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Riassunto esame Drammaturgia musicale, prof. Gallarati, libro consigliato Italia e Francia nell'800, Della Seta

Riassunto per l'esame di Drammaturgia Musicale, basato su appunti personali e studio autonomo del testo consigliato dal docente Paolo Gallarati: "Italia e Francia nell'800", Fabrizio Della Seta. Gli argomenti trattati sono i seguenti: la storia di Rossini e la sua filosofia, alcuni autori italiani come Donizetti e Verdi e inoltre all'interno del documento è presente uno schema elaborato a lezione... Vedi di più

Esame di Drammaturgia musicale docente Prof. P. Gallarati

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interrotto solo dallo “Stabat Mater” (1831-42). provò a ritornare in Italia con la nuova

compagna, venne accusato di antipatriottismo, ritornò a Parigi. Dedito alla cucina,

nevrotico ed epicureo da vecchio; da giovane amante dei piaceri della vita ma dedito

al lavoro. Era pigrissimo.

Primo punto dell'arte di Rossini: bello ideale, ogni opera deve aspirare alla

perfezione. Il suo stile infatti è sempre lo stesso. Non si accontentava del bello

caratteristico (idea romantica). Secondo lui il bello musicale si realizza nel ritmo

come armoniosa organizzazione dell'opera d'arte nel suo insieme, sinonimo di forma.

Stile rossiniano: periodicità di fraseggio, simmetria di costruzione. Anche per le voci

il bello ideale: un solo evirato, preferisce voci “naturali” (contralto femminile, tenore

da falsetto) con ideale di astrazione. L'ornamentazione non è virtuosismo sovrapposto

alla melodia, ma godimento estetico. Secondo punto: il virtuosismo vocale non è

contro il dramma, perché la musica non deve esprimere contenuti drammatici. La

musica esprimendo non come l'imitazione. La musica è l'atmosfera morale, esprime

senza bisogno di parole. Etichetta neoclassicismo non basta, solo per l'opera seria. C'è

gusto per calcolato disordine, c'è sorpresa. Rossini gioca con le aspettative dello

spettatore, rende incerta la sua percezione delle strutture formali: mantiene

l'attenzione col disordine. Famoso per opera buffa de Il Barbiere, erano più

importanti le serie, ma finirono a causa del cambiamento di gusto. Le opere buffe non

furono sostituite. Non ci sono personaggi di complessa umanità, mai del tutto

negativi o positivi. C'è l'aggressività ridicolizzante (Don Bartolo). Con opera buffa

Rossini crea con la sua musica “l'atmosfera morale del dramma”: travolge la parola

trasfigurandola, riducendola a suono senza senso. L'opera buffa è l'altra faccia del

sogno eroico dell'opera seria, non più 700 ma nemmeno 800.

Capitolo quattro: Italia 1830-1860

Oltre Rossini: l'opera italiana dal 1830 al 1848. Nel 1830 mutamenti di gusto, più

precisamente 1827 “Il pirata” di Rossini (Milano) con carattere nuovo. Nelle nuove

tendenze prevale l'opera seria. La buffa va in teatri poveri. Le uniche a sopravvivere

solo semi-serie se non tragiche. Nella seria diminuiscono i soggetti classici per

soggetti romantici. Moda di Walter Scott e Lord Byron; poi Schiller, Hugo e Dumas

Sr. Canale per far arrivare questi testi al palco erano: la lettura di testi originali,

rifacimenti di opere straniere, pieces teatrali, soggetti di balli, libretti italiani sullo

stesso soggetto, libretti di opere francesi di successo. Ma l'opera italiana continua a

rimanere indifferente: interesse per manifestazione dell'interiorità ma non per

l'ambiente d'azione. Conta solo il conflitto tra sentimento individuale e realtà

collettiva; si salva solo il tema della tempesta meteorica. Assente anche elemento

fantastico del soprannaturale; niente mix di tragico e comico (dogma classicistico). Il

cambiamento è nel modo di concepire la rappresentazione dei sentimenti. Nel

dramma rossiniano c'è ancora concezione degli affetti che si insediano nell'animo del

personaggio. L'affetto è rappresentato in maniera espressiva e per questo nell'opera

seria fino a Rossini nei personaggi manca personalità. Ed è così repentino da creare

irrazionalità di comportamento.

Nel 700' e con Rossini lo spettatore si commuoveva sui sentimenti del personaggio.

