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Quindi: tentativo di interpretazione conforme deve sempre precedere la valutazione della non manifesta

inammissibilità della questione-> si pone come “momento” dell’ordinario esercizio dei poteri interpretativi del

giudice che precede quello di valutazione sulla rilevanza e non manifesta infondatezza.

Spesso, però, la corte ha abusato dello strumento dell’ordinanza di inammissibilità, in tutti quei casi in cui riteneva

non sufficiente lo sforzo interpretativo del giudice spesso anche ORDINANZE INTERPRETATIVE-> contengono

l’interpretazione conforme ma lo strumento più idoneo sarebbe la sentenza, perché più efficace nei confronti degli

altri giudici:

interpretative di rigetto  prive di efficacia erga omnes, ma comunque persuasive, richiedono collaborazione

o dei giudici. Danno l’interpretazione conforme alla cost, in positivo

interpretative di accoglimento  hanno efficacia erga omnes-> hanno come fine quello di eliminare

o dall’ordinamento l’interpretazione non conforme alla cost sarebbe da usare in 2 casi: -quando si sia radicata

un’interpretazione non conforme; -quando la sent interpretativa di rigetto non sia stata seguita-> sarebbe da

usare in questi soli 2 casi perché è formulata in negativo: non indica quale sia l’interpretazione conforme, ma

si limita a eliminare quella difforme.

Corte ha spesso preferito le seconde, in ragione dell’esigenza di certezza del diritto però in questo modo le

disposizioni sarebbero illegittime anche se sia incostituzionale solo una delle norme deducibili dal testo.

La scelta tra i due tipi di sentenza deve rispondere a considerazioni “ di carattere tecnico-giuridico”:

− se c’è una lacuna nell’ordinamento che risulta colmabile con il ricorso ad altre disposizioni vigenti o a

principi generali-> sentenza interpretativa di rigetto

− nell’ipotesi opposta-> accoglimento

− se sono praticabili entrambe le vie, perché dal testo appare immediatamente ricavabile una norma

incostituzionale, ma anche una conforme-> scelta politica: corte può adottare sentenza di rigetto e poi

successivamente quella di accoglimento, se la prima non venisse seguita dai giudici.

Tuttavia, Ruotolo pensa che la corte potrebbe adottare la sentenza interpretativa di rigetto in entrambi i casi Pace ha

obiettato: la corte cost ha una funzione diversa rispetto alla corte di cassazione-> se c’è una disposizione ambigua,

perché dovrebbe limitarsi a “suggerire” l’interpretazione corretta, invece di eliminare quelle incostituzionali?

Ruotolo risponde: l’interpretazione conforme si collega al principio di presunzione di legittimità costituzionale

delle leggi le disposizioni vanno interpretate in modo conforme dai giudici, ma la corte è pur sempre un giudice,

perché dovrebbe esserle preclusa tale interpretazione?

Questa diversità delle posizioni di Pace e Ruotolo, trova il fondamento nella concezione secondo cui ci sarebbe una

netta distinzione tra:

• giurisdizione ordinaria = ha compito di interpretare le leggi ed ha al vertice la corte di cassazione

• giurisdizione costituzionale = ha compito di interpretare la cost

Tuttavia tale distinzione è entrata in crisi, nel momento in cui la stessa Corte Cost ha iniziato a invitare i giudici

ordinari a collaborare alla correzione della legislazione vigente, invito che è implicito nelle sentenze interpretative di

rigetto.

Però la preferenza x collaborazione porta a sacrificare la certezza del diritto bilanciamento di queste esigenze

(collaborazione e certezza) è stato tentato da Crisafulli: afferma che se un testo può essere interpretato in modo

costituzionalmente conforme, corte deve rigettare la questione di illegittimità costituzionale.  nel caso in cui una

disposizione offre più interpretazioni (una conforme e una no) la sentenza della corte deve avere un doppio contenuto:

• accoglimento-> elimina con efficacia erga omnes la norma y che risulta incostituzionale

• rigetto-> suggerisce l’applicazione della norma x conforme alla costituzione

Se, nella prassi, trova applicazione una norma z  se non è conforme alla cost: la corte dovrebbe adottare una nuova

decisione di accoglimento nei confronti di z e confermare la norma x. Se, invece, z è conforme alla cost: la corte

adotterà una decisione di rigetto, essendo sia x che z applicabili.

Se z diventa diritto vivente l’avallo della corte porta a preferire tale significato alla norma x.

In ogni caso, questo sistema sarebbe difficilmente applicabile in concreto:

− dovrebbe superarsi il principio secondo cui le leggi si dichiarano illegittime solo quando non sia possibile

trovare interpretazioni costituzionalmente conformi

− eventuale norma z potrebbe essere sindacata dalla corte solo se sia diventata diritto vivente-> prima di

allora la questione sollevata sarebbe inammissibile, perché la corte aveva già indicato la norma x come

interpretazione conforme  il giudice non dovrebbe avere dubbi a riguardo e, inoltre, che interesse avrebbe a

porsi il dubbio di costituzionalità dell’altrui interpretazione?-> risposta potrebbe essere: per evitare che tale

interpretazione si diffonda, ma non potrebbe comunque sollevare la questione di legittimità costituzionale, in

quanto non intende in realtà applicare tale interpretazione al giudizio a quo verrebbe meno la rilevanza

Quindi, tra le 2 esigenze, quella di certezza va preferita a quella della collaborazione.

Riguardo le sentenze della Corte, va tenuta presente l’inerzia del legislatore-> spesso la corte ha esercitato una

funzione “para-legislativa”, per cercare di colmare o x non creare vuoti legislativi nuove tipologie di sentenze:

additive, additive di principio, accoglimento parziale, sostitutive la manipolazione compiuta in queste sentenze viene

sempre fatta alla luce del principio di interpretazione conforme: obiettivo è rendere la disposizione conforme alla cost.

