Geografia Politica
POLITICA, GEOGRAFIA E GEOGRAFIA POLITICA
La politica è importante
i recenti mutamenti politici sono stati profondi e drammatici: la politica non è
mai stata così importante e impopolare. Sembra crescere la sensazione che i
governi non abbiano più il potere di influenzare gli eventi come facevano
prima. Spesso i governi dichiarano che le forze economiche globali plasmano le
economie nazionali e che non hanno modo di intervenire.
I processi economici globali scavalcano i confini nazionali, limitando le capacità
dei governi: questo porta a nuove relazioni internazionali, nel tentativo di
controllare queste forze. La crescita dell'unione europea e la creazione di
un'area nordamericana di libero scambio (NAFTA) sono tentativi di esercitare
un'influenza politica su tematiche economiche appartenenti a una scala
geografica più ampia di quella dello Stato nazionale.
Istituzioni sovranazionali di questo genere sollevano questioni politiche: in
un'area di libero scambio, non tutti i paesi godono degli stessi benefici e
l'unione europea ha dovuto stanziare fondi per sostenere regioni dove
l'esposizione alla forza del mercato internazionale può causare maggiori
sconvolgimenti sociali; inoltre istituzioni politiche su scala più ampia sono
percepite da alcuni come una minaccia alle specificità culturali nazionali o
regionali.
Il paradosso è che in un periodo di straordinarie trasformazioni politiche
emergano scetticismo e sfiducia nei confronti del sistema politico, ma non è
così paradossale considerando che proprio a causa dell'instabilità sociale ed
economica le tradizioni politiche sembrino meno rilevanti. Nessun leader,
partito o movimento politico appare capace di trovare un linguaggio o
strumenti politici in grado di cogliere lo spirito del tempo.
Tuttavia la politica non sta per finire e la quantità di problemi che dobbiamo
affrontare sembra destinata ad aumentare: cambiamenti climatici, salute e
malattie, conflitti, problemi economici, povertà. In qualunque modo si cerchino
di affrontare questi argomenti avremo a che fare con la politica: essa influenza
qualunque cosa facciamo. La politica è importante.
Politica formale ed informale
con la definizione di politica formale intendiamo l'azione del sistema
costituzionale di governo e le sue istituzioni definite dal diritto pubblico. Questo
implica che la politica appartenga ad una sfera separata che riguarda solo
alcune persone politiche o organizzazioni statali, mentre gli altri interagiscono
con questa sfera con modalità limitate stabilite dalla legge: i cittadini hanno
diritti civili (voto, proprietà privata) e doveri politici (comparire in tribunale,
pagare le tasse).
La politica formale viene vista come qualcosa che riguarda la vita quotidiana,
ma che non ne fa veramente parte.
La politica informale può essere riassunta con la frase “ la politica e ovunque”.
Un buon esempio è la politica da ufficio: distante dal sistema dei governi e
delle elezioni, in esso si formano alleanze, si esercita un potere ottenendo che
le altre persone facciano cose, si proteggono e perseguono obiettivi e interessi.
C'è una politica in ambito domestico, industriale, dell'istruzione: non esiste un
aspetto della vita che non sia politico
si dice spesso che la politica riguarda il potere, ma il modo in cui è stato inteso
il potere è cambiato nel corso del tempo: secondo Michel Foucault questi sono
legati ai mutamenti del modo in cui il potere viene esercitato. Egli sostiene che
nelle società tradizionali il potere veniva esercitato in modo visibile (spettacoli
pubblici, manifestazioni), mentre nelle società moderne l'esercizio del potere e
più nascosto. Prima i criminali venivano puniti nelle piazze, oggi il controllo
sociale e prodotto da regole e controlli amministrativi (società disciplinare).
Anziché essere spettacolare e visibile, il potere nella società moderna e
invisibile: l'individuo interiorizza codice di comportamento e regole di condotta.
Concezione capillare del potere, che filtra attraverso le nostre azioni
quotidiane.
C'è un parallelismo con le nozioni di politica formale e informale: affermare che
la politica è interessata al potere assume che se nelle società moderne il potere
con penetra il tessuto sociale, allora lo studio della politica dovrebbe porre la
stessa enfasi sulle politiche formali e informali. La concezione capillare del
potere implica che esso, e quindi la politica, permei tutta la vita sociale.
