Che materia stai cercando?

Anteprima

ESTRATTO DOCUMENTO

ad opera di altre preesistenti imprese appartenenti all’unione europea e secondo cinque modalità tassativamente

previste.

1) costituzione per fusione: la SE generata a seguito di una fusione di più società per azioni appartenenti a

diversi ordinamenti.

2) costituzione di una SE holding da èparte di almeno due società di capitali che soggette almeno alla legge di

due stati membri differenti od aventi da almeno due anni un’affiliata o una succursale intendano in tal modo

sottoporsi ad una direzione unitaria. Il procedimento è regolato dall’art.32 del regolamento.

3) costituzione di una SE affiliata da parte di società costituite in conformità della legge di uno stato membro ed

abbiano sede in esso. L’affiliata dovrà essere soggetta ad una diversa legge o la succursale ubicata in un diverso

stato membro.

4) costituzione di una SE affiliata da parte di un’altra SE. Si tratta di una costituzione per atto unilaterale.

5) trasformazione di una società per azioni in SE.

Ferme le anzidette indicazioni l’art 15 del regolamento stabilisce che allorchè il relativo procedimento non sia

disciplinato dalle norme di diritto uniforme, la costituzione della SE debba avvenire in conformità alle disposizioni

di volta in volta stabilite nei singoli stati per la costituzione delle locali società per azioni.

4.CARATTERISTICHE DELLA SE: NATURA, COSTITUZIONE E CAPITALE SOCIALE

L’art 10 reg. chiarisce che la SE è trattata in ciascuno stato membro come una public limited liability company

costituita in conformità alla legge dello stato membro in cui essa ha la sede . si è quindi scelto, quale criterio di

collegamento per determinare la lex societatis, il luogo di ubicazione della sede sociale.

Per quanto riguarda la SE la cui sede si trova in italia, la stessa sarà costituita in forma di società per azioni. La

SE deve far precedere o seguire la sua denominazione sociale dalla sigla SE. Essa analogamente alle società

per azioni di diritto nazionale, ha personalità giuridica, il suo capitale è suddiviso in azioni e ciascun azionista

risponde soltanto nei limiti del capitale sottoscritto. Il capitale minimo è di 120.000 euro. Inoltre qualora la legge di

uno stato membro prescriva la sottoscrizione di un capitale più elevato per le società particolari, tale misura più

elevata di capitale sociale si applicherà anche alle SE che hanno la loro sede sociale in detto stato membro.

Per quanto riguarda il resto della disciplina relativa al capitale sociale, il regolamento non detta disposizioni

specifiche, ma fa riferimento alle disposizioni che si applicheranno ad una s.p.a con sede nello stato membro in

cui la SE è iscritta. La SE acquista personalità giuridica con l’iscrizione nel registro designato dalla legge dello

stato membro della sua sede sociale conformemente alle disposizioni della prima direttiva societaria. L’iscrizione

è subordinata alla conclusione di un accordo tra gli organi competenti delle società partecipanti alla SE. Tanto

l’iscrizione della SE, quanto gli atti e le indicazioni riguardanti la stessa soggetti all’obbligo di pubblicità sono

pubblicati secondo le modalità previste dalla legislazione di uno stato membro in cui la SE ha sede. Inoltre dopo

l’adempimento dell’obbligo pubblicitario l’art.14 del regolamento prevede che l’iscrizione e la cancellazione della

SE debba formare oggetto di una comunicazione pubblicata nella Gazzetta Ufficiale dell’unione Europea. Trattasi

di una comunicazione a titolo informativo. La stessa forma di pubblicità è prevista in caso di trasferimento della

sede sociale.

5.Struttura organizzativa: a) l’assemblea generale

in tema di assemblea, non tutti i profili trovano compiuta regolamentazione nel provvediemnto comunitario: in

particolare l’organizzazione e lo svolgimento dell’assemblea, nonché le procedure di voto seguono il regime del

rinvio alle disposizioni nazionali.ai sensi dell’art .52 l’assemblea delibera per le materie che le sono state attribuite

direttamente dal regolamento, nonchè dalle disposizioni di legge dello stato membro in materia di coinvolgimento

dei lavoratori.

Inoltre essa delibera nelle materie per le quali è attribuita una competenza all’assemblea generale di una s.p.a

dalla legge dello stato membro di cui la SE ha sede o dallo statuto ai sensi della stessa legge. L’assemblea si

riunisce almeno una volta ogni anno entro sei mesi dalla chiusura dall’esercizio a meno che la legge dello stato

membro preveda un a frequenza superiore. L’assemblea generale potrà essere convocata dalll’organo di

direzione, di amministrazione e dall’organo di controllo e di vigilanza o da qualsiasi altro organo o autorità

competente conformemente alla legislazione nazionale. L’assemblea potrà essere convocata anche qualora lo

21

richieda il 10% del capitale sociale sottoscritto. Qualora l’assemblea non si riunisca in tempo utile e comunque

entro un termine di due mesi , potra convocare l’assemblea generale l’autorità giudiziaria. La stessa percentuale

di azionisti è legittimata a richiedere l’integrazione dei punti all’ordine del giorno.

Per quanto riguarda il quorum deliberativo, è previsto che l’assemblea generale deliberi a maggioranza dei voti

validamente espressi a meno che il regolamento o la legislazione applicabile alla s.p.a nello stato membro non

preveda quorum più elevati.

Il legislatore comunitario prevede anche una disciplina per quanto riguarda le assemblee speciali di categoria.

L’art 60 reg. stabilisce che qualora esistano diverse categorie di azioni, le deliberazioni dell’assemblea generale

sono subordinate ad una votazione distinta per ciascuna categoria di azionisti i cui specifici diritti siano

pregiudicati dalla deliberazione stessa.

6. b) sistemi di amministrazione e di controllo

Per quanto riguarda la governance societaria il le gislatore comunitario parte dalla ben nota suddivisione dei

sistemi di amministrazione e di controllo in due macro categorie sistema monistico e dualistico, e prende atto del

fatto che la scelta circa il sistema utilizzabile non è uniforme negli stati membri. Il legislatore ha adottato una

soluzione flessibile prevedendo una disciplina per entrambi i sistemi e rilasciando la scelta in favore dell’uno o

dell’altro all’autonomia statutaria.

Nel sistema dualistico coesistono un organo di direzione, al quale compete la gestione della SE, e un organo di

vigilanza che controlla la gestione assicurata dal primo al quale è precluso l’esercizio del potere di gestione.

Mentre i membri dell’organo di gestione sono nominati e revocati dall’organo di vigilanza, i membri di quest’ultimo

sono nominati dall’assemblea generale, ad eccezione dei membri del primo organo che possono essere

designati dallo statuto della SE. Nulla è al contrario previsto circa la revoca dei membri dell’organo di vigilanza,

anche se sembra corretto ritenere che la revoca competa aii medesimi soggetti cui è attribuita la nomina e quindi

all’assemblea generale.

Il numero dei membri dell’organo di direzione e dell’organo di vigilanza o le regole per determinarli sono stabiliti

dallo statuto della SE.

Il regolamento precisa che nessuno può esercitare simultaneamente la funzione di membro dell’organo di

vigilanza e di direzione. L’organo di vigilanza elegge fra i suoi membri un presidente: costui può essere scelto

solo tra i membri designati dall’assemblea generale.

Nel sistema monistico troviamo un solo organo di amministrazione, cui compete l’intera gestione della società.

Così come previsto per l’organo di direzione nel sistema dualistico anche l’organo di amministrazione può

delegare la gestione a singoli membri.

il numero dei membri dell’organo o le regole per determinarlo sono stabilite dallo statuto della SE, ferma

per gli stati membri di fissare un numero minimo e se del caso massimo. L’organo di

restando la facoltà

amministrazione elegge fra i propri componenti un presidente.

7. Norme comuni

Il regolamento detta una serie di norme comuni ad entrambi i sistemi relativi ad una varietà di aspetti.

In primo luogo prevede che i membri degli organi sociali siano designati per un periodo stabilito dallo

statuto, che non può essere superiore ai sei anni e hanno la possibilità di essere rieletti il regolamento

stabilisce talune ipotesi di ineleggibilità. Prevede condizioni particolari di eleggibilità.

8.rinvii alla legislazione nazionale vedi libro p.150

LA SOCIETA’ COOPERATIVA EUROPEA (SCE) E IL PROGETTO DI SOCIETA’ PRIVATA EUROPEA

1. Cenni introduttivi sulla società cooperativa europea

Nella visione del legislatore europeo la comunità dovrebbe dotare le cooperative di strumenti adeguati ed idonei a

facilitare lo sviluppo delle loro attività transnazionali. L’introduzione di una forma giuridica europea per le

22

cooperative , fondata su principi comuni ma adeguata alle loro specificità dovrebbe consentire alle stesse di

superare le difficoltà di ordine giuridico e amministrativo dovute alle disparità di ordine giuridico e amministrativo

delle legislazioni nazionali, su tutto il territorio della comunità o su parte di esso. Alla luce di queste

considerazioni, il consiglio dell’unione europea ha adottato il regolamento CE, relativo allo statuto della Società

Cooperativa Europea (SCE). Detto regolamento è accompagnato da una Direttiva sul coinvolgimento dei

lavoratori. La disciplina contenuta nel regolamento deve integrarsi con le disposizioni dello statuto della SCE, ove

espressamente previsto dal regolamento, le leggi delle disposizioni nazionali. L’applicazione della legislazione

nazionale è retta dal principio di non discriminazione, a norma del quale, fatte salve le disposizioni del

regolamento, una SCE deve essere trattata in ciascuno Stato membro come una cooperativa costituita in

conformità alla legge dello statuto della sede sociale della SCE.

