Che materia stai cercando?

Riassunto esame Diritto commerciale, Prof. Munari, libro consigliato Diritto delle società (Manuale breve) Appunti scolastici Premium

Sunto per l'esame di Diritto commerciale e del prof. Munari, basato su appunti personali e studio autonomo del testo consigliato dal docente Diritto delle imprese (manuale breve).
Gli argomenti trattati sono i seguenti: le società di persone e di capitali in generale, società semplice, società in accomandita semplice, società in nome collettivo, società a responsabilità... Vedi di più

Esame di Diritto commerciale dal corso del docente Prof. A. Munari

Anteprima

ESTRATTO DOCUMENTO

consenso non abbiano di fatto prestato di porre fine attraverso il diritto di recesso, alla propria

partecipazione ad un’operazione ormai diversa da quella originariamente programmata.

La scelta dell’oggetto sociale spetta ai soci, in quanto destinatari dei risultati della gestione: costoro sono

tendenzialmente liberi di decidere quale oggetto sociale adottare, e dunque, di individuare lo specifico tipo

di attività nella quale si intende investire. Tale libertà deve esercitarsi nei limiti discendenti dai principi

generali, i quali impediscono di prescegliere, a tal fine, un’attività illecita o impossibile, ma anche nel

rispetto di talune norme particolari, quali quelle che impediscono o impongono l’utilizzazione di determinati

tipi sociali per l’esercizio di talune attività.

Figure affini alle società

La distinzione tra società e comunione di mero godimento è caratterizzata dal godimento diretto di un bene

non produttivo da parte di una pluralità di soggetti. Dei tratti salienti della società, la comunione di mero

godimento difetta in particolare dell’attività economica, esercitata tramite il patrimonio messo a disposizione

da parte dei soci; inoltre, a differenza della società, essa non fa capo ad un soggetto giuridico a sé stante,

bensì rappresenta una situazione di contitolarità di beni e diritti in capo a due o più persone.

La società si distingue anche dall’ipotesi in cui la situazione di contitolarità abbia ad oggetto un bene in sé

produttivo ed in particolare un’azienda, sia essa commerciale o agricola. Se è vero che la comproprietà di

un’azienda, accompagnata dall’esercizio in comune della relativa attività da parte dei comproprietari, si

risolve nella creazione di una società di fatto, è pur vero che la mera situazione di contitolarità dell’azienda,

senza l’esercizio in comune dell’attività economica rappresenta una fattispecie ben distinta dalla società.

Come la comunione di godimento, infatti, la comunione d’azienda difetta dall’attività economica che

accomuna tutte le operazioni societarie e non fa capo ad un soggetto terzo rispetto ai comproprietari. La

differenza tra società e comunione d’azienda è del resto sottolineata dal fatto che il legislatore contempla

espressamente la trasformazione da società in comunione d’azienda e viceversa.

La mancanza di esercizio in comune dell’attività economica – oltre all’insussistenza di un ente dotato di

soggettività giuridica, diverso dai soci, cui imputare l’attività – consente altresì di distinguere la società

dall’associazione di partecipazione. Quest’ultima, ai sensi dell’art. 2549, altro non è che un contratto in

forza del quale “l’associante attribuisce all’associato una partecipazione agli utili della sua impresa o di uno

o più affari verso il corrispettivo di un determinato rapporto”.

Le associazioni di diritto privato, siano esse riconosciute o non riconosciute, danno luogo ad

un’organizzazione collettiva distinta dagli associati, dotata di soggettività giuridica e pertanto titolare di un

proprio patrimonio, al pari della società. La differenza rispetto alla società può peraltro essere colta sotto

uno dei seguenti profili: (i) l’associazione può avere ad oggetto un’attività non economica, inidonea in

radice a produrre una qualsivoglia forma di guadagno da destinare agli associati (si pensi, ad esempio, a

un’associazione culturale che promuove incontri letterari tra i suoi associati); oppure (ii) l’associazione,

anche là dove abbia ad oggetto un’attività economica, si contraddistingue comunque dalla mancanza dello

scopo di lucro in senso soggettivo, inteso cioè quale scopo “egoistico” di destinare ai soci il guadagno

prodotto dall’attività economica: in nessun caso, infatti, agli associati spetta alcun utile o vantaggio

economico, né il rimborso dei contributi versati.

La differenza delle fondazioni (artt. 14 ss) rispetto alle società risulta anzitutto dalla circostanza che le

prime non sono enti associativi, basati sulla partecipazione di una pluralità di associati, bensì enti costituiti

dalla destinazione di un patrimonio – conferito da uno o più fondatori – ad uno specifico affare. Sia le

fondazioni sia le associazioni possono trasformarsi entro certi limiti in società di capitali, così come queste

ultime possono trasformarsi in fondazioni e associazioni.