La geografia politica in passato si è occupata solo della politica formale, ma
oggi si concentra anche su quella informale.
Capire la politica
La politica implica pratiche sociali:
Materiali: riguardano l'organizzazione e l'uso delle cose
discorsive: riguardano idee, linguaggio, simboli e significati.
Es. scrivere un libro: pratiche materiali (carta, programmi di testo) e sociali
(idee contenute).
Pratiche materiali e discorsive possono essere considerate separatamente per
analizzarle, ma non possono esistere indipendentemente le une dalle altre: per
utilizzare gli oggetti materiali, gli uomini devono avere una comprensione
discorsiva del loro ruolo e importanza. Anche il discorso viene prodotto
materialmente (pensieri, discorsi, testi).
Chi scrive tende a far prevalere un aspetto rispetto a un altro, ma comunque
uno non può essere compreso senza l'altro. La politica coinvolge sia interessi
materiali (modi di produzione) che argomenti discorsivi (formazioni discorsive),
difficilmente superabili. Inoltre i modi di produzione sono in parte prodotti per
mezzo di discorsi (es. quelli legati alle relazioni di proprietà), mentre le
formazioni discorsive sono prodotte materialmente e possiedono condizioni e
conseguenze materiali (es. dipendono dai mezzi di circolazione delle
informazioni).
Il concetto di modo di produzione si riferisce ai modi con cui gli individui e
gruppi sociali ricevono gli strumenti per soddisfare i propri bisogni. A società
complesse corrispondono modi di produzione complessi tra cui si possono
identificare elementi chiave:
il processo di produzione necessità dei mezzi di produzione, materie
prime e forza umana.
Il processo è organizzato in modi differenti nei diversi tempi e luoghi
(artigianato: proprietà dei mezzi appartenenti al lavoratore; capitalismo
no).
Esiste una divisione del lavoro con cui le diverse parti del processo
produttivo vengono allocate tra i diversi gruppi sociali
c'è un sistema di distribuzione e circolazione attraverso cui prodotti
possono essere distribuiti tra i consumatori
anche il concetto di formazione discorsiva proviene da Foucault: il linguaggio
non sarebbe trasparente o immediatamente evidente: parole, affermazioni e
simboli possiedono significati diversi a seconda del contesto. Il significato di
un'affermazione dipende da chi la pronuncia eccome, ma anche dalla sua
collocazione in uno schema di simboli e conoscenze, chiamato formazione
discorsiva.
Esempio dei teenager Pag. 12
Il nostro approccio
il nostro approccio vede la politica come un processo costituito da pratiche
istituzionali e sociali collocate storicamente e geograficamente. Queste
pratiche sono di natura sia materiale che discorsiva e sono, almeno in parte,
intenzionali e strategiche e dipendono dalla disponibilità di risorse (distribuite
in maniera ineguale). Evidenziamo se gli elementi chiave dell'interpretazione
utilizzata nel manuale:
le persone e i loro bisogni competitivi: la politica è prodotta dalle persone
1. e dalle loro relazioni. Gli individui hanno bisogni e desideri che sono
costruiti attraverso il discorso. La politica nasce dall'impossibilità di
conciliare bisogni e desideri di tutti gli individui all'istante è
automaticamente.
Il ruolo dell'azione strategica: gli individui sviluppano e perseguono
2. strategie per raggiungere gli interessi. Queste non sono mai del tutto
razionali, dato che la conoscenza delle circostanze dove agiamo e
sempre parziale e in perfetta e molti fattori che ne influenzano il risultato
sono indipendenti dal nostro controllo. Questo porta a risultati non voluti.
L'azione strategica porta agli attori a trovarsi in situazioni di conflitto o
alleanza con altri attori che perseguono strategie simili o opposte,
generando scontri o cooperazione.
Risorse e potere: la capacità degli individui di realizzare le strategie
3. efficacemente varia a seconda della disponibilità di risorse materiali,
discorsive (informazione, conoscenza, linguaggio), l'appoggio di altre
persone, strumenti per praticare violenza e risorse organizzative
(capacità di coordinamento, di far fruttare e controllare le altre risorse).
L'accesso diseguale a queste genera differenze di potere politico. Da
strategie conflittuali, l'esercizio del potere genera resistenza.