2. modalità di costituzione di una SCE e soggetti legittimati

Ai sensi dell’articolo 2 Reg. la SCE può essere costituita secondo una delle seguenti modalità: a) da almeno

cinque persone fisiche residenti in almeno due stati membri.

b)da almeno cinque persone fisiche e società ai sensi dell’art 54 TFUE nonché da altre entità giuridiche di diritto

pubblico pubblico o privato e che abbiano la sede sociale in almeno due stati membri diversi

c) da società e altre entità giuridiche di diritto pubblico o privato costituite conformemente alla legge di uno stato

membro che siano soggette alla giurisdizione di almeno due stati mebri diversi;

d) mediante fusione di cooperative costituite secondo la legge di uno stato membro ed aventi la sede sociale e

l’amministrazione centrale nella Comunità, se almeno due di esse sono soggette alla legge di stati membri

diversi; la fusione può avvenire secondo la procedura di fusione mediante incorporazione, nel qual caso la

cooperativa incorporante assume la forma di SCE, oppure secondo la procedura di fusione mediante costituzione

di una nuova persona giuridica la quale assume la forma di SCE.

e) mediante trasformazione di una cooperativa, costituita secondo la legge di uno stato membroe avente la sede

sociale e l’amministrazione centrale nella Comunità, se ha da almeno due anni una filiazione o una succursale

soggetti alla legge di un altro stato membro: la trasformazione in SCE, diversamnete dalla fusione, non da luogo

né allo sciogliemento della cooperativa esistente, né alla costituzione di una nuova persona giuridica,

qualificandosi come mera vicenda organizzativa.

3. Caratteristiche della SCE: natura, costituzione e capitale sociale

La SCE è dotata di personalità giuridica. Il suo capitale , così come il numero dei soci è variabile e diviso in

quote.ciascun socio risponde solo del capitale sottoscritto, salvo diversa disposizione statutaria al momento della

costituzione della SCE. Essa non potrà ammettere terzi non soci a beneficiare delle proprie attività o a

partecipare alla realizzazione delle proprie operazioni.

Per quanto riguarda la disciplina del capitale sociale esso è espresso nella valuta nazionale, il capitale minimo

previsto è di 30.000 euro. Esso è suddiviso in quote nominative.il regolamento prevede inoltre che le quote

emesse in denaro devono essere liberate in una misura non inferiore al 25% mentre quelle diverse dal danaro

devono essere integralmente liberate.

La SCE acquista personalità giuridica il giorno dell’iscrizione nel registro delle imprese . l’iscrizione è subordinata

alla conclusione di un accordo tra gli organi competenti delle società partecipanti alla sce e la delegazione

speciale di negoziazione sulle modalità relative al coinvolgimento dei lavoratori. Tanto l’iscrizione della sce,

quanto gli atti e le indicazioni riguardanti la stessa soggetti all’obbligo di pubblicità ai sensi del Regolamento sono

pubblicati secondo le modalità previste dalla legislazione dello stato membro in cui la SCE ha la sede sociale per

le s.p.a.

Regole particolari infine sono poste per quanto concerne le condizioni di ammissione, recesso ed esclusione dei

soci. I soci possono essere sia persone fisiche sia persone giuridiche e l’acquisto della qualità di socio è

subordinato all’approvazione dell’organo di amministrazione e di gestione. Obblighi di trasparenza, comportano

che la sce sia tenuta ad avere uno schedario alfabetico di tutti i soci.

Per quanto riguarda il recesso e l’esclusione del socio, il diritto di recedere è concesso al socio di minoranza che

si sia opposto nell’assemblea generale ad una modifica dello statuto che abbia istituito nuovi obblighi in

materia di versamenti o altre prestazioni, o abbia esteso degli obblighi esistenti per i soci, o abbia esteso

23

ad oltre cinque anni il periodo per la notifica del recesso sce. L’esclusione è decisa dall’organo di direzione

o di amministrazione , con deliberazione impugnabile dinnanzi all’assemblea generale.

La perdità della qualità di socio dà diritto al rimborso della parte di capitale sottoscritto,eventualmente ridotta in

proporzione delle perdite imputabili al capitale sociale.

4.STRUTTURA ORGANIZZATIVA

La struttura organizzativa della SCE comprende un’assemblea generale e un organo di direzione affiancato da un

organo di vigilanza (sistema dualistico) o un organo di amministrazione (sistema monistico) a seconda della

scelta adottata dallo statuto. All’organo di direzione nel sistema dualistico e all’organo di amministrazione nel

sistema monistico competono la gestione della SCE e la sua rappresentanza nei confronti dei terzi e in giudizio;

all’organo di vigilanza spetta invece il controllo sulla gestione. Quest’ultimo non può esercitare esso stesso il

potere di gestione né rappresentare la SCE nei confronti dei terzi, salva l’ipotesi di rappresentanza della stessa

nei confronti dell’organo di direzione o dei suoi membri in caso di controversia o nella stipulazione di contratti. Il

membro o i membri dell’organo di direzione sono nominati e revocati dall’organo di vigilanza. I componenti

dell’organo di vigilanza sono invece nominati e revocati dall’assemblea generale, ad eccezione dei membri del

primo organo, che possono essere designati dallo statuto, e ferme restando le modalità relative al coinvolgimento

dei lavoratori. Tutti questi organi nominano al loro interno un presidente fatta eccezione per l’organo di

amministrazione e l’organo di vigilanza, per i quali il presidente deve essere nominato tra quelli indicati

dall’assemblea. Per quanto riguarda il potere di rappresentare la SCE questo è attribuito a due o più membri che

devono esercitare tale potere congiuntamente e collegialmente. Quanto invece alla responsabilità della SCE

quest’ultima risponde nei confronti dei tersi degli atti compiuti dai suoi organi.

L’assemblea generale si riunisce almeno una volta per anno civile, entro sei mesi dalla chiusura dell’esercizio, a

meno che la legge dello stato membro della sede sociale applicabile alle cooperative che esercitano lo stesso tipo

di attività preveda una frequenza superiore. Il principio del controllo democratico e della preminenza della

persona si concreta nella regola secondo cui a ciascun socio è attribuito un voto, qualunque sia il numero di

quote concretamente detenute. L’assemblea generale delibera a maggioranza dei voti validamente espressi dai

soci presenti o rappresentati. È espressamente consentito il meccanismo della delega di voto, demandandosi

allo statuto la determinazione del numero massimo di deleghe che possono essere conferite ad un mandatario.

5. DESTINAZIONE DEGLI UTILI ED ALTRE DISPOSIZIONI

in materia di utili, spetta allo statuto determinare le norme che disciplinano la destinazione dell’avanzo di bilancio

di ogni esercizio. Il legislatore comunitario stabilisce però che lo statuto debba prevedere la costituzione di una

riserva legale mediante prelievo da tale avanzo. Detto prelievo, fino a quando la riserva non sia pari al capitale

sociale minimo , non può essere inferiore al 15% dell’avanzo di bilancio d’esercizio dopo la detrazione delle

perdite riportate da esercizi precedenti. Lo statuto può prevedere il versamento di un ristorno a favore dei soci

proporzionale alle operazioni da questi compiute con la SCE o al lavoro ad essa prestato. E’ così demandata

all’autonomia statutaria la scelta se recepire o meno tale istituto, che consente l’erogazione ai soci del reale

vantaggio mutualistico. In quest’ambito quindi, ampia è l’autonomia statutaria, la quale potrebbe spingersi sino ad

escludere ogni distribuzione.

6.LA SOCIETA’ PRIVATA EUROPEA

Il consiglio ha emanato una proposta di regolamento risalente al 25 giugno 2008 per la previsione di una società

privata europea SPE onde creare una nuova forma giuridica europea per rafforzare la competitività delle piccole

e medie imprese ,facilitandone lo stabilimento e il funzionamento nel mercato unico. La proposta mira inoltre a

ridurre i costi legati al rispetto delle norme relative alla creazionee al funzionamento delle imprese causati dalle

disparità tra le regole nazionali vigenti in materia. Essa costituisce una delle misure previste dal piano di azione

per il periodo 2003-2009 della Commissione per la modernizzazione del diritto delle società e rientra nell’esercizio

di riesamen del mercato unico e rappresenta uno dei punti essenziali del c.d Small business act che mira a

rendere il mercato unico accessibile alle piccole medie imprese.

7. LA PROPOSTA DI REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO

24

la proposta del consiglio è stata approvata dal Parlamento europeo. Una delle principali novità è che questa

nuova forma giuridica non deve essere in relazione, sin dalla sua origine, con almeno due stati membri

come avviene per il G.E.I.E, sia per la società europea. Si propone però una vocazione transnazionale .

8. DISCIPLINA

La SPE si prevede sia disciplinata da regolamento e dall’atto costitutivo. Il regolamento ha ad oggetto le

condizioni relative alla costituzione e al funzionamento all’interno della comunità di società aventi la forma di

società privata europea a responsabilità limitatata. La disciplina è composta da quarantotto articoli e l’obiettivo

perseguito è quello dell’autosufficienza regolativa.

All’autonomia statutaria è lasciato grande margine di discrezionalità e dovrà prevedere regola sulla

organizzazione interna.

9. COSTITUZIONE E CAPITALE SOCIALE

La società privata europea può essere costituita anche per atto unilaterale, sia da persone fisiche , sia da

persone giuridiche secondo le disposizioni del regolamento. Il capitale sociale deve essere integralmente

sottoscritto ma non è necessario si a integralmente liberato. È rimessa all’autonomia statutaria la disciplina dei

conferimenti e alla loro stima. Il capitale sociale minimo è pari ad un euro, in considerazione del fatto che i

creditori sociali sarebbero più propoensia far riferimento ad aspetti diversi da quelli del capitale per misurare la

solvibilità di una società.

10. QUOTA DI PARTECIPAZIONE

la proposta non usa il termine quota ma il termine azioni. Si è rilevato che il vocabolo share sta a significare

anzitutto che le quote di partecipazione hanno tutte il medesimo valore unitario e che un socio può possederne

una o più di una. L’atto costitutivo deve prevedere i nominativi e gli indirizzi dei soci fondatori e il valore delle

partecipazioni dagli stessi detenute. Deve essere previsto un libro dei soci che deve essere redatto e tenuto dagli

amministratori. Tutti gli atti di trasferimento delle partecipazioni sociali devono essere redatti per iscritto e il

trasferimento acquista efficacia: a) nei confronti della società dal momento in cui la cessione viene comunicata; b)

nei confronti dei terzi dal momento in cui la cessione è iscritta nel libro dei soci.

Secondo il regolamento, ove l’atto costitutivo lo permetta, la società privata europeapuò acquistare proprie quote

se interamente liberate, questo acquisto è invece espressamente vietato per le srl nel nostro ordianamento.

11. DECISIONI DEI SOCI

SOLO L’ORGANO AMMINISTRATIVO è indispensabile per il funzionamento della società. L’adozione delle

decisioni dei soci infatti non deve avvenire necessariamente in assemblea.

