Capitolo 1 – Parte 1 - Sistemi informativi e convergenza digitale
Ruolo delle informazioni nella nostra società
Oggi, grazie a Google, è possibile trovare tutte le informazioni che cerchiamo ed infatti vengono fatte moltissime ricerche al giorno.
Definizioni
Digital Divide: divario digitale che esiste tra diversi contesti come diverse aree geografiche o generazioni; Banda Larga: capacità di trasmettere informazioni nell’unità di tempo (1 secondo); Overload Informativo: eccesso di informazioni.
L’informazione genera conoscenza che viene gestita dal knowledge management. I dati sono materiale grezzo privo di formattazione come parole e numeri, quindi un insieme di fatti oggettivi e distinti relativi ad un evento e privi di interpretazione e contestualizzazione. La loro funzione è quella di rappresentare determinati fenomeni tramite simboli come lettere, numeri e caratteri speciali. Il dato rappresenta l’elemento neutro al quale deve essere applicato un processo di elaborazione e interpretazione al fine di trasformarlo in informazione. Le sue caratteristiche sono: completezza, ovvero garantire una rappresentazione precisa; omogeneità, ovvero che devono essere rappresentati con le stesse modalità; e sincronia, ovvero che devono essere riferiti allo stesso istante temporale.
L’informazione è la manipolazione dei dati al fine di ottenere la loro trasformazione in una forma significativa. Ovvero, se si aggiunge il contesto, si trasformano i dati in informazioni per mezzo dei sistemi informativi. Inoltre, ciò che può essere informazione per qualcuno, può essere un dato per un altro e quindi necessita di diverse elaborazioni. Può essere: implicita, ovvero che non è stata ancora codificata; oppure esplicita, ovvero che è stata codificata e resa fruibile alle persone. L’informazione è scalabile, ovvero che può essere adottata sia da una società di pochi dipendenti che da più grandi.
La conoscenza è necessaria per comprendere la relazione tra le diverse informazioni ed è un insieme di procedure di regolamentazione utilizzate per organizzare o manipolare i dati per renderli idonei ad un determinato compito ed è anche la combinazione di informazioni che rende possibili i processi decisionali individuali e collettivi. Può essere: implicita, ovvero che risiede nella mente degli individui sotto forma di schemi mentali, intuizioni, esperienze, capacità ed è difficilmente comunicabile all’esterno; esplicita, ovvero che è articolata in concetti, regole e procedure e può essere rappresentata su supporti cartacei o elettronici e quindi facilmente trasmissibile; individuale, ovvero che la conoscenza nasce dall’interpretazione di informazioni e dati attraverso schemi mentali, opinioni ed esperienze personali; e collettiva, ovvero che la conoscenza è acquisita attraverso azioni pratiche e sociali che hanno luogo tra persone in modo da permettere di risolvere i problemi già visti da altri più velocemente e per non far perdere al personale quelle conoscenze che ha già acquisito.
Le persone che interagiscono entro un contesto sociale determinato condividono informazioni, a partire dalle quali elaborano una conoscenza socialmente condivisa che ha per essi valore di realtà e da cui sono influenzati nelle loro valutazioni, nella loro condotta e nei loro atteggiamenti.
Evoluzione dell’Information Technology
L’informatica è una scienza che si occupa della gestione delle informazioni in modo automatico per risolvere i problemi mentre la tecnologia è qualsiasi mezzo meccanico e/o elettrico destinato a supplemento, estensione o sostituzione dell’essere umano nelle operazioni manuali o nei dispositivi.
La 1° fase riguardò la tecnologia dell’informazione (IT) che si riferisce a tutti quei macchinari tecnologici che sono controllati o che fanno uso di un flusso informativo e perciò le informazioni vengono gestite tramite pc. La 2° fase riguardò la tecnologia dell’informazione e della comunicazione (ICT) che definisce tutti gli strumenti e le applicazioni che combinano le capacità di elaborazione e immagazzinamento dei dati proprie degli elaboratori elettronici con la capacità di trasmissione dei dati e delle informazioni fornita dai mezzi telematici. L’acronimo ICT rappresenta il processo di convergenza digitale che ha visto un avvicinamento tra tecnologie informatiche e telecomunicazioni e sta per la possibilità di trasformare qualsiasi elemento multimediale in formato digitale per essere trasmesso su ogni genere di dispositivo.