Il consorzio è un contratto mediante il quale più imprenditori istituiscono un’organizzazione comune per la

disciplina o lo svolgimento di determinate fasi delle rispettive imprese (art. 2602). Quando il contratto

prevede l’istituzione di un “ufficio destinato a svolgere un’attività con i terzi”, si parla di consorzio con

attività esterna (art. 2612) e le similitudini con le società sono numerose: al pari delle società, infatti, il

consorzio con attività esterna è dotato di soggettività giuridica, è titolare di un proprio patrimonio, mediante

il quale svolge un’attività economica, i cui vantaggi, assai simili ai vantaggi mutualistici, sono destinati a

beneficio dei consorziati. Le differenze rispetto alla società si possono comunque intravedere nel fatto che

si tratta di un contratto soggettivamente qualificato, nel senso che i consorziati debbono essere tutti

imprenditori, nonché nella circostanza che il suo oggetto presenta un’attività necessariamente ausiliaria

rispetto a quella degli imprenditori consorziati. L’affinità rispetto al fenomeno societario, peraltro, è

testimoniata dal fatto che la legge consente di adottare la struttura societaria per perseguire lo scopo

consortile: si parla di società consortili (art. 2615-ter). 3

Tipi di società

I tipi di società sono: società semplice (S.S.), società in nome collettivo (S.N.C.), società in accomandita

semplice (S.A.S.), società per azioni (S.P.A.), società in accomandita per azioni (S.A.P.A.), società a

responsabilità limitata (S.R.L.) e la società cooperativa (Soc. Coop.).

I diversi tipi sociali possono essere tra loro distinti a seconda delle caratteristiche dello scopo che esse

sono dirette a realizzare. Se è vero, infatti, che tutte le società in quanto tali sono caratterizzate dallo scopo

di realizzare un guadagno, a sua volta destinato ai rispettivi soci (art. 2247), è tuttavia altrettanto vero che

tale guadagno può assumere forme diverse e può essere destinato ai soci secondo criteri differenti. Sotto

questo profilo, i tipi sociali si prestano ad essere raggruppati in due diverse categorie, a seconda che si

tratti di tipi di società lucrative ovvero di società mutualistiche.

Le società lucrative sono caratterizzate dallo scopo di lucro in senso stretto, detto anche speculativo: dal

fine cioè di ripartire tra i soci, in proporzione al loro investimento, l’utile realizzato dall’attività sociale, inteso

come eccedenza dei ricavi rispetto ai costi. In tale categoria rientrano tutti i tipi sopra indicati, ad eccezione

delle società cooperative, le quali vanno annoverate nella categoria delle società mutualistiche, ovvero sia

connotate dallo scopo di permettere ai so di ottenere un vantaggio mutualistico consistente nel poter

contrattare con la società a condizioni più vantaggiose di quanto offrirebbe il mercato. Il che può realizzarsi

secondo due modalità: (i) mediante un risparmio di spesa, permettendo ai soci di acquistare dalla società

beni e servizi a condizioni più convenienti di quelle di mercato (cooperative di consumo); (ii) attraverso la

valorizzazione delle capacità lavorative dei soci, offrendo loro occasioni di lavoro con una remunerazione

maggiore di quella normalmente praticata dal mercato (cooperative di produzione e lavoro). Il vantaggio

mutualistico, a differenza della remunerazione tramite gli utili, viene poi riconosciuto ai soci in proporzione

non ai rispettivi investimenti, ma agli “scambi mutualistici” operati da ciascun socio con la società.

Con riferimento alle società lucrative, può effettuarsi un’ulteriore distinzione caratterizzata, non più sullo

scopo, ma sulle caratteristiche delle attività che possono essere esercitate al fine di realizzarlo. A tal

riguardo, l’art. 2249 preclude l’esercizio di attività commerciali alla società semplice, mentre permette alle

altre società di esercitare attività sia commerciali che non commerciali. Sulla base di questa distinzione, la

società semplice è detta appunto società non commerciale.

Nell’ambito delle società lucrative, si è soliti distinguere tra la categoria delle società di persone (S.S.,

S.N.C., S.A.S.) e le società di capitali (S.P.A., S.R.L., S.A.P.A.). Le società di persone si caratterizzano per

il rilievo centrale della persona del socio nella configurazione dei profili più significativi della loro disciplina,

concernenti in particolare la responsabilità per le obbligazioni sociali, la partecipazione sociale e

l’amministrazione della società. Le società di capitali si differenziano invece dalle società di persone per

alcuni tratti riguardanti prevalentemente la disciplina del capitale, delle partecipazioni sociali e l’autonomia

patrimoniale della società rispetto ai soci e ai terzi.