L’art.27 elenca una serie di materie sulle quali è prevista una deliberazione dei soci a maggioranza che lo statuto

è libero di determinare come meglio crede. Queste decisioni riguardano l’approvazione del bilancio, la

distribuzione degli utili, l’acquisto di partecipazioni proprie, il riscatto di azioni, l’aumento del capitale sociale, la

nomina e la revoca degli amministratori.

L’atto costitutivo inoltre può prevedere maggioranza qualificate più severe qualora prevedano: cambiamento dei

diritti collegati alle partecipazioni, esclusione del socio, recesso del socio, riduzione del capitale sociale (non

l’aumento) e tutte le altre modifiche dell’atto costitutivo non previste dall’art.27.

12. AMMINISTRAZIONE DELLA SOCIETA’

Secondo la proposta solo le persone fisiche possono essere nominati amministratori della società. Si può

scegliere se nominare uno o più amministratori. Il potere di rappresentanza è generale, e può essere disgiunta o

congiunta ed è opponibile ai terzi. L’amministratore è responsabile nei confronti della società e dei terzi. Esso

dovrà agire nell’interesse della società. Gli amministratori sono tenuti ad evitare qualsiasi conflitto di interesse

reale o potenziale anche se l’atto costitutivo può derogare a detto principio prevedendo quali siano i casi in cui lo

stesso può essere trasgredito e le modalità attraverso le quali tale conflitto deve essere autorizzato.

L’amministratore di fatto è soggetto alla medesima responsabilità che grava sull’amministratore. Non è data la

possibilità né ai soci né ai terzi di esercitare azione di responsabilità.

25

IL GRUPPO EUROPEO DI INTERESSE ECONOMICO

1.la collaborazione tra imprese

Oggi giorno si avverte la necessità non di nuove imprese, ma di collaborazioni tra imprese già esistenti al fine di

porre in essere nuovi progetti o affari. Preme sottolineare come in questa sede non si discorra di nuovi tipi

societari bensì di strumenti, comunque contrattuali, i quali hanno ad oggetto la cooperazione tra imprese, anche

societarieal fine della massimizzazione di un risultato economico comune.

2.nozione

il gruppo europeo di interesse economico è stato istituito attraverso il regolamento comunitario 2137/1985 che ha

costituito l’unico strumento interstatuale nell’esercizio dell’attività di impresa. Esso consiste in un contratto

mediante il quale almeno due operatori economici appartenenti a perlomeno due diversi stati dell’unione europea

si accordano per la cooperazione nello svolgimento di un’attività.

3. cenni genetici

il primo progetto recante una disciplina organica nel campo della cooperazione transnazionale di organismi di

diritto privato risale agli inizi degli anni 70. Nel corso dei dodici anni di gestazione del progetto comunitario, si è

assistito ad un progressivo affermarsi della necessità di rinvii puntuali e sistematici al diritto nazionale, onde

riuscire ad enucleare i soli principi generali ed ineludibili dell’istituto GEIE.

4.scopo e attività del G.E.I.E

il GEIE è un contratto di cooperazione, ma anche una forma associativa tipizzata dal legislatore . il gruppo si

differenzia da una società in quanto il suo scopo è soltanto quello di facilitare o di sviluppare l’attività economica

dei suoi membri in quanto il loro scopo è quello di migliorare e facilitare i propri risultati. Diretta conseguenza è

che l’attività di gruppo deve collegarsi all’attività economica dei suoi membri e non può sostituirsi ad

essa.

La funzione del gruppo assume quindi funzioni mutualistiche. In sostanza il GEIE costituisce una forma giuridica

che favorisce l’ottimizzazione dell’attività delle singole imprese che ne sono membro, senza esplicare autonoma

attività di impresa, ma compiendo attività AUSILIARIE. Il regolamento da solo indicazioni di quando risulti

impossibile utilizzare i GEIE: - per la costituzione di holding sia di fatto che finanziarie, che controllino le attività

dei membri del gruppo in alcuni settori più delicati ( finanze personale investimenti)

-per la costituzione di collaborazione tra imprese i cui lavoratori retribuiti siano COMPLESSIVAMENTE più di 500

- Per la creazione di una forma indiretta di trasmissione di beni o ricchezze

- per costituire a sua volta una GEIE dal che discende che un gruppo non potrà essere membro di un ulteriore

GEIE

Al di fuori di queste ipotesi l’utilizzo dei Geie è da ritenersi del tutto ammissibile.

5. Fonti

le fonti cui fare riferimento per l’individuazione della disciplina applicabile ai GEIE sono molteplici. Posizione

preminente occupa il regolamento comunitario n.2137/1985, dall’altro le singole disposizioni di applicazione, sul

fronte nazionale. Per espressa previsione regolamentare poi, assoluta importanza è attribuita alla volontà delle

parti in sede di costituzione del GEIE. RIASSUMENDO abbiamo una disciplina comunitaria inderogabile, una

disciplina comunitaria derogabile dall’atto costitutivo una disciplina comunitaria che riinvia alla normativa

nazionale e la disciplina nazionale in via suppletiva, infine il contratto costitutivo del gruppo.

Legislatore italiano: intervento minimale.

6.La costituzione del G.E.I.E

6.1 I membri 26

Mentre la partecipazione al consorzio è subordinata alla titolarità della qualifica di imprenditore, tale necessità non

è prevista per i soggetti tra i quali può essere stipulato un contratto GEIE. Infatti a norma del regolamento

possomo essere mebri del gruppo non solo le società e gli imprenditori, ma anche aktri enti giuridici di diritto

pubblico o privato e le persone fisiche che esercitano una libera professione o prestano altri servizi nella

comunità. Si deve rilevare dunque come la que tale istituto sia potenzialmente fruibile da qualunque soggetto

economicamente operante nell’ambito dell’Unione senza che sia necessaria la qualifica imprenditoriale. Ogni

stato può eventualmente limitare a venti il numero dei membri dei GEIE aventi sede sul proprio territorio.

6.2 il contratto

Il GEIE non è altro che un contratto che deve essere stipulato per iscritto a pena di nullità se il gruppo ha sede in

Italia. Nell’atto devono essere riportati: a) la denominazione del gruppo preceduta o seguita dall’espressione

<gruppo europeo di interesse economico> o l’acronimo GEIE; b) la sede del gruppo; c) l’oggetto del gruppo; d)

nomi, ragione o denominazione sociale, forma giuridica, domicilio o sede ed eventualmente, numero e luogo

d’iscrizione di ogni membro del gruppo; e) la durata del gruppo; qualora manchi tale indicazione il gruppo si

intenderà a tempo indeterminato.

6.3 la pubblicità

La forma scritta prevista per la validità del contratto non pare essere sufficiente ai fini del perfezionamento della

costituzione del gruppo. Infatti, dopo la stipulazione del contratto, il gruppo viene ad esistenza solamente una

volta che gli amministratori abbiano entro trenta giorni proceduto all’iscrizione del gruppo, ed al contestuale

deposito del contratto nel registro delle imprese. Ai fini dell’iscrizione pare tuttora necessaria almeno la scrittura

privata autenticata, ed essendo l’iscrizione costitutiva si ritiene che la forma qualificata sia da ritenersi necessaria

per la venuta ad esistenza del gruppo. All’atto d’iscrizione il gruppo acquista capacità giuridica senza tuttavia

acquisire personalità giuridica ( come per le società di persone). È previsto che sia data pubblicità anche ad

atti giuridici rivestiti di particolare importanza per la vita del gruppo:

1. la creazione o soppressione di dipendenze del gruppo

2. la decisione giudiziaria che decreti la nullità del gruppo

3. la nomina, la cessazione delle funzioni e i dati personali dell’amministratore

4. l’eventuale opzione per l’esercizio di amministrazione congiuntiva

5. la cessione di partecipazioni da parte di un membro del gruppo

6. la decisione di scioglimento del gruppo

7. la nomina dei liquidatori e le loro generalità

8. la chiusura della liquidazione

9. il progetto di trasferimento della sede

10. la clausola che esoneri il nuovo membro dalla responsabilità per debiti sorti prima della sua entrata.

Il momento genetico e il momento estintivo del gruppo saranno però oggetto di un triplice onere pubblicitario

(gazzetta ufficiale Repubblica italiana,gazzetta comunità europee,registro delle imprese)

6.4 responsabilità

I membri del gruppo rispondono illimitatamente e solidalmente per le obbligazioni di quest’ultimo. A parziale

temperamento di tale regola si prevede che i creditori del gruppo possono fare valere i propri diritti nei confronti di

un membro solamente dopo avere richiesto al gruppo il pagamento ed esso non sia stato effettuato entro un

congruo termine. Vi è poi da rilevare che per gli atti posti in essere in nome del gruppo PRIMA che avvenga

l’iscrizione e il gruppo una volta iscritto non assuma obblighi che derivino da tale atti, i soggetti che li hanno

compiuti saranno illimitatamente responsabili senza potersi rivalere sul gruppo. La responsabilità solidale

permane inoltre trascorsi cinque anni dalla liquidazione del GEIE.

in caso di ingresso di un nuovo socio questo sarà responsabile anche per le obbligazioni sorte precedentemente

al suo ingresso nel gruppo.

6.5 nullità

Per quanto concerne il profilo della nullità del gruppo, il regolamento demanda le cause al legislatore nazionale e

ne detta solo il procedimento. Il legislatore italiano ha individuato solo una causa di nullità del contratto di GEIE,

ovvero la mancanza della forma scritta nel contratto costitutivo. Quanto alle altre cause di nullità rimarranno

rilevanti quelle di diritto comune. 27

Il procedimento di nullità individua un regime simile adottato dal nostro legislatore per le spa: la nullità deve

essere pronunciata con decisione giudiziaria; il tribunale deve accordare un termine che consenta di procedere

alla regolarizzazione della situazione del gruppo. La nullità del gruppo comporta la sua messa in liquidazione e si

provvederà alla nomina dei liquidatori. È possibile opporre ai terzi la sentenza che sancisca la nullità del gruppo

solamente dopo la sua iscrizione. La presunzione assoluta di conoscenza decorre solo trascorsi 15 giorni

successivi alla pubblicazione nella gazzetta ufficiale. La sentenza di nullità è operante ex nunc.

