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Ogni redazione è soggetta a numerevoli pressioni esterne. I partiti politici fanno pressioni per far

trattare la notizia in un determinato modo. Gli interessi economico-commerciali, attraverso le

agenzie di pubbliche relazioni cercano di spacciare per notizie degli spot.

Gli ascoltatori pure sono fonte di pressione poi coloro che vogliono mettere a tacere qualcosa, di

solito accade con casi giudiziari o cronaca.

Poi ci sono le notizie sotto embargo cioè alcune informazioni sono fornite a una radio in base

all’accordo secondo cui niente deve essere diffuso prima di una certa data.

COME SI TRATTA UN EVENTO

Il modo più veloce di dare una notizia per radio è preparare e leggere un testo senza contributo

audio. Testi brevi che danno ritmo al giornale e qualche audio.

Il modo tradizionale di raccontare un fatto per radio è intervistare qualcuno, è il giornalista che

decide chi intervistare e come disporre l’intervista.

Esporre una notizia è un altro modo di raccontarla, è meno efficace dell’intervista ma a volte è

l’unico modo per raccontare una notizia. Si usa anche quando c’è da comunicare una breaking

news nei suoi punti essenziali o quando si vogliono dare anticipazioni.

La durata massima delle notizie in voce varia da radio a radio, in genere la BBC non supera 35-

40 secondi, mentre le radio commerciali preferiscono dai 15 ai 25 secondi.

Le clip sonore invece sono brevi frammenti audio presi da interviste o registrati in loco; le clip

migliori sono quelle che presentano una struttura interna con un inizio e una fine. Varia dai 20 ai 30

sec.

Il servizio contiene almeno una clip preceduta e seguita dalla voce del giornalista, generalmente

all’interno del notiziario è breve, varia dai 30 sec ai 3 min.

Ogni radio sviluppa un proprio modo di affrontare il lavoro giornalistico, un proprio stile che varia

da radio a radio.

La definizione dello stile è data dalla durata, l’apertura, la classificazione del materiale audio, lo

stile di scrittura, la compilazione dello scadenziario.

CAPITOLO TERZO - SCRIVERE LE NOTIZIE

L’obiettivo della radio è comunicare con chiarezza, l’interesse dell’ascoltatore dipende

dall’entusiasmo di chi comunica le notizie.

Le notizie scritte in modo appropriato sono il segno distintivo del buon giornalismo. Scrivere per la

radio significa raccontare una storia. La scrittura di una notizia per la radio deve essere chiara,

concisa, brillante, convincente, con un linguaggio semplice, bisogna scrivere come si parla.

Le radio preferiscono parole brevi, frasi lineari e concrete e verbo attivo.

Una volta appurata la fonte le notizie diventano del giornalista che dovrà raccontarle secondo il

proprio punto di vista.

La frase iniziale della notizia deve essere breve e catturare l’attenzione dell’ascoltatore, bisogna

usare un concetto per frase, evitare le virgole e le proposizioni secondarie . Particolare attenzione

va data alla scelta della prima parola, gli ascoltatori spesso la perdono perché la loro attenzione

non è al massimo, dunque non è il caso di cominciare la notizia con parole-chiave o con un

termine sconosciuto.

La semplificazione serve a migliorare la comprensione dell’ascoltatore , ma la forza più grande

della radio sta nella sua immediatezza pertanto l’uso del tempo presente, dà l’impressione che il

fatto stia accadendo, è da usare ; la forma attiva anche contribuisce all’immediatezza.

Usare al minimo gli aggettivi per non appesantire le frasi .

Ci sono una serie di regole stilistiche di base che sono state create per rendere migliore la scrittura

delle notizie:

-usare : termini specifici; parole concrete; parole ovvie anziché ricercate;

-non esagerare nell’abbellire le notizie con parole dettate da un qualche stato emotivo o di impatto

drammatico come sorprendente, sbalorditivo o sensazionale;

- non usare espressioni superflue;

-non esprimere quantità non specificate;

-non aggiungere nulla ad affermazioni assolute;

- non usare la parola “appena” quando non aggiunge informazioni.

