Economia aziendale: definizione e studio
Economia aziendale: scienza che studia la struttura, il funzionamento e le condizioni di esistenza dell'operatore economico "azienda", in continua evoluzione – Zappa (1927).
Cap. 1 – L'attività economica
L'attività economica è la conseguenza del bisogno degli operatori economici (famiglie, imprese, p.a.,...) di risolvere il "problema economico". Tramite essa svolgono attività economiche:
- Attività di produzione: producono beni per l'ampliamento delle risorse limitate.
- Attività di consumo: consumano beni per il soddisfacimento dei bisogni illimitati.
L'attività economica è l'oggetto di studio della scienza economica, che descrive e cerca soluzioni ai problemi di convenienza economica riguardanti la produzione, la distribuzione e il consumo della ricchezza.
La scienza economica
La scienza economica, in quanto è scienza, è empirica (verifica e ricerca leggi per convalidarle con una metodologia della ricerca induttiva/deduttiva), positiva (ricerca principi su ‘’ciò che è’’ e siccome si tratta di comportamenti umani è anche una scienza sociale) e normativa (studia norme, consigli su ‘’ciò che dovrebbe essere’’, cioè come i comportamenti degli individui dovrebbero essere impostati e realizzati per conseguire fini prefissati).
I beni economici
I beni economici sono i prodotti (beni caratterizzati dalla materialità) ed i servizi (beni caratterizzati dall'immaterialità). I beni economici si distinguono in:
- Beni di consumo finale (soddisfano direttamente i bisogni di consumo finale, sono output dei processi produttivi).
- Beni di consumo intermedio o di produzione (partecipano ad ulteriori processi di trasformazione in altri beni, sono output di alcuni processi produttivi ed input di altri).
La distinzione non è netta. A seconda delle circostanze un bene può svolgere un ruolo o l'altro. Sia si tratti di beni di consumo finale o intermedio una caratteristica fondamentale riguarda la durevolezza:
- Uso durevole: il singolo atto di consumo o singolo processo produttivo non esaurisce l'utilizzabilità del bene, che si caratterizza per la sua possibilità di essere ripetuta.
- Uso immediato: beni la cui utilizzabilità si esaurisce in un singolo atto di consumo o processo produttivo.
Il rapporto tra produzione e consumo
Risulta evidente il rapporto di strumentalità tra attività di produzione e attività di consumo (le aziende producono per i consumatori finali, ma anche per le altre aziende). Il rapporto tra attività di produzione e consumo ha portato a distinguere tra:
- Aziende di produzione (prevalenza dell'attività di produzione, produzione di ricchezza).
- Aziende di erogazione (prevalenza dell'attività di consumo, soddisfacimento diretto di bisogni umani).
Tale distinzione non può essere condivisa, in quanto tutte le aziende producono ricchezza. Nella realtà, spesso i caratteri delle une e delle altre sono presenti contemporaneamente all'interno della stessa azienda, che può essere definita azienda mista o composta.
I fattori produttivi
Il fattore produttivo è un qualsiasi elemento in grado di alimentare l'attività di produzione di beni e di servizi. Per l'economia aziendale tra i requisiti necessari ad individuare un fattore produttivo sta:
- L'onerosità (pagamento da parte dell'azienda di un costo [effettivo o implicito] per ottenerne la disponibilità).
- La qualità e la quantità (devono essere noti a coloro che scelgono tra le migliori).
I fattori primitivi della produzione sono da sempre individuati tra capitale e lavoro. Classificazioni dei fattori produttivi:
- Fungibilità: generici (denaro o mezzi equivalenti) o specifici (prodotti o servizi).
- Utilizzabilità nei processi produttivi:
- Utilità durevole (partecipano a più processi produttivi conservando, dopo l'uso, le proprie caratteristiche fisico-tecniche. Sono ad esempio terreni, macchinari, impianti, licenze, detti anche immobilizzazioni).