7.Gli organi del GEIE

7.1 I membri

I membri del Geie sono liberi di assumere qualsiasi decisione in ordine alla realizzazione dell’oggetto del

gruppo. Ad ogni membro spetta un solo voto,salvo diversa pattuizione che comunque trova il limite di non poter

attribuire in capo ad un singolo membro la maggioranza dei voti. L’azione collegiale dei membri si esplica

mediante riunioni o consultazioni, eventualmente anche in forma progressiva del consenso che tuttavia non

vengono mai qualificati con il termine assemblea.

La regola è che le decisioni vengano prese all’unanimità, tale regola può essere pattiziamente modificata e

possono essere inserite nel contratto regole che stabiliscano che determinate decisioni possano essere prese a

maggioranza.

Un limite a tale ampia autonomia privata è tuttavia previsto dall’art 18 che specifica il carattere inderogabile

dell’unanimità quanto a talune decisioni:

1. modifica dell’oggetto del gruppo

2. modifica del numero di voti attribuito a ciascun membro

3. modifica delle condizioni di adozione delle decisioni

4. proroga della durata del gruppo

5. modifica delle quote di contributo dei membri del gruppo

6. trasferimento della sede del gruppo che comporti il mutamento della disciplina nazionale applicabile

7. autorizzazione di un membro alla cessione della propria partecipazione all’interno del gruppo

8. ammissione di nuovi membri nel gruppo

7.2 Gli amministratori

L’amministratore o gli amministratori sono l’organo gestorio del gruppo. Sono nominati dal contratto oppure con la

decisione dei membri. Quanto alle incompatibilità valgono le regole dettate dalla legge loro applicabile o dalla

legge dello stato in cui ha la sede il GEIE.

L’amministrazione del gruppo può anche essere affidata ad una persona giuridica ribadendo che il legale

rappresentante assume gli stess obblighi e le stesse responsabilità civili e penali a carico degli amministratori

persone fisiche. 28

Il regime di rappresentanza proposto dal legislatore comunitario è quello disgiuntivo. Ciò significa che in presenza

di più amministratori, ciascuno di essi agendo a nome del gruppo, impegna questo nei confronti dei terzi.

Per quanto concerne i poteri degli amministratori, qualunque limitazione dei membri, anche qualora sia stata

pubblicata non sarà opponibile ai terzi. Unica eccezione a questa regola è la possibilità di inserire nel contratto la

clausola che modifica il regime di rappresentanza da disgiuntivo a congiuntivo e saràù opponibile trascorsi

quindici giorni dalla pubblicazione di tale clausola sulla gazzetta.

8. scioglimento del vincolo relativamente al singolo membro

8.1 trasferimento della partecipazione inter vivos e mortis causa

Si da la possibilità al singolo membro di trasferire la propria partecipazione nel gruppo. In tali casi come si è visto

l’efficacia della cessioneè subordinata all’autorizzazione fornita degli altri membri del gruppo con decisione

unanime. Al membro del gruppo è data anche la possibilità di costituire una garanzia sulla propria partecipazione

per la quale non sarà necessaria la regola dell’unanimità. In ogni caso il titolare della garanzia non può diventare

membro del gruppo in forza solo della garanzia.

Per quanto concerne i trasferimenti mortis causa, l’art 28 detta la regola per cui in caso di decesso di persona

fisica membro del gruppo, nessuno potrà subentrare se non alle condizioni previste dal contratto o con il

consenso unanime degli altri membri. Altrimenti agli eredi spetterà solo la quota di partecipazione.

Come si è già visto il regime legale per la responsabilità del nuovo membro prevede il suo assoggettamento ai

debiti del gruppo pregressi alla sua entrata.è tuttavia possibile con apposita clausola opporre ai terzi l’esonero

del nuovo entrato ai debiti assunti dal gruppo precedentemente al suo ingresso con il complesso sistema

pubblicitario. Qualora non siano eseguite le prcedure in tema di pubblicità, la clausola non sarà nulla ma

solamente inopponibile ai terzi, ed esplicherà la propria efficacia solamente tra i membri del gruppo.

8.2 Recesso

Le condizioni in cui diviene possibile al membro recedere dal gruppo devono essere indicate dal contratto. In ogni

caso il recesso è consentito per giusta causa o per accordo unanime dei membri.

8.3 Esclusione

Come nelle società personali del nostro ordinamento l’esclusione può essere facoltativa o di diritto. Qualunque

membro del GEIE potrà essere escluso nei casi indicati dal contratto e comunque quando contravvenga

gravemente i suoi obblighi o causi gravi perturbazioni nel funzionamento del gruppo. L’esclusione ha natura

giudiziale, ragione per cui essa dovrà essere pronunciata dal giudice su richiesta congiunta dellamaggioranza dei

membri.

Il legislatore italiano ha poi individuato le cause di esclusione di diritto che operano senza necessità di pronuncia

giudiziale. Queste sono:

la dichiarazione di fallimento del membro

• l’ammissione del membro alla procedura di concordato preventivo

• assoggettamento dello stesso alla liquidazione coatta amministrativa.

• Qualora un membro cessi di avere i requisiti soggettivi richiesti per far parte di un GEIE

8.4 regole generali in caso di scioglimento del vincolo relativamente al singolo membro

Al momento dell’uscita di un membro dal gruppo incombe sugli amministratori l’obbligo di notifica della situazione

ai membri rimasti nel gruppo ed il dovere di deposito degli atti presso il registro delle imprese e di pubblicazione

sulla gazzetta ufficiale della repubblica italiana.

Nei casi di cessazione diversi dal trasferimento inter vivos per cessione della partecipazione, il valore deii diritti

che spettano al membro uscente o delle obbligazioni che su di lui incombono è determinato in riferimento al

patrimonio del gruppo al momento in cui il membro cessa di farne parte. Non sraà possibile una

predeterminazione forfetaria.

Inoltre il membro che cessi di far parte del gruppo continuerà ad essere responsabile delle obbligazioni prese

antecedentemente alla sua uscita per cinque anni. 29

9. scioglimento del GEIE

Il gruppo si può sciogliere per volontà dei membri, eventualmente pure con decisione non unanime, qualora in tal

senso lo preveda il contratto. Esistono comunque dei casi in cui sussiste in capo ai membri di decretare lo

scioglimento del GEIE attraverso una decisione che accerti:

1) il decorso del termine finale fissato nel contratto;

2) il verificarsi di qualsiasi causa di scioglimento prevista dal contratto

3) la realizzazione dell’oggetto del gruppo, ovvero l’impossibilità di conseguirla.

È permesso a qualunque membro di chiedere lo scioglimento del gruppo per giusta causa al giudice.

I membri hanno l’obbligo di richiedere lo scioglimento del gruppo nel caso in cui si verifichi la mancata

sussistenza delle condizioni di diversità nazionale di almeno 2 membri. In caso di inerzia, qualunque interessato

potrà adire l’autorità giudiziaria al fine di ottenere la pronuncia giudiziale di scioglimento.

La procedura di scioglimento giudiziale del gruppo può essere promossa da qualunque interessato o dall’autorità

competente al fine di ottenere lo scioglimento del gruppo. Nei casi di trasferimento della sede del gruppo al difuori

dell’unione ovvero in un luogo in cui né il gruppo né alcun suo membro abbia l’amministrazione centrale, ovvero,

pur essendovi sede amministrativa di un membro non vi sia svolta alcuna attività da parte del gruppo, il giudice è

tenuto a pronunciare lo scioglimento del GEIE salvo che la situazione del gruppo non possa essere regolarizzata

e lo sia realmente prima della decisione di merito.

Secondo il diritto italiano il GEIE che svolga attività commerciale si scioglie, oltre che per le cause sopra

menzionate , a seguito della dichiarazione di fallimento. Lo scioglimento del gruppo comporta la sua liquidazione

essa è disciplinata nel nostro paese dalle norme sulla società semplice. La capacità giuridica del gruppo si

estingue al momento della chiusura della liquidazione, anche se le azioni contro un membro del gruppo relative ai

debiti risultanti dall’attività del gruppo si prescrivono solo al termine dei cinque anni dalla pubblicazione della

notizia di chiusura della liquidazione pubblicata sulla gazzetta ufficiale che deve essere portata a termine a cura

dei liquidatori.

10.altre forme di cooperazione

Tra le altre possibili forme di cooperazione vi sono:

La joint ventures ricomprende un qualunque fenomeno aggregativo avente ad oggetto la cooperazione

• interimprenditoriale. Non a caso si distingue tra contractual joint ventures e corporated joint ventures,

mettendosi così in evidenza il fatto che la joint venture può essere rappresentata persino da una società

di scopo costituita tra più imprenditori.

Le associazioni temporanee di imprese: è una forma associativa che si caratterizza proprio per la

• estrema temporaneità del fenomeno aggregativo, nel più delle volte strutturato in maniera da servire alla

realizzazione di non più di un progetto. Corollario di tale provvisorietà è la totale assenza di struttura

organizzativa.

Una seconda differenza rilevante con il GEIE riguarda lo status dei contraentiche devono

necessariamente rivestire la qualità di imprenditori.

I consorzi costituiscono un modello simile ai GEIE. Come il GEIE anche il consorzio ha uno scopo

• essenzialmente mutualistico ed una certa vocazione alla durata. Le differenze ci sono però e riguardano

i profili della responsabilità e la struttura. Per quanto concerne il primo punto si deve rilevare come il

consorzio rappresenti una forma aggregativa sostanzialmente a RESPONSABILITA’ LIMITATA. Sulla

struttura invece i consorzi non sono dotati di alcuna rigidità che invece è riscontrabile nel GEIE.

Le reti d’impresa: è stato introdotto nel nostro ordinamento il contratto di rete. Mediante questo contratto

• gli imprenditori perseguono lo scopo di accrescere, individualmente e collettivamente, la propria capacità

innovativa e la propria competitività sul mercato e si obbligano a collaborare. Tale contratto deve essere

redatto nella forma della scrittura privata autenticata od atto pubblico.

11. un nuovo strumento: il gruppo europeo di cooperazione territoriale GECT

Lo strumento in parola è stato introdotto dal legislatore comunitario mediante la forma regolamentare ed ha quale

scopo la facilitazione della cooperazione transfrontaliera di enti pubblici locali. I membri del gect potranno

30

essere stati membri, l’ autorità regionali ed altri enti di diritto pubblico .anche qui l’iscrizione ha valore costitutivo.