Nelle società di persone, la partecipazione sociale rappresenta una posizione che, pur essendo dotata di

valore, esprime l’appartenenza ad un’organizzazione, che si modifica al modificarsi del suo titolare; invece,

nelle società di capitali, essa si configura in termini di vero e proprio bene, cioè di valore economico

autonomo, tanto rispetto all’organizzazione sociale, quanto rispetto agli altri valori che compongono il

patrimonio del suo titolare, e come tale suscettibile di divenire oggetto di vicende giuridiche anch’esse

autonome tanto dalla prima quanto dai secondi. Di conseguenza, mentre nelle società di persone la

modifica della persona dei soci costituisce in ogni caso una modificazione dell’organizzazione, ciò non

accade nelle società di capitali, in ordine alle quali essa rappresenta un evento in via di principio estraneo

all’organizzazione, che coinvolge esclusivamente la posizione e il patrimonio del socio uscente e di quelli

eventualmente entranti.

La distinzione tra società di persone e società di capitali corrisponde tendenzialmente, a quella tra società

non personificate e società personificate. Si è infatti soliti ritenere che, mentre tutte le società sono dotate

di soggettività giuridica, posto che danno vita a centri di imputazione di rapporti giuridici, separati e distinti

rispetto ai soci; al contrario solo le società di capitali, oltre che quelle cooperative, sono fornite altresì di

personalità giuridica, indicato per indicare che la società rappresenta un soggetto giuridico dotato di

autonomia patrimoniale perfetta. Con il che, la distinzione tra società personificate e società non

personificate assume un significato essenzialmente descrittivo, relativo al diverso regime di responsabilità

per le obbligazioni sociali. Sotto quest’ultimo profilo, i tipi sociali sono tradizionalmente suddivisi tra società

a responsabilità illimitata (società di persone) e a responsabilità limitata (società di capitali e cooperative).

Le prime sarebbero caratterizzate dal fatto che per le obbligazioni della società rispondono, oltre alla

società stessa con il suo intero patrimonio, anche i soci con il loro patrimonio personale; mentre nelle

4

seconde i creditori sociali, anche in caso di insufficienza del patrimonio sociale, non possono aggredire il

patrimonio dei soci per soddisfare il loro credito verso la società: la distinzione non è sempre del tutto netta,

dal momento che si assiste, da un lato, a diverse ipotesi di limitazione della responsabilità di alcuni soci

nelle società di persone e, dall’altro, ad alcune ipotesi di responsabilità illimitata da parte dei soci di società

di capitali.

Le società seppur traggano origine da un atto di autonomia negoziale sono sottoposte ad un regime di

tipicità, in base al quale i soci possono scegliere, tra i tipi sociali predisposti dalla legge, quello più adatto

alle loro esigenze, ma non possono configurare tipi sociali diversi da quelli legali, dando così vita a società

atipiche, non appratenti ad alcun tipo legale. Il principio di tipicità, tuttavia, si risolve prevalentemente

nell’imposizione di un “numero chiuso” di tipi sociali, ma non elimina ogni spazio di manovra dell’autonomia

negoziale. Essa viene infatti lasciata libera in una triplice direzione: (i) i soci hanno la facoltà di scegliere il

tipo sociale che meglio si addice alla soddisfazione dei loro interessi; (iii) la legge non impedisce la

modifica dei tipi legali mediante l’adozione di clausole atipiche, che possono discostarsi parzialmente dal

modello delineato dal legislatore; (iii) facoltà di “migrare” da un tipo all’altro (istituto della trasformazione). In

caso di violazione dei limiti posti all’autonomia negoziale nell’introduzione di clausole atipiche, esse sono

da considerarsi nulle per contrarietà a norme imperative, fermo restando che la sanzione consiste nella

nullità della singola clausola (art. 1419). 5

Capitolo 2 : l’organizzazione delle società di persone

Il legislatore utilizza il regime della Società semplice come prototipo normativo generale anche della SNC e

della SAS.

I principali tratti caratterizzanti della SNC, oltre l’assenza di limiti al tipo di attività esercitabile, sono:

l’inderogabilità, almeno nei confronti dei terzi, del principio della responsabilità solidale e illimitata di tutti i

soci per le obbligazioni sociali e un più accentuato grado di autonomia patrimoniale.

La SAS si caratterizza rispetto alla SNC per l’esistenza di due categorie di soci: gli accomandatari, che

analogamente ai soci di una SNC rispondono solidalmente e illimitatamente per le obbligazioni sociali e

hanno il potere si amministrare, e gli accomandanti, che rispondono solo limitatamente alla quota conferita

ma sono del tutto esclusi dall’amministrazione ( ).

art. 2313, 2318, 2320

Autonomia patrimoniale

L’autonomia patrimoniale è un tratto comune alla società di persone: ogni società di persone, cioè quale

che ne sia il tipo, ha un proprio patrimonio distinto e separato da quello personale di ciascuno dei soci. Si

tratta, peraltro, di una autonomia imperfetta. Norme dell’autonomia imperfetta: (i) i poteri dei creditori

speciali rispetto al patrimonio personale dei soci illimitatamente responsabili e (ii) i poteri dei creditori

personali del socio rispetto al patrimonio sociale.

