Reynolds - Wilson - Copisti e filologi
L'umanesimo e il Rinascimento (1300 - metà 1500)
Umanesimo: il termine fu coniato nell’Ottocento a partire dal termine "umanista", creato nelle università italiane nel Quattrocento per analogia con i nomi di "legista" e "giurista".
Fattori che portarono alla nascita dell'Umanesimo
- Formazione giuridica: si è notato che la maggior parte dei primi umanisti non erano estranei alla professione legale.
- La scuola di diritto in Italia occupava una posizione di predominio e a Bologna il recupero del diritto romano aveva portato a una riscoperta della latinità.
- Esistenza di una classe di professionisti con preparazione culturale e mezzi adeguati a coltivare gli studi classici.
- Esistenza di biblioteche a portata di mano; spesso gli umanisti collezionavano libri. Il commercio librario e l'accrescersi delle biblioteche private aiutò a spezzare il lungo monopolio ecclesiastico della cultura.
- Presenza di personalità ispiratrici come Petrarca e Lovato.
Preumanisti
Piccola cerchia di letterati sorta a Padova.
Lovato Lovati
Poeta mediocre, ma nella sua poesia mostra di aver conosciuto con una generazione d’anticipo: Catullo, le Odi di Orazio, tutto Tibullo, Properzio, Marziale, le Silvae di Stazio, Lucrezio e Valerio Flacco (prima che fossero scoperti dal Poggio) e anche opere poco note come l'Ibis di Ovidio. Al circolo erano note le Tragedie di Seneca nell'esemplare Etrusco; Lovati ne ha lasciato appunti sulla metrica senecana, interessanti perché non derivati dai manuali medievali ma originali.
Geremia da Montagnone
Florilegista didattico: Compendium moralium notabilium. Sembra che citi gli autori di prima mano e fa una precisa distinzione fra autori classici e medievali.
Albertino Mussato
Notaio di professione, successore spirituale di Lovato, da lui influenzato legge gli stessi autori latini e continua lo studio della tragedia senecana.
Ecerinide
Tragedia ad imitazione di Seneca, vuole mettere in guardia i padovani sul pericolo costituito dal signore di Verona, Cangrande della Scala. Narra ascesa e caduta del tiranno padovano Ezzelino III. Prima opera del genere scritta in metro classico nella modernità, fa di Mussato il pioniere del moderno dramma classico.
Benvenuto Campesani
A Verona, grazie alle risorse offerte dalla Capitolare, alleva una tradizione di umanesimo più filologico. Possedeva il Veronese perduto delle Epistole di Plinio.
Giovanni de Matociis
Brevis adnotatio de duobus Pliniis: primo lavoro di critica letteraria del Rinascimento. Basandosi su Svetonio e sul Plinio veronese poté distinguere di nuovo l'opera del Vecchio e del Giovane, che nel Medioevo erano diventati un'entità unica.
Petrarca
La sua influenza si estese alla maggior parte dell’Europa occidentale. Per l’attività umanistica del Petrarca fu particolarmente significativa la sede del Papato ad Avignone, punto di contatto fra cultura del sud e del nord Europa italiana e francese. Divenne inoltre luogo di incontro di una congerie di personalità di ogni nazionalità. Possedeva il Livio migliore per lezioni e più completo del suo tempo, conteneva i libri I-X, XXI-XL, all’epoca la quarta deca era particolarmente rara; il manoscritto fu tutto corretto e postillato da Petrarca, in seguito venne alle mani del Valla che vi pose in margine i famosi emendamenti.
Petrarca costruisce una biblioteca classica che al suo tempo non aveva eguali né per qualità, né per quantità; di Cicerone da ricordare: Pro Archia, scoperta a Liegi nel 1333, Pro Cluentio, trascritta per lui dal Boccaccio, Epistole ad Atticum, scoperte nella capitolare di Verona nel 1345. Un’idea precisa dei gusti letterari dell’autore ci è data da una classifica degli autori e delle opere preferite, ritrovata in un foglio di guardia di un manoscritto di Parigi: per primi gli scrittori morali Cicerone e Seneca, al secondo posto gli storici Valerio Massimo e Livio, poi i poeti Virgilio, Lucano, Stazio, Orazio (praesertim in odis, capovolgimento del gusto medievale), Ovidio, Giovenale; Sant'Agostino ha una lista a lui dedicata; l’unica opera greca è l’Etica di Aristotele.
Boccaccio
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