Infine è necessaria la pubblicazione dei caratteri fondamentali del gruppo sulla gazzetta ufficiale dell’unione

europea. Per quanto concerne l’organizzazione , il gruppo dispone di almeno due organi: un assemblea e un

direttore. La disciplina della responsabilità è quella della resp illimitata tale prescrizione è tuttavia derogabile e

sarà ammissibile la resp limitata previa espressa menzione nella denominazione.

PARTE III: CIRCOLAZIONE DEI MODELLI DI GOVERNO SOCIETARIO

1. Introduzione

Nell’ordinamento tedesco la s.p.a risulta composta di tre organi: il consiglio di gestione, il consiglio di

sorveglianza e l’assemblea.

Il modello di amministrazione e controllo prende il nome di sistema dualistico. Il consiglio di sorveglianza oltre ad

essere competente ad esercitare un controllo costante sulla gestione è destinatario di un potere di alta

amministrazione e di indirizzo dell’attività degli amministratori che si sostanzia in maniera significativa nella

facoltà di poter subordinare il compimento di atti gestori all’ottenimento di un’autorizzazione preventiva rilasciata

dal consiglio di sorveglianza. In questo modello abbiamo un elevato grado di dissociazione tra proprietà e

gestione dell’impresa sociale.

Altra caratteristica peculiare della disciplina delle s.p.a tedesche attiene al coinvolgimento dei rappresentanti dei

lavoratori e dei sindacati nella formazione del consiglio di sorveglianza, istituto che prende il nome di cogestione.

2.Il Consiglio di gestione

La legge azionaria tedesca è il riferimento obbligato per ciò che riguarda la disciplina positiva del Consiglio di

gestione .

2.1 La composizione del Consiglio di gestione

<<il consiglio di gestione può essere composto da una o più persone>>, in tal modo si rende ammissibile sia la

figura dell’amministratore unico, sia la presenza di un organo collegiale. Qualora il capitale delle società superi i

tre milioni di euro il consiglio dovrà essere almeno di due persone. Sebbene tale disposizione sia derogabile è

raccomandato alle società quotate di dotarsi di un consiglio di sorveglianza dotato di almeno due persone e

nominare un presidente. Vi sono ipotesi che escludono la cogestione dei lavoratori, ma qualora la società per

azioni ne preveda la presenza all’interno dell’organo amministratore deve essere nominato un direttore delle

relazioni nominato da parte dei rappresentanti dei lavoratori presenti nel consiglio di sorveglianza. In tal caso il

consiglio di gestione dovrà essere composto da almeno due persone. Questo direttore delle relazioni dovrà

essere coinvolto nel processo decisionale del consiglio di gestione e gli sono attribuiti gli stessi diritti e doveri di

un altro organo amministrativo primo fra tutti quello di controllare l’operato degli altri amministratori. È prevista

all’interno di questi organi una partecipazione adeguata delle donne.

2.2 nomina, determinazione del compenso e revoca dei gestori

I componenti del consiglio di gestione sono nominati dal consiglio di sorveglianza. Questa è una competenza che

non può essere in alcun modo trasferita all’assemblea. La nomina dei membri è per un periodo pari a 5 anni,e

rinnovabile per altri 5 anni. Alla scadenza del mandato al quale non faccia seguito un rinnovo o una proroga si ha

la decadenza dall’ufficio; non è ammessa una proroga tacita. Sempre sarà necessaria una delibera di nomina.

Quanto alla revoca dei componenti dell’organo amministrativo spetterà sempre al consiglio di sorveglianza.

Perché sia possibile è necessario sussistano importanti motivi.

Non si fa rientrare tra gli importanti motivi il caso di divergenze tra consiglio di sorveglianza e gli amministratori.

L’atto di revoca può essere impugnato e in tal caso il procedimento è quello di annullamento pertanto sarà

efficace al momento dell’emanazione di una sentenza costitutiva.

2.3 il potere gestorio e il perseguimento dell’interesse sociale

La competenza del consiglio di gestione riguarda ogni materia inerente la gestione dell’impresa sociale. A tal fine

l’organo amministrativo deve orientare la propria attività al perseguimento dell’interesse sociale. Oltre all’interesse

31

dei profitti si devo perseguire anche degli interessi ulteriori riferiti ai lavoratori, ai creditori e alla generalità di quei

soggetti che in diversa misura entrano in contatto con l’impresa sociale. Rileva non tanto l’interesse dei soci ma

l’interesse dell’impresa in sé. Perché ciò possa avvenire è necessario un esecutivo forte e poco incline a cedere

alla pressione degli azionisti interessati principalmente alla distribuzione di alti dividendi. Dunque gli

amministratori devono perseguire un bene comune e tendere alla massimizzazione durevole del valore

dell’impresa. Il perseguimento dell’interesse sociale e massimizzazione dell’imopresa non vanno visti come due

interesssi contarpoosti infatti ma come uno la specificazione dell’altro.

La massimizzazione dell’impresa è volta ad agire nel lungo periodo in modo tale da mediare gli interessi tra le

varie categorie. Agli amministratori è vietato perseguire degli interessi propri, sebbene godano di ampia

discrezionalità e quindi ci si chiede quale sia il limite al perseguimento di questi interessi ulteriori. Questo limite è

individuato da una sentenza BGH che sostiene che questi interessi ulteriori non possano avvenire a detrimento

del successo dell’impresa, inteso come conservazione del capitale sociale e realizzazione di utili.

2.4 i limiti al potere gestorio del Consiglio di Gestione

il consiglio di gestione è l’organo deputato alla gestione dell’impresa sociale. La stessa legge azionaria pone

diversi limiti al potere gestorio. L’attività e il funzionamento del consiglio di gestione può essere condizionata :

dallo Statuto, nel quale viene fissato l’oggetto sociale; dal consiglio di sorveglianza; dall’assemblea; da

regolamenti interni emanati dallo stesso consiglio di sorveglianza. Entro tali limiti l’organo amministrativo è

assolutamente libero e da ciò deriva anche la sua responsabilità Le limitazioni sono:

a) le operazioni che richiedono l’approvazione del consiglio di sorveglianza

lo statuto o il consiglio di sorveglianza devono indicare le operazioni relative alla gestione dell’impresa sociale

per il cui compimento è necessaria una approvazione preventiva da parte del consiglio di sorveglianza . queste

attività indicate valgono a fissare i limiti esterni dell’agere dell’organo amministrativo ma non possono

comportare una sottrazione della materia della direzione societaria che spetta al consiglio di gestione.

Nell’ipotesi in cui il consiglio di sorveglianza neghi l’approvazione richiestagli il consiglio di gestione potrà

investire di tale potere l’assemblea che delibererà a maggioranza dei ¾ del capitale sociale.

b) le decisioni dell’assemblea su richiesta del consiglio di gestione

è previsto il principio secondo cui l’assemblea non può deliberare su questioni inerenti all’amministrazione salvo

che il consiglio di Gestione non ne faccia richiesta. Il consiglio di gestione può avere interesse a rivolgersi

all’assemblea prima di intraprendere una data attività al fine di vedere esclusa la propria responsabilità nei

confronti della società. Affinchè l’assemblea possa validamnete deliberare è necessario che il consiglio di

gestione le trasmetta informazioni relative all’operazione che intende porre in essere e per la quale richieda

un’esenzione di responsabilità. Ciò è tanto più necessario nell’ipotesi di stipula di un contratto che per diventare

efficace richiede l’approvazione di un’assemblea e sarà necessario che l’assemblea venga a conoscenza del

contenuto essenziale del contratto. Il consiglio di sorveglianza dovrà dare esecuzione alla delibera di

approvazione.

c) Il contratto di dominazione fa si che il consiglio di gestione subisca delle limitazioni nell’attivitàù di

gestione che non provengono dagli altri organi sociali ma da un soggetto esterno, di solito un’altra società per

azioni, al quale la società si vincola contrattualmente. Questa tipologia di contratto rientra nei contratti

d’impresa e hanno natura obbligatoria e richiedono necessariamente il coinvolgimenti degli organi

assembleari delle società interessate. Si tratta di una relazione di dipendenza/dominio qualificata, in quanto

la società dominante può esercitare un’influenza più o meno diretta sulla società assoggettata. Tale influenza

assume la forma di direttive che il consiglio id gestione della società dominante impartisce al corrispondente

organo della società assoggettata. Se il contratto non prevede altrimenti possono essere impartite anche delle

direttive pregiudizievoli per la società assoggettata qualora perseguano il soddisfacimento della società

dominante. Il consiglio di gestione della società assoggettata sarà tenuta a eseguire le direttive imposte dalla

società dominante a meno che non risultino pretestuose e prive di interesse. Il contratto in esame non può

essere posto in essere per estromettere dal mercato altre società.

Inoltre si considera l’ipotesi di direttive che per essere eseguite abbisognano dell’autorizzazione del consiglio di

Sorveglianza presso la società a cui sono assoggettate. In tal caso se l’autorizzazione viene negata o non viene

accordata in un termine ragionevole il consiglio di gestione è tenuto a comunicare il silenzio dell’impresa

dominante. Se la idrettiva viene rinnovata il consiglio di gestione potrà prescindere dall’autorizzazione del

32

consiglio di sorveglianza. Non potrà essere coinvolta in questo caso l’assemblea e escludere in questo modo la

responsabilità degli amministratori.

In questi casi il consiglio di gestione che si adegua alle reiterate delle direttive del’’impresa dominante non è

responsabile degli eventuali danni provocati alla società. Questo contratto potrà essere stipulato previa

maggioranza qualificata dei ¾ del capitale sociale rappresentato in assemblea. È questo aspetto che consente

al consiglio di gestione di operare esente da responsabilità.

Esistono anche delle tipologie di contratti di dominazione atipici mentre la dottrina è divisa sulla qualificazione

giuridica dei contratti di dominazione di fatto.

2.5 il principio di collegialità e l’organizzazione interna

il funzionamento dell’organo amministrativo è disciplinato da un regolamento interno emanato dallo stesso

consiglio di gestione a meno che lo stato abbia trasferito tale competenza al consiglio di sorveglianza. In ogni

caso il principio generale che regola il funzionamento dell’organo amministrativo è la parità di diritti e doveri

degli organi di gestione.

