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La critica testuale

Ecdotica

Ecdotica è sostanzialmente sinonimo di critica del testo, ma per l’etimologia si riferisce specificatamente agli aspetti editoriali e di presentazione del testo. Per tutti i testi antichi e medievali si pone il problema di quale fosse l’originale.

Tiratura

La tiratura è la serie di copie a stampa derivate tutte dalla medesima matrice.

Necessità dello studio di critica testuale

Uno studio di critica testuale è necessario:

  • Per opere di cui non si è conservato l’originale
  • Per le opere di cui esistono più di un originale
  • Per le opere il cui originale non è stato curato dall’autore

Opere e tradizione

Nel campo rientrano:

  • Tutte le opere prodotte prima dell’introduzione della stampa
  • Le opere prodotte a stampa, ma di cui l’autore non curò l’originale
  • Le opere di cui l’autore curò più di una edizione, e che presentano differenze all’interno di un’unica edizione

Editore critico e curatore

L'editore critico o editore è chi redige l’edizione scientifica dell’opera. Il curatore è chi predispone l’edizione di un’opera che non ha obiettivi critici.

Filologia e critica testuale

Filologia e critica testuale non sono sinonimi, ma la critica testuale è il campo di studi più tipico della filologia. Altri settori correlati includono paleografia, codicologia, storia del libro e della stampa, e storia delle biblioteche.

Papirologia e filologia umanistica

Papirologia, ad esempio, ci ha conservato le commedie di Menandro solo tramite papiri. La filologia umanistica si occupa dell’attività letteraria degli umanisti (XIV-XVI sec.), da cui si sviluppò lo studio del mondo classico.

Antichità e metodo filologico

L’antichità viene assunta come modello di una politica culturale. Gli umanisti non svilupparono un vero metodo filologico, ma i testi venivano emendati secondo:

  • Emendatio ope codicum
  • Emendatio ope ingenii

Editio princeps e textus receptus

Spesso le editio princeps assunsero il valore di originali a prescindere dalla qualità del codice che riproducevano, e andavano a costituire il textus receptus o vulgata.

Karl Lachmann e il metodo stemmatico

Karl Lachmann (1793-1851) mette a punto il metodo stemmatico. Venuto meno l’ideale romantico che idealizzava il momento della creazione artistica, si sviluppò un crescente interesse per la storia della tradizione dei testi. Il metodo stemmatico è il fondamento della critica ricostruttiva.

Metodo del Lachmann

Il metodo del Lachmann indica le operazioni di recensio, constitutio textus e ricostruzione dello stemma. Il metodo stemmatico o genealogico è una definizione che non comprende le fasi di recensio e di constitutio textus.

Opere letterarie pubblicate postume

  • Il Gattopardo: 1958, prima edizione postuma; 1969, il testo viene pubblicato secondo l’ultima volontà dell’autore.
  • Le confessioni di un Italiano: 1867, prima edizione col titolo Confessioni di un ottuagenario; 1952, viene restaurato il titolo voluto dall’autore.
  • Il Principe: scritto fra 1513-1514, pubblicato postumo nel 1532.
  • Petrolio: resta incompiuta alla morte dell’autore nel 1975; l’edizione del testo consiste nella sua riproduzione, comprese le note autografe di Pasolini, e da un commento che cerca di ricostruire quale avrebbe dovuto essere la connessione fra le parti.
  • Sonetti Romaneschi: pubblicati postumi dal figlio del Belli, vennero censurati i sonetti più scomodi sul piano politico, e i più scabrosi.
  • Zibaldone: ereditato dall’amico Antonio Ranieri, in seguito entrò nelle mani di due serve e lo Stato italiano lo recuperò attraverso una causa giudiziaria; pubblicato per la prima volta da Carducci nel 1898.

Casi di epistolario

Negli ultimi anni si è molto studiato l’epistolario di Guicciardini, di cui testi continuano ad essere ritrovati.

Carteggio d'amore

Fra Pietro Bembo e Maria Savorgnan: Bembo approntò lui stesso le sue lettere per la pubblicazione, avvenuta postuma nel 1552; mentre le lettere della Savorgnan vennero pubblicate solo nel 1950.

L'originale non conservato

Tradizione e trasmissione

Tradizione = testo tradito = forma attestata dai manoscritti. Le opere della letteratura classica andarono incontro ad un processo di selezione nel corso degli ultimi secoli dell’antichità e dei primi secoli del medioevo. I rotoli continuarono ad essere utilizzati per opere pagane fino al V sec., mentre la forma del libro cristiano fu invece quella del codice. La diffusione del cristianesimo influì anche sull’adozione generalizzata della forma codice.

De republica

Cercato a lungo dagli umanisti, fu ritrovato solo nell’Ottocento in un palinsesto.

Epistulae del retore Frontone

Conservate da un palinsesto.

Liber di Catullo

Conservato a Verona, andò perduto fra XIV e XV sec., dopo che ne erano state tratte delle copie.

Trecentonovelle

L’autografo è scomparso dopo il XIV sec.