Quanto al primo aspetto, l’autonomia patrimoniale si sostanzia nell’affermazione del principio, in forza del

quale i creditori sociali non possono aggredire direttamente il patrimonio dei soci illimitatamente

responsabili, ma debbono preventivamente tentare di fare valere i propri diritti sul patrimonio della società

( ). I soci rispondono, dunque, illimitatamente con tutto il proprio patrimonio per le

artt. 2268 e 2304

obbligazioni sociali, ma in via sussidiaria rispetto alla società ( ).

art. 2267 e 2291

Quanto ai creditori personali del singolo socio, ciascuno di essi, pur non potendo soddisfarsi sul patrimonio

sociale, potrà in presenza di determinate condizioni ( ) ottenere la liquidazione della quota del

art. 2270

proprio debito, qualora gli altri beni di quest’ultimo non siano sufficienti a soddisfare il suo credito.

La non perfetta insensibilità del patrimonio sociale rispetto alle iniziative dei creditori personali del socio e,

parallelamente, la non perfetta insensibilità del patrimonio personale dei soci a fronte delle pretese dei

creditori sociali insoddisfatti non scalfisce comunque il principio della separazione tra patrimonio della

società e patrimonio personale di ciascuno dei suoi soci, che resta una regola fondamentale anche per le

società di persone. Più problematico è semmai stabile se a questa separazione patrimoniale corrisponda

anche una vera e propria alterità soggettiva dei soci rispetto alla società: in altri termini, se possa dirsi che

la società di persone è, rispetto ai suoi soci, un ente collettivo distinto e, come tale, centro di imputazione

giuridica autonomo, munito di una propria soggettività. L’art. 2331 riconosce alle sole società di capitali e

alle società cooperative la personalità giuridica e, dunque, lo stato di soggetto di diritto formalmente distinto

dai suoi soci. Abbiamo dunque, una società di persone come un “soggetto collettivo non personificato”,

come un ente dotato di una sua soggettività, non qualificata come la personalità giuridica ma comunque

tale da consentire di affermare un’alterità soggettiva della società rispetto ai suoi soci. Da questo

riconoscimento consegue che: (a) le obbligazioni della società non sono obbligazioni personali dei soci; (b)

per il pagamento dei debiti sociali il socio è responsabile non per debito proprio, ma per debito altrui,

cosicché in caso di pagamento egli avrà diritto di regresso verso la società per l’intero importo da lui

pagato; (c) i beni sociali non sono beni in comproprietà dei soci, bensì beni di proprietà della società

stessa; (d) l’imprenditore non è il gruppo dei soci, ma la società.

Responsabilità dei soci per i debiti della società

A conferma del principio dell’autonomia patrimoniale, l’art. 2267 stabilisce che “i creditori delle società

possono far valere i loro diritti sul patrimonio sociale”. Alla responsabilità principale della società per tutti i

propri debiti si aggiunge la responsabilità sussidiaria dei suoi soci: i singoli soci sono responsabili in solido

tra di loro per tutte le obbligazioni sociali, quale che sia il loro titolo (contrattuale o extracontattuale), ma i

creditori prima di poter aggredire il patrimonio dei soci dovranno cercare di soddisfarsi sul patrimonio

sociale. La sussidiarietà della responsabilità del socio per i debiti della società è assicurata dal beneficio di

preventiva escussione, cioè da una procedura normativa prevista che il creditore sociale deve rispettare

come condizione per poter agire nei confronti del socio; questa procedura opera diversamente a seconda

del tipo di società: 6

- Nelle SS il socio potrà evitare l’aggressione del proprio patrimonio e quindi pretendere che il

creditor escuta preventivamente il patrimonio sociale, indicando allo stesso creditore i beni sui quali

quest’ultimo possa agevolmente soddisfarsi (denaro, strumenti finanziari, beni mobili o crediti).

Questa procedura trova applicazione anche nel caso di società irregolare.

- Nelle SNC (regolari) e nelle SAS (regolari con riferimento alla sola categoria dei soci

accomandatari)questo meccanismo opera automaticamente, senza imporre ai soci un obbligo di

cooperazione con il creditore sociale.

L’unica vera limitazione legale alla regola della responsabilità illimitata è relativa alla categoria dei soci

accomandanti della SAS che rispondono limitatamente alla quota conferita.

Il nuovo socio che entra a far parte di una società già esistente sarà illimitatamente responsabile assieme

agli altri soci per tutte le obbligazioni sociali, comprese quelle anteriori. Quando, invece, si scioglie il

rapporto sociale del singolo socio con la società, il socio uscente non sarà più responsabile per le

obbligazioni sociali sorte successivamente al verificarsi dello scioglimento, purchè tale circostanza sia

portata a conoscenza dei terzi (nella SS tramite mezzi idonei; nella SAS e SNC tramite pubblicità legale);

tuttavia, il socio (gli eredi in caso di morte) continueranno ad essere responsabili illimitatamente e

solidalmente con gli altri soci per tutte le obbligazioni sociali sorte fino al giorno in cui si è verificato lo

scioglimento del rapporto sociale.