Ai membri dell’organo amministrativo compete la gestione collegialmente e le decisioni andrebbero prese

all’unanimità. Peraltro lo statuto o il regolamento possono statuire diversamente, ma mai nel senso di attrinuire

prevalenza ad uno o più gestori nei riguardi della maggioranza. Si riconosce all’autonomia statutaria di

introdurre il principio maggioritario al fine di rendere più agevole il processo decisionale del consiglio di

Gestione. Nelle situazioni di stallo si prevede come determinante il voto del presidente al quale la

giurisprudenza ha anche conferito un diritto di veto. All’interno del consiglio di gestione nella prassi si sono

formati due diversi modelli: un’organizzazione funzionale e un’organizzazione per settori o rami d’azienda.

Il primo è il modello tradizionale di attribuzione delle competenze all’interno del consiglio di gestione, in base al

quale vengono costituiti dei settori aventi ad oggetto specifiche materie, ciascuno die quali viene attribuito ad

uno o più tra i suoi componenti.

L’organizzazione per settori o rami d’azienda fa si che vengano individuati degli ambiti di competenza tra di loro

reciprocamente autonomi e inerenti a determinate attività o rami d’azienda, in tal modo non si hanno

amministratori competenti per determinate materie ma amministratori competenti per determinate attività.

2.6 il potere di rappresentanza

Accanto al potere di gestione spetta il potere di rappresentanza della società, un potere di rappresentanza

giudiziale e stragiudiziale. La rappresentanza giudiziale della società è attribuita a tutti i membri e viene

esercitata congiuntamente a meno che lo statuto non stabilisca altrimenti. Gli amministratori ai quali è attribuita

la rappresentanza possono delegare ad alcuni tra loro il compimento di determinati affari o di determinate

tipologie d’affari, in tal modo introducendo limiti al potere di rappresentanza. Importante è che nell’ipotesi di

conflitto d’interessi degli amministratori con la società, sarà il consiglio di Sorveglianza a vedersi attribuito il

potere di rappresentanza giudiziale e stragiudiziale nei riguardi dei componenti del consiglio di Gestione, ipotesi

peraltro più volte confermata dalla giurisprudenza.

2.7 i doveri di diligenza e fedeltà

I membri del consiglio di gestione devono esercitare l’attività amministrativa seguendo dei doveri di diligenza e

fedeltà. Quanto al dovere di diligenza i membri del consiglio di gestione devono usare nella gestione

dell’impresa la diligenza di un dirigente di impresa preciso e coscienzioso. Dalla violazione del dovere di

diligenza, discende l’obbligo di risarcire i danni cagionati alla società. Accanto alla clausola generale appena

esaminata si elencano NOVE condotte che fanno presumero al loro verificarsi, un danno alla società:

1. Vengono restituiti i conferimenti agli azionisti

2. Vengono pagati agli azionisti gli interessi o partecipazioni agli utili

3. Vengono sottoscritte acquistate o prese in pegno proprie azioni

4. Vengono messe azioni prima del versamento dell’intera somma di emissione

5. Viene distribuito il patrimonio della società

6. Vengono effettuati pagamenti dopo l’insorgenza dello stato di insolvenza della società

7. Vengono concessi compensi a membri dell’organo di controllo

8. Viene concesso credito 33

9. Vengono emesse azioni privilegiate in caso di aumento di capitale obbligatorio al di fuori dello scopo

prefissato o prima dell’intera prestazione del controvalore.

Si tratta di un’elencazione solo esemplificativa e si tratta di una presunzione Juris tantum essendo possibile la

prova contraria di mancanza dell’elemento soggettivo.

Riguardo al dovere di fedeltà in termini generali si può dire che esso impone agli amministratori di non

perseguire il proprio interesse a danno dell’interesse della società. A fianco questa clausola generale si

affiancano quelle particolari come dovere di segretezza aziendale ecc..

2.8 gli obblighi di natura informativa e contabile

La legge azionaria prevede poi, una serie di obblighi, i più rilevanti dei quali consistono:

1) nell’informare periodicamente il consiglio di sorveglianza su una serie di materie ritenute rilevanti per la

gestione societaria e che riguarda la politica imprenditoriale nonché le ragioni del mancato raggiungimento degli

obiettivi prefissati e così discorrendo. È poi prevista un’ipotesi d carattere generale in virtù della quale il

consiglio di sorveglianza può pretendere in ogni momento un rapporto circa le questioni relative alla società,

nonché le relazioni giuridiche ed economiche, che la società intesse con altre società ad essa collegate.

si vogliono conferire al consiglio di sorveglianza gli strumenti per un controllo efficace sull’attività di gestione pur

essendo evidente che il ricorso a tali strumenti non esaurisce il dovere di controllo gravante su tale organo.

2)il consiglio di gestione deve inoltre garantire la corretta tenuta delle scritture contabili necessarie. A tale

obbligo corrisponde il potere d’ispezione dei libri contabili da parte del consiglio di sorveglianza. Si è tenuti a

prevedere un sistema di monitoraggio onde evitare che vi siano danni per la società.

3)nel caso si verificano eventi pregiudizievoli per la società il consiglio di gestione è tenuto ad osservare dei

comportamenti specifici. Ad esempio in caso si accertino delle perdite superiori al 50% del capitale sociale il

consiglio di gestione dovrà provvedere immediatamente a convocare l’assemblea per metterla al corrente della

situazione e se non vengano presi provvedimenti aprire un procedimento di insolvenza.

2.9 la responsabilità dei gestori

La violazione degli obblighi inerenti all’incarico assunto fa scattare una responsabilità solidale degli

amministratori nei confronti della società alla quale si devono risarcire i danni cagionati. Tuttavia nella legge

azionaria sono considerate due ipotesi in cui pur in presenza di un’attività degli amministratori dannosa per la

società, non subentra alcuna loro responsabilità.si tratta dei casi di esecuzione di delibera validamente adottata

dall’assemblea e di esecuzione delel direttive proveniente dall’impresa dominante proveniente dal contratto di

dominazione.

L’organo competente a promuovere l’azione di responsabilità è il consiglio di sorveglianza. Onde evitare

che un comportamento inerte dell’organo di controllo possa pregiudicare gli interessi della società è data la

possibilità all’assemblea di richiedere con 1/10 del capitale sociale, l’azione di responsabilità al consiglio di

sorveglianza. Dall’omesso esercizio dell’azione consegue infatti la responsabilità dei membri del consiglio di

sorveglianza per i danni cagionati alla società. L’attivazione è possibile in quanto abbiano delle informazioni

adeguate sull’attività degli amministratori. In tal senso possono essere di revisori speciali con il compito di

esaminare i singoli atti di gestione degli amministratori e di riferire all’assemblea. Una particolare ipotesi di

revisione speciale risulta disciplinata dal par 315. In base a questa disposizione al ricorrere di determinate

circostanze può essere richiesta la revisione delle relazioni della società interessata con la società dominante.

3. il consiglio di sorveglianza

3.1 la composizione e il funzionamento del consiglio di sorveglianza

Il consiglio di sorveglianza deve essere composto da almeno tre membri ma lo statuto può prevedere un

numero superiore purchè divisilbile per tre.

Sono inoltre previsti dei numeri massimi che non posso essere superati a seconda dell’entità del capitale

sociale. Il consiglio di sorveglianza dovrà nominare al suo interno un presidente e almeno un sostituto, il quale

fa le veci del presidente qualora questi fosse impossibilitato ad esercitare le disposizioni del suo ufficio.

34

Perché l’organo si riunisca è necessaria una convocazione da parte del presidente. Alle sedute del consiglio di

sorveglianza non possono partecipare soggetti che non facciano parte dell’organo amministrativo e di controllo..

ad ogni riunione deve essere redatto un verbale sottoscritto dal presidente. Il consiglio di sorveglianza decide

tramite delibera. Se ci si trova di fronte ad un consiglio di controllo a tre teste l’assenza di uno solo dei suoi

componenti può determinare l’incapacità di deliberare dell’organo. Laddove il consiglio di sorveglianza sia

composto da un numero insufficiente di membri per deliberare, il tribunale provvede ad integrare tale numero. È

previsto per i membri dell’ organo di controllo fisicamente assenti, la possibilità di prendere parte alla delibera

tramite una delega scritta.

È stata inoltre introdotta una norma che darebbe la possibilità per il consiglio di sorveglianza di realizzare la

propria attività deliberativa anche in maniera virtuale. Strettamente connessa è un’altra norma che fa venire

meno l’obbligo di presenza fisica alle sedute del consiglio di sorveglianza per i suoi componenti. Tuttavia

limitatamente alle società che sono tenute a sottoporre i propri bilanci al controllo dei revisori esterni vi è

l’impossibilità di ricorrere ai mezzi di comunicazione a distanza.

3.2 la nomina e la revoca dei consiglieri di sorveglianza

I membri del consiglio di sorveglianza sono nominati dall’assemblea che delibera a maggioranza dei

presenti.

Possono essere nominati in alternativa a dei supplenti dei sostituti. La legge azionaria consente anche a

determinate categorie di azionisti di inviare un proprio rappresentante che possa partecipare alle riunioni del

consiglio di sorveglianza. I membri inviati svolgono all’interno del consiglio di sorveglianza la stessa funzione

dei membri regolati dall’assemblea. Oltre ad una nomina assembleare è altresì prevista una nomina giudiziale

che presuppone un’incapacità di funzionamento dell’organo di controllo che non sia di natura temporanea. La

domanda al tribunale va presentata da un membro dell’organo di controllo o da un azionista. In tale contesto

assume importanza il ruolo attribuito al consiglio di sorveglianza che dovrà attivarsi al verificarsi delle condizioni

che determinano l’incapacità deliberativa del consiglio.

Il giudice è libero di scegliere una persona che risponda ai requisiti previsti dalla legge, senza alcun vincolo nei

riguardi di chi abbia presentato l’istanza di nomina. Tuttavia essendo quella del giudice una discrezionalità

tecnica è previsto che questi sia tenuto a nominare in presenza di un’istanza di nomina, il soggetto indicato

dall’assemblea e qualora questa previsione non sia rispettata allora si potrà revocare il soggetto designato dal

giudice.

Quanto alla durata del mandato, i membri del consiglio di sorveglianza sono nominati per quattro anni ma

possono essere rieletti. Oltre al potere di nomina all’assemblea è lasciato anche un potere di revoca con una

maggioranza qualificata dei ¾ dei presenti.è prevista anche una revoca giudiziale e può essere richiesta in

presenza di un importante motivo.

