Estratto del documento

La cultura delle regole

Le prime codificazioni italiane

In Italia era estranea solo l’idea di codificazione delle leggi civili mentre erano ben presenti dei “codici” cioè delle raccolte ordinate regole in determinati settori dell’ordinamento quali il settore delle procedure, civile e penale. Molteplici sono le iniziative in questo senso trattandosi di “consolidazioni” piuttosto che non di redazioni di codici in senso moderno. Tra queste iniziative spiccano le Costituzioni dei Savoia (1722). Si trattano di regole che riguardano soprattutto l’amministrazione della giustizia essendo questo il significato politico dell’intervento del monarca nella legislazione tra i privati: la garanzia di un procedimento effettuato dinanzi ai propri ministri cioè ai giudici che amministrano la giustizia in nome del monarca. Costituisce una novità la sperimentazione di un codice che tratta tutte le materie del diritto civile, l’utilizzazione di un testo che ricompone tutte le fonti in un’unica trama ma questa esperienza potrà essere fatta solo dopo gli accadimenti rivoluzionari in Francia e dopo la conquista napoleonica. La rivoluzione ha un significato fondamentale: costituisce l’origine del nuovo diritto civile moderno ed a essa discende un nuovo modello normativo per la gran parte dei paesi occidentali.

Le idee della rivoluzione

Queste sono espresse nel testo della Dichiarazione dei diritti del 1789 e i suoi punti cardini riflettono sulla disciplina dei rapporti privati: la libertà, l’uguaglianza degli uomini nei loro diritti, il mantenimento delle “distinzioni sociali”, la salvaguardia dei “diritti naturali e imprescrittibili” dell’uomo cioè la libertà, della proprietà (è definita come un diritto “inviolabile e sacro” di cui si può essere privati solo per necessità pubblica con riconoscimento di una indennità “giusta e anticipata”), della sicurezza, la libertà di fare tutto ciò che non è vietato dalla legge. I diritti dell’uomo nella società sono la libertà, la sicurezza e la proprietà e i diritti naturali si sono trasformati nel corso degli anni in diritti “nazionali” cioè in diritti riconosciuti dalle leggi positive. Il “diritto civile intermediario” finisce per incentrarsi sulla proprietà e sulla iniziativa economica: i due pilastri della economia necessari per il capitalismo e per il consolidamento al potere della classe borghese. Più rilevanti sono le acquisizioni del diritto pubblico, della rappresentanza politica, delle categorie elettorali, della ripartizioni dei poteri. Sul piano civilistico interessa l’avvio della redazione di un codice inerente ai rapporti tra i privati cioè un codice civile: il suo successo è dovuto a Napoleone perché sotto la rivoluzione i rapporti giuridici sono improntati più al diritto pubblico che al diritto privato. Il codice rappresenterà il modello ideale di diritto civile, un quadro di regole pratiche che si sostituirà ai principi del diritto naturale: riposa sui principi di natura politica, come l’uguaglianza degli individui, la difesa della proprietà e l’organizzazione di una famiglia secondo un modello autoritario e patriarcale.

Gli effetti della rivoluzione francese in Italia

La rivoluzione e la Dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino circolano con documenti rivoluzionari, con la vittoriosa campagna d’Italia di Napoleone e con le “costituzioni giacobine”. Gli effetti della rivoluzione francese sono stati effimeri: la vera rivoluzione si registra sul piano politico e quindi nei rapporti di diritto pubblico ma la ventata libertaria si identifica con il Risorgimento. Con le codificazioni penetrano nel nostro paese le idee rivoluzionarie del Code Civil si pensi alla libertà personale e quindi alla rimodellazione degli status dell’individuo, alla libertà della proprietà e alla connessione tra colpa e responsabilità civile. Il diritto rivoluzionario francese impone una legge “eguale per tutti” e quindi la redazione di regole semplici, comprensibili, estese a tutti gli individui essendo indifferente il loro status. Quest’opera di semplificazione costituisce anche uno strumento per gli italiani di unificazione culturale e giuridica della penisola. La forza della rivoluzione francese diviene dunque forza delle istituzioni napoleoniche ma in Italia il significato della rivoluzione francese non fu compiutamente compreso o addirittura fu travisato.