- Utilità immediata (partecipano una sola volta all'attività produttiva perdendo, ma talora mantenendo, dopo l'uso, le proprie caratteristiche fisico-tecniche. Sono ad esempio materie prime, semilavorati, consulenze. Il lavoro rientra tra i fattori produttivi ad utilità immediata, dato che si considera come fattore il servizio prestato dal lavoratore e non il lavoratore stesso).
- Materialità/immaterialità: tra i primi, ad esempio, rientrano edifici e materie prime, tra i secondi i marchi ed i servizi.
Una più precisa distinzione si ottiene dalla combinazione degli ultimi due criteri di classificazione. Il lavoro rientrerebbe allora tra i f.p. correnti (ad utilità immediata) immateriali. La trasformazione del fattore generico denaro in fattore specifico determina la formazione di costi, e in base al momento di partecipazione al processo produttivo si avrà un costo:
- Anticipato (se il f.p. è presente in azienda prima del suo inserimento nel processo produttivo).
- Contestuale/parallelo (se il f.p. è acquisito e contestualmente utilizzato nel processo produttivo – es. lavoro).
I fattori produttivi non esauriscono la categoria degli input che alimenta e forma la struttura dell'azienda. Essi sono la categoria più ampia ma non l'unica.
L'operatore economico azienda
L'azienda può essere definita in vari modi:
- Statica o strutturale: complesso di persone e beni disposti per il conseguimento di un determinato fine.
- Dinamica: insieme di operazioni coordinate in un sistema che enfatizza il fare.
- Complessa: nella sua completezza dinamico-strutturale.
L'oggetto di investigazione può trovare composizione-scomposizione attraverso una definizione elaborata da Giannessi, basata su cinque domande, la cui validità ed attualità si adattano all'approccio della teoria sistemica:
- Dove si trova l’azienda? Nell’ordine economico generale, come unità elementare dotata di vita propria e riflessa.
- Che cosa la compone? Un sistema di operazioni derivanti dalla combinazione di fattori, composizione di forze interne ed esterne.
- Che cosa fa? Realizza un’attività economica di produzione, consumo e distribuzione.
- Qual è il suo fine? Il conseguimento di un equilibrio economico a valere nel tempo.
- Quanto tale fine è realizzato? Quando vi è una remunerazione adeguata e proporzionale ai risultati raggiunti in un intervallo di tempo soddisfacente.
La teoria sistemica considera l'azienda come un insieme di elementi interrelati e coordinati verso il raggiungimento di un medesimo risultato. Questa teoria ammette, a differenza delle altre, il principio olistico, secondo il quale la totalità in termini di costi ha più valore della somma delle parti, è quindi studiabile solo mediante l'analisi delle singole parti e la loro successiva ricomposizione. È opportuno tener conto che non sempre vi è una relazione di causa-effetto tra le parti.
L'azienda come sistema
Lo studio dell’azienda prima dell’approccio sistemico
Prima dello sviluppo dell’approccio sistemico (teoria influenzata dalle precedenti teorie metodologiche) presero forma quattro teorie fondamentali:
- Teoria meccanicistica, l’azienda è vista, rappresentata e studiata come un insieme di schemi a funzionamento determinato (meccanismi di un sistema chiuso di cui bisogna scoprire gli algoritmi di regolamento).
- Teoria organicistica, l’azienda è vista, rappresentata e studiata come essere vivente, aperto all’esterno e a crescita programmata.
- Teoria contrattualistica, l’azienda è vista, rappresentata e studiata come insieme di contratti.
- Teoria sistemica, l’azienda è vista, rappresentata e studiata come insieme di elementi interrelati e coordinati verso il raggiungimento di un medesimo risultato attraverso le relazioni interne ed esterne. Teoria che ha riscosso più successo a causa della sua completezza d’analisi rispetto ad altre teorie al suo diverso approccio ai problemi scientifici.
Il concetto di ‘’sistema’’ si basa su due concetti:
- Quello di ‘’una combinazione di parti o elementi riuniti in un tutto’’.
- Quello di ‘’equilibrio dinamico’’ (il quale può essere applicato a sistemi viventi).