3.3 la cogestione

Nella dottrina tedesca si distinguono due forme di cogestione: 1) cogestione di impresa che prevede il

coinvolgimento dei rappresentanti sindacali all’interno del consiglio di sorveglianza; 2) cogestione aziendale che

prevede la formazione di consigli di rappresentanza. Questo istituto si pone a cavallo tra il diritto commerciale e

il diritto del lavoro. Il dato legislativo impone una classificazione tra imprese TENUTE a realizzare la cogestione

e società che vanno esenti da tale obbligo. Con la legge del 1976 è stato introdotto un generale obbligo di

realizzare la cogestione dei lavoratori nelle imprese che assumono la forma di società per azioni, accomandita

e a responsabilità limitata. In tutte le società il consiglio di sorveglianza risulta divisa per metà dei rappresentanti

dei lavoratori e metà rappresentanti degli azionisti. Il presidente sarà nominato dai rappresentanti degli azionisti.

Vista la leggera prevalenza di rappresentanti di azionisti si parlerà di parità zoppa o cogestione quasi paritetica.

Infine nelle società che occupano più di 500 dipendenti ma non più di 2000 , i rappresentanti die lavoratori

saranno pari a un terzo dei membri del consiglio di sorveglianza e si parlerà in questi casi di cogestione del

terzo.deve essere introdotta un’adeguata partecipazione femminile che nel caso di cogestione del terzo deve

rappresentare in percentuale le donne sul totale della forza lavoro. Saranno esonerate dall’obbligo di

cogestione le piccole società per azioni e le c.d imprese di tendenza. Affianco alla cogestione legale esistono

anche esempi di cogestione volontaria in quelle società che non sono tenute ad averla, onde evitare conflitti tra

capitale e lavoro.

3.4 i compiti del consiglio di sorveglianza 35

Al consiglio di sorveglianza è rimesso il controllo sulla gestione. Oggetto di tale controllo sono gli atti compiuti

dai lavoratori nell’adempimento del loro incarico. Non si può tuttavia pensare che tutte le attività effettuate

dal consiglio di gestione siano rimesse al controllo del consoglio di sorvegkianza, in quanto ciò comporterebbe

un’eccessiva limitazione all’ambito di operatività del consiglio di gestione.un controllo particolarmente attento

deve essere effettuato per quegli atti di gestione che possono incidere sul rendimento e sulla liquidità della

società. Il consiglio di sorveglianza deve verificare il ocmpimento da parte del consiglio di gestione di una serie

di criteri di elaborazione dottrinale, i più rilevanti dei quali sono:1) la legalità vale a dire che l’attività di gestione

avvenga nel rispetto della legge e dello statuto. 2) l’adeguatezza; 3) l’economicità.ad ogni modo l’attività del

consiglio di sorveglianza può essere distinta in attività di controllo preventivo e attività di controllo successiva al

compimento di atti gestori. Al consiglio di sorveglianza si richiede on solo un controllo ex post sull’attività del

consiglio di gestione ma anche la formulazione degli obiettivi essenziali in materia di politica dell’impresa

sociale. Per quanto riguarda l’attività di controllo preventivo il consiglio di sorveglianza può elaborare dei

regolamenti interni rivolti al consiglio di gestione. Sussiste in capo al consiglio di sorveglianza un diritto di

informazione nei riguardi dell’attività gestoria che può essere esercitato anche individualmente dai consiglieri e

le informazioni richieste dal singolo consigliere vanno comunicate all’organo di controllo nel suo insieme.

Per quanto attiene all’attività di controllo successivo, con una sentenza del BUNDESGERICHTSHOF passata

alla storia, si è affermato che essa ricomprende anche la verifica dei presupposti per l’esercizio di un’azione di

risarcimento danni nei confronti dei membri del consoglio di gestione. Una volta accertata l’esistenza dei

presupposti per agire al consiglio di sorveglianza non è consentita nessuna discrezionalità circa l’esercizio

dell’azione risarcitoria.

3.5 il controllo e l’approvazione del bilancio

il consiglio di sorveglianza approva il bilancio redatto dal consiglio di gestione in una apposita seduta, mentre

l’assemblea delibera successivamente sulla destinazione degli utili eventualmente risultanti dal bilancio.

L’assemblea non può incidere sul bilancio come approvato dall’organo di controllo, mentre può essere chiamata

alla sua approvazione solo in due ipotesi: 1) il consiglio di gestione e il consiglio di sorveglianza decidono

concordemente in tal senso oppure 2) il consiglio di sorveglianza approva il bilancio. le società medio grandi

prevedono per garantire effettivamente il controllo dei conti,la presenza dei revisori esterni.

3.6 gli altri compiti del consiglio di sorveglianza

la legge azionaria attribuisce alcuni compiti al consiglio di sorveglianza che sono funzionali alla sua

collaborazione alla gestione dell’impresa. Degni di essere ricordati sono: la convocazione dell’assemblea

qualora lo richieda il benessere della società; la rappresentanza della società nei rapporti con gli amministratori;

il rilascio di rapporti rivolti all’assemblea in materia di esame del bilancio; la titolarità delle azioni di annullamento

delle delibere assembleari.

3.7 la responsabilità dei consiglieri di sorveglianza

I membri del consiglio di sorveglianza sono tenuti alla diligenza e alla fedeltà alla pari dei membri del consiglio

di gestione. In violazione di questi obblighi scatterà il risarcimento danni. Anche i consiglieri di sorveglianza

devono operare nel perseguimento dell’interesse della società e devono essere tenuti alla riservatezza e

cercare di prevenire ogni ipotesi di conflitto di interessi.

4. l’assemblea

Questo è il terzo organo delle s.p.a.

In una sentenza il bundesverfassungsgericht ha affermato il principio secondo cui l’organo assembleare non

potrebbe influire sulla gestione societaria , nonché l’impossibilità di esercitare un controllo diretto su di essa.

4.1 la competenza assembleare “non scritta di elaborazione giurisprudenziale”

In relazione al dettato normativo l’assemblea potrebbe pronunciarsi su questioni relative alla gestione solo se il

consiglio di gestione lo richieda. Il BGH in un’importante sentenza ha dato un’interpretazione estensiva del

dettato normativo e ha affermato che per il compimento di atti di gestione in grado di incidere sulla struttura

societaria è necessario il coinvolgimento dell’assemblea. Un aspetto problematico della sentenza Holzmuller

consisteva nel fatto che le ipotesi in cui si ravvisava il coinvolgimento dell’assemblea non essendo tipizzate,

richiedevano di volta in volta che venissero individuate dalla giurisprudenza. Si voleva cercare però di limitare

36

l’applicazione di questa sentenza visti i nodi problematici che spesso ne discendevano. Così venne non seguita

in alcune successive pronunce dell’olg.

Nel 2002 nella sentenza MACROTRON, il BGH ha affermato che il consiglio di gestione prima di procedere al

delisting doveva coinvolgere l’assemblea. Anche in tale sentenza sembrerebbe essere fatta applicazione della

dottrina HOLZMULLER. Ma il bgh si è ocmunque ispirato all’art 14 della legge fondamentale di tutrela della

proprietà.

Nelle sentenze GELATINE pur confermando la dottrina holzmuller il BGH ne ha sancito dei limiti operativi

conferendo maggiore certezza alla materia. Con le ultime sentenze del bgh si è assistito ad un

ridimensionamento della competenza non scritta dell’assemblea in materia di gestione per cui essa

sussisterebbe solo per quelle operazioni aventi ad oggetto ristrutturazioni societarie.

4.2 le materie di competenza dell’assemblea previste dalla legge azionaria

Sempre all’assemblea è rimessa la nomina e la revoca dei membri del consiglio di sorveglianza ovvero, nelle

società tenute a realizzare la cogestione, la nomina e la revoca dei rappresentanti degli azionisti.

L’assemblea è tenuta a nominare i revisori esterni. Si tratta di una competenza di natura formale in quanto i

revisori esterni sono indicati dal consiglio di sorveglianza.

L’assemblea delibera sulla destinazione degli utili. L’assemblea è chiamata ad approvare l’operato dei membri

del consiglio di gestione e del consiglio di sorveglianza tramite una procedura di discarico su cui si delibera

contestualmente alla delibera relativa alla destinazione degli utili di bilancio. L’approvazione dell’operato dei

consiglieri di gestione non esclude la possibilità di poter agire tramite azione di responsabilità.

4.3 la convocazione dell’assemblea

Una competenza generale a convocare l’assemblea è attribuita al consiglio di gestione, mentre il consoglio di

sorveglianza deve convocarla quando lo richieda il bene della società. La convocazione avviene almeno un

mese prima dal giorno dello svolgimento.

4.4 assemblea ordinaria e assemblea straordinaria

A differenza che nel nostro ordinamento la differenza tra assemblea ordinaria e assemblea straordinaria non

trae origine dalle materie ivi trattate ma dal tempo del loro svolgimento. L’assemblea ordinaria si svolge

regolarmente ogni anno.

L’assemblea straordinaria viene convocata in casi eccezionali: quando sia opprtuno per il bene della società; a

seguito della richiesta di una minoranza qualificata; nel caso in cui le perdite superino la metà del capitale

sociale; qualora benga avanzata un’offerta pubblica d’acquisto.

4.5 nullità e annullabilità delle delibere assembleari

Le delibere assembleari, in un sistema di corporate governance come quello tedesco caratterizzato da

una rigida ripartizione delle competenze, assumono particolare rilevanza.

Per tale motivo è necessario che ci sia chiarezza sul contenuto giuridico. Nella legge azionaria si distingue tra

nullità di delibere assembleari in genere e nullità di determinate delibere assembleari. Una delibera

assembleare è nulla: 1) se non è stata rispettata la disciplina in materia di convocazione dell’assemblea. 2) se

non è stata rispettata la disciplina in tema di verbalizzazione della delibera. 3) se essa risulta inconciliabile con

la natura della società ovvero il suo contenuto viola disposizioni poste nell’interesse pubblico. 4) se il suo

contenuto è contrario al buon costume; 5) se a seguito dell’azione di annullamento è stata dichiarata nulla con

sentenza passata in giudicato. 6) a seguito di cancellazione d’ufficio dal registro delle imprese.

L’azione di accertamento di nullità può essere posta da una persona qualunque.

