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Negli anni ’80 prenderanno avvio lavori di gruppo sulla regione, come le iniziative

 di Giannattasio e Sassu, e sarà fondata la cattedra di Etnomusicologia presso

l’ateneo lucano.

Negli anni ’90 Giannattasio attua una indagine, fra il maggio e l’agosto 1990, che

 riguarda le feste religiose, il rito delle nozze e sulle comunità arberesh di San Paolo

Albanese e San Costantino Albanese. Nel 1991 Giannattasio organizza inoltre il

convegno in ricordo di Carpitella, e in quest’occasione, si tiene un concerto presso

il Teatro F. Stabile di Potenza. Sassu nel 1995 diventa professore ordinario

all’Università, e ci lavora finoalla morte, nel 2001.

§ PERCORSI DI RICERCA NELLA LUCANIA DEL 2000

Il lavoro presentato si colloca fra il 2001 e il 2004 (tranne alcuni brani nel cd, registrati in

precedenza); il percorso è di tipo personale, iniziato negli anni ’80, rivolto alla musica

arberesh. Un’indagine è iniziata nel 2001: con Sassu si voleva organizzare nel 2002, per i 50

anni della spedizione in Lucania di Carpitella e De Martino, un evento con l’Università

della Basilicata e con gli Archivi di Etnomusicologia. Purtroppo Sassu muore in questo

periodo e interrompe il progetto. Nel 2002 il Laboratorio di Etnomusicologia, pensato

assieme a Mirizzi, realizzato presso l’Istituto comprensivo diretto da Villani, è fondamentale:

durante le attività, sono state effettuate registrazioni, fotografie e riprese audiovisive.

L’evento conclusivo del Laboratorio è stato il pellegrinaggio alla festa della Madonna di

Viggiano, nella prima domenica di settembre, e questa esperienza era condivisa da

giovani, anziani, venivano eseguiti canti profani, brani strumentali, danze con organetto e

zampogne.

DINAMICHE DEL TERRENO D’INDAGINE & LUOGHI E MOMENTI DELLA MUSICA

§

In questi decenni purtroppo la realtà agropastorale ha subito una forte disgregazione, i

piccoli comuni sono in costante calo demografico, segnato da una forte emigrazione,

l’economia è in netto declino. Le manifestazioni sonore frequenti un tempo, come i

lamenti funebri, le ninne nanne, i giochi di mietitura, canti di lavoro sono quasi pressoché

scomparsi, così come è scomparsa la Lucania di Pinna e Zavattini.

Di grande importanza in Basilicata sono i riti di Sant’Antonio Abate e Carnevale,

soprattutto quelli di Aliano, Teana, Montescaglioso, Satriano di Lucania, San Mauro Forte,

Stigliano e Tricarico. La sfera religiosa è il terreno più significativo, infatti oggi in Basilicata

troviamo ben 3 diversi contesti:

Liturgico: momento chiave è stato il Concilio Vaticano II, che decreta la

 sostituzione della lingua latina con quella italiana per la messa. In Basilicata,

singolari sono le tradizioni dei paesi arberesh della Val Sarmento ( sono cattolici

formalmente, ma praticamente usano il rito bizantino). La liturgia bizantina era in

passato celebrata in lingua greca, a seguito però del Concilio Vaticano II, vi sono

stati dei cambiamenti, come l’introduzione della lingua albanese in sostituzione a

quella greca, che risultava di per sé incomprensibile alla popolazione. Non è

scomparsa la liturgia in greco, che ancora si può ascoltare, soprattutto a San Paolo

Albanese durante la cerimonia domenicale.

Area paraliturgica: comprende tutti quei momenti che si collocano fuori alla

 celebrazione eucaristica, come le processioni e i riti della Settimana Santa.

Area extraliturgico-devozionale: importantissimi sono i culti mariani, come le feste di

 Viggiano e del Pollino, del Carmine ad Avigliano e di Pierno a San Fele. La

Madonna del Pollino e la Madonna di Viggiano sono raduni enormi di musicisti: in

genere si va in gruppo, con gli strumenti, si fanno i 3 giri rituali attorno al santuario

suonando. Ognuno suona con la sua abilità: c’è chi è abile nella zampogna, chi

nell’organetto, chi nel tamburello, chi nella bottiglia percossa a chiave, chi nel

semplice battito delle mani. Viggiano è la capitale musicale della regione, i

suonatori arrivano dalla vicina Campania e non solo: i suonatori più importanti sono

quelli di Caggiano, con la loro formazione tipica “ a squadra”, con zampogne,

coppia di ciaramelle (cucchia) e ciaramelle soliste. L’uso di zampogne è molto

vivo, così come la pratica delle novene natalizie. A Caggiano si usa suonare la

zampogna “alla mancina”. I pellegrinaggi mariani sono anche meta dei costruttori

di strumenti: in particolare, la diffusione della surdulina si aveva attraverso due

santuari, del Pollino e del Pettoruto, in Calabria. Le feste mariane rimangono al

primo posto, ma non dimentichiamo quelle dei santi, come Sant’ Antonio da

Padova e San Rocco. Importante è anche la danza: sono danze di intrattenimento

durante i momenti del pellegrinaggio, e, rare, ma ugualmente presenti, quelle

interne ai santuari. Ci sono anche danze votive, come quella di grano, a Teana,

Viggianello; danze processionali, con le statue dei santi; la musica più frequente è

la tarantella, suonata da zampogne, organetti..

Tra il 2002 e il 2004 si sono verificate l’esistenza di ben 17 culti arborei in attività, tra la

Basilicata e la Calabria: essi si possono raggruppare in 2 nuclei, a seconda delle aree

montane e boschive della regione, ossia:

Nucleo di Gallipoli-Cognato e Montepiano (Basilicata)

 Nucleo calabro-lucano del parco Pollino

Il periodo in cui si svolgono va da aprile a settembre e sono concentrati nel mese di

giugno, per la ricorrenza di Sant’Antonio da Padova. Lo schema delle feste è simile: si

tagliano e si portano in paese due alberi, uno grande, uno piccolo; vengono uniti ed

eretti nella festa del santo. Dopodiché vengono scalati e abbattuti, e infine messi all’asta.

Vi sono varianti locali come per es. a Rotonda e Viggianello, le piante vengono

squadrate, mentre ad Alessandria vengono trasportate a braccia, a differenza delle altre

località, in cui vengono trasportate con buoi o trattori. I due alberi sono di specie diverse

e sono chiamati in modi diversi. Bronzini si è occupato per primo di una di queste feste,

quella di Accettura. I momenti del taglio e del trasporto, dell’erezione e della scalata

delle piante, sono operazioni che richiedono molta abilità e compiute da un gruppo

ristretto di persone. Accompagnano strumenti musicali quali zampogne, surduline,

tamburelli, fisarmoniche, organetti, bottiglie percosse, gruppi bandistici, suoni di

campanacci e muggiti di buoi.


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rosy988

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze dei beni culturali
SSD:
Università: Milano - Unimi
A.A.: 2014-2015

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher rosy988 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Etnomusicologia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Milano - Unimi o del prof Scaldaferri Nicola.

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