Nell'800 si commuove come se lui fosse il personaggio. La bellezza della melodia da

fine diventa mezzo. La passione preferita è l'amore, messa in relazione con altri

valori. La novità è che la passione prevale. L'opera 800' è irrazionale se paragonata

all'illuminismo, ma la sensibilità romantica ha logica. Evoluzione linguaggio

musicale: non più soprano (donna) contralto (uomo) e tenore (uomo cattivo) ma

soprano-tenore-baritono. Non più astrazione ma realismo. L'uomo soprano verrà

tollerato solo per i giovincelli. Spariscono evirati, contralto femminile sostituito da

mezzo soprano. Il tenore non più in falsetto ma a voce piena. Nasce il baritono per

l'antagonista. Soprano rimane ma si distingue in lirico, leggero e drammatico.

Soprano legato al canto fiorito ma per espressione di stati d'animo e non oggetto di

contemplazione. Nel dopo Rossini scissione tra melodia e accompagnamento. Il

compositore cerca il motivo (la mossa) che fissa il carattere espressivo del pezzo.

L'orchestra si ritira e entra la melodia vocale. Anche quanto ritorna, concepita per la

melodia dell'aria. Ritorna solo nei passaggi di transizione. Opposizione fra canto e

accompagnamento, causa la perdita dell'orchestra italiana. Anni 30-40: riforma del

melodramma, differenza tra compositori maggiori e minori (non potevano reggere il

confronto con quelli “da cartello”, capaci di produrre opere da repertori, così

ripiegavano su altro genere di musica).

Bellini. Carriera breve, morto giovane a 34 anni. Studente della scuola napoletana,

ammirava Paisiello. Riuscita de “Il Pirata” (1827), poi “La Straniera” (1829), “La

Sonnambula” (1831), e “Norma” (1831). Va a Parigi grazie a Rossini (“I Puritani”).

Aveva brutto carattere, era ambizioso, capì che poteva guadagnare non solo su opere

nuove ma riproducendo quelle famose. Cercava di rendersi indipendente da Rossini,

ma capì che non aveva possibilità se faceva l'escluso così reintrodusse il canto fiorito.

Ogni titolo di opera s'associa ad una melodia che lo riassume (Casta diva-Norma),

perché ognuna ha un timbro. Bellini liquida la regolarità metrica ereditata dallo stile

classico: esalta la sonorità, usa il crescendo. Bellini visto più come genio lirico che

drammatico ma non è così.

Donizetti. Diverso da Bellini. Moltissime opere, poche in repertorio, carattere

generoso, disinteressato e altruista. Prevalgono opere buffe e semiserie. “Elisir

d'amore” (1832). Rossini aiuta anche lui a Parigi. Si trasferisce a Parigi e trionfa.

Sapeva immedesimarsi nei diversi stili nazionali. I personaggi di Donizetti sono

simpaticamente affettuosi.

Verdi. Anni 50' Verdi affermato sia in Italia che in Europa. Istruzione anomala,

esperienze pratiche. 1842 “Nabucco”, 1847 “MacBeth”, poi progetti internazionali.

Aderisce alla causa rinascimentale, artista-contadino, diventa proprietario terriero.

1849-53 il “Rigoletto”, “La Traviata”, “Il Trovatore”. Chiamato da Cavour a far parte

del primo parlamento dell'Italia Unita.

Lettura Rossini e l'estetica neoclassica.

Carpani scrive “Le Rossiniane”, critica a Rossini, poetica del bello ideale. Ideale

neoclassico messo a confronto con romanticismo tedesco (astrusità armonica di

Beethoven). Alla musica si chiede il piacere dell'udito con melodia e armonia.

Melodia contiene il pensiero musicale, la seconda ne rinvigorisce l'effetto. Non si può

fare a meno della prima (detta cantilena). Sarebbe solo rumore. Il secondo obiettivo è

esprimere.

Recitativo: preludio del canto, parte parlata.

Largo: comincia con un sentimento sereno e quieto che poi si accende piano piano.

Tre momenti sentimento dubbioso, si anima e torna calmo.

Cabaletta: passione pervade il personaggio.

