Estratto del documento

Estetica (Baeumler)

Presentazione

Bisogna parlare di estetica già a proposito delle indagini sul bello di Platone: contrapposizione tra la vicenda storica dell’idea del bello (Platone, Agostino, Bonaventura, Tommaso, Ficino, Bruno) e quella di concetto di arte (Aristotele, Quintiliano, Policleto, Vitruvio, Dante, Alberti, Durer, Leonardo), partendo dal presupposto che la riflessione estetica si è accesa davanti all’apparizione del bello e non di fronte a quello di arte.

Sviluppo di due sezioni dell'intera vicenda dell'estetica occidentale

  • L'aristotelico: l’artista riceve il compito di fare il meglio della natura e di mettere in luce in modo puro e non deformato la sua regolarità presente ma oscurata nelle cose.
  • Il platonico: traspone ogni attività all’idea, l’artista è un semplice strumento.

Prima sezione: l’idea del bello

Platone

La riflessione estetica si è accesa davanti all’apparizione del bello e non di fronte a quella dell’arte, l’evento più gravido di conseguenze della storia dell’estetica. Simposio e Fedro hanno fatto di Platone il maestro della bellezza: non con l’osservazione delle belle forme presenti in natura o con contemplazione delle forme artistiche disponibili; nei dialoghi il concetto di eros si sposa con quello di bello, riflette l’incantesimo nato in lui a contatto con la bellezza viva dei giovani ateniesi.

Nella Politeia Platone scopre l’arte e la pone radicalmente in questione perché imitazione; ma nessun filosofo ha scritto qualcosa di così polemico contro l’arte (la filosofia dell’arte nasce con la negazione del suo oggetto). In Filebo e Sofista, Nomoi: il tema non è più il bello o l’imitazione ma l’arte concepita come sacra, fondamento di uno stato sottratto all’evoluzione e basato su conformi norme originarie.

Symposion

L’estetica platoniana comincia con la distinzione bello/brutto. Il greco usa la parola bello nel senso ampio che corrisponde al nostro (salute, vita che si compie, buono), ha un legame originario con la rappresentazione del vivente = il vivente è bello.

Presupposto per la dottrina platonica dell’Eros: col raggiungimento della maturità, irresistibile impulso del vivente a generare, desiderio di immortalità che spinge l’uomo a generare. Due tipi di immortalità:

  • Animali e uomini: generano nel bello secondo il corpo.
  • Generano secondo l’anima.

Anche il corpo, come l’anima, tende all’immortalità perché genera un essere giovane al posto di un vecchio (il mortale si mantiene in vita mediante il ricambio). Il divino resta se stesso per tutta l’eternità; bello dell’anima cui corrisponde una comunione non è da quella dei corpi: amante e amato vivono in modo molto più intimo di genitori/figli, un’amicizia più solida li lega, l’amicizia è il luogo di nascita della gloria immortale.

Nel Symposium, il Platone amante si pone accanto al politico ed educatore: il vero amante non può amare un bel corpo senza conoscere che la bellezza in un corpo è sorella di quella presente negli altri (insensato ritenere che la bellezza non sia unica e medesima realtà di tutti i corpi) = cammino che conduce dai corpi belli alla bella condotta di vita, alla bella conoscenza e, infine, solo chi ha partecipato alla visione suprema giunge alla contemplazione della bellezza.

La vita è degna di esser vissuta veramente solo per chi è capace di contemplare il bello stesso: è un essere che è per sé, con sé, in un’unica forma per sempre. L’essere si svela da ultimo come il bello da cui ogni bello particolare deriva; come l’essere è uno e non diventa, anche è qualcosa che sempre è, non nasce né perisce, non cresce né diminuisce, non è da un lato bello e dall’altro brutto, né bello in relazione a una cosa e brutto in relazione a un’altra.

Politeia

L’opera di Platone sullo stato è un momento dell’esistenza della stessa Atene, generata dall’eros pedagogico (espressione e simbolo dell’elevazione virile della vita); il fine dell’educazione delle Muse: sviluppare le attitudini guerriere e filosofiche del giovane affinché entrambe raggiungano un’adeguata armonia.

Cosa significa acquisire il bello dell’anima? Concetto di giusto per Platone: ritiene che la musica sia un mezzo necessario per la crescita come il cibo, chi è educato rettamente rifiuterà una musica che per quanto elevi l’anima, si culli in tutti i ritmi e armonie. Musica e poesia elevano l’anima ma la partecipazione fine a se stessa è radicalmente negata.