Il principio della responsabilità personale di tutti i soci per le obbligazioni sociali può essere derogato:

- Nelle SS per le obbligazioni sociali rispondono, oltreché la società, i soci che hanno agito in nome e

per conto della società e salvo patto contrario gli altri soci. Tale patto dovrà, tuttavia, essere portato

a conoscenza dei terzi con mezzi idonei, altrimenti il patto si considera non apposto.

- Nelle SNC e nelle SAS tale derogabilità è esclusa nel profilo esterno con i rapporti con i terzi;

mentre sul piano interno nulla vieta un patto di limitazione della responsabilità: tale circostanza si

rileverà sul piano del diritto di regresso, che potrà essere esercitato dal socio beneficiario del patto

qualora sia stato costretto a pagare i creditori sociali per una quota maggiore a quella stipulata nel

patto. in Nessun caso tale limitazione pattizia della responsabilità avrà rilevanza esterna e dunque

non sarà mai opponibile ai creditori sociali.

Il creditore particolare del socio

L’autonomia patrimoniale delle società di persone sottrae il patrimonio sociale alle pretese dei creditori

personali dei soci. Il creditore personale del socio potrà: (i) far valere i suoi diritti sugli utili eventualmente

spettanti al socio suo debitore; (ii) compiere atti conservativi (es. sequestro conservativo sulla quota

spettante al debitore in caso di liquidazione della società); (iii) solo nel caso di SS e società irregolari la

possibilità di chiedere la liquidazione della quota del proprio debitore a condizione di provare che gli altri

beni del debitore siano insufficienti a soddisfare i suoi crediti.

I conferimenti

Ciascun socio è obbligato ad effettuare i conferimenti (art. 2253), tipologia: “qualunque entità allo

svolgimento dell’attività sociale e suscettibile di valutazione economica può, in linea di principio, essere

oggetto di conferimento”, quindi non solo denaro, beni in natura e credi, ma anche prestazioni di opera o

servizi.

- Danaro: il socio può versare interamente o in parte la somma oggetto di conferimento, ovvero può

impegnarsi ad eseguire tale versamento in un momento successivo;

- Beni in natura, in proprietà o in godimento;

- Crediti: il socio sarà chiamato a rispondere dell’insolvenza del debitore, ma solo nei limiti del valore

attribuito al suo conferimento;

- Prestazioni d’opera o servizi: il socio non assume la qualifica di lavoratore subordinato con i relativi

diritti salariali e previdenziali, ma partecipa al rischio di impresa e la sua prestazione, dunque, viene

compensata attraverso la partecipazione ai guadagni della società nella misura determinata dal

contratto sociale. 7

Per le SNC e le SAS è previsto che l’atto costitutivo indichi, oltre ai conferimenti di ciascun socio, il valore

ad essi attribuito e il modo di valutazione (valutazione forfettaria o riferita ai prezzi di mercato). Nessun

riferimento invece è contenuto nella disciplina delle SS.

La partecipazione sociale e i diritti ed obblighi dei soci

Nelle società di persone la partecipazione sociale si caratterizza per modellarsi attorno alla persona del

singolo socio che ne è titolare.

La partecipazione sociale si acquista per effetto: (a) dell’adesione al contratto sociale in sede di

costituzione; (b) dell’adesione al contratto in sede di un successivo aumento del capitale con nuovi

conferimenti effettuati da terzi; (c) dell’acquisto inter vivos di una quota di partecipazione in una società già

esistente; (d) della successione mortis causa nella quota di partecipazione del socio defunto.

La legge ricollega alla qualità di socio determinati diritti:

- Diritti patrimoniali:

Diritti agli utili e partecipazione alle perdite. La determinazione della parte di utili e perdite

 spettanti a ciascun socio è rimessa alle pattuizioni dei soci con l’unico limite del divieto del patto

leonino, cioè del patto con il quale uno o più soci sono esclusi da ogni partecipazione agli utili o

alle perdite. I criteri legali di ripartizione degli utili e delle perdite sono: (a) le parti spettanti ai

soci nei guadagni e nelle perdite si presumono proporzionali ai conferimenti; (b) se il valore dei

conferimenti non è determinato dal contratto, tali parti si presumono uguali.

Diritto di liquidazione della propria quota, nel caso di scioglimento del rapporto sociale

 limitatamente al singolo socio

Diritto alla quota di liquidazione, comprensiva del rimborso dei conferimenti e della quota di

 ripartizione dell’eventuale attivo residuo nel caso di scioglimento della società.