Il parallelo tra sistemi sociali e sistemi organici è possibile grazie a una ‘’finzione personificativa’’ dei sistemi sociali, in modo tale da trovare in entrambi un flusso di energia da e verso l’ambiente ed una trasformazione continua di tale energia, così che vi sia un processo continuo di decomposizione e rigenerazione. Il sistema d’azienda è un sistema sociale diverso da quelli fisici e biologici e costituisce l’espressione più elevata del comportamento umano in campo economico. Anche se composta da più individui, è diversa dalle altre istituzioni sociali (famiglia, Chiesa, partito, sindacato, Stato). Si sostiene che tre sono i principali elementi di differenza:
- L’azienda, rispetto agli individui che la compongono, non ha il legame volontaristico (di tipo giuridico-morale) che caratterizza e unisce gli individui di altri sistemi sociali.
- L’azienda crea ricchezza (nel processo di trasformazione non si limita al consumo di elementi naturali, ma crea nuovi beni non rivolti solo ai suoi dipendenti ma all’ambiente esterno).
- L’azienda non ha un’unità di interessi e finalità comuni, infatti vi è un legame conflittuale tra capitalisti (portatori di denaro con vincolo di capitale) e lavoratori.
I caratteri del sistema d’azienda
Gli elementi che compongono il sistema d’azienda sono le persone e i beni (fattori produttivi). Le relazioni che legano gli elementi sono molteplici e consentono di far funzionare la struttura. I caratteri del sistema d’azienda sono:
- Aperto (quando ha scambi con l’esterno). L’azienda è un sottosistema del sistema economico, con il quale interagisce collegandosi con altre istituzioni sociali e con tutti gli individui esterni ad essa. Nel suo essere sistema aperto:
- Atteinge inputs dall’esterno.
- Produce e colloca outputs all’esterno.
- Contrasta processi di entropia di tipo positivo (processo di assorbimento di energia esterna all’organismo e necessaria a farlo funzionare). Possono presentare atteggiamenti e posizioni diverse dell’azienda rispetto all’ambiente:
- Posizione passiva: utilizza le forze favorevoli e contrasta quelle sfavorevoli (l’azienda si adatta al cambiamento).
- Posizione attiva: mediante provvedimenti appropriati influenza il dinamismo delle forze esterne (l’azienda provoca e anticipa i mutamenti).
- Ma l’azienda ha anche la possibilità di realizzare un’entropia negativa che potrebbe essere duratura (l’azienda ha la capacità di perdurare nel tempo in maniera indefinita).
- Dinamico (il sistema d’azienda, il quale ha una propria struttura [aspetto statico], esiste solo se la struttura è in funzione tramite processi [aspetto dinamico]). Con ‘’dinamiche’’ si intende che le strutture sono soggette a modifiche nel tempo e nello spazio. Lo studio della struttura è fondamentale per capire la distribuzione degli elementi e dei rapporti/relazioni tra gli elementi stessi. Il carattere dinamico del sistema d’azienda si configura anche nell’attitudine a mantenere condizioni di equilibrio (omeostasi).
- Complesso (se nel sistema è elevata la molteplicità degli elementi e/o delle relazioni tra gli elementi). Si tratta in genere di sistemi scomponibili in subsistemi aperti e funzionanti in modo complesso. Il sistema aziendale presenta una combinazione di fattori e una composizione di forze sottoposte a relazioni di causa-effetto e di concausa ed effetto molteplice. Nei sistemi sociali la complessità riguarda anche la divergenza e la molteplicità degli obiettivi degli elementi che compongono il sistema, e questo è vero per i sistemi aziendali dove possono perdurare momenti di instabilità da superare attraverso la ricerca e/o ripristino dell’equilibrio che consente la sopravvivenza.
- Probabilistico (se il sistema nel suo funzionamento è pervaso da un rischio). Coloro che gestiscono e studiano l’azienda tendono a ricercare algoritmi e regole di funzionamento/controllo, con la consapevolezza che il sistema aziendale è costantemente sottoposto a rischi che minacciano il perseguimento dei suoi obiettivi e la sua esistenza.