La rivoluzione francese e i giuristi italiani dell’Ottocento

Il Granducato di Toscana aveva raggiunto con la legislazione leopoldina un livello di civiltà giuridica straordinario ma Forti, descrivendo la situazione successiva alla caduta di Napoleone, precisa che furono mantenute alcune innovazioni introdotte dai francesi come la soppressione dei fedecommessi, l’abolizione della feudalità e l’abolizione degli statuti municipali. Le idee rivoluzionarie sono filtrate anche attraverso la presentazione delle regole del Code di cui viene fatta anche una discussione preliminare: Portalis parla in materia di rapporti familiari, di matrimonio, di tutela, di maggiore età; inoltre parla di leggi civili affermando che esse sono le fonti dei costumi e la garanzia di ogni pace pubblica e privata ma riguardano ogni individuo. Infatti nel “discorso di presentazione del code civil” le persone sono considerate come il principio e il fine del diritto: perché le cose non sarebbero nulla per il legislatore senza l’utilità che ne derivano le persone.

Il Code Civil

Fu tradotto in italiano nel 1806, entra in vigore nelle regioni che compongono il Regno d’Italia di origine napoleonica e viene introdotta nelle università e nei licei. Sorto come atto politico necessario a esprimere la frattura con l’Ancien Regime e come complesso di regole che governano i rapporti tra i privati ma non è l’espressione fedele degli ideali della rivoluzione: esprime le esigenze di un ceto borghese che aveva acquisito il potere e con un codice voleva rinsaldarlo. La caduta di Napoleone non comporta l’abrogazione del suo codice né in Francia né nei territori conquistati.

Le scelte fondamentali del Code Civil

Il Code Civil si compone di un titolo preliminare e di tre libri i cui titoli sono:

  • Le persone
  • I beni
  • I modi di acquisto della proprietà (la disciplina del contratto e della responsabilità civile e delle successioni sono contenute nel terzo libro)

La sua redazione si deve a giuristi di grande vaglia esperti conoscitori delle fonti romane, delle consuetudini e delle opere dei giusnaturalisti come Domat e Pothier. Tra le molteplici scelte che essi compiono conviene ricordare quelle destinate a lasciar traccia nel Codice Civile vigente: il principio di irretroattività della legge, all’esercizio dei diritti civili non dipendente dalla cittadinanza, al principio di reciprocità, alla disciplina del domicilio e dell’assenza, la disciplina della proprietà come la disciplina dei diritti reali mentre per i contratti rileva la codificazione del principio consensualistico, la disciplina dei vizi e delle obbligazioni; la disciplina dei singoli contratti, oltre che della responsabilità civile, che, informata al principio di atipicità dell’illecito costituiranno uno dei capisaldi dei sistemi continentali. Proprietà, contratto e responsabilità sono gli istituti fondamentali sui quali si regge la struttura del Code Civil: è una struttura fondata sulla libertà di obbligarsi, di esercitare i poteri del proprietario entro i limiti stabiliti dall’ordine pubblico, dal buon costume, dai diritti altrui di agire, salvo l’obbligo di rispondere per i danni arrecati intenzionalmente o colpevolmente ai terzi.