- Diritti amministrativi riguardano l’area della gestione sociale o del controllo diretto o indiretto sulla

stessa:

Diritto di esprimere il proprio consenso

 Diritto di controllo spettanti ai soci che non partecipano all’amministrazione

 Diritto di aver comunicazione e di contestare, eventualmente, il bilancio di esercizio nelle SNC e

 nella SAS

Diritto di promuovere, anche individualmente, l’azione di responsabilità nei confronti dei soci

 amministratori

Diritto di chiedere giudizialmente la revoca per giusta causa dell’amministratore

 Diritto di recesso

Con l’acquisizione della partecipazione sociale il socio diventa destinatario anche di determinati obblighi:

- Obbligo di collaborazione verso la società

- Obbligo del conferimento

- Obbligo di pagare i creditori sociali

- Per i soci di SNC e quelli accomandatari di SAS l’obbligo di non esercitare attività concorrente con

quella della società o di parteciparvi come socio illimitatamente responsabile. La violazione del

divieto espone il socio al risarcimento dei danni subiti dalla società e all’eventuale esclusione dalla

società stessa. L’obbligo di non concorrenza è derogabile: gli altri soci possono consentire

all’esercizio di tale attività.

Le decisioni dei soci e l’amministrazione

Il modello legale distingue le decisioni dei soci a seconda che esse (a) modifichino il contratto sociale (o

comunque sulle fondamenta organizzative della società) o (b) ineriscano all’amministrazione della società.

Per le prime, in assenza di diverse pattuizioni, il contratto può essere modificato soltanto con il consenso di

tutti i soci, fatte salve le decisioni in materia di trasformazione, fusione e scissione. Quanto alle seconde, il

8

modello legale e le sue applicazioni si fondano sul principio della naturale inerenza del potere di

amministrazione (potere di decidere la gestione dell’impresa) ad ogni singolo socio.

Il potere di amministrazione è il potere di gestire la società nell’ambito dei doveri previsti dalla legge e

dall’atto costitutivo, compiendo tutti gli atti o assumendo tutte le iniziative utili al conseguimento dell’oggetto

sociale.

Il potere di rappresentanza consiste, invece, nella legittimazione (sostanziale e processuale) ad esprimere

verso l’esterno la volontà sociale, impegnando la società nei suoi rapporti con i terzi. Il potere di

rappresentanza è normalmente, ma non necessariamente, attribuito a chi esercita il potere di

amministrazione.

Il modello legale muove dal principio che il potere di amministrazione spetta a ciascun socio illimitatamente

responsabile (cioè per quei soci che non beneficiano delle limitazioni legali o pattizie, come nella SS, della

responsabilità delle obbligazioni sociali). Quando alle modalità di esercizio del potere di amministrazione, il

modello legale prevede l’amministrazione disgiunta oppure come modello a scelta dei soci

l’amministrazione congiunta; all’interno di questi modelli possono poi configurarsi diverse varianti frutto

dell’autonomia negoziale:

- Amministrazione disgiunta: ogni socio può autonomamente intraprendere qualunque atto di

gestione che rientri nell’ambito dell’oggetto sociale, senza essere tenuto né ad informare

anticipatamente gli altri soci né a chiedere la loro preventiva approvazione. Gli altri soci hanno

diritto di opporsi all’iniziativa del singolo amministratore, purché tale diritto sia esercitato prima che

l’operazione venga realizzata. L’opposizione blocca l’iniziativa del singolo amministratore e rimette

ogni decisione sulla fondatezza dell’opposizione alla maggioranza dei soci.

- Amministrazione congiunta: è necessario il consenso di tutti o la maggioranza, se prevista dal

contratto sociale, dei soci amministratori. Il singolo socio può esercitare individualmente il potere di

gestione solo in via d’urgenza per evitare un danno alla società.

- Varianti: è possibile adottare l’uno o l’altro sistema di amministrazione in modo combinato in

funzione del tipo di operazione, ad esempio per gli atti di ordinaria amministrazione la forma

disgiunta, mentre quella congiunta per gli atti di straordinaria amministrazione.

In deroga al principio secondo cui l’amministrazione della società spetta a ciascun socio (illimitatamente

responsabile), il contratto sociale può riservare il potere di gestione solo ad alcuni soci. Inoltre, il potere di

amministrazione può essere attribuito anche a non soci, salvo nel caso della SAS.

Gli amministratori non soci sono designati nel contratto sociale o con atto separato con decisione

all’unanimità (salvo che l’atto costitutivo non preveda il principio maggioritario). La revoca può avvenire:

- Se l’amministratore è stato designato dal contratto sociale, la revoca deve avvenire per giusta

causa;

- Se l’amministratore è stato designato con atto separato, la revoca può avvenire anche senza giusta

causa salvo il diritto al risarcimento dei danni subiti dall’amministratore revocato.