- Finalizzato (se il sistema ha la capacità di raggiungere un risultato). La finalità di un’azienda non è perseguita con una volontà diretta, ma come ‘’indiretta soddisfazione dei bisogni umani’’. Possiamo trovare due fini tra loro interdipendenti:
- Un equilibrio economico, dinamico e durevole (proiezione interna).
- Un favorevole rapporto tra attività aziendale e soddisfazione dei bisogni umani (proiezione esterna).
Un modello del sistema aziendale
Il sistema d’azienda può essere scomposto in quattro elementi, a loro volta sistemi:
- Subsistema della produzione
- Subsistema azienda/ambiente
- Subsistema delle informazioni
- Subsistema del management
Sistema della produzione
Gli elementi del sistema della produzione sono gli input (classificazioni dei fattori produttivi [materiali e servizi, lavoro umano e conoscenze, denaro]) e gli output (nuovi beni ottenuti a seguito del processo di trasformazione economico-tecnica [prodotti – servizi]) del sistema stesso e il meccanismo del loro funzionamento, diverso da azienda ad azienda, è il modulo di combinazione produttiva. Il subsistema del denaro segue un suo iter, riconducibile in maniera indiretta alla trasformazione tecnica che riguarda la distruzione e rigenerazione di elementi naturali.
Il movimento del denaro:
- Flusso in uscita: esce dal sistema per:
- L’acquisto di materiali, servizi, impianti, lavoro umano.
- Per il rimborso dei finanziamenti ottenuti comprensivo degli interessi.
- Per il rendimento per avuto disponibilità di capitale proprio.
- Flusso in entrata: rientra nel sistema:
- Dopo la collocazione dei prodotti/servizi sul mercato.
- Per la formazione del capitale aziendale.
- Per la possibilità di ottenere prestiti.
- Divario temporale: questo periodo di tempo va dal rientro del denaro per le vendite e il sostenimento dei costi per la disponibilità dei fattori produttivi. Provoca circuiti finanziari che si collocano a lato, ma sono indispensabili per il processo produttivo.
Sistema delle relazioni azienda/ambiente
Il sistema delle relazioni azienda/ambiente definisce una serie di rapporti tra l’azienda e i diversi sistemi/soggetti esterni, e tali rapporti possono essere:
- Continui o intermittenti, e possono riguardare:
- Direttamente gli elementi del sistema della produzione (materiali e servizi, lavoro con i lavoratori, prodotti/servizi con i clienti).
- Indirettamente (ma influenzando) il sistema della produzione nel caso dei rapporti competitivi/collaborativi con i concorrenti.
Sistema del management
La combinazione dei fattori e la composizione delle forze vengono realizzate secondo regole dettate dall’uomo, ma l’impostazione soggettiva del funzionamento aziendale non può essere attribuita né al singolo individuo, né alla collettività, perché la competenza, la cultura, l’intuito, la propensione al rischio si combinano dando vita al sistema del management. Questo sistema si compone di elementi di tipo sistemico, che essendo complesso, va scomposto. La soggettività rende più problematica l’analisi perché il bilanciamento dei flussi che provengono dai sottosistemi della produzione e delle relazioni azienda/ambiente non avviene secondo schemi meccanicistici e di autoregolazione, e quindi è necessario individuare momenti di attività e risorse correlate che hanno a che fare con l’attività strategica.
Questo è un momento composto da più fasi consequenziali che si intrecciano:
- La formulazione degli obiettivi, la predisposizione delle risorse e dei comportamenti conseguiti (ideazione e successiva decisione).
- La realizzazione di quanto formulato, con l’attivazione di meccanismi operativi e lo svolgimento delle operazioni aziendali ai vari livelli.
- Il controllo, la necessaria verifica della gestione (si confrontano gli obiettivi con i risultati e si cercano di suggerire i migliori cambiamenti per la realizzazione e/o riformulazione di nuovi obiettivi e/o comportamenti).
Si può considerare quindi, il sistema del management, composto dai subsistemi:
- Della Pianificazione. Sottosistema più importante perché fornisce gli elementi di base per il governo aziendale, nel quale vengono:
- Fissati gli obiettivi del sistema aziendale.
- Orientate le scelte.
- Informate le operazioni realizzate.
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