La scrittura delle notizie radiofoniche non segue le regole di un testo di grammatica perché prova a

ricreare il linguaggio parlato. Nel raccontare la storia utilizzeremo tutte le abbreviazioni che si

usano nel parlato, i punti che permettono di agevolare la lettura in diretta, evitare lingue

specialistiche e termini complicati.

Gran parte della scrittura radiofonica artificiosa deriva dall’influenza del “giornalese”, dal gergo

della carta stampata. Questo stile di scrittura sviluppato dai giornalisti della stampa, contiene

parole brevi, adatte allo spazio ridotto di un titolo di giornale, ma i termini utilizzati non si addicono

alla radio:

“si sfida” invece di tentare; ci “si scaglia” invece di criticare; si “sonda” invece di investigare; si

“riduce drasticamente” invece di tagliare; le cose sono “imponenti” anziché grandi; molte cose

sembrano “precipitare” anziché cadere; “bimbi” anziché neonati.

Nella scrittura giornalistica bisogna evitare i clichè perché sviano anche il senso delle frasi. I

personaggi noti verranno chiamati senza dire “sig.” o con il cognome soltanto se si deve ripetere il

nome.

Le date utilizzate nei servizi e nelle notizie devono essere controllate e corrette al pari delle altre

informazioni e non devono essere espresse in una scala temporale incomprensibile all’ascoltatore.

I numeri sono un problema perché l’ascoltatore non li memorizza.

Quando si vogliono evitare cifre troppo complicate è possibile utilizzare paragoni, analogie e

similitudini. Per l’ascoltatore è più facile comprendere qualcosa che non conosce se la si paragona

a cose familiari.

L’attacco del pezzo è il legame tra giornalista, conduttore del notiziario e ascoltatore. L’idea è che

l’ascoltatore capisca ciò che dice il giornalista attraverso le parole del conduttore.

Un buon pezzo contiene sempre la notizia “in alto” ma non tutta nella prima frase, caricare troppo

la frase iniziale confonde l’ascoltatore , se dividiamo la storia in frasi brevi è più facile

comprenderla; quanto ai riferimenti geografici, è prassi collocare nella frase iniziale il nome

generico per orientare l’ascoltatore, e inserire dopo l’audio.

Bisogna evitare che il testo dell’audio proposto sia il doppione di quello che si è già detto in

apertura.

Ogni emittente radiofonica ha il suo stile ma in generale ogni notizia dovrebbe contenere questi

elementi: la data; il nome del giornalista o le sue iniziali; un nome per la storia; il testo di apertura;

la durata dell’inserto audio; le ultime parole dell’inserto audio; la durata totale del pezzo; ogni tipo

di annotazione utile al capo-servizio.

I pezzi dovrebbero essere preparati in modo semplice, meglio evitare le maiuscole, andare a capo

a ogni frase e usare il rientro all’inizio del paragrafo.

Molte delle parole e delle frasi che un tempo si usavano liberamente ora non sono più ammesse

ad esempio mai usare termini offensivi riferiti alla razza, al genere, alla politica.

E’ importante che l’ascoltatore apprenda la notizia per come è nel suo contesto originale.

Mai cominciare la propria notizia con affermazioni che non possono essere attribuite a nessuno o

con asserzioni polemiche.

La possibilità di catturare l’attenzione de proprio ascoltatore e di mantenerla è soltanto una, per

fargli capire bene le cose bisogna descrivere prima le cause di ciò che è successo e poi gli effetti.

Non sempre è necessario fornire il nome intero di un’organizzazione, bisogna qualificare i ruoli e

dire sempre la verità.

CAPITOLO QUARTO - I GIORNALI RADIO

Ogni giornale radio nasce da un’insieme di strategie che determinano la scelta delle notizie, tra

quelle in agenda che vengono riportate e dello stile informativo con cui vengono trattate.