Con la digitalizzazione e la convergenza è possibile: trasformare la realtà fisica e i segnali analogici in forma digitale, avere più funzionalità digitali in un unico device e avere la possibilità di condividere attraverso le reti informatiche. Questo processo ha coinvolto anche i media assumendo un nuovo acronimo (ICMT ovvero Information Communication and Media Technology), coinvolgendo anche i media e permettendo la diffusione di informazioni multimediali come video, audio e immagini. Si parla quindi di multimedialità, ovvero la rappresentazione digitale di un insieme di codici espressivi e quindi le informazioni possono essere rappresentate e usate da diversi device.
Definizioni
- Convergenza: possibilità di fruire di informazioni digitalizzate su uno stesso device come per esempio lo smartphone (foto, video, email).
- Digitalizzazione: processo di conversione da segnale analogico a segnale digitale. Per poter digitalizzare l’informazione bisogna trasformarla in formato digitale - “digit” (numero), ovvero la rappresentazione numerica della realtà fisica. Bisogna quindi trasformare il segnale analogico (un segnale a stati continui) in segnale digitale (un segnale a stati discreti: 0 o 1, acceso o spento).
Per rappresentare le informazioni digitalizzate il computer utilizza il sistema binario: la sua unità fondamentale è il Bit che può assumere valori 0 o 1 e il Byte (insieme di 8 bit). L’unità centrale di elaborazione si occupa di tradurre in codice binario i dati e le istruzioni in arrivo, poi i bit vengono organizzati in gruppi che rappresentano operazioni e posizioni di memorizzazione differenti. In questo modo il computer riceve le istruzioni da un programma, elabora le informazioni e le rappresenta in una forma che l’utente può comprendere. Perciò è possibile rappresentare 256 combinazioni di 0 e 1 e ciò viene detto schema ASCII ovvero che ad ogni combinazione viene associato un carattere dell’alfabeto, numerico o della punteggiatura.
Lo standard prevedeva soltanto i primi 128 Byte ma a causa delle varianti grafiche presenti nelle varie lingue è nata l’ASCII estesa da 256 Byte. Successivamente si è passati all’Unicode perché a volte capita che aprendo un file si trovino dei simboli incomprensibili e ciò dipende dal fatto che chi ha scritto quel testo ha utilizzato una tabella estesa diversa dalla nostra. L’Unicode è un altro tipo di codifica che utilizza 2 Byte (16 bit) e che rappresenta 216 combinazioni: il vantaggio è la possibilità di rappresentare più caratteri ma lo svantaggio è che la singola lettera occupa il doppio della memoria.
Esistono inoltre delle unità più complesse come il KByte, il MegaByte, il Gigabyte, il TeraByte e il PetaByte.
Domanda
Definizione e correlazioni tra Multimedialità, Convergenza e Digitalizzazione.
Capitolo 1 – Parte 2 – Sistemi informativi e convergenza digitale
Sistemi Informativi
I sistemi informativi sono un insieme di persone, hardware (apparecchiatura informatica fisica), software (programmi che istruiscono il pc a eseguire determinati compiti), procedure e reti di telecomunicazioni (due o più sistemi informatici collegati tramite mezzi di trasmissione) che permettono all’azienda di disporre delle informazioni necessarie al posto giusto e al momento giusto per supportare la sua operatività.
Invece la disciplina sistemi informativi si interessa dello studio dell’informazione come fattore di produzione ed è trasversale ad altre discipline: Economia Aziendale, Scienza dell’Informazione, Psicologia e Diritto. La funzione sistemi informativi (FSI) è l’unità delegata, nella struttura organizzativa aziendale, alla gestione dell’elaborazione e della distribuzione a tutti i reparti dell’impresa delle informazioni necessarie al raggiungimento degli obiettivi aziendali.
