ECONOMIA AZIENDALE,
appunti del corso
PRIMO SEMESTRE 2022/2023
PROFESSORE: PASQUALE DE LUCA
27 settembre 2022
L’attività economica
Le attività economiche nascono per soddisfare bisogni individuali/collettivi legati alle sfere
dell’esistenza umana. Queste sono legate ai bisogni e ai mezzi. Il problema economico è
importantissimo e permane nel tempo perché si devono far coincidere i nostri bisogni
illimitati e i mezzi limitati. Il corpo di conoscenze di scienza economica e aziendale esistono
dal ‘400, ma sicuramente la svolta c’è stata con la rivoluzione industriale, dove sono nati i
cosiddetti “operatori economici” (aziende, industrie ecc.). L’attività economica degli individui
è oggetto della scienza economica che cerca di risolvere problemi riguardanti produzione,
distribuzione e consumo.
La scienza economica è una scienza empirica, positiva, sociale, normativa.
Per comprenderla dobbiamo tenere a mente alcuni elementi fondamentali:
1. I beni economici:
- beni economici come beni di consumo finale, prodotti destinati al mercato destinati
a soddisfare direttamente un bisogno (ad uso durevole/immediato).
- beni economici in qualità di bene di consumo intermedio o di produzione, servizi,
destinati a partecipare a ulteriori processi di produzione, (ad uso
durevole/immediato).
Le aziende soddisfano sia i bisogni dei clienti, sia quelli di altre aziende o della
stessa. Le aziende possono essere di erogazione (soddisfano bisogni clienti) o di
consumo (soddisfano propri bisogni). Tutte le aziende, comunque, producono
ricchezza.
2. I fattori produttivi.
Qualsiasi elemento in grado di fornire utilità per alimentare, insieme ad altri fattori,
l’attività di produzione di beni e servizi. Vi sono diverse classificazioni
(generici/specifici, utilità durevole/immediata, correnti/ di consumo,
materiali/immateriali)..
1 Questi hanno caratteristiche qualitative e quantitative. Uno dei requisiti più
importanti per i fattori è la loro onerosità nel processo di produzione.
L’economia aziendale
L’economia aziendale diventa una vera e propria scienza nel momento in cui ha tutti i
caratteri di fondo per diventarlo:
1. unitaria, coordinata, integrata
2. dinamica, relativa, transitoria
3. finalizzata
Questa scienza prende in considerazione l’azienda come fenomeno oggettivo che
prescinde dai soggetti che la compongono. L’economia aziendale ha la necessità di
giungere a principi generalizzanti validi per tutte le aziende, poiché tutte, anche se alcune
di produzione di beni e servizi, altre di consumo, hanno il fine di poter perdurare in
maniera economicamente equilibrata nel tempo. Ci si pone quindi nell'ottica di chi
costituisce e governa l’azienda.
L’azienda
La contabilità è un modo per riportare fatti aziendali in termini quantitativi monetari,
quindi, il sistema contabile è fatto in numeri. La contabilità è sicuramente un sistema
importante per capire come funziona l’azienda.
Dal principio della teorizzazione dell’economia si è cercato di elaborare la definizione di
“azienda”. Queste sono state interpretazioni di un fenomeno in continua evoluzione,
comunque possiamo individuare 3:
1. interpretazione statica o strutturale, secondo la quale l’azienda era composta da un
complesso di persone che agivano per lo stesso fine, senza alcuna individualità
nell’agire. Non si dà rilievo alle operazioni dinamiche ma solo a ciò che dà vita
all’azienda (persone, beni).
2. Interpretazione dinamica, secondo la quale l’azienda è un insieme di operazioni.
3. Interpretazione complessa (dinamica e strutturale), qui l’azienda, come ultima
definizione elaborata, viene vista nella sua completezza quindi nella sua struttura e
nella sua dinamicità. La complessità di questa porta a una definizione complessa
che deve tenere conto di tutti gli elementi. Ci porta a dire, in modo sintetico, che
l’azienda è un sistema aperto, dinamico, finalizzato, probabilistico.
L’azienda è un organo indipendente dalle persone, ha caratteristiche proprie, e vi è
un’autonomia totale rispetto a tutto. Infatti l’azienda è formata da organi autonomi che
perdurano nel tempo e fallisce solo nel momento in cui avviene un evento patologico, che
prescinde dalle persone. Oltretutto anche i processi e le procedure prescindono dalle
persone. Nonostante la sua autonomia, l’azienda non potrebbe sopravvivere al di fuori del
suo sistema di riferimento, formato da imprenditori, investitori, fornitori, clienti ecc.