Ogni redazione, pubblica o privata, ha una propria linea editoriale; il punto di partenza è l’audience

a cui la radio mira stabilita dal direttore dei programmi o dal direttore editoriale. I notiziari si

concentrano sugli eventi che interessano il pubblico di riferimento, questi potrebbero riguardare:

l’ambiente, l’economia, la criminalità, la salute, l’istruzione, i trasporti e i viaggi, lo sport e il tempo

libero, la politica nazionale, la politica locale.

La maggior parte delle radio tuttavia continua a subire l’influenza dai classici criteri di notiziabilità e

considera il notiziario come un modo per inserire una finestra di vita reale e locale nella propria

programmazione musicale senza darvi troppa importanza.

Gli esperti di marketing usano una classificazione della popolazione per parlare di diversi tipi di

target . In generale si riferiscono al tipo di lavoro svolto e quindi alla condizione economica.

Il servizio pubblico, alcune radio locali e le radio comunitarie, con lo scopo di ampliare la varietà

dell’offerta, spesso mirano a chi si sente tagliato fuori dalle categorie ai “gruppi di minoranza”:

A: persone con alte cariche professionali o manageriali come giudici e professori universitari;

B: rappresentanti di categoria professionale e manageriale intermedia;

C1: giovani manager e funzionari;

C2: lavoratori manuali specializzati;

D: lavoratori manuali semi specializzati o non specializzati;

E: pensionati statali,vedovi, lavoratori occasionali e studenti.

L’elemento di riflessione che determina se inserire o meno una notizia in un giornale radio è la sua

rilevanza. Alcune radio danno spazio a notizie internazionali, altre a quelle nazionali.

Come regola generale si seguono gli eventi che influenzano la gente.

Le radio locali affrontano avvenimenti locali per questo il punto di vista locale deve essere

enfatizzato. Un buon modo per farlo è citare quanti più nomi di luoghi è possibile.

In genere una notizia non durerà più di tre edizioni dopodiché dovrà essere trasformata, riscritta o

messa da parte.

Lo stile editoriale di un notiziario non p dato soltanto dal tipo di notizie scelte. Anche le parole

che vengono utilizzate nella scrittura, il modo in cui viene letta, la durata degli inserti audio, la

durata complessiva del giornale radio e la scelta di mandarlo in onda con base musicale o meno.

Il termine “infotaiment” indica lo stile comunicativo che mescola informazione e intrattenimento

tipico di molte emittenti commerciali. Il capo-redattore di una radio privata sostiene che la linea

editoriale del giornale radio deve adattarsi allo stile complessivo dell’emittente con il giusto mix di

informazione e intrattenimento dando spazio a un’informazione leggera.

Le radio per i giovanissimi, come Kiss a Londra, si distanziano ancora dal concetto di infotainment.

I notiziari stessi sono orientati all’informazione sulla musica, questo tipo di notiziari è scritto,

condotto e realizzato in uno stile che si addice alla musica offerta dall’emittente.

Molte radio locali della BBC utilizzano le diverse frequenze di cui dispongono per fornire ai propri

ascoltatori notiziari più specifici dal punto di vista geografico. Questa è,senza dubbio, una risposta

alle piccole emittenti commerciali esordienti, che investono molto sull’informazione locale.

Per ciascuna frequenza si prepara un giornale radio diverso; a volte lo splittaggio, piuttosto che

seguire un criterio geografico, avviene tra le due diverse bande di frequenza che l’emittente

utilizza: AM e FM.

Le radio BBC della stessa area geografica sono solite riunire i loro programmi al di fuori delle ore

di massimo ascolto, sono i notiziari regionali. L’apertura del notiziario è sempre dedicata alla

notizia di rilevanza nazionale più importante seguita dalla notizia regionale di maggior rilievo; l

notizie successive daranno un panorama variegato di tutta le regione.

