Introduzione
Questo libro è un documentario costituito da 2 episodi, ciascuno dedicato a una figura appartenente a un contesto geografico, religioso e culturale diverso del Ghana.
Il 1° personaggio è: Alhaji Abubakari Lunna, suonatore di lunna, il tamburo parlante dei Lunsi, musicisti attivi tra la popolazione dei Dagomba, nel nord del Ghana.
Il 2° personaggio è: William Thomas Cheetham, fondatore e capo di una comunità religiosa cristiana, che fa uso di pratiche musicali, attiva nel sud del Ghana.
Il coordinatore nazionale è Francesco Remotti, il coordinatore del gruppo di lavoro facente capo all’Università di Milano è Stefano Allovio. Il tutto avviene grazie al supporto tecnologico del LEAV, Laboratorio di Etnomusicologia e Antropologia Visuale, dell’Università di Milano. Numerosi ricercatori stranieri, soprattutto americani, hanno realizzato altre ricerche in Ghana molto importanti, come John Chernoff, autore di indagini sulla musica dei Dagomba e l’attività dei Lunsi; David Locke, che ha lavorato a stretto contatto con Alhaji Abubakari Lunna, invitandolo spesso negli USA e alla Tufts University; Steven Feld, autore di indagini precedenti sulla Nuova Guinea, dedicate all’antropologia del suono.
La ricerca – Nicola Scaldaferri
La fase di lavoro in Ghana, compiuta da Nicola Scaldaferri e Elisa Piria fra l’agosto e il settembre 2006, è stata preparata con un intenso e preciso lavoro preliminare, con l’aiuto e l’opinione di studiosi e musicisti, come Steven Feld, David Locke, Kofi Agawu.
Il soggiorno sul campo
Il soggiorno sul campo è stato svolto in 2 aree del Ghana:
- A nord: tra il popolo dei Dagomba
- A sud: nella regione della capitale Accra
Temi individuati:
- Gli strumenti parlanti, in questo caso i tamburi: Alhaji Abubakari Lunna è emblematico.
- Il ruolo della musica nelle pratiche religiose cristiane, in particolare quelle pentecostali e carismatiche: si è entrati in contatto con la comunità religiosa di William Thomas Cheetham, che si è resa disponibile alla collaborazione, con la realizzazione di interviste e riprese.
- Il contesto islamico del nord del paese, quello dei Dagomba, basato sui temi classici dell’etnomusicologia africanista, come quello dei tamburi parlanti e dei musicisti professionisti, indicati come “griot”, entra in conflitto con la realtà religiosa del sud del paese, più proiettata verso le forme moderne di cosmopolitismo urbano.
Le fasi della ricerca
Il soggiorno in Ghana si è svolto in 3 fasi distinte:
- La 1ª fase ha come base la città di Accra, in cui si prendono contatti con vari musicisti e colleghi.
- La 2ª fase ha come base la città di Tamale, presso la sede del TICCS, punto fondamentale per gli studi, per la logistica e l’organizzazione; poi direttamente presso la corte di Alhaji Abubakari Lunna, dove sono state effettuate interviste, registrazioni, raccolte di dati geografici, di nomi e di genealogie.
- La 3ª fase ha come base di nuovo Accra, dove è stato effettuato il lavoro di ripresa e le interviste con William Thomas Cheetham e la sua comunità religiosa.
In parallelo, durante i soggiorni nella capitale Accra, sono state fatte registrazioni con un gruppo di ragazzi, presso la University of Legon, si è lavorato nella biblioteca di questa università e presso gli archivi dell’Institute for African Studies.
Alhaji Abubakari Lunna – “Singing Drums”
Il primo episodio si intitola “Singing Drums” e trae ispirazione da un’intervista ad Alhaji Abubakari Lunna sul linguaggio dei tamburi. Le caratteristiche della lingua dei Dagomba, il Dagbani, è una lingua tonale, ossia il significato di una parola viene definito in base al tono con cui la si pronuncia. Uno strumento musicale che esegue sequenze di suoni a imitazione del tono della voce, può trasmetterne i significati, dunque può “parlare”.
Tra gli strumenti parlanti dell’Africa occidentale si citano i balafon, i tamburi, l’atumpan (tamburo a calice diffuso fra gli Ashanti, suonato di norma in coppia), il lunna o lunga, diffuso fra i Dagomba. Il lunna è un tamburo a clessidra bipelle, con alle estremità membrane di pelle di capra collegate con strisce di pelle di antilope. Lo strumento, percosso da un bastone curvo, il lunnaduelè, è tenuto sottobraccio, in modo da poter alterare la tensione della pelle, con il braccio e la mano sulle strisce. Viene considerato il tamburo parlante per eccellenza, grazie appunto alla sua possibilità di variare la tensione, contribuendo a ricreare una sorta di voce umana.
I Lunsi usano oltre al lunna, anche un altro tamburo, il gunguon (o gung-gong): un tamburo di bipelle cilindrico, fissato con una cinghia al corpo del suonatore e percosso da un bastone curvo, il gunguonduelè. Questo tamburo non parla, ma svolge la funzione di accompagnamento.
Per poter imparare a suonare il tamburo bisogna essere membro della famiglia dei Lunsi, oppure bisogna diventarlo. Alhaji Abubakari Lunna, morto nel 2008, è stato uno dei Lunsi più importanti.
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