Quanto all’annullabilità della delibera essa discende dalla violazione di legge o dello statuto. L’organo di

gestione è l’organo competente a proporre azione di annullamento avverso le delibere assembleari. Singoli suoi

membri o singoli membri del consiglio di sorveglianza possono proporre tale azione solo se da un’esecuzione

della delibera conseguirebbe una condotta civilmente o penalmente illecita. Gli azionisti possono agire per

l’annullamento della delibera nelle seguenti ipotesi: se assenti, nell’ipotesi in cui non siano stati ammessi

37

all’assemblea ovvero l’assemblea non è stata regolarmente convocata o il suo oggetto non è stato

regolarmente reso noto; se intervenuti qualora abbiano fatto constatare da verbale la volontà di impugnare la

delibera.

5. la kleine aktiengesellschaft

Con la legge per la piccola società per azioni e per la deregolamentazione del diritto societario viene introdotta

la piccola società per azioni. La disciplina differenziata è stata introdotta direttamente nel corpus della legge

azionaria. Essa è volta a disciplinare la piccola società per azioni con norme meno rigorose e che tengano

conto della minor compagine azionaria.

GRAN BRETAGNA E STATI UNITI: IL SISTEMA DI AMMINISTRAZIONE E

CONTROLLO DELLE COMPANIES E DELLE CORPORATIONS.

1. Introduzione

Il legislatore italiano ha introdotto con la riforma societaria del 2003 il sistema monistico e il sistema dualistico

su scelta dei soci, previo espresso riconoscimento statutario. Si cercherà dunque di far emergere quelli che

sono i tratti caratterizzanti il sistema monistico nella corporation americana e nella company britannica per poi

esprimere alcune valutazioni di sintesi circa l’istituto previsto e regolamentato nel nostro codice civile dagli

artt.2409 sexiesdecies e seguenti del codice civile.

2. il modello nord-americano

Nel sistema americano va in primo luogo rilevato come la materia societaria sia di competenza dei singoli

legislatori statali, mentre la legge federale disciplina la materia dell’emissione e circolazione dei titoli azionari. In

quest’ultimo ambito vengono dettate una serie di norme che riguardano le società quotate ed in particolare vari

aspetti relativi al controllo sull’amministrazione della società. A livello dei songoli stati ogni legislatore è in

sostanza libero di disciplinare la materia societaria come meglio crede, anche se la legislazione risulti

abbastanza uniforme. Non occorre dimenticare che esiste un MODEL BUSINESS CORPORATION ACT

ELABORATO DALL’AMERICAN BAR ASSOCIATION il quale svolge una funzione uniformante. La distinzione

fondamentale in materia societaria è tra due tipi di società: la partnership e la corporation.

La prima è sostanzialmente assimilabile ala nostra società in nome collettivo anche se è possibile prevedere la

responsabilità limitata per i soci. Si divide a sua volta in general partnership ( resp illimitata) e limited

partnership( alcuni soci a resp illimitata altri a resp limitata).

Dal lato della business corporation troviamo la publicy held corporation e la closely held corporation. La prima è

un tipo di società grande aperta al mercato e la seconda individual piccolo società per azioni con ristretta base

azionaria e i cui titoli non sono trattati sui mercati regolamentati.ci soffermiamo sul sistema di amministrazione e

controllo tipico delle business corporation. Per quanto riguarda la nomina dei primi amministratori in alcuni stati

questi sono indicati nell’atto costitutivo, in altri stati sono i soci fondatori i primi amministratori. Comunque sia

composto l’initial board resta in carica sino alla prima assemblea annuale degli azionisti. Nelle società a ristretta

base azionaria lo schema legale visto non può essere liberamente modificato attraverso accordi tra i soci. La

ragione consiste nel fatto che la personalità giuridica e il conseguente beneficio della responsabilità limitata

sono concessione di uno stato in cui ha sede la corporation.

2.1 Shareholders meeting (assemblea degli azionisti)

I soci si riuniscono almeno una volta l’anno in quell ache viene definite general meeting( la nostra assemblea

ordianria) mentre le special meetings non hanno cadenza ordinaria ma vengono richieste dai soci stessi o

chiamate quando vi siano particolari situazioni che richiedano l’intervento dei soci.

L’assemblea dei soci non ha molti poteri possono nominare e revocare i membri del board of directors,

approvare quelle operazioni societarie che sarebbero nulle o annullabili se non ratificate dai soci; il potere di

inviare raccomandazioni agli amministratori; l’approvazione o meno delle modifiche statutarie; l’approvazione o

meno di modifiche statutarie.

2.2 Board of directors ( consiglio di amministrazione)

38

si tratta dell’organo gestorio della società. Il potere gestorio attribuito ai directors è un potere teorico in quato

dettato in via generale, ma di certo non era possibile affidare in capo a questi il potere di gestire di fatto la

società, dal momento che ai singoli azionisti non è concesso in alcun modo subentrare nell’amministrazione

sociale. Agli amministratori è dat ala possibilità di delgare le proprie funzioni a un terzo organo sociale che sono

i delegate officers. Alcuni compiti spettanti ai directors sono quelle nelle closely held corporation, stabilire la

politica societaria e autorizzano la stipula dei contratti più importanti. Nelle publicy held corp. Le scelte gestorie

vengono delegate agli officers sui quali il board mantiene un potere di supervisione.ecc..

L’aspetto dei rapporti tra azionisti e amministratori è molto importante. Abbiamo detto che agli azionisti spetta di

prendere alcune delle decisioni più importanti per la società mentre per il resto la competenza è rilasciata

consiglio di amministrazione.

In varie operazioni amministratori e soci si trovano ad operare congiuntamente. I soci possono essere chiamati

ad approvare o respingere determinate specifiche operazioni societarie ,oppure affari decisi o autorizzati dagli

amministratori stessi. Normalmente questa sorta di ratifica da parte dei soci è richiesta per attività in cui gli

stessi amministratori sono personalmente interessati, oppure sono gli stessi officers o directors che fanno

intervenire i soci al fine di essere tenuti indenni in ipotesi di evenuali responsabilità o di costi di causa.

Per legge gli azionisti hanno il diritto id apprivare o meno tutte quelle modifiche essenziali della struttura

societaria eventualemnte pensate e proposte dal board. Si tratta delle modifiche statutarie, delle fusioni, dello

scioglimento, della cessioni di tutti o di una parte degli assets societari. Il board of directors deve operare nel

rispetto dei così detti fiduciary duties, del duty of care e di tutti quei doveri espressi con clausole generali

nell’ordinamento di common law come anche il duty of loyalty o divieto di agire in conflitto di interessi con la

società.

È importante rilevare che gli amministratori risponderanno di cattiva gestione della società anche se

risponderanno alle richieste degli azionisti di maggioranza.

L’indipendenza del director è requisito assolutamente preponderante.

Lo strumento più importante che gli azionisti hanno per tenere fedeli gli amministratori è sicuramente la revoca

dalla carica in qunato i soci possono revocare un amministratore anche in assenza di una giusta causa.ad ogni

modo le soluzioni concrete variano da stato a stato. È evidente come l’introduzione della regola per cui

l’amministratore può essere revocato anche senza giusta causa abbia cambiato i rapporti tra azionisti e

directors. Non appare dubbio che il board sia organo essenziale di ogni corporation , tuttavia si può individuare

una sorte di eccezione a questo principio: è il caso della piccola società azionaria chiusa( con uno o due soci o

pochi di più) . lo stesso mbca ritiene ammissibile che nelle società con non più di cinquanta soci questi

possano scegliere di fare a meno dell’organo amministrativo o possano comunque limitarne i poteri . il numero

di amministratori è quindi quello che sarà fissato liberamente nello statuto di ciascuna singola società. Vi sono

regole diverse da stato a stato per quanto attiene alla modifica di talke numero. Un’alternativa è quella di

prevedere nello statuto o nell’atto costitutivo, un numero massimo e un numero minimo di amministratori

all’interno del quale il board può autonomamente scegliere la propria effettiva consistenza. Al di fuori di tali

limiti sarà necessario fare intervenire i soci. La disciplina di questo particolare aspetto è di sicuro rilievo: si tratta

di equilibrare da un lato il potere degli amministratori stessi di scegliere membri a loro graditi da inserire nel

consiglio senza chiedere l’autorizzazione dei soci, nonché di optare per la non sostituzione di coloro che sono

usciti dal board. D’altra parte si tratta di impedire che gli stessi directors possano in qualche modo manipolare in

maniera rilevante il consiglio senza che vi sia l’intervento dei soci.

Possono essere nominati quali membri del consiglio di amministrazione solamente persone fisiche. Figura di

riferimento delle riunioni è il presidente (CHAIRMAN) che non va confuso con il president che presiede riunioni

più ampie. I suoi doveri sono sostanzialmente: presiedere la riunione; convocare riunioni straordinarie;

individuare i soggetti da nominare all’interno dei comitati che il board ha potere di istituire.

In caso di assenza del presidente lo stesso viene sostituito da un vice presidente. Le riunioni del consiglio di

amministrazione possono essere ordinarie o straordinarie. Le prime possono essere settimanali o mensili o

trimestrali o comunque ad intervalli regolari. Esse non necessitano comunque di una convocazione perché

prefissate. Per quanto attiene alle riunioni straordinarie si tratte di adunanze non programmate e detate da

esigenze nuove sorte nel corso dell’esercizio. Vanno proceduta dall’avviso di convocazione da inviare almeno

due giorni prima dell’incontro. 39


ACQUISTATO

6 volte

PAGINE

44

PESO

495.15 KB

PUBBLICATO

+1 anno fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in giurisprudenza
SSD:
Università: Trento - Unitn
A.A.: 2015-2016

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher marcofarsura di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto commerciale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Trento - Unitn o del prof Pederzini Elisabetta.

Acquista con carta o conto PayPal

Scarica il file tutte le volte che vuoi

Paga con un conto PayPal per usufruire della garanzia Soddisfatto o rimborsato

Recensioni
Ti è piaciuto questo appunto? Valutalo!

Altri appunti di Diritto commerciale

Riassunto esame Diritto Commerciale, docente Pederzini, libro consigliato Campobasso
Appunto
Diritto commerciale - il diritto delle società
Appunto
Riassunto esame Diritto industriale, Prof. Pederzini, libro consigliato Diritto commerciale avanzato, Vanzetti, Cataldo
Appunto
Forme societarie_Tabulazione riassuntiva
Appunto