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Introduzione

La dimensione spaziale è un mediatore culturale capace di orientare gli esseri umani e le comunità per le relazioni con ambiente, territorio, società e culture per supportare il proprio progetto di vita. La geografia entra in contatto con vissuti, scelte e comportamenti; per questo il suo approccio, il suo metodo e i suoi linguaggi possono costituire una risorsa strategica per le vite personali e le società umane.

I bambini, le bambine e lo spazio geografico

Il ruolo dei luoghi di vita, del territorio e, in generale, dello spazio geografico nello sviluppo sociale e culturale dei bambini e bambine è un campo di studio recente dalle grandi potenzialità per quanto riguarda la formazione e studi per l'infanzia. In passato, negli studi di geografia culturale, ci si è concentrati sul punto di vista e la percezione ambientale degli adulti. Le geografie dei bambini sono diverse da quelle degli adulti.

L'organizzazione socio-spaziale sembra ignorare il ruolo dei luoghi nell'infanzia e come i bambini considerano il mondo che li circonda, lo esplorano facendone esperienza, sviluppando idee, progetti ed emozioni. L'organizzazione dei luoghi è infatti un mediatore per la società, la cultura e le nuove generazioni che, attraverso l'esperienza dello spazio vissuto, sviluppano le competenze sociali e imparano a negoziare scelte come cittadini. Gli adulti trasmettono regole e sistemi di valore propri, condizionando i luoghi nello sviluppo dell'autonomia e dell'identità personale o producendo segregazioni, insicurezze e patologie.

Gli spazi influenzano la giornata, le emozioni, i sogni, i tempi di vita dei bambini (ad esempio, percepiscono negativamente il rumore e gli spazi urbani come i ritmi frenetici). I luoghi e i destini dei bambini sono pieni di diversità, che sono un valore positivo che caratterizza lo spazio geografico e lo distingue in ambienti, territori, luoghi, culture e la diseguaglianza come segno di disparità di condizioni e risorse (quindi negativo).

Che differenza c'è tra chi vive il centro storico, un bambino che vive la periferia degradata e un altro che abita una zona rurale? Quanto questi fattori incidono sulla mobilità del bambino, la loro possibilità di fare esperienza in autonomia o all'aria aperta? Nel 2002, nel Regno Unito si sono stimati 100,000 bambini senza tetto e gli spazi per loro più pericolosi erano le abitazioni da quali fuggivano e le centrali di polizia. Quali condizioni spaziali si legano all'emarginazione e all'esclusione sociale dei bambini? Quali sono gli spazi e le percezioni spaziali dei bambini in aree di guerra? Nei processi migratori che ruolo ha il tema interculturale o con il tema della diversabilità o delle differenze di genere?

Il tema della disabilità ci riconduce a quello dei diritti dei bambini, all'organizzazione degli spazi, alla connessione tra organizzazione degli spazi, in particolare urbani e diritti. Nel progettare le strutture spaziali bisognerebbe tenere conto dei bisogni e delle condizioni dell'infanzia. I luoghi giocano un ruolo importante, generalmente sottovalutato, nella costruzione dell'identità, della personalità e conoscenza quindi nello sviluppo del progetto di vita e nelle condizioni di sicurezza e inclusione sociale. Nella ricerca del proprio posto nel mondo i luoghi devono essere spazi in cui individuare condizioni di evoluzione e crescita, in cui esprimere la propria creatività, partecipare come cittadini attivi ai processi di cambiamento.

Geografia destino?

L'idea che i luoghi di nascita e di vita abbiano un ruolo importante nel destino di ogni persona attraversa la storia del pensiero geografico e mantiene il suo fascino. Il destino geografico può essere inteso anche non in senso deterministico (matrice, direzione, opportunità e risorse per lo sviluppo del proprio progetto di vita), così come rappresenta condizionamenti, pregiudizi, ostacoli e derivazioni che limitano la libertà individuale e sociale. È una condizione che può essere cambiata, con valori e saperi spazializzati legati a luoghi specifici che vengono trasmessi dalla famiglia e società. Va considerata la seconda dimensione della geografia che è il tempo: i luoghi hanno sedimentato e conservato strutture materiali e valori culturali elaborati nel passato che ripresentano nel qui ed ora del presente.