Alcune emittenti commerciali in Gran Bretagna stanno sperimentando questo modo di fare

informazione con una redazione centrale che prepara i notiziari e tante sedi locali che inviano i loro

contributi e ricevono il giornale radio finito. La redazione che fa da snodo centrale, da hub, ha

bisogno di uno staff ben preparato . I principali vantaggi di una notizia di questo tipo sono il fatto

che lo staff delle redazioni locali ha più tempo per uscire a raccogliere audio in giro, ma molti

giornalisti della vecchia scuola sostengono che registrare un notiziario sia un’eresia; le notizie si

danno sempre in diretta.

Certe notizie particolari si prestano ad un trattamento speciale, prolungato nel tempo e spalmato

sui cinque giorni della settimana ogni puntata viene introdotta dal conduttore come parte di una

serie; ciascun pezzo della storia dovrebbe essere autonomo e già soddisfare l’ascoltatore.

LE CARATTERISTICHE DI BASE DI UN NOTIZIARIO

Fondamentale per il giornalismo è controllare; quando non c’è precisione viene meno la credibilità

della radio. Non bisogna mai trasmettere una notizia solo per aumentare l’interesse dell’ascoltatore

con argomenti tipo sesso o violenza; questi devono essere riportati solo se riguardano fatti di

interesse pubblico e mai essere crudi.

E’ compito di ogni redazione rispecchiare tutte le opinioni e dare la possibilità a chi viene colpito da

una critica di poter replicare.

Caratteristica indispensabile di un buon notiziario deve essere l’autorevolezza e la non

condiscendenza; i commenti devono essere chiari.

L’ascolto della radio è un’attività secondaria per cui l’ascoltatore presta poca attenzione perciò nel

giornale radio la notizia è preceduta sempre prima da un segnale e un breve titolo che annuncia

l’argomento.

L’opinione di un esperto è un elemento di grande valore in un notiziario; ogni tanto poi compaiono

anche aneddoti simpatici e notizie leggere finalizzate all’intrattenimento.

CAPITOLO QUINTO - LA CONDUZIONE INFORMATIVA

Le qualità di una buona voce derivano in parte dall’interpretazione e poi dalla chiarezza, credibilità

e senza alcun tic verbale. La maggior parte degli ascoltatori non gradisce le voci squillanti o

accenti spiccati. Alcune radio commerciali hanno assunto dei lettori.

E’ necessario saper comunicare le notizie in modo adeguato con giusta intonazione, enfasi e

velocità soprattutto se si tratta di braking news.

Una regola di base per presentare le notizie è essere realmente interessati ai fatti cioè risultare

interessanti.

Prima di andare in onda è sempre meglio controllare il testo e gli inserti audio.

Per quanto riguarda il tono della voce questo non deve essere né troppo alto né troppo basso, ma

deve crescere nella parte centrale.

Il microfono è l’elemento più delicato dello studio radiofonico perché in grado di amplificare

qualsiasi rumore, è importante quindi fare attenzione a come ci si muove.

La velocità abituale per leggere le notizie in radio è di circa tre parole al secondo, ma il proprio stile

deve accordarsi al suono complessivo dell’emittente.

Per dare il giusto accento ad una frase bisogna chiedersi cosa c’è di nuovo nella storia che si

racconta, cosa la rende insolita. Accentuare una parola non vuol dire pronunciarla più forte, ma

fare una pausa prima di dirla in modo che faccia presa sull’ascoltatore.

Le citazioni hanno bisogno di un tipo di sottolineatura particolare.

Capita di commettere qualche errore, di leggere male qualche frase. E’ meglio correggersi non

appena ci si accorge dell’errore . Quando l’errore è più grave, su argomenti delicati, è consigliabile

riprendere la notizia alla fine del giornale.

I nomi delle località nelle radio locali devono essere pronunciati correttamente.