L’ambiente di riferimento dell’azienda, combina questi fattori in ordine produttivo per la 2
sua finalità prima, ovvero il profitto (obiettivo, sintesi di diverse funzioni di utilità). Ogni
elemento dell’ambiente di riferimento ha interessi diversi, ma l’ordine combinatorio lavora
sempre per il profitto come soddisfazione degli interessi di tutti.
L’azienda è un’entità elementare su cui si costruisce un intero sistema economico
produttivo, composto da input e output. Si genera profitto e quindi ricchezza investendo
con prodotti. questo è un circolo in termini quantitativi, dove appunto, l’unità elementare è
l’azienda.
Microeconomia: studia il comportamento dell’azienda, dei consumatori, dei mercati data la
relazione dell’azienda e dei consumatori.
Macroeconomia: studia gli andamenti aggregati, non si studia l’azienda o il singolo, bensì
l’andamento aggregato delle cose, come il PIL.
Elementi dell'azienda
L’azienda, per arrivare al profitto, studia la combinazione ottimale tra la domanda e
l’offerta , tramite funzioni economiche vincolate e combinazione tecnica, ma sempre,
profittevole.
Per creare un’azienda c’è bisogno di capitale.
- uscite: investimento iniziale; materie prime; macchinari; lavoratori; produzione;
- entrate: mercati finanziari; vendita;
Di base, quindi, ho bisogno di soldi, ma se non li ho, li chiedo alle banche o agli investitori. Il
prestito del denaro implica che quel capitale deve essere produttivo, poiché c’è da
restituirlo con interessi. Si deve quindi investire un capitale che produca almeno più degli
interessi. ESEMPIO SUL QUADERNO.
La realizzazione del prodotto deve essere profittevole, la funzione crescente monotona. La
logica dell’azienda è finalizzata al profitto che è la massimizzazione degli interessi altrui e
quindi la massimizzazione del profitto, che porta alla sostenibilità dell’azienda e quindi ad
un equilibrio.
Azienda profitto strutturale per soddisfare tutti
→
Questo generare ricchezze, genera un’attività di impresa che dipende da un rischio. Per
capire, il profitto è legato al capitale investito, e maggiore sarà il profitto, maggiore sarà il
rischio dell’investimento. Il rischio appartiene ad una dinamica probabilistica poiché
investendo il rischio più alto può anche essere quello di perdere tutto e non guadagnare.
Possiamo quindi dire che più alta è la probabilità di non restituire i soldi, più alto è il rischio,
più alto è l’interesse, ma più alto sarà anche il profitto.
Il ricavo di un investimento è il profitto, ovvero il guadagno dell’investimento di chi si
assume il rischio di impresa. Il profitto deve remunerare chi si assume il rischio di impresa.
3
Il profitto, variabile dipendente, è funzione del rischio, variabile indipendente. Il profitto è
dato dal ricavo meno il costo. Ed è inoltre una relazione proporzionale diretta. Il profitto è
congruo al rischio, solo se è il profitto atteso.
L’equilibrio di un’azienda
Un’azienda è in condizioni di equilibrio economico e finanziario a valere nel tempo se e solo
se i ricavi coprono i costi, generano profitto, e quest’ultimo remunera congruamente il
rischio dei portatori di rischio di impresa. 4
L’equilibrio di un’azienda:
L’obiettivo è quindi la massimizzazione del profitto in lungo periodo. Mentre l’equilibrio
dipende dalla comparazione con altri investimenti.
28 settembre 2022
Nel tempo si sono sviluppate quattro teorie fondamentali sullo studio dell’azienda:
1. meccanicistica
2. organicistica
3. contrattualistica
4. sistemica
L'azienda come sistema
L’azienda è vista, rappresentata, studiata, come insieme di elementi interrelati e coordinati
verso il raggiungimento di un medesimo risultato. La teoria sistemica è quella che ha avuto
maggior seguito e alla quale da più parti è stata riconosciuta una superiorità concettuale e
di completezza d’analisi. Il sistema è uno strumento fondamentale per la ricerca.