Spesso la corte ha fatto ricorso a “moniti” rivolti al legislatore-> ad es: affermando la “costituzionalità provvisoria”

oppure accertando l’incostituzionalità pur non dichiarandola, per evitare che la lacuna lasciata dalla norma portasse a

una situazione di maggiore incostituzionalità. Altre volte, invece, in casi di lacune, la corte si limita a colmarla

enunciando un principio  obiettivo è quello di non invadere la sfera di autonomia del Parlamento-> tuttavia, quasi

mai il legislatore ha dato seguito a tali pronunce della corte.

Invece, spesso, le sentenze additive di principio hanno avuto riscontro da parte di giudici e amministrazione  alla luce

di questo, vista la tendenza da parte della magistratura a collaborare e il relativo rifiuto da parte del legislatore,

Ruotolo auspica un maggior numero di sentenze interpretative di rigetto in questo modo sarebbe resa conoscibile

l’interpretazione conforme proposta dalla corte + si eviterebbe che i giudici siano portati a interpretazioni

eccessivamente audaci, per evitare la rimessione della questione.

Alcuni esempi di interpretazione conforme:

- art219cp: prevede l’assegnazione a una casa di cura e di custodia x l’infermo di mente-> dichiarato incostituzionale,

nella parte in cui non consente al giudice di adottare una diversa misura di sicurezza idonea ad assicurare adeguate

cure all’infermo di mente e a far fronte alla sua pericolosità Dopo tale pronuncia, la corte ha reso inammissibile la

questione di legittimità cost sollevata nei confronti dello stesso articolo, affermando che nella sua precedente sentenza,

la corte ha enunciato un principio che deve essere applicato dal giudice nella sua interpretazione, senza dover

sollevare la questione di legittimità costituzionale.

Questa decisione ha sollevato polemiche in dottrina-> verrebbe meno il monopolio del sindacato di costituzionalità

delle leggi in capo alla corte in realtà tale monopolio è relativo alla sola dichiarazione di incostituzionalità e non

all’interpretazione delle leggi-> diciamo che c’è passaggio da sindacato accentrato, non a un sindacato diffuso, ma a

un “sindacato collaborativo”.

- altro caso-> la corte ha dichiarato incostituzionalità di disposizioni che prevedevano rigidi automatismi nella

concessione di benefici penitenziari, escludendo la possibilità di una valutazione caso x caso chiamata a

pronunciarsi su una disposizione che prevedeva esclusione automatica di benefici a condannati x reato di evasione, la

corte dichiara inammissibile la questione invitando il giudice ad applicare il principio affermato nella precedente

sentenza.

- Corte di Cassazione spesso ha compiuto un’interpretazione costituzionalmente conforme, senza il previo invito

da parte della corte cost: ad es ai fini dell’esperimento dell’azione di disconoscimento della paternità-> Corte cost

aveva dichiarato incostituzionalità della disposizione del cc che prevede che nell’ambito di tale azione, l’esame

genetico può essere compiuto solo dopo la dimostrazione dell’adulterio della moglie  a seguito di tale pronuncia, la

Cassazione ha esteso la soluzione della corte cost anche alle altre 2 ipotesi contemplate dalla disposizione del cc in

questione (impotenza di generale e occultamento della gravidanza) anche in questi 2 casi, l’esame genetico non può

essere subordinato alla dimostrazione di tali eventi.

- altra pronuncia della Cassazione riguardo art37cpc-> “

difetto di giurisdizione è rilevato anche d’ufficio in ogni

stato e grado del processo”-> cassazione ha dato un’interpretazione sistematica escludendo che si possa verificare

una regressione del processo, dopo che la causa sia definita nel merito in 2 gradi di giudizio.  tale decisione della

cassazione è presa senza alcuna precedente sentenza della corte cost sul punto.

Secondo una parte della dottrina, la cassazione si sarebbe allontanata sia dal tenore letterale della norma, ma anche

dalla ratio del legislatore: rispetto del principio del giudice naturale (art25cost) Cassazione ha dato la sua

interpretazione conforme all’art111 cost: durata ragionevole del processo -> sicuramente ha dato preferenza a questo

principio rispetto al primo, ma ciò non significa che abbia ignorato art25 ha, piuttosto, compiuto una valutazione

sistematica: art38cpc, infatti, restringe l’ambito entro il quale può esser fatto valere il difetto di competenza (“non

oltre la prima udienza di trattazione”)-> tale disposizione è stata dichiarata legittima dalla corte cost quindi ragioni

di COERENZA portano ad adottare la stessa soluzione anche x difetto di giurisdizione.

Possiamo dire che: la cassazione ha cercato un’interpretazione dell’art37 che fosse conforme al principio

costituzionale della durata ragionevole del processo , privilegiandolo rispetto alla ratio originaria che era la tutela del

giudice naturale-> preferendo un’interpretazione ratio iuris (sistematica) rispetto a quella ratio legis.

CASSAZIONE E INTERPRETAZIONE DELLE DISPOSIZIONI SULLA CUSTORIA

CAUTELARE IN CARCERE

Innanzitutto, va fatta una distinzione tra INTERPRETAZIONE CONFORME e DISAPPLICAZIONE per capire

quale sia il confine tra i 2 istituti.

Il controllo accentrato di costituzionalità delle leggi è entrato in crisi, soprattutto con la maggiore incidenza del diritto

dell’ue in Italia sent. Simmenthal della Corte di giustizia europea, afferma che i giudici, se ravvisano un contrasto tra

norma interna e disposizione di diritto europeo direttamente applicabile-> devono disapplicare la norma interna.


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in giurisprudenza
SSD:
A.A.: 2015-2016

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