In alcune radio locali ci sono notiziari autogestiti senza separazione tra le fasi di scrittura, lettura

e gestione tecnica. Il segreto è prepararsi in tempo prima del notiziario; una volta in studio bisogna

controllare gli inserti audio, le aperture dei servizi e tutti i testi; controllare se la scaletta delle

notizie e l’ordine degli inserti sonori corrispondono; tenere d’occhio il tempo e ascoltare le ultime

battute.

Nella maggior parte delle emittenti radiofoniche il conduttore in onda passa la linea allo studio della

redazione. Quando questo avviene si accende una spia luminosa e lampeggia la scritta ON AIR.

Durante la sigla il giornalista apre il microfono e comincia a leggere sicuro di sé con un dito pronto

a schiacciare il tasto del computer che avvierà il primo inserto audio.

Verso la fine del notiziario bisogna tenere d’occhio l’orologio dello studio per non dilungare i tempi,

il meteo può fare da “cuscinetto” per restringere o allargare il tempo restante.

Non c’è niente di peggio di un “buco” ma ci possono essere guasti tecnici ed è meglio non scusarsi

finchè l’errore non risulta evidente.

EDIZIONI STRAORDINARIE

Chi legge il giornale radio deve essere sempre pronto a ricevere le ultime notizie. Capita che una

breaking news arrivi un attimo prima di andare in onda o durante la diretta e che debba essere

letta immediatamente. A volte queste notizie sono rettifiche, aggiornamenti, collegamenti con

corrispondenti oppure può trattarsi di un’ultim’ora così importante che è meglio interrompere la

notizia in corso. In tali circostanze un conduttore deve far sembrare la notizia urgente e importante

senza renderla esageratamente drammatica o sconvolgente.

Si può introdurre con la frase “ci giunge notizia di..” seguita da proprie conoscenze in materia che

permettono di improvvisare.

I programmi seguenti vengono poi sostituiti da una copertura a oltranza dell’evento in corso, con

interviste al giornalista sul posto, flash e notiziari. Dopo un’ora e mezza di copertura giornalistica

non-stop si decide di tornare alla programmazione regolare.

CONDUZIONE SPECIALIZZATA

Alcune emittenti, per lo più commerciali, dispongono di giornalisti e anchorman particolarmente

famosi per lo stile di conduzione. Un giornalista-personaggio ha un proprio stile, delle tecniche

particolari come parlare a “tu per tu” con l’ascoltatore. Ad egli si attribuisce molta importanza tale

che è lasciata carta bianca e spesso la pubblicità dell’emittente si incentra intorno a lui.

Sempre più conduttori di notiziari e giornalisti sono stati coinvolti nella realizzazione e nella

partecipazione attiva ai format radiofonici “Zoo” ovvero programmi che mettono in scena un

gruppo di voci, ciascuna con il proprio contributo da dare.

Il format è nato in America; ogni persona interpreta un ruolo. I personaggi imitano gli ascoltatori o

personaggi noti creando caricature stile sit-com.

CAPITOLO SESTO - L’USO DELLE TECONOLOGIE

Le emittenti radiofoniche si affidano a diverse tecnologie di registrazione per immagazzinare le

interviste e l’audio e per mandare in onda il materiale sonoro ovviamente in digitale.

Le emittenti utilizzano hard disc portatili per la registrazione esterna come ad esempio il Courier; le

registrazioni possono essere inviate anche direttamente tramite via ISDN o telefono.

I MiniDisc invece sono cd più piccoli e registrabili che permettono un montaggio sul campo.

Le cartucce digitali usano registrazione digitale ; il Dat (Digitl Audio Tape ) simile al

videoregistratore e l’hard disc che ha un enorme capacità di memoria.

L’audio deve essere quasi sempre montato prima di andare in onda.

Prima regola: il montaggio non deve essere mai usato per cambiare il senso di quello che

qualcuno dice. Bisogna tagliare per rendere il servizio più spedito, ma non stravolgerlo.