Il sistema d’azienda è comunque un sistema sociale che costituisce l’espressione del
comportamento umano in campo economico che è diverso da tutto il resto. 5
Il sistema azienda è privo di legame volontaristico, crea ricchezze e manca di unità di
interessi e fini comuni (capitalisti e lavoratori hanno interessi diversi) .
Considerare l’azienda come un sistema significa che in essa esiste un complesso di
elementi o componenti che interagiscono sulla base di relazioni interne ed esterne. Ogni
elemento ha delle caratteristiche.
Gli elementi che compongono l’azienda sono le persone e i beni e le relazioni che li legano
sono molteplici e consentono di far funzionare la struttura.
(La possibilità di generare profitto è anche la possibilità di remunerare l’azienda e gli
azionisti. L’equilibrio, qui, è tendenziale e riguarda la sistematicità di equilibrio nella
massimizzazione del profitto. Parliamo di ottimo vincolato e non assoluto. Il profitto implica
che i vari interessi e portatori stanno insieme in ragione del principio utilitaristico.
L’azienda è un qualcosa che prescinde dalle persone, sintesi di diversi interessi senza
identificarsi in nessuno di essi. L’azienda è un sistema, un complesso di organi con
funzionalità diverse ma sistematiche, un insieme di parti collegate tra loro.)
I caratteri del sistema azienda:
1. Aperto
2. Dinamico
3. Complesso
4. Finalizzato
5. Probabilistico
Possiamo definire l’azienda:
- un sistema aperto
Se fa scambi con l’esterno. L’azienda interagisce, collegandosi, con le altre istituzioni sociali
esterne ad essa (economia in generale). Si determina un interscambio continuo tra azienda
e il proprio ambiente senza che sia perciò possibile distinguere i mutamenti propri dei
processi originari da quelli indotti. Infatti ha bisogno di un ambiente esterno, ovvero un
insieme di soggetti che hanno interessi a tenere in vita quell’azienda a parte gli azionisti.
Nonostante questo, l’azienda prescinde dalle persone anche perchè si adatta e crea
mercati, va in direzioni nuove, e ha bisogno di nuove idee che la plasmino.
- un sistema dinamico
Se esiste in quanto funzionante. La struttura statica dell’azienda è in continuo movimento
tramite processi dinamici. Il carattere dinamico dell’azienda si configura anche nell’attuare
e mantenere condizioni di equilibrio. L’equilibrio dell’azienda è infatti dinamico e non
statico. L’azienda si evolve nel tempo, perché risponde ai nostri bisogni. Poiché il mercato è
dinamico e cambia in base agli interessi del cliente, le aziende devono adattarsi al mercato
che a sua volta si adatta al cliente. I bisogni dei clienti possono essere espressi
esplicitamente o essere indotti dalle stesse aziende, che creano un prodotto per un
bisogno non espresso. 6
- un sistema complesso
Se è elevata la molteplicità degli elementi e/o la molteplicità di relazioni tra gli elementi.
Infatti è un insieme di parti che devono dialogare tra loro, devono essere messe insieme
tutte le parti. L’azienda è un sistema scomponibile in sub sistemi. Dipende da
combinazione fattori e relazioni causa-effetto. La complessità sta nel modo in cui le
componenti dialogano tra di loro, quindi parliamo di capitale umano, tecnico, di
conoscenza. Ricordiamo sempre, però, che senza un fine le varie parti non potrebbero
dialogare
- Sistema probabilistico o prospettico
Se il suo funzionamento è pervaso da un’alea. Con l’azienda si devono studiare algoritmi
nella consapevolezza che sarà sempre sottoposta a rischi incalcolabili con certezza .
L’incertezza è riscontrabile a diversi livelli e con intensità diversa. Parliamo della capacità
dell’azienda di stare sul mercato. Questo è funzione di ciò che farà. Il valore che produce è
infatti in vista di una prospettiva futura. Il futuro però non è sicuro, è probabile. La
caratteristica principale è quindi l'incertezza da cui si devono prendere rischi. Il profitto
futuro è incerto, questa è la base dell’investimento. Si tratta di un obiettivo nel futuro, la
dimensione dell’azienda è proiettata nel futuro, il presente è solo il terreno e la proiezione
per far fruttare l’investimento.
- Sistema finalizzato
Se ha capacità di pervenire ad un risultato. I fini e gli obiettivi sono un momento cruciale
per l'azienda e per l’economia aziendale. La complessità trova fine nella massimizzazione
del profitto (1. equilibrio economico dinamico e durevole, 2. favorevole rapporto tra attività
aziendale e soddisfazione dei bisogni umani).