L’obiettivo primario della FSI è l’applicazione della tecnologia informatica a tutti i processi aziendali che possono essere resi più efficaci tramite l’implementazione di processi informativi automatizzati. La funzione FSI: si occupa della gestione e dello sviluppo del sistema informativo, svolge un ruolo di coordinamento tra le aziende esterne incaricate di sviluppare le applicazioni e gli utenti finali (si può verificare una situazione di outsourcing che tende a cancellare la funzione sistemi informativi dell’azienda), supporta l’attività di realizzazione del sistema informatico in base alle indicazioni espresse dagli utenti (le altre funzioni aziendali), si occupa dell’esercizio delle applicazioni realizzate (per esercizio si intende l’insieme di mansioni relative allo svolgimento e al controllo delle attività quotidiane che consentono l’utilizzo delle applicazioni informatiche da parte degli utenti) ed infine è responsabile della manutenzione del sistema (per manutenzione si intende l’insieme di attività volte alla correzione o alla modifica di alcuni aspetti delle procedure automatizzate o più frequentemente di alcuni errori presenti nei programmi). Pertanto il ruolo della FSI è strettamente correlato alla specifica macrostruttura organizzativa definita all’interno dell’azienda.
Il sistema informativo aziendale può essere sviluppato in proprio o tramite outsourcing.
- Se lo si sviluppa in proprio: il know-how tecnologico disponibile all’interno dell’azienda può essere sfruttato per la produzione di nuovi servizi informatici, non si hanno dipendenze irreversibili da altre aziende, l’intensa collaborazione con l’utente finale in fase di sviluppo può portare ad un miglior livello di accettazione nelle aree funzionali e nessun costo per prestazioni di servizi esterne all’azienda.
- Se lo si sviluppa tramite outsourcing: vi è la possibilità di concentrare risorse e mezzi interni sulle attività aziendali strategiche e di accedere ad aree di frontiera per l’innovazione tecnologica, maggior rapidità nello sviluppo di nuove applicazioni e risparmi sui costi di sviluppo.
L’outsourcing è in crescita in tutti gli aspetti del business perché prevede che molte mansioni siano esternalizzate e vengano svolte da persone di un’altra azienda, in un’altra parte del paese a costi inferiori. Le organizzazioni perciò hanno sviluppato questo sistema in modo strategico per guadagnare o mantenere un vantaggio competitivo rispetto ai concorrenti perché utilizzando la tecnologia hanno migliorato l’efficienza dell’attività produttiva.
I partecipanti del progetto di sviluppo di un sistema sono: management, analisti di sistema, staff tecnico ed utenti. L’importanza nelle organizzazioni dei sistemi informativi ha portato alla nascita e all’evoluzione del CIO (Chief Information Officer) ovvero prima un titolo assegnato a persone di livello dirigenziale, responsabili della componente dei sistemi informativi all’interno delle aziende, che erano incaricati dell’integrazione di nuove tecnologie nella strategia aziendale. Oggi invece questo dirigente dei sistemi informativi lavora in modo simile agli altri manager: fa valutazioni di tipo strategico e opera a stretto contatto con gli amministratori delegati e le persone dell’organizzazione; quando bisogna prendere decisioni strategiche, la tecnologia riveste un ruolo importante e il CIO partecipa al processo decisionale. Oggi la maggior parte delle grandi aziende dispone di un CIO o di una posizione equivalente mentre nelle imprese di piccole e medie dimensioni questo ruolo viene assegnato al direttore dei sistemi informativi.
Per sviluppare un sistema si utilizza un software engineering e delle metodologie finalizzate a strutturare e migliorare la progettazione e lo sviluppo dei sistemi informativi. Il software vive un ciclo di vita (fasi) e il metodo può essere: prototipale o a cascata.
Il metodo prototipale consiste nel creare un prototipo di software per far vedere al management la demo del risultato finale e nel caso venga approvato, si procede a farlo. Il metodo a cascata prevede 6 fasi distinte che si susseguono l’una con l’altra ma risulta difficile e costoso tornare ad una fase precedente: la 1° riguarda uno studio preliminare e se fattibile produco un documento, la 2° riguarda l’analisi del sistema e del documento con un team di analisti e le interviste ai dipendenti per capire come migliorare l’azienda, la 3° riguarda la creazione di un altro documento che viene dato ai progettisti del sistema, la 4° riguarda lo sviluppo del sistema quindi la scelta dell’hardware, software, reti e scrittura del codice, la 5° riguarda l’implementazione, l’installazione e il collaudo, sperimento il nuovo sistema informativo e verifico che funzioni, la 6° riguarda la manutenzione che dovrà essere effettuata durante tutta la vita del sistema ed è la più costosa. La manutenzione serve per ottimizzare e migliorare il sistema attraverso indagini e valutazioni periodiche e per monitorare il sistema garantendone l’efficacia e l’efficienza. Essa può essere: correttiva se correggo errori o difetti di progettazione, codifica o implementazione; migliorativa se aggiungo funzionalità; ed evolutiva se scatena un nuovo ciclo di vita di sviluppo del software. Quest’ultima è la più complessa perché ci può essere il caso in cui bisogna riscrivere per intero il software.