Peattie presenta la geografia come indagine sul rapporto reciproco fra ambiente fisico e vita umana, tanto che a volte è più importante di quello fisico. L'idea di destino geografico e il concetto di adattamento umano, che è una delle nozioni geografiche più rilevanti, è ancora oggi al centro del dibattito disciplinare. Oggi ci si interroga su come le attività umane si possano adattare al cambiamento ambientale locale, prima era l'opposto. "Armi, acciaio, malattie", Diamond scrive per descrivere come le attività culturali affondino le loro radici nelle diversità geografiche (effetti della geografia sulla storia).

Legame con i luoghi della propria vita

Destino geografico da una parte, ma anche modo strategico della conoscenza del proprio spazio di vita, quello dei luoghi lontani. Grande connessione con autobiografia, dato che la geografia non è semplicemente uno scenario teatrale della vita umana, slegato dalla posizione fisica sul pianeta e dai rapporti con la natura, organizzazione economica e cultura. Spesso anche le autobiografie trascurano il ruolo dei luoghi, invece dovremmo essere cittadini consapevoli delle relazioni diacroniche e sincroniche che sono legate ai luoghi di nascita e alla storia personale e familiare. Bisogna essere anche più consapevoli per meglio apprendere le relazioni interculturali, i migranti portatori di nuove relazioni sociali, economiche e culturali.

Ruolo formativo dei luoghi deve essere ben presente all'insegnante per valorizzare la diversità dei soggetti e la loro formazione, quindi bisogna includere nel processo educativo lo spazio di vita.

Dimensione spaziale dell'infanzia: geografia ed educazione

Venire al mondo è proprio un atto che ci pone in uno spazio, in una realtà che è fisica ma è tanto altro. Il feto entra in contatto con lo spazio liquido e con l'esterno attraverso il contatto sonoro. Il contatto con lo spazio aereo gli dà la possibilità di entrare nella dimensione spaziale. Subito o quasi, il bambino ha un sistema di distanze e di superfici, sui quali esprimerà giudizi di valore e categorie percettivo emozionali. Le geografie personali iniziano prima dell'accesso a scuola e sono fondamentali non solo nell'acquisizione di abilità strumentali, ma anche nello sviluppo cognitivo compresi aspetti sociali e psicologici.

Lev Vygotskij secondo lui l'apprendimento avviene attraverso l'interazione sociale con adulti e strumenti della cultura cui il bambino si trova immerso: spazi domestici e scolastici, spazio geografico come mediatore culturale. Bruner e i processi mentali che hanno un fondamento sociale. Piaget valore formativo dello spazio vissuto in quanto spazio culturale, sociale e relazionale. Si capisce per questo il valore che diamo al viaggiare e fare esperienza di nuovi luoghi. Educazione basata sui luoghi legata alla placed based education esperienza umana e territorio.

Durante la scuola dell'infanzia si forma il ruolo sociale del bambino, quando si mettono in gioco fuori del nucleo familiare. È centrale nello sviluppo della personalità e delle competenze. A 8-9 anni i bambini si avviano al pensiero astratto che li porterà al pensiero ipotetico deduttivo. La geografia non farà perdere loro il contatto con lo spazio vissuto perché il ragionamento geografico e la sua astrazione rimandano alle categorie dell'esperienza. L'egocentrismo del bambino resta anche nell'adulto (spazio nel mondo da ritagliarsi, lottare) ma anche legami plurimi, consapevolezza complessa come parte di un unico spazio di specie. Arriviamo così a Jhon Dewey rapporti tra esseri umani ed ambiente sono filtrati dalla cultura che con i suoi simboli e strumenti opera da mediatrice.

Il corpo e la cultura: sviluppo dell'orientamento

La dimensione spaziale è da considerarsi un mediatore culturale che guida i bambini nello sviluppo del pensiero, nella strutturazione del linguaggio, nello sviluppo del pensiero e nell'orientamento. Spesso il concetto di orientamento in geografia viene limitato al significato cartografico. L'etimologia è da orio che si lega ai significati di nascere e sorgere ma anche mettersi in movimento e dirigersi ad una meta. Siamo molto più orientati al modello storicistico quindi al passato e futuro che al vicino e lontano.