Presente= input Futuro= output
L’approccio di analisi sistemica è quello funzionale. L’impresa viene suddivisa nel suo
aspetto oggettivo e in quello soggettivo e quindi in 4 elementi fondamentali
L’azienda è caratterizzata da due aspetti differenti:
- Subsistema produzione, azienda/ambiente aspetto oggettivo
→
Oggettivo, fatto di persone, materie, macchinari, quindi tutti i pilastri tangibili di
un’azienda.
- Subsistema management/ informazioni aspetto soggettivo
→
Soggettivo, ovvero la modalità attraverso cui nell’azione combinatoria metto
insieme le cose, determinare le modalità con cui le varie parti dialogano. Si parla di
management. 7
La differenza tra aziende con uguale aspetto oggettivo sta in quello soggettivo e quindi
nelle persone che fanno management. Il prodotto profittevole dipende solo dal
management.
Gli elementi del sistema della produzione sono gli input e gli output del sistema stesso e il
meccanismo del loro funzionamento è “il modulo di combinazione produttiva” (SCHEMA
PAG 25).
Inoltre attraverso il sistema delle operazione tra l’azienda e i diversi soggetti esterni
(ambiente) è possibile capire le operazioni con rilevanza esterna (fonti-impieghi) (PAG 27
SCHEMA).
Il capitale
Come abbiamo già detto la base di un’azienda è il capitale. Questo può essere:
1- Di rischio=equity = Il denaro conferito all’azienda dai soci che se ne assumono il rischio.
In questo caso il rischio è totale, non si chiedono prestiti.
2- Di debito= debt= Il denaro conferito all’azienda dagli investitori che fanno credito. Gli
azionisti prestano credito alle aziende, portatrici di debito. Qui si assume solo il rischio di
default dell’azienda.
Ricordiamo che il sistema capitalistico funziona su una relazione diretta tra grandezza di
rischio e grandezza di rendimento, poiché il profitto atteso diventa la funzione del rischio.
Ma allora, tra capitale equity e capitale debt, quale è il più rischioso?
Per definizione possiamo dire che il risk equity è maggiore del risk debt. ESEMPIO SUL
QUADERNO. 8
- RISK EQUITY - RISK DEBT
1) DEFAULT 1 1
2) VARIABILITA’ * 1 0
3) CERTEZZA ** 1 0
4) CONGRUITA’ *** 1 0
4 1
*Variabilità= Gli interessi del debt fanno parte dei costi quindi sono indipendenti dal
profitto
** Certezza= Nel risk debt c’è una data precisa da rispettare per restituire interessi, mel risk
equity tutto dipende dall’andamento dell’azienda che rimane incerto
***Congruità= il profitto deve essere congruo a remunerare, ma soprattutto ai mercati
finanziari.
Capiamo quindi che è maggiore il rischio equity, ma allo stesso tempo, maggiore è il rischio,
maggiore è il costo, maggiore potrebbe essere il profitto. 9
Il profitto è incerto nel suo valore e nel processo di erogazione:
-il capitale è il mezzo, non il fine -il tasso di interesse equivale al rendimento
Il rendimento di un azionista che deriva da un’azienda può essergli pagato in due modi:
1- Dividendo: dato il profitto l’azienda decide di distribuire una parte in toto o nulla,
pagando così in maniera diretta
2- Capital gain: il differenziale delle cessioni delle azioni, ovvero la differenza tra vendita e
acquisto della cessione delle azioni.
Cosa accade se in un investimento il rischio è nullo? Partendo dal presupposto che il rischio
nullo è impossibile, proviamo a capire cosa accadrebbe.
ESEMPIO:
rischio di un investimento = 0, il rendimento è nullo? gli interessi sono nulli? NO
Il tasso di interesse è diverso da 0, in questo caso parliamo di 3%. 10
Perché è il 3% se il rischio è nullo e quindi la probabilità che i soldi vengano restituiti è
quindi una certezza?
Perché “prestando” capitale a tempo, questo implica che io me ne privi nel presente e
quindi mi privo della possibilità di consumare o investire in altri modi con quel capitale. Il
tasso di interesse in questo caso quindi è funzione del tempo in cui presto il capitale.
Parliamo di RISK FREE RATE, ovvero il costo finanziario del
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