Commedia

Secondo la tradizione, autografi di Dante esistevano a Firenze fino alla metà del Quattrocento. Il più antico codice di cui si abbia nozione fu descritto nel Cinquecento dall’umanista Luca Martini e doveva risalire al 1330, ma oggi non è reperibile.

Elegie di Tibullo

Conservate in un solo manoscritto del XIV sec.

Bibbia

Prima della Vulgata girolamiana erano disponibili una serie di versioni differenti che oggi si indicano complessivamente come Vetus Latina. Talvolta i dotti medievali nelle citazioni mescolavano la lezione di più versioni. Sisto V fece preparare un’edizione ufficiale della vulgata di Girolamo; stampata nel 1588 era un’edizione che presentava diversi errori filologici. Pochi anni dopo Clemente VIII approntò una nuova edizione emendata chiamata Vulgata sisto-clementina.

Storia della tradizione e critica del testo

Segre

Il testo di un’opera prodotto da un copista è frutto dell’intersezione fra il sistema linguistico e ideologico dell’autore e quello del copista stesso; si forma un diasistema.

La ricognizione dei testimoni

La ricognizione dei testimoni è in sostanza una ricerca bibliografica. Catalogare un manoscritto è cosa molto più complessa di quanto non sia per il testo a stampa. Si potrebbe auspicare un lavoro censorio a doppia velocità: una serie di descrizioni sommarie subito pronte ed una seconda serie di descrizioni più approfondite da completare nel tempo.

La collazione

Collazione: dal latino collatum (confero), è il confronto di ciascun testimone con gli altri, al fine di rivelarne le differenze.

Esemplare di collazione

È il testo-base rispetto a cui si effettua la collazione. Può essere costituita da un’edizione critica precedente, o in mancanza spesso dall’editio princeps. Non vi è possibilità di effettuare una collazione meccanica per i testi scritti a mano, è possibile invece per i testi a stampa.

Recensio e constitutio textus

Recensio: valutazione dei testimoni. Il valore di una lezione dipende dal valore del testimone che la riporta. Si procede alla ricostruzione dei rapporti fra i testimoni dell’opera.

Constitutio textus

Formulare un’ipotesi sulla forma originaria del testo. Si compone di due fasi: selectio e emendatio.

La recensio

Stemma codicum, stemma codicum et editionum: quando lo stemma non è costituito solo da manoscritti ma anche da edizioni a stampa. Stemma storico o stemma reale: riproduce schematicamente la trasmissione di un’opera come effettivamente è avvenuta. In realtà, esso è sempre potenzialmente parziale, poiché non è dato sapere dei testimoni andati perduti senza lasciare traccia.

Lettere greche

Indicazioni per testimoni non più esistenti.

Due problemi principali per la ricostruzione dello stemma

  • In genere si conserva solo una parte dei testimoni dell’opera
  • Le relazioni fra i testimoni non sono esplicite e devono essere ricostruite

La ricostruzione dello stemma: errori-guida

Leitfehler = errori-guida: si tenga presente che la modifica assume il valore di errore solo dal punto di vista del filologo che la misura rispetto all’originale. Molti “errori” sono innovazioni consapevoli del copista. Il metodo stemmatico prova che si possono individuare relazioni fra testimoni solo in base alla presenza in essi di innovazioni comuni, e non in base alla comunanza di lezioni esatte.

Varianti adiafore

Lezioni concorrenti indifferenti, fra le quali cioè non sussiste criterio di scelta. I testimoni che presentano le medesime innovazioni indicano la loro reciproca relazione: vengono raggruppati in uno stesso ramo dello stemma.

Le innovazioni distintive

Innovazioni che possono essere utilizzate come guida nella ricostruzione dello stemma:

  • Tali da potersi essere generate una sola volta (vs. innovazioni poligenetiche: tali da potersi essere prodotte più volte in punti distinti della tradizione)
  • Tali da non poter essere state emendate successivamente per congettura (vs. innovazioni reversibili: innovazioni facilmente emendabili, ad esempio errore grammaticale evidente)

Introduzione di glosse atte a spiegare un punto oscuro del testo. Bindefehler = errori congiuntivi: tutti i testimoni che presentano l’innovazione sono legati. Trennfehler = errori separativi: tutti i testimoni che non presentano l’innovazione non appartengono alla stessa famiglia. Per la ricostruzione dello stemma possono essere utilizzate solo quelle innovazioni che soddisfano contemporaneamente entrambe le condizioni, ad esempio il caso più comune: consistente lacuna, tale da guastare in modo irreparabile il testo.

Il procedimento di copiatura e la tipologia delle innovazioni

Se da x copio y allora x = antigrafo e y = apografo, i due termini indicano una relazione diretta fra i testimoni. Le innovazioni si possono dividere in tre grandi categorie:

  • Innovazioni involontarie e inconsapevoli: facili da individuare quando creano un testo insostenibile, ad esempio errore polare
  • Errore per omissione = omoteleuto (causa terminazioni uguali) = omeoarco (causa inizi uguali)
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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-FIL-LET/05 Filologia classica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Karenina3 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Filologia classica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Pisa o del prof Albanese Gabriella Giuseppa Maria.
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