Domanda
Quali sono le 4 discipline legate ai sistemi informativi? Quali sono e in cosa consistono le manutenzioni del sistema informativo?
Alternative alla realizzazione interna dei sistemi
Esistono altre 3 opzioni di sviluppo dei sistemi informativi: acquisizione esterna, sviluppo tramite outsourcing e sviluppo da parte dell’utente finale.
- Acquisizione esterna: consiste nell’operazione di acquisto di un sistema da un fornitore esterno come IBM e per farlo bisogna considerare le necessità specifiche. Solitamente esistono molti sistemi sul mercato che potrebbero andare bene ma le organizzazioni tendono a scegliere il miglior sistema al minor prezzo possibile.
I processi di acquisizione si dividono in 5 fasi: pianificazione e selezione dei sistemi, analisi dei sistemi, sviluppo di una richiesta di proposta di vendita (documento inviato al fornitore dove si definiscono i requisiti che il sistema informativo deve avere), valutazione della proposta (valuto tutte le proposte ricevute dai venditori tenendo conto delle prestazioni dei sistemi, della conformità dei criteri e del costo) e selezione del fornitore (metodo: dopo aver stabilito a ciascun sistema un punteggio in base alle funzionalità, scelgo il sistema con il punteggio più elevato).
- Sviluppo tramite outsourcing: la responsabilità dello sviluppo del sistema viene assegnata ad un’azienda esterna e i vantaggi sono: costi e qualità (si riesce ad ottenere un sistema informativo di qualità maggiore ad un prezzo inferiore), semplificazione, ridimensionamento e reingegnerizzazione (alcune imprese decidono che il funzionamento dei sistemi informativi non rientra tra le loro competenze e decidono di affidare lo sviluppo e il mantenimento dei sistemi ad aziende esterne), fattori finanziari (possono rinforzare i propri bilanci liquidando le attrezzature IT) e cultura organizzativa (un fornitore esterno ha la capacità di razionalizzare le operazioni secondo le necessità al contrario dello staff dei sistemi informativi che è costretto ad affrontare problemi organizzativi o strategici).
- Sviluppo tramite l’utente finale: sono gli utenti a sviluppare le proprie applicazioni riducendo il carico di lavoro nel settore dei sistemi informativi.
Applicazioni per le attività primarie e di supporto
Per catena del valore si intende il flusso informativo attraverso un insieme di attività aziendali nel quale le informazioni scorrono attraverso aree funzionali che facilitano le attività interne dell’impresa. Le aree funzionali si suddividono in attività core e di supporto.
Le attività core sono aree funzionali che elaborano input e producono output mentre le attività di supporto consentono lo svolgimento delle attività core. Le attività core comprendono:
- Logistica in entrata: le attività aziendali associate alla ricezione e stoccaggio delle materie prime e prodotti finiti.
- Operazioni e attività di produzione: attività di elaborazione degli ordini o processi di produzione di trasformazione delle materie prime in prodotti finali.
- Logistica in uscita: attività di distribuzione dei prodotti finiti.
- Attività di marketing e vendite: facilita le attività di pre-vendita come la creazione di documentazione di marketing, la comunicazione con clienti potenziali ed esistenti e la definizione dei prezzi di beni e servizi.
- Attività di servizio clienti: attività post-vendita come rispondere alle domande o alle richieste di aiuto di clienti.
Le attività di supporto comprendono:
- Attività amministrative: processi e decisioni necessarie per organizzare le attività quotidiane di un’organizzazione.
- Attività di infrastruttura: hardware e software che devono essere implementati per il funzionamento delle attività principali.
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