IL BARBIERE DI SIVIGLIA

ATTO I

1. Introduzione (Conte, coro, Fiorello)

Coro: “Piano pianissimo” ABAC (C la coda)

Cavatina: “Ecco ridente in cielo” Recitativo secco con clavicembalo

Recitativo: “Ehi Fiorello”

2. Cavatina “Largo al factotum” (Figaro)

Preludio temi A-B (6 temi) A: tarantella B: crescendo

Tema A: “Largo al factotum”

Tema C: “Ah che bel vivere”

Tema A: “Ah bravo Figaro, bravo bravissimo”

Tema D: “Pronto a far tutto”

Tema C: “Ah che bel vivere”

Tema B (preludio): “Tutti mi chiedono” crescendo

Tema E: “Ohime che furia”

Tema B: “Figaro. Son qua”

Tema F (coda): “Ah bravo Figaro, bravo bravissimo”

3. Canzone “Se il mio nome saper voi bramate” (Conte)

4. Duetto “All'idea di quel metallo” (Conte e Figaro)

Tema A: “All'idea di quel metallo” (Conte e Figaro)

Tema B: “Su vediam di quel metallo” (Conte)

Tema A: “Del vulcan della tua mente” (Conte)

Tema B: “Voi dovreste travestirvi” (Figaro)

Parola scenica

Tema B: “Cospetto! Dell'alloggio col biglietto” (Figaro)

Tema A: “Che invenzione, che invenzione” (insieme)

Tema B: “Piano piano. Un'altra idea!” (Figaro)

Parola scenica

Tema A: “Che invenzione, che invenzione” (insieme)

5. Cavatina “Una voce poco fa” (Rosina)

6. Aria (cavatina) “La calunnia è un venticello” (Don Basilio)

Tema A: “La calunnia è un venticello”

Tema B: “Piano piano terra terra”

Tema C: “E il meschino calunniato” A-C brevi

7. Duetto “Dunque son io tu non m'inganni” (Figaro, Rosina)

Esposizione, sviluppo (Tema B: “Zitto zitto”) ripresa (“Fortunati affetti miei”)

8. Aria (cavatina Don Bartolo) “A un dottor de la mia sorte”

Tema A: “A un dottor de la mia sorte”

Tema B: “I confetti alla ragazza?”

Tema A: “Ci vuol altro figlia mia”

Tema C: “Perché manca là quel foglio”

Tema A: “Figlia mia non lo sperate”

Tema B: “Mia carina confessate”

Tema D: “Signorina un'altra volta quando”

Tema A: “A un dottor de la mia sorte”

9. Finale1. “Ehi di casa buona gente”(tutti, scene da 13 a 16; 13-14 unite da marziale)

Scena 13:

Tema A (Conte): “Ehi di casa”

Tema B (Bartolo): “Chi è costui?”

Tema C (duetto conte/Bartolo): “Ah venisse il caro oggetto/dalla rabbia dal dispetto”

Ponte A

Scena 14:

Tema D: “E' Rosina, or son contento”

Tema A: “Dunque lei, lei vuol battaglia”

Tema C: “Bravo bravo il mammalucco”

Scena 15:

Tema D: “Altolà”

Scena 16:

Tema E: “Fermi tutti niun si muova”

Tema F: “Ferma ed immobile”

Tema finale: “Mi par d'esser con la testa (tema A); “Alternando questo e quello” (tema B

con crescendo); “E il cervello poverello” (tema C con strepito).

ATTO II

10. Duettino. “Pace e gioia sia con voi” (Conte, Bartolo”

Tema A: “Pace e gioia sia con voi”

Tema B: “Questo volto non m'è ignoto”

Tema A: “Gioia e pace, pace e gioia”

Tema B: “Ma che perfido destino”

11. Aria. “Contro un cor che accende amore” (Rosina) Belcanto con interventi Conte

12. Arietta. “Quando mi sei vicina” (Bartolo)

13. Quintetto. “Don Basilio!”

Tema A: “Servitor di tutti quanti”

Tema B: “Or che s'aspetta? Questa barba”

Tema A: “Ehi, il curiale?”

Tema B: “Ehi dottore una parola”

Tema A: “Fate un po' ch'ei vada via”

Tema B: “Bagatella”

Tema A: “Scarlattina! Via prendete medicina”

Tema B: “Presto presto andate a letto”


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DESCRIZIONE APPUNTO

Riassunto per l'esame di Drammaturgia Musicale, basato su appunti personali e studio autonomo del testo consigliato dal docente Paolo Gallarati: "Italia e Francia nell'800", Fabrizio Della Seta. Gli argomenti trattati sono i seguenti: la storia di Rossini e la sua filosofia, alcuni autori italiani come Donizetti e Verdi e inoltre all'interno del documento è presente uno schema elaborato a lezione dell'opera di Rossini "Il Barbiere di Siviglia"


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in Cinema e media
SSD:
Università: Torino - Unito
A.A.: 2015-2016

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher elisa.bruno.50 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Drammaturgia musicale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Torino - Unito o del prof Gallarati Paolo.

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