Il socio amministratore può compiere tutti gli atti di ordinaria e straordinaria amministrazione che rientrano

nell’oggetto sociale senza essere tenuto a seguire le istruzioni dei soci o a ottemperare a particolari

obblighi di consultazione nei loro confronti. Nell’esercizio di questo potere, il socio amministratore deve

sottostare agli obblighi imposti dalla legge e dal contratto sociale, tra cui: (i) svolgere con diligenza il

mandato; (ii) tenuta delle scritture contabili; (iii) pubblicità legale). La violazione degli obblighi può portare

all’applicazione di sanzioni anche di natura amministrativa e penale e potrà altresì costituire una giusta

causa per la revoca del socio dalla carica di amministratore. Inoltre, sono in ogni caso esposti a

responsabilità civile per i danni causati dalla società a seguito del loro inadempimento.

La tutela dei soci non amministratori è incentrata principalmente sull’attribuzione a loro favore di

determinati poteri individuali di informazione e controllo, la cui rilevanza viene notevolmente valorizzata

dalla legittimazione individuale per far valere la responsabilità di quest’ultimi. Si riconosce a ciascun socio

non amministratore due tipi di poteri di controllo: (a) il diritto di informazione immediata sullo svolgimento

dell’attività sociale; (b) il diritto di rendiconto degli affari sociali che il socio matura al termine di ogni anno.

I soci accomandanti nella società ad accomandita semplice

La SAS costituisce l’unico tipo che ammette una limitazione legale della responsabilità di alcuni soci. In

essa, infatti, troviamo due categorie di soci: 9

- I soci accomandatari hanno un trattamento identico a quello dei soci di una SNC: sono titolari del

potere di amministrazione e del potere di rappresentanza, sono solidamente e illimitatamente

responsabili per le obbligazioni sociali.

- I soci accomandanti sono obbligati solo al conferimento e rispondono nei confronti dei terzi

limitatamente alla quota conferita. Al beneficio della limitazione della responsabilità fa, tuttavia, da

pendant (anche in caso di SAS irregolare) una ferrea esclusione degli accomandanti

dall’amministrazione della società, espressamente riservata agli accomandatari. Tale esclusione è

sancita da un divieto di immistione, assistito da un meccanismo irreversibile di sanzioni patrimoniali

nel caso di sua violazione.

L’art. 2329 stabilisce che gli accomandatari non possono compiere atti di amministrazione, né trattare o

concludere affari in nome della società se non in presenza di certe condizioni. La portata di questo divieto è

molto ampia: essa include sia la partecipazione alla formazione delle decisioni in merito agli affari sociali

(amministrazione interna), sia l’attuazione delle decisioni sociali nei rapporti con i terzi (amministrazione

esterna). Tuttavia, la legge riconosce ai soci accomandanti (i) la nomina e revoca degli amministratori,

quando vengono nominati con atto separato; (ii) di trattare e concludere affari sotto direttiva degli

amministratori, in nome della società sulla base di una procura speciale per singoli affari; (iii) di prestare la

propria opera, sempre sotto la direzione degli amministratori; (iv) di dare, nei casi previsti dall’atto

costitutivo, autorizzazioni o pareri per determinate operazioni; (v) di compiere atti di ispezione e di

sorveglianza, sempre nei casi previsti dall’atto costitutivo.

Il divieto di immistione assume, invece, un carattere assoluto per gli accomandanti di una SAS irregolare.

Quanto al controllo sull’attività svolta dagli accomandatari, gli accomandanti possono disporre di taluni

poteri di verifica come il diritto di comunicazione del bilancio e del conto profitti e perdite e di controllarne

l’esattezza, consultando i libri e gli altri documenti della società.

L’ingerenza nell’amministrazione, oltre che ad esporre il socio al rischio di esclusione dalla società

determina la perdita del beneficio della responsabilità limitata e lo rende responsabile per tutte le

obbligazioni sociali (presenti e future); lo stesso effetto si verifica nel caso in cui l’accomandante consente

che il suo nome sia compreso nella ragione scoiale. In entrambi i casi la perdita del beneficio della

responsabilità limitata è previsto solo nell’interesse nei terzi e non incide nei rapporti interni dei soci. 10

Capitolo 3 : le vicende delle società di persone

La costituzione e l’iscrizione nel registro delle imprese

La costituzione delle società di persone avviene mediante la conclusione di un contratto, col quale due o

più persone conferiscono beni o l’esercizio in comune di un’attività economica (art. 2247). Per la validità del

contratto di società non è prescritta in linea di principio l’adozione di particolari forme (art. 2251): si tratta

dunque di un contratto non formale, che può essere concluso anche per fatti concludenti.