Molte cose possono essere espresse ma vi è un solo atteggiamento giusto: non è né l’autonomia della forma né la pienezza di contenuto ma esclusivamente l’effetto adeguato a un dato scopo di pedagogia politica (musica-poesia hanno senso solo se mirano a formare il comportamento dell’uomo guerriero), perciò rigorosa esclusione di tutti i ritmi eccitanti, dolci, melanconici che implicano l’eccitabilità nella vita.

  • Guerriero: corrisponde allo spirito virile dell’ordine di battaglia.
  • Uno più leggero/pacifico che discende dalla libera attività dell’anima, adatto a preghiera, persuasione, incoraggiamento.

Platone ha con l’arte un rapporto non teoretico come Aristotele ma pratico, come un politico = l’arte è un fenomeno politico.

Omero non è apparso in pubblico come educatore, durante la sua vita è stato la norma educativa di alcuni che lo veneravano in base al rapporto che avevano con lui, ma Omero non è educatore o fondatore di stati; le conseguenze della sua arte sono disordine e scatenamento passioni. La sua arte imita indiscriminatamente senza fare delle scelte; uno stato che sia nell’ordine giusto contraddirebbe se stesso se nei suoi confini tollerasse il poeta imitatore perché permette che nelle anime si imponga una cattiva costituzione: Politeia buona di Platone – Politeia cattiva di Omero.

Platone fonda l’educazione dei giovani non sull’imitazione ma sulla verità. L’imitazione è colpevole di imprigionare lo sguardo dell’uomo nelle immagini sensibili e precludergli la visione del mondo delle idee.

L’estetica greca inizia con l’annientamento di Platone contro arti mimetiche; i sofisti e artisti imitatori restano attaccati ai fenomeni senza giungere all’essere e verità, si accontentano di trasfigurare ma quello che fanno è falso, è un’immagine apparente non originaria. La negazione del poeta e dialettico è fondata su negazione del molteplice e dell’uno, come il vero sapere si riferisce all’ente e non alle singole cose che ci circondano, così il vero amore del bello si rivolge non a suoni, forme, colori ma al bello stesso (cose belle non sono bellezza in sé). Solo i filosofi possono cogliere ciò che permane sempre uguale, gli altri vagano nella molteplicità cosale.

Nomoi

Concetto di simmetria e misura non nascono dal pensiero formale, ma derivano da un puro pensiero contenutistico-simbolico; questo pensiero subordina a un terzo che ne costituisce la realtà comune ed essenziale; è la misura, non come forma, ma come contenuto, non legge astratta, ma determinazione concreta dell’essere.

Le arti che l’uomo inventa ed esercita non possono avere un contenuto/forma separato da misura che è intrinseca al Tutto. Due arti testimoniano l’ordine cosmico: musica e architettura. Solo l’uomo può rappresentare il ritmo del Tutto in ordinamenti che lui stesso ha creato.

Da Pitagora al rinascimento a oggi, si tende l’arco di un’estetica della legge della misura. In Platone, eterna legge della misura:

  • Nessuna separazione forma-contenuto.
  • Il sistema è immutabile, ogni cambio è una violazione della legge vitale.
  • Il sistema è metrico.
  • Esiste un’armonia cosmica metrica e l’uomo deve trovare un giusto rapporto con essa.

“La misura e la proporzione risultano essere dappertutto bellezza e virtù” = bellezza/simmetria/verità appaiono associati.

Nel Filebo è indagato il rapporto del piacere soggettivo/ordine delle cose. Il primo bene da acquisire non è il piacere ma riguarda la misura, il misurato e conveniente, tutto ciò che si pensa che abbia la natura dell’eterno.

Timeo: è celebrata la bellezza dei corpi regolari intesa come eterna e non come una percezione solo soggettiva di bellezza (“tutto ciò che è buono è bello e il bello non è privo di misura”). Il concetto fondamentale è l’ordine, solo l’uomo sente l’ordine e il disordine dei movimenti a cui applichiamo le parole di ritmo/armonia.

Nell’estetica allegorica/pitagorica misura e ordine hanno origine divina, forme e contenuto non possono essere separati. Non può esserci né metafisica tra modello originario e rappresentazione quando il presupposto è costituito dal concetto di misura. La distinzione ontologica fra immagine originaria e rappresentazione è superata: anche nell’opera d’arte l’ordine eterno può essere imitato e rappresentato.

Scopo dei Nomoi è mantenere l’ordine fra uomini mediante la decisione e forza delle leggi: con persuasione/costrizione il tetto legislatore spingerà i poeti a rappresentare solo i movimenti/melodie di uomini valorosi usando solo belle e lodevoli parole, ritmi e armonie. Gli uomini devono esser costretti a stare nell’ordine, la molteplicità è l’errore, l’ordine è uno solo come la verità. La vera arte è quella che raggiunge la somiglianza nell’imitazione del bello.