Seconda regola: ricordarsi di togliere ogni riferimento al materiale audio già eliminato.

Terza regola: realizzare l’intervista in modo da ridurre al minimo il lavoro di editing.

Quarta regola: mai lavorare sull’audio originale, un grande vantaggio della tecnologia digitale è

quello di poter copiare ogni file tutte le volte che si vuole e lavorare la montaggio con la copia.

La tipologia più comune di montaggio audio digitale è quella fatta a video sul computer.

La tecnologia è molto utile anche per l’archivio del materiale audio che arriva in redazione.

In uno studio radiofonico entrano una serie di fonti sonore tra cui microfoni, hard disc digitali, cd,

linee telefoniche e ISDN. Il banco di missaggio di uno studio permette a tutte queste fonti di essere

combinate in un segnale unico di diffusione e inviate al trasmettitore.

La maggior parte degli studi per le news viene gestita autonomamente dai conduttori durante tutto

il giornale radio.

In un moderno studio c’è almeno un microfono, un sistema di registrazione e diffusione del suono,

l’accesso alle fonti esterne come linee ISDN o telefoniche e un piccolo mixer per integrare i vari

canali in onda; un second microfono consente la conduzione a due voci; molti studi utilizzano

anche un processore microfonico che potenzia il suono. Ci sono poi studi costruiti intono a tavoli

con microfoni pendenti.

Le cuffie sono indispensabili per tre motivi. Il presentatore può ascoltare il suono di ciò che

realmente esce dallo studio. Il conduttore può sentire le fonti mixate dalla regia anche con

microfono aperto. Può ricevere suggerimenti dalla regia.

Esistono vari tipi di microfoni:

- microfoni bi direzionali sono sensibili al suono mediante uno schema “a otto”;

- microfoni cardioidi registrano il suono dall’interno di un’unica area a forma di cuore, detti

anche unidirezionali;

- microfoni omnidirezionali colgono tutti i suoni circostanti e talvolta possono registrare anche

rumori indesiderati

- microfoni labiali sono solitamente usati dai radiocronisti per i commenti fuori campo.

La maggior parte dei sistemi di messa in onda computerizzati funziona come RadioMan.

Crea una tracci audio di tutto ciò che va in onda e lo archivia in maniera facile da rintracciare;

gestisce e archivia le scalette dei notiziari ; scrive le notizie e i titoli in maiuscolo più l’inserimento

degli inserti audio.

La registrazione dal vivo di una voce o di un evento è indispensabile alla realizzazione di un

notiziario più vivo e dovrebbe essere usata ogni volta che si ritiene opportuno; l’importante è che

aggiunga qualcosa di più alla storia.

L’audio deve essere buono, pulito e ben lavorato.

Molto difficile è l’intervista in loco perché il microfono raccoglie tutti i suoni, intervistare in studio è

ovviamente più semplice perché si monitorano tutti i livelli del suono, poi c’è l’audio a telefono che

non è di ottima qualità ma molto utile soprattutto ai fini di determinati programmi.

In generale, la prima regola in uno studio radiofonico è il silenzio quando la luce rossa indica che i

microfoni sono accesi.

CAPITOLO SETTIMO - LE INTERVISTE

L’intento di un’intervista è di raccogliere frammenti audio utili a spiegare una notizia sia per

mandarli in onda in diretta che per registrarli.

L’inserto può essere adoperato in un notiziario, in un servizio, in un documentario.

L’intervista è utile quando qualcuno ha un commento da fare.

L’intervista serve innanzitutto a rivelare fatti e opinioni; le domande in un’intervista devono sempre

rispondere alle 5W per avere buone risposte. L’intervista a commento o interpretativa è

leggermente diversa: il soggetto dell’intervista deve interpretare alcuni fatti già noti.

L’intervista emozionale è la più complessa. Un buon servizio comprende tutte le sfumature delle

esperienze emotive di una persona.