Sapere orientarsi significa sapersi muovere nell'organizzazione antropica del territorio, considerando lo spazio geografico come prodotto culturale della specie umana. Quando parliamo di cittadinanza planetaria lo spazio che ci immaginiamo è quello del mappamondo, che però rende invisibili il nostro rapporto coi luoghi: abbiamo quindi bisogno di un orientamento che vada oltre la carta che permetta di situare e descrivere non solo le posizioni ma anche i vissuti, le emozioni, la dinamicità delle esperienze e la pluralità di condizioni e possibilità che i luoghi presentano. Visione antropocentrica da valutare bene, perché il mondo non è una risorsa grandissima e infinita a nostra disposizione. Rapporto della specie umana con la sua dimensione spaziale il suo pensarla, occuparla, denominarla, strutturarla, trasformarla. Nel web il rimando al mondo geografico materiale è ben più di una metafora proprio perché i luoghi sono costruzioni culturali e potentissima è la capacità di dispiegare nuove virtualità, valori, funzioni e interazioni.

Orientamento e intelligenza spaziale

Gardner se ne è occupato. Non è una capacità unica ma una serie di modalità diversificate per conoscere il mondo. Gardner ne individua sette, e una è l'intelligenza spaziale. Tra sono le funzioni centrali della intelligenza spaziale: 1) percezione precisa del mondo visivo osservazione diretta 2) capacità di creare aspetti della esperienza visiva 3) capacità di manipolare forme cioè progettazione trasformazione strutturazione materiale del territorio. Il pensiero spaziale è importante in apprendimento, può essere importante per essere organizzatore e ordinatore della esperienza della conoscenza e della disciplina.)esempio: Inuit che si orientano nello spazio polare. Rende comunque l'uso di strumenti per la interpretazione del territorio, immagini del paesaggio, carte geografiche e visualizzazioni virtuali.

Dallo spazio vissuto al territorio: il controllo dello spazio

Percorso di apprendimento dello spazio vissuto per i bambini della scuola dell'infanzia. È un approccio formativo importante, per comprendere il proprio rapporto con la dimensione spaziale con la società e la cultura. Gli studi di pressemica evidenziano come la territorialità umana sia un fatto culturale che varia da luogo a luogo, quindi da società a società. È molto importante per l'educazione alla cittadinanza l'inclusione del soggetto e della sua esperienza nello spazio geografico. In senso ecologico non è neppure possibile considerarlo proprio della specie umana perché è da condividerlo con altri esseri viventi: conservazione e sostenibilità sono un impegno costante.

Come avviene il controllo da parte delle comunità umane dello spazio geografico? Con la reificazione cioè la trasformazione delle risorse dell'ambiente in opere. Quindi le infrastrutture (artefatti) sono forme concrete dell'azione antropica; la strutturazione cioè il controllo organizzativo, funzionale, gerarchizzando il territorio, individuando confini, centri e periferie; la denominazione il controllo simbolico avviene attribuendo nomi, controllo mentale, astratto (Wittgenstein: i limiti della mia montagna sono i limiti del mio linguaggio). Il simbolo, la materialità e l'organizzazione (Turco) sono le tre categorie che racchiudono tutto ciò che gli esseri umani fanno sulla superficie terrestre.

Geografia dei bambini e delle bambine

Ci sono delle geografie di genere di bambini e bambine. L'organizzazione spaziale è anche un segno dei ruoli assegnati dalla società, a volte diversi da luogo a luogo. Gli spazi pubblici invece possono costituire un contesto aperto nel quale bimbi e bimbe negoziano le proprie identità sociali al di là dei ruoli tradizionali imposti. Accettabilità sociale e gruppi di amicizie. C'è quindi un confine materiale e metaforico che rivela che anche tra i bambini della scuola.

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-GGR/01 Geografia

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher criant71 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Geografia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di L'Aquila o del prof Calandra Lina.
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