Plotino

Spinge lo sguardo interiore aldilà delle immagini sensibili, verso una dimensione altra. Alla fine della loro epoca più gloriosa i greci, nonostante un’attività artistica fiorente straordinaria, non sentivano il bisogno di una riflessione estetica. Emerge la filosofia, matematica, scienze della natura, storiografia, retorica, poetica ma la scienza dell’estetica resta come l’aveva lasciata Platone.

Solo Plotino si presenta come parte integrante di un sistema, è il primo sistematico che scrive trattati sul bello, il primo teorico dell’estetica = la bellezza non consiste nella simmetria ma in ciò che nella simmetria si fa luce (abbandono della misura oggettiva).

Spirito e forma

Lo sguardo di Platone discende dall’eterno e dall’immutabile fino alle leggi dell’educazione e stato; la contemplazione di Plotino si volge solo all’uno (non più interesse per la polis con sue leggi e uomini ma il singolo nella sua solitudine; le forme di comunità umane sono diventate invisibili e insignificanti). Lo spirito rivolto verso l’intimo sente il corpo come un impedimento, il fenomeno sensibile è inadeguato. Nel cosmo plotiniano la forma s’impadronisce della materia come un evento. La forza per figurare è nell’anima (detta la figuratrice): quando l’anima divina tocca qualcosa la domina e la fa bella.

Per l’anima è necessario il sacro comando della purificazione (ritorno alla forma suprema), l’occhio int non può contemplare subito la bellezza: bisogna abituare l’anima a vedere le belle occupazioni, le belle azioni degli uomini virtuosi e infine vedere l’anima di chi compie queste belle azioni. L’avvicinamento alla bellezza suprema si realizza rimuovendo ogni materia, usa la metafora dello scultore: ritorna in te stesso e guarda; se ancora non ti vedi interiormente bello, fa come lo scultore: leva il superfluo, raddrizza ciò che è curvo, purifica ciò che è losco e continua a lavorare alla tua immagine finché non brilla di divino splendore della virtù.

Finalmente, soli con se stessi, nulla impedisce di diventare uno: sei pura luce, non di forma misurabile che può diminuire/aumentare, ma toto priva di misura perché superiore a ogni misura/quantità.

Il trattato sul bello comincia con la domanda di che cosa sia in verità il bello; solitamente si dice che la bellezza visibile sia costituita da un buon rapporto fra le parti e con il tutto; per le cose visibili esser bello = simmetrico, avere la misura in sé. Il bello è qualcosa che si aggiunge al simmetrico perché il tutto potrebbe esser bello e le parti singole no. Se però il tutto è bello anche le parti dovrebbero esserlo perché una cosa bella non può esser composta da componenti brutte.

In quale proporzione dovrebbe realizzarsi la composizione? Da qui la critica a dottrina pitagorico-platonica della simmetria e numero; per Plotino il bello può essere solo semplice (uno), non più quantificabile ma puramente qualitativo (è l’autentico bello). È stato scoperto il contenuto spirituale indipendentemente dalla forma: l’anima percepisce e giudica immediatamente il contenuto bello. L’anima apprende, accoglie e si accorda al bello; se è impressionata da qualcosa di brutto, si agita e la rifugge perché discordante ed estranea.

Il bello è una qualità semplice che l’anima percepisce immediatamente perché le è parente; è brutto tutto ciò che non partecipa alla tendenza formale, che non è stato dominato totalmente dalla forma perché la materia non

Anteprima
Vedrai una selezione di 6 pagine su 25
Sunto per l'esame di Estetica, docente Pinottini. Libro consigliato Estetica, Baeumler Pag. 1 Sunto per l'esame di Estetica, docente Pinottini. Libro consigliato Estetica, Baeumler Pag. 2
Anteprima di 6 pagg. su 25.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Sunto per l'esame di Estetica, docente Pinottini. Libro consigliato Estetica, Baeumler Pag. 6
Anteprima di 6 pagg. su 25.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Sunto per l'esame di Estetica, docente Pinottini. Libro consigliato Estetica, Baeumler Pag. 11
Anteprima di 6 pagg. su 25.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Sunto per l'esame di Estetica, docente Pinottini. Libro consigliato Estetica, Baeumler Pag. 16
Anteprima di 6 pagg. su 25.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Sunto per l'esame di Estetica, docente Pinottini. Libro consigliato Estetica, Baeumler Pag. 21
1 su 25
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-FIL/04 Estetica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Ankh79 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Estetica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Torino o del prof Pinottini Marzio.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community