Quando si vogliono fare domande particolari è il caso di informarsi bene sulla materia in questione;

può anche essere lo stesso intervistato la nostra fonte di informazione.

L’intervista si può fare quasi ovunque, la maggior parte di esse viene registrata, m anche le

interviste in diretta si possono fare in molti luoghi all’esterno di uno studio.

Quando si esce dallo studio è bene fare di tutto per utilizzare nell’intervista i suoni del luogo in cui

questa si tiene. Le stanze silenziose sono molto noiose per cui è meglio uscir fuori in quanto in

radio l’audio è fondamentale.

Fare un’intervista per chi sta in radio è un lavoro complicato. L’obiettivo è duplice: raccogliere le

informazioni e procurarsi un audio di qualità. Il compito più delicato è quello di stimolare

l’intervistato a parlare facendogli le domande senza dominare la conversazione.

L’intervista deve essere una “chiacchierata” più che un “interrogatorio”.

E’ necessario il contatto visivo, ascoltare le risposte, fare esempi, mai fare domande multiple e non

interrompere.

Qualche volta bisognerà aiutare la persona che si sta intervistando a tirare fuori il meglio di sé.

Non è mai il caso di protrarre l’intervista più a lungo del necessario e comunque il dopo intervista

richiede sempre delle scelte redazionali.

Le interviste in diretta sono difficili perché il giornalista è costretto a fare le domande durante il

notiziario. In questi casi bisogna procedere velocemente, fare subito le domande fondamentali ed

essere bravi.

I Vox pop- letteralmente vox populi o voce della gente- sono sondaggi d’opinione per argomenti

leggeri. Un buon Vox pop consiste in una rapida successione di commenti di gente presa a caso

per strada, montati in modo chiaro e fluido, con la giusta alternanza di voci giovani e adulte,

maschili e femminili. Se si riscontra un’opinione maggioritaria sull’argomento in questione è il caso

che il Vox pop tenga conto di questo punto di vista e lo rispecchi.

Se l’argomento lo consente, si sceglie un inserto particolarmente divertente per concludere.

Bisogna scegliere un luogo attinente alla notizia; il mercato è sempre il luogo più adatto a tutte le

notizie che riguardano i consumatori. Un metodo efficace per avere risposte sicure è quello di

avvicinare la gente in situazioni in cui non si può spostare o la gente in gruppo.

Le conferenze stampa e le mischie sono situazioni accessibili a tutti; le prime vengono

organizzate, le altre si verificano all’improvviso davanti ad un portone quando un personaggio

pubblico esce da un incontro.

Ogni emittente nazionale ha dei “punti d’appoggio” sul territorio dove consentire ai propri cronisti

nonché a persone da intervistare di registrare o rispondere alle domande direttamente in remoto.

Sono sedi di particolari attività controllate dalla sede centrale della radio e collegati via cavo

telefonico o ISSDN.

Servizio pubblico e gruppi editoriali possono disporre delle opinioni di giornalisti con competenze

specifiche su argomenti particolari.

Prima di intervistare i bambini bisogna chiedere il permesso. I bimbi più piccoli possono avere

difficoltà a distinguere la realtà dalla fantasia, mentre quelli più grandi possono dire qualche bugia.

Le interviste al criminale sono permesse raramente. Il permesso per qualsiasi intervista con un

detenuto deve passare attraverso le autorità ed è poco probabile che venga concesso.

Le interviste al testimone si registrano prima che questo deponga in tribunale perché la

registrazione può influenzare l’andamento di un processo e quindi essere in una situazione di

illegalità.

CAPITOLO 8 - LE CORRISPONDENZE

Tra tutte le competenze del giornalista questa è probabilmente la più importante.

E’ inutile per un giornalista seguire una storia senza conoscere gli antefatti.


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in Professioni dell'editoria e del giornalismo
SSD:
A.A.: 2015-2016

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher ladycroft17 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Formati e stili del giornalismo radiotelevisivo e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Morcellini Mario.

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