Estratto del documento

Che cosa è la poesia?

Luciano Anceschi

Il libro di Anceschi nasce dal suo ultimo corso di Estetica; nella prefazione, Bollino riflette sul suo metodo disciplinare. È ricorrente l’uso fenomenologico della citazione connesso alla pratica della ripetizione: si tratta di una ripetizione apparente, che nasce dal ripresentarsi del tema all’interno di nuove relazioni che lo risignificano (le citazioni sono appunto centri di relazioni ed un utile richiamo alla realtà della cosa).

La comprensione dei fenomeni sarà tanto più ampia e intensa quanto più ricca e aperta sarà la trama delle relazioni attivabili. Ma muoversi in questa direzione significa individuare ogni volta il campo di ricerca, per questo la riflessione di Anceschi è sempre, in un certo senso, pre-liminare, un continuo risalimento alle premesse, ed è per questo che si rinuncia, in partenza, ad una definizione rigida e conclusiva.

L’esercizio di epoché (sospensione del giudizio considerata necessaria data l’assoluta incertezza di ogni conoscenza) non interviene quindi a ‘porre tra parentesi’ la legittimità di un fenomeno, ma a depurarlo da ogni aspirazione all’assolutezza e all’esclusività, a ricondurlo alla sua determinatezza ‘parziale’ relativa al contesto culturale che gli è proprio. Nell’accezione ancheschiana l’epoché è una ‘presa di distanza’ da un sapere certo di sé, fermo nel (presunto) possesso della Verità.

L’idea di relazione è quindi associata all’idea di dialogicità: il dogmatismo delle definizioni essenzialistiche interrompe la relazione dialogica fra la plurale diversità dei fenomeni. I problemi posti in luce sono quindi due: quello della definizione e quello dell’identità.

Quanto al primo, la soluzione presuppone una domanda sulla domanda, ossia un’analisi sulla struttura stessa della domanda ‘che cosa è…’ al fine di evidenziarne i limiti intrinseci: così posta la domanda richiede una definizione essenzialistica; per Anceschi invece la definizione non può essere il risultato di una ricerca, ma tutta la ricerca sostituisce la definizione, la definizione è cioè data solo dalla globalità della ricerca nella sua interezza, nelle relazioni di tutte le singole risposte.

Quanto al secondo aspetto, l’idea di identità è secondaria rispetto alle idee di differenza, particolarità: contrario alle astrazioni metafisiche, alle unità-identità aprioristiche e semplificanti, per Anceschi tornare alle cose significa guardare alle particolarità, in funzione di una comprensione più ampia. La contraddizione, spesso intesa come ‘errore logico’ paralizzante, diventa ora l’indice di un problema, o ancora una riprova dell’inammissibilità delle definizioni univoche.

Introduzione

Non è possibile, preliminarmente, dare una definizione e delimitare il campo dell’Estetica, questo per via della complessa natura della disciplina e, soprattutto, per via dell’impostazione fenomenologica della nostra indagine. Potremmo al massimo riassumere l’opinione comune e corrente, ispirata all’estetica idealistica: l’estetica è una scienza filosofica moderna che deve il nome a Baumgarten - che per la prima volta associa l’arte e la conoscenza sensibile - e trova la sua origine in Hegel e Vico.

Croce (Estetica, 1902) identifica sempre più l’arte con l’intuizione (un’unità immediata di contenuto e forma), distinguendola dal concetto; questa impostazione eserciterà un’egemonia nella cultura italiana del ‘900, trattenendola quasi estranea agli sviluppi internazionali. La voce Estetica del Dizionario di filosofia (1961) di Abbagnano ha però un’articolazione più complessa, segno che sono intervenute in Italia esperienze ricche e articolate.

Nel pensiero contemporaneo, il campo dell’estetica sembra limitarsi all’arte, ma questo è solo uno dei campi. Il tema della poesia è stato scelto perché permette di trattare le problematiche fondamentali dell’estetica (definizione, campo, problemi attuali-morte dell’estetica) con un’impostazione fenomenologica (cioè tenendo conto dell’esperienza viva del campo). Si vogliono rifiutare prospettive dogmatiche metafisiche, ma si vuole tornare alle cose, e la poesia è uno strumento privilegiato.

Il nostro tempo di radicali dubbiezze manifesta, di contro, anche una certa fertilità di tensioni. Se la morte della poesia si rovescia nel fatto che spesso si fa poesia della morte della poesia, la morte dell’estetica anch’essa si rovescia, e si fa riflessione sui modi con cui l’estetica è stata finora trattata. Lo stato di perplessità è tale che non si tratta solamente di ridefinire le strutture della disciplina, di adeguarla (nel campo, secondo tempi, ecc), ma sembra che si metta in discussione proprio la legittimità all’esistenza dell’estetica come disciplina autonoma.

Uno dei fattori di crisi dell’estetica sono le invasioni di campo da parte di altre discipline. Oltre a ciò, l’estetica (come tutte le discipline) risente di quella crisi dei valori (dopo Marx, Freud, Nietzsche, Einstein, Husserl) che ha decretato la morte della poesia (a ciò tuttavia corrisponde anche quella straordinaria vitalità che si diceva: si fa poesia della morte della poesia).

Per districarsi in questo caos è indispensabile un metodo che non sia vincolante e pregiudicante. La strada scelta è quella della nuova fenomenologia critica. Fenomenologia: vuole rinunciare a procedimenti aprioristici (di cui l’idealismo è un esempio lampante: Da giovane credevo che l’estetica crociana mi offrisse strumenti chiari e significati. I primi dubbi mi vennero dalla incomprensione verso l’esperienza della poesia e dell’arte moderna) per ritornare alle cose; Nuova: guarda alle origini husserliane, ma se ne distanzia; Critica: rifiuta assolutizzazioni e irrigidimenti metafisici alla ricerca delle relazioni e delle strutture in cui le cose vivono e si significano.

Non seguiremo procedure per anticipatio mentis, procedure astrattamente logiche; il nostro metodo non sarà preliminare, assoluto, definitivo, ma nascerà dalle ‘cose’, apparendo ogni volta diverso.

Prima Lezione

La domanda fondamentale che ci porremo è: ‘che cosa è la poesia?’. Può essere analizzata secondo vari punti di vista (logico, storico, ecc), e sono i diversi punti di vista a determinare quella molteplicità ed eterogeneità delle risposte, che hanno tutte il tono della assolutezza e della univocità. Si determina così una situazione di forte conflittualità: il nostro obiettivo è determinare...

Anteprima
Vedrai una selezione di 1 pagina su 5
Sunto Estetica, docente Vetri, libro consigliato Che cosa è la poesia, Ancheschi Pag. 1
1 su 5
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-FIL/04 Estetica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher crptch di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Estetica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Bologna o del prof Vetri Lucio.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community