azienda mentre i terminali intelligenti si occupano di elaborare i dati locali e inviarli al centro.
  • Sistema client/server: È caratterizzato dalla presenza di client che chiedono al server di avere accesso a determinate risorse hardware, software e dati. In questo sistema, i client sono collegati tra loro e con la workstation (server) in LAN, ossia tramite un collegamento locale che non tocca terra. L’evoluzione e la diffusione di internet hanno permesso la nascita di nuove architetture del SI, come il P2P (Peer To Peer), una rete paritaria, simile al sistema client/server, in cui tutti gli elaboratori sono sia clienti sia servitori.

14. Rightsizing: La giusta taglia del SI

Consiste nella scelta, operata dalle aziende, di abbattere i costi, pur mantenendo una certa qualità del servizio, per essere più competitivi sul mercato. Questa scelta può portare a tre soluzioni:

  • Downsizing: Consiste nel passare da un sistema centralizzato (o distribuito) a una piattaforma client/server perché quest’ultima non ha i costi di gestione di un mainframe centrale.
  • Outsourcing: Consiste nell’affidare il proprio centro di calcolo (EDB) a un’azienda esterna, specializzata in quell’attività. Pro: L’outsorcer è in grado di offrire un ottimo servizio a un prezzo molto conveniente e il sistema dell’azienda madre gode di maggiore flessibilità; Contro: Sicurezza, la scelta di un buon outsourcer ed eventualmente rientrare dall’outsourcing.
  • Cloud Computing: Consiste nel salvare i propri dati su piattaforme online, come: I cloud, Google drive e altri. Il vantaggio più grande riguarda l’abbattimento (quasi totale) dei costi, ma lo svantaggio principale riguarda la sicurezza.

15. Termini chiave per i sistemi informativi aziendali

  • EDP (Elettronic Data Processing) e CED (Centro Elaborazione Dati) sono due sinonimi utilizzati per indicare tutto ciò che riguarda il ruolo dell’informatica in azienda (gestione, progettazione e realizzazione del SI).
  • Infocenter: Non è un gruppo informatico ma un servizio che viene offerto a tutti i dipendenti/utenti aziendali per comprendere e usare i linguaggi informatici di quarta generazione.

16. Elaboratore

Il computer o elaboratore è una macchina capace di immagazzinare, elaborare e trasmettere dati con grande velocità e precisione; esso può essere immaginato come una scatola nella quale si trovano parti fisiche e logiche.

17. Infrastruttura dei sistemi informativi

Le componenti di un elaboratore elettronico possono essere classificate in due categorie fondamentali: Hardware e Software. L’hardware è l’insieme delle parti tangibili (fisiche) di un elaboratore; il software, invece, è la parte logica dell’elaboratore che trasforma i dati in informazioni per mezzo di programmi, ossia istruzioni (comandi) che consentono il funzionamento delle componenti hardware.

18. Classificazione dei computer

A seconda delle esigenze di utilizzo, la mole e la complessità di informazioni analizzate, si può scegliere tra quattro categorie di elaboratori:

  • Microcomputer: Sono elaboratori progettati per essere utilizzati da un singolo utente, sia per finalità professionali sia personali. A questa categoria appartengono:
    • Notebook: Computer portatili che uniscono funzionalità e peso ridotto.
    • PC o desktop: Computer fissi più potenti e veloci dei Notebook.
    • PDA o computer palmare: Sono elaboratori che consentono di organizzare e pianificare impegni, rubriche, appuntamenti e, talvolta, inviare email.
    • Micro controller: Sono microprocessori installati all’interno di apparecchi intelligenti (come gli elettrodomestici, gli smartphone e le automobili).
  • Minicomputer: Sono elaboratori-multiutente creati per soddisfare le esigenze di più persone, all’interno di un piccolo ambiente. Essi sono utilizzati per gestire siti web e scambiare o condividere dati e software.
  • Mainframe: Sono elaboratori complessi finalizzati a soddisfare le esigenze di centinaia di utenti simultaneamente, nelle organizzazioni di grandi dimensioni. Questo tipo di elaboratore può essere soggetto a problemi legati allo scambio d’informazioni tra computer diversi, a causa della moltitudine e disomogeneità di dati trattati.
  • Super computer: Sono elaboratori di grandi dimensioni che soddisfano le esigenze di vaste organizzazioni, composte di migliaia di utenti, grazie alla capacità di organizzare grandi quantità di dati velocemente. I Super computer sono capaci di gestire una complessità così elevata di informazioni perché sono costituiti da Mainframe in parallelo, ciascuno dei quali fa da intermediario tra l’elaboratore centrale e una certa tipologia di utenti.

19. Hardware

È l’insieme delle componenti tangibili di un elaboratore, le quali si distinguono in: unità centrali (CPU) e unità periferiche. L’hardware è classificato secondo tre tecnologie:

  • Input: Inserimento dei dati nella CPU.
  • Processing: Elaborazione degli Input.
  • Output: Invio delle informazioni ottenute alle unità periferiche.

20. Schema di Von Neumann

Stabilisce quali sono gli elementi di base che compongono un elaboratore: CPU, Memoria centrale (RAM+ROM) e unità periferiche di I/O. Questo schema prevede che la CPU sia staccata dal resto dell’elaboratore, di cui costituisce il cuore pulsante; la CPU svolge due principali funzioni: lettura e scrittura. L’operazione di lettura consiste nell’acquisire i dati dalla memoria o dalle unità periferiche; l’operazione di scrittura, invece, consiste nell’invio delle informazioni. La CPU è collegata a tutte le altre componenti con dei canali di comunicazione chiamati: “Bus”. Questi ultimi possono essere di tre tipologie:

  • Bus Data: Trasferisce i dati.
  • Bus Address: Contengono gli indirizzi cui sono collegati tutti i dati presenti.
  • Bus Control: Stabilisce se depositare o prelevare informazioni, agisce come se fosse un interruttore ON/OFF. La velocità di elaborazione della CPU (nanosecondi/picosecondi) è nettamente superiore.
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I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher PLANESET di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Informatica generale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università Cattolica del "Sacro Cuore" o del prof Megale Maria.
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