Le istituzioni: si sviluppano dall'azione strategica, ma una volta create si
4. sviluppano in maniera indipendente, diventando attori politici e seguendo
strategie non sempre correlate a quelle che le hanno generate. Hanno
proprie politiche interne. Le strategie delle istituzioni sono i prodotti delle
politiche interne e quindi possono essere contraddittorie.
Autorità e sovranità: gli individui e le istituzioni avanzano pretese di
5. autorità con cui cercano di ottenere l'appoggio di altri individui, gruppi e
istituzioni. Non esistono ambiti dove l'autorità viene accettata in modo
assoluto: le pretese di autorità sono dichiarazioni e non constatazione di
un fatto. Il processo di legittimazione è discorsivo e passa attraverso un
continuo conflitto con chi la mette in discussione. In assenza di consenso
la legittimazione si ricerca per mezzo della coercizione (dove sono
disponibili le risorse per attuarla, gli strumenti di violenza).
Identità politiche: il nostro seguire diverse strategie e le nostre posizioni
6. riguarda le strategie altrui fanno di noi i soggetti politici con particolare
identità politiche. Queste sono in parte prodotto delle nostre intenzioni,
ma anche il risultato delle pratiche discorsive e materiali altrui.
Politica e geografia
La geografia e lo studio della superficie terrestre. Per quanto riguarda l'attività
umana, ci si riferisce ad essa considerando quattro aspetti legati tra loro:
spazio: studio della distribuzione spaziale e delle attività umane,
1. considerando le cause ed effetti. Interesse anche all'influenza
dell'organizzazione spaziale sui processi sociali, politici, economici e
culturali.
Luogo: studio delle caratteristiche dei luoghi, la relazione tra persone e i
2. loro luoghi; e il ruolo di questi nelle attività umane.
Paesaggio: studio sulla formazione e evoluzione dei paesaggi e il
3. significato che hanno per le persone.
4. Ambiente: studio delle relazioni tra le persone e il proprio ambiente, il
significato datogli e l’utilizzo delle risorse.
Queste relazioni sono state riformulate negli anni: prima ad esempio si pensava
che spazio e società fossero oggetti separati, influenzati vicendevolmente ma
che potevano essere studiati separatamente; oggi le relazioni spaziali non
possono essere distinte dalla società. Tutte le relazioni sociali hanno un
fondamento spaziale: le risorse sono utilizzabili grazie alla loro collocazione
spaziale, l’accesso al denaro dipende da dove ci troviamo, la conoscenza è
prodotta dal contesto geografico.
Per quanto riguarda la politica, essa è intrinsecamente geografica e può essere
studiata da questa luce.
La geografia politica
Divisa in sotto-discipline (geografia urbana, sociale, storica, ecc.), ciascuna
corrispondente a una parte della realtà geografica. L’attività dei geografi è
difficilmente inscrivibile in categorie rigide: la geografia si è evoluta nel tempo,
e alcune sottodiscipline sono diventate più forti di altre.
La geografia umana e le sue sotto-discipline studiano e fenomeni sociali e sono
fenomeni sociali di per sé: sono prodotte da causalità storiche, dibattiti, dal
contesto politico e culturale dove si sono formate. Di fatto sono “discorsi”,
“formazioni discorsive”, da cui è impossibile osservare trasparentemente il
mondo. In quanto discorsi, influenzano il modo in cui si costruisce la realtà.
Una delle sottodiscipline è la geografia politica, contemporaneamente sia una
sottodisciplina istituzionalizzata che un discorso. Ciò ha conseguenze:
La sottodisciplina non fa riferimento in maniera esaustiva a qualcosa che
possa essere definito come l’ambito geo-politico del mondo (manca
definizione condivisa dell’oggetto di studio): definito come rapporto tra
spazio e luogo, e tra questi e la politica, ma non definiscono geografia e
politica.
Ogni tentativo di definizione non riesce a definire il “discorso” della geografia
politica. Un discorso delimita l’ambito di studio di una disciplina tra tematiche
interne ed esterne (spesso involontariamente).
Quando un discorso si produce attraverso molte persone diventa scontato nella
vita quotidiana e viene dato per scontato. Un discorso è infatti prodotto in
specifiche circostanze storiche ed è funzionale ad alcuni gruppi sociali.