Il principio della libertà di forma del contratto di società subisce un’eccezione alla luce della “natura dei beni

conferiti”, nei casi in cui il conferimento abbia ad oggetto beni per cui trasferimento la legge preveda

determinate forme ai fini della validità (hp: diritti reali immobiliari, godimento ultranovennale di beni

immobili) o a fini probatori (hp: conferimento di un’azienda commerciale). Inoltre, per le sole società

commerciali, la legge pone il requisito della forma pubblica o autentica ai fini dell’iscrizione nel registro

delle imprese (art. 2296), in mancanza del quale la società, pur essendo valida, non può essere iscritta e si

qualifica come irregolare. Alla SNC e alla SAS irregolari (i) si applicano le norme dettate per le SS relative

alla posizione dei creditori sociali e particolari dei soci (indebolimento dell’autonomia patrimoniale); (ii)

diviene più incisiva la tutela dei terzi, dato che il potere di rappresentanza sostanziale e processuale si

presume in capo a ciascun socio che abbia agito. Tuttavia, permane la responsabilità illimitata e solidale di

tutti i soci nella SNC e dei soci accomandati nella SAS, salvi i casi in cui gli accomandanti assumono la

responsabilità illimitata.

L’art. 2295 dispone che l’atto costitutivo della SNC deve contenere:

- Generalità dei soci

- Ragione sociale, con l’indicazione di almeno un socio e del rapporto sociale

- I soci amministratori e le rappresentanze della società

- La sede principale e secondarie della società

- L’oggetto sociale

- I conferimenti di ciascun socio, il valore ad essi attribuito ed il modo di valutazione

- La prestazione a cui sono obbligati i soci d’opera

- Le norme di ripartizione degli utili e delle perdite

- La durata della società.

L’atto costitutivo di SAS deve, inoltre contenere:

- Indicazione dei soci accomandatari e accomandanti, con la precisione che nella ragione sociale

deve figurarsi il nome di almeno un accomandatario.

Per quanto riguarda la SNC e la SAS, il contratto di società redatto per atto pubblico o scrittura privata

autenticata, deve essere iscritto nella sezione ordinaria del registro delle imprese nella cui circoscrizione è

ubicata la sede sociale, su richiesta degli amministratori o del notaio nel termine di trenta giorni dalla

conclusione del contratto. L’ufficio del registro delle imprese accerta i requisiti di regolarità formale e la

sussistenza delle altre condizioni richieste dalla legge ai fini dell’iscrizione. L’iscrizione di SNC e SAS ha

valore di pubblicità legale con efficacia dichiarativa.

Le SS sono tenute ad iscriversi nella sezione speciale del registro delle imprese, senza che a tal fine sia

richiesto alcun requisito di forma del contatto sociale. L’iscrizione nel registro speciale assume valore di

mera pubblicità notizia, improduttiva di effetti sia favorevoli che pregiudizievoli; mentre per le società

semplici ad oggetto un’attività agricola assume efficacia dichiarativa, come per le imprese iscritte nel

registro ordinario.

Ai sensi dell’art. 2250 negli atti e nella corrispondenza delle società soggette all’obbligo di iscrizione nel

registro delle imprese devono essere indicati la sede della società, l’ufficio del registro delle imprese presso

il quale questa è iscritta e il numero di iscrizione.

Si ha una società occulta nell’ipotesi in cui il rapporto sociale sussistente tra le parti non venga manifestato

all’esterno. Nei rapporti con i terzi opera un soggetto – socio o non socio – che agisce in nome proprio e

per conto della società, anziché in norme e per conto della società. Si parla di socio occulto di società

palese allorchè resti segreta soltanto la partecipazione di un socio e non l’esistenza della società. Qualora

si accerti, successivamente al fallimento di un imprenditore individuale, che questi era socio di una società

11


ACQUISTATO

8 volte

PAGINE

20

PESO

50.95 KB

PUBBLICATO

+1 anno fa


DESCRIZIONE APPUNTO

Sunto per l'esame di Diritto commerciale e del prof. Munari, basato su appunti personali e studio autonomo del testo consigliato dal docente Diritto delle imprese (manuale breve).
Gli argomenti trattati sono i seguenti: le società di persone e di capitali in generale, società semplice, società in accomandita semplice, società in nome collettivo, società a responsabilità limitata, società per azioni, società in accomandita per azioni


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in economia e gestione aziendale (MILANO)
SSD:

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher elaisa1993 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto commerciale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Cattolica del Sacro Cuore - Milano Unicatt o del prof Munari Alessandro.

Acquista con carta o conto PayPal

Scarica il file tutte le volte che vuoi

Paga con un conto PayPal per usufruire della garanzia Soddisfatto o rimborsato

Recensioni
Ti è piaciuto questo appunto? Valutalo!

Altri appunti di Diritto commerciale

Soluzione temi d'esame di Diritto Commerciale (Unicatt: Cetra, Vanoni, Munari, Regoli)
Esercitazione
Riassunto esame diritto commerciale, prof. Cetra, libro consigliato Diritto Commerciale, Cian
Appunto
Riassunto esame Diritto Commerciale, prof. Munari, libro consigliato Diritto delle Imprese, Giuffrè
Appunto
Diritto commerciale
Appunto