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Geoeconomia mondiale dell'Unione Europea

Le nuove strutture di riferimento della geografia economica

La geoeconomia indica la competizione economica fra gli stati. Viene effettuata con l'ausilio di strumenti economici, ed il suo obiettivo è il rafforzamento dell'economia di uno stato, in modo che questo possa essere competitivo.

Nella seconda metà del Novecento, sono diversi gli avvenimenti che cambiano gli scenari della geografia economica. Ad esempio, non si parlerà più di terzo mondo, il Sud mediterraneo perderà forza e potere a causa della concorrenza dell’Est Europa, avremo una crescita instabile del sud-est asiatico, e la frammentazione etnico-linguistica frenerà l’India dal poter assumere un ruolo da leader. Saranno tre le forze contrapposte alla fine degli anni '90: Giappone, Europa e USA.

Centro e periferia: crescita o sviluppo?

Nella seconda metà del Novecento, i numerosi accadimenti di cui abbiamo parlato sopra andranno a determinare dei nuovi poli politici, finanziari ed economici, e fra questi quelli su cui l’Unione Europea si incentra maggiormente sono le città. I poli rappresentano i luoghi dove si concentra lo spazio economico.

Ad esempio, l'Europa è un classico esempio di Modello Centro-Periferia (Top-Down) dove il centro è il luogo dove la classe politico-economica esercita le proprie funzioni decisionali, e con Periferia indichiamo immensi territori dominati e poveri.

Per poter definire l’organizzazione di un territorio si fa riferimento al COREMA: questo è un’unità fondamentale le cui caratteristiche sono il movimento, reti, nodi, gerarchie, superfici. Vediamo però, come sia necessario includere anche altri aspetti, come i flussi finanziari e gli scambi di informazioni immateriali all'interno del Corema attualmente. Questo permette di individuare nuovi luoghi strategicamente importanti come i paesaggi, e l'Europa individua sempre nuove tipologie di Corema per poter individuare nuove spazialità, riaccordandole alla struttura della popolazione.

Recenti indagini hanno individuato 1595 FUA (Aree Urbane Funzionali) tra cui 149 aree metropolitane e 76 Megas, che permettono di delineare il centro dell'Europa, sotto forma di un Pentagono comprendente Parigi, Monaco, Milano, Londra e Berlino andando a sostituire la Banana Blu.

Lo sviluppo e l'approccio dal basso

L'internazionalizzazione dell’informazione ha intensificato le relazioni fra territori una volta separati da enormi distanza, portando ad una riduzione di Località centrali, ovvero le aree capaci di distribuire beni e servizi di rango elevato. Di conseguenza il modello Top-Down ha perso gran parte del suo potere organizzatore, basato sulla capacità di garantire alla periferia una crescita. Da qui la divisione fra strategia basata sulla crescita e quella basata sullo sviluppo.

Una parte dell'Unione è infatti convinta che sia bene puntare sulla prima strategia, mentre un'altra parte crede sia necessario misurare le performance di una città in termini di sviluppo.

La strategia delle crescita è la più in uso, tanto da poterla definire come convenzionale, ed è riassumibile nei seguenti punti:

  • Non c'è differenza tra sviluppo e crescita, perché una società si sviluppa se la sua economia cresce.
  • Gli indicatori sono di natura quantitativa come PIL, tassi di occupazione.
  • Il comportamento sociale e l'ambiente sono esternalità nel calcolo di crescita.

La seconda visione, invece, imperniata sullo Sviluppo si basa su aspetti congiunti come la popolazione, la produzione alimentare e l'uso delle risorse alimentari, l'industrializzazione e l'inquinamento.

La teoria dello sviluppo procede dal basso, ovvero dalla unità minima entro cui operare che è la Terra, più il territorio, l'economia, la società e l'ambiente che formano un sistema, che si evolve e che interagisce con l'ambiente esterno. È necessario integrare ecologia, etica, economia e politica per sviluppare una spirale evolutiva.

Ad esempio il modello economico di Keynes è un esempio di strategia della crescita, quindi dall'alto perché fornisce una chiave analitica e pratica per gestire l'insieme del sistema economico. Al contrario, quello di Hirschman, è un esempio dal basso perché pone attenzione alle risorse e alle condizioni particolari da valorizzare generalizzabili nel lungo periodo.

Dal 1990 si tenta di integrare i due approcci, avendo compreso che i problemi ambientali riguardano tutti i territori. Il PIL è da sempre ritenuto un indicatore di benessere ma non è completo in quanto non considera tutti i suoi aspetti materiali e immateriali che determinano la qualità della vita.

Dove si misura lo sviluppo in Europa: regioni, città, reti

Secondo Van Der Velde, geografo olandese, i criteri fondamentali di una regione sono l'omogeneità e la coesione. Vediamo come si differenziano vari tipi di regioni:

  • Formale: basata sull’omogeneità (caratteristiche ricorrenti tra luoghi di una regione).
  • Funzionale: basata sulla coesione (integrazione e collegamenti fra luoghi centrali di una regione).
  • Reale: basata su ricorrenti caratteri sociali.
  • Artificiale: basata su dati statistici e mappe mentali.

La regionalizzazione è uno dei grandi obiettivi dell’UE, e diversi sono stati i tentativi di elaborare un modello condiviso per l’Europa delle regioni:

  • Banana Blu Europea: individua le regioni più dinamiche in un sistema-transnazionale che va dal sud-est dell’Inghilterra al nord dell’Italia secondo criteri di crescita economica e struttura industriale. In seguito la banana è diventata un fungo includendo Parigi e Berlino. È stata criticata per il suo eccessivo aspetto conservatore e nella sua prima versione escludeva incredibilmente Parigi.
  • Edificio con sette appartamenti: pensato allo scopo di estendere l’orizzonte Europa a est, includendo paesi dell’Europa centrale e orientale, secondo criteri sociopolitici e geografico-economici, enfatizzando le principali attività regionali.
  • Grappolo d’uva acerbo: ogni acino rappresenta una piccola o grande agglomerazione urbana, hinterland compreso, e tutti insieme gli acini formano i nodi dell’economia a rete europea.

Il modello di studio in atto (Schema di sviluppo spaziale europeo), ha evidenziato due caratteri peculiari nelle Regioni:

  • Polarizzazione spaziale: dominanza delle grandi metropoli e polarizzazione lungo la rete dei trasporti.
  • Specializzazione funzionale: tipica delle città del sud che registrano una crescita incontrollata.

La struttura delle città si modifica sempre più ed iniziano a formarsi le reti di città, ovvero due o più città indipendenti (complementari dal punto di vista economico) che cooperano tra loro.

L’attenzione si sposta verso il sistema urbano

Il sistema urbano diventa quindi il fulcro dell’analisi geo-economica, e si determinano diversi modelli come:

  • Distretti metropolitani: idealizzati sin dagli anni '30 allo scopo di poter distinguere l’area urbana da quella rurale.
  • Area metropolitana: è determinata da indici legati ad attività economiche, reddito.
  • Megalopoli: insieme di territori altamente sviluppati che includono più aree metropolitane e centri più piccoli altamente integrati fra loro. Si caratterizzano per l'alta densità, la prevalenza di attività terziarie e quaternarie ed un alto tenore di vita.
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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-GGR/02 Geografia economico-politica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher MFallout di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Geografia economico-politica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Messina o del prof Porto Carmelo Maria.
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