Il discorso della geografia politica è stato segnato dall’accettazione ed
esclusione di alcuni punti di vista ed argomenti: in molti paesi i movimenti
femminili sono stati importantissimi. Possono essere considerati una
controversia geografica: la vita delle donne varia da paese a paese, come la
forma e il contenuto delle loro campagne. Il fenomeno sta interessando la
geografia politica, ma la maggior parte degli scritti al riguardo non vengono
considerati interni alla disciplina, piuttosto a quella culturale, in base alle regole
(non scritte) del discorso. Questo può portare a conseguenze significative:
Le divisioni accademiche convenzionali non rispecchiano un ordine
razionale della realtà, quanto il prodotto di un percorso intellettuale e
sociale.
I discorsi sono prodotti da interessi sociali e politici, di volta in volta
sostenuti; i discorsi presentano i significati, associandoli alle relazioni di
potere: se la geografia politica è il discorso che tra le altre cose si occupa
dell’ordine geopolitico, lasciando ai margini il movimento femminile, la
conclusione è che le trasformazioni geopolitiche non sono legate alle
campagne politiche di genere.
Il discorso della geografia politica è segnato dalle sue origini: era interessata
alle relazioni tra territorio fisico, potere dello Stato e rivalità militari/politiche
globali, lasciando poco spazio alla considerazione della gente comune. Oggi si
considerano maggiormente i movimenti sociali e politici.
CAPITOLO SECONDO: La Formazione dello Stato
La spazialità degli Stati
Elemento centrale della geografia politica, descritto da Fridrich Ratzel come
un’entità organica, un essere vivente. Tradizionalmente si pone l’attenzione
sulla forma geografica degli Stati in termini assoluti: i loro confini, la superficie
e la forma. Si considerano anche le forze che sostengono o ostacolano
l’integrazione territoriale all’interno degli stati (centripete e centrifughe). Una
visione tale porta a focalizzare l’attenzione su temi come il ruolo delle reti di
trasporto e comunicazione.
Dagli anni ’70 la concezione di Stato si modifica: inizialmente le idee tratte
dall’economia politica rafforzano l’aspetto descrittivo della geografia politica
tradizionale e per dimostrare come le classi politiche e dirigenti fossero
costrette in una rete di relazioni sociali basata sul capitalismo. Ci si è spostati
poi verso la teoria sociale, politica e culturale. Questo riporta all’attenzione
ambiti di riflessione come guerra, burocrazie, cultura, cittadinanza e diritti.
Il puzzle globale
Gli stati rimangono gli attori politici predominati nel mondo moderno
nonostante multinazionali, movimenti sociali e ONG.
Sulla carta globale il territorio fisico è suddiviso in Stati, separati dai vicini da
confini (alcuni confini sono poco chiari, a causa delle guerre). Tale situazione ci
appare normale, ed è difficile ragionare in altri termini, e tali difficoltà
emergono quando si cercano soluzioni ai conflitti politici su un territorio
(Conflitto Israeliano: duplice rivendicazione del medesimo territorio ci pare
impossibile esaudire entrambe le richieste contemporaneamente). Non esiste
nulla di inevitabile riguardo gli Stati: come tutte le istituzioni umane, sono
prodotti da processi socio-politici, non naturali.
Gli stati sono qualcosa di recente: nati circa 8000 anni fa, per molto tempo solo
piccole parti del territorio sono state occupate da uno di essi. Solo di recente
(300 anni) gli stati moderni hanno sviluppato le caratteristiche attuali e solo
negli ultimi 150 anni si sono trasformati in qualcosa di universale.
Ancora oggi c’è varietà nelle forme di Stato: risulta difficile provare a costruire
una teoria dello Stato che ne identifichi l’essenza. Gli stati sono in continuo
cambiamento in quanto istituzioni politiche: se ne definiamo l’essenza in un
determinato luogo/momento, può essere differente da un’altra in un altro
luogo/momento.
Per evitare queste interpretazioni essenzialiste è necessario attribuire
importanza alle differenze storiche e geografiche della natura degli Stati.
Piuttosto che ricercare un principio fondante comune, li si concepisce come:
Reti complesse di relazioni tra un mutevole insieme di istituzioni e gruppi
1. sociali
Prodotto dei processi interni di sviluppo istituzionale e cambiamento
2. storico.
Gli stati e a geografia
Il carattere geografico dello stato moderno è chiaro in cinque delle sue
caratteristiche:
Diamo per scontato che gli stati siano
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