Il codice di Commercio del 1807

Il diritto commerciale costituisce l’altra costola del diritto privato ma la distinzione tra le due branche fino a tutto il Settecento non era netta, riguardando il diritto civile la disciplina delle persone e delle cose (proprietà) e il diritto commerciale le operazioni dei mercanti ma con l’Ottocento la distinzione è dettata dalla dottrina che postulano la divisione dei due codici. I due rami del diritto privato finiscono così per rimanere ben distinti ma nella storia più recente vi è la confluenza dei due codici nella compilazione del 1942. Il Code de commerce ha una gestione lunga e complessa ma viene sveltita e orientata con l’intervento dello stesso Napoleone per accelerarne l’approvazione. Esso risolve anche i contrasti tra civilisti e commercialisti:

  • I primi, considerano il Code Civil come legge fondamentale che riguarda tutti i privati e tutela i valori prioritari connessi alla proprietà ritengono che il Code de commerce debba essere subordinato al Code Civil come legge speciale a tutela di interessi di settore, che si fa carico delle esigenze del ceto commerciale.
  • I secondi, si preoccupano che il Code dia piena rispondenza ai bisogni del commercio, che tuteli gli interessi dell’intera collettività, garantisca il libero esercizio di mestieri, professioni, commercio e offra al commercio i vantaggi di cui abbisogna.

Ciò preoccupa i redattori è l’eliminazione delle barriere di casta e status, l’introduzione di regole chiare, uniformi. Così nel 1807 viene alla luce un codice che disciplina nel libro I il commercio in generale e gli atti di commercio, nel libro II il commercio marittimo, nel libro III il fallimento e nel libro IV la giurisdizione in materia commerciale. Il Code commerce sarà poi rivisto nel 1838 con la riforma integrale del libro III e nel 1841 con un aggiornamento generale; tradotto poi in italiano entra in vigore nelle province conquistate da Napoleone e riunite nel Regno italico nel 1808, due anni prima era entrato in vigore il codice civile.

Analisi critica del Code Civil

Il Code civil si presta a letture diverse e la sua analisi risente perciò del contesto nel quale è effettuata: il contesto può essere storico, giuridico, politico, sociologico ecc. Ma l’analisi risente pure delle circostanze in base alle quali essa è stata promossa: gli appuntamenti ai quali il code civil non ha potuto sottrarsi sono numerosi come le celebrazioni di Parigi del 1904, quella di New York del 1956 e al secondo centenario della Dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino. Albert Sorel segnala due caratteristiche di fondo del Code:

  • L’essere un corpus normativo
  • L’essere un documento linguistico semplificante, quasi “volgarizzatore”, in quanto destinato a tutti

In realtà con “tutti” si deve intendere tutti i giuristi o al più tutti coloro che con il proprio bagaglio culturale sanno distinguere il linguaggio tecnico dal linguaggio comune. Sorel lo definisce come una summa della giurisprudenza del diritto romano e delle consuetudini, combinate insieme alla luce della Dichiarazione dei diritti dell’uomo, secondo le abitudini, le convenienze e le condizioni della “nazione francese”; esso si presenta come un “libro della ragione” che procura pace sociale. È frutto dell’economia del tempo e quindi incentrato sulla proprietà sul cui modello si disciplinano la famiglia, le successioni e l’intera economia che trae alomento dalla proprietà. Le sue regole sono state nel corso del tempo modificate, con riguardo alle nuove esigenze sociali, come la posizione della donna e la disciplina del rapporto di lavoro. Per Esmein la novità del codice sta nel fatto che esprime una continuità tra la cultura giuridica settecentesca e cultura espressa nel codice. Ciò che si esalta è l’idea di codice in sé come opera di sistemazione e di riordinamento; la sua novità e la sua forza consistono nello stesso fatto di esistere, di essere destinato a tutti i francesi, di avere finalità unificanti. La tesi di Esmein è condivisa da Vigié che però pone in evidenza il grande sforzo di redattori.

La prospettiva giusnaturalista e la lettura politica

Da Boistel il Code viene inteso come manifesto dell’individualismo e dei principi del diritto naturale. L’articolo 544 riconosce il diritto di proprietà come intangibile, salve le limitazioni imposte dalle leggi o regolamenti e salvi gli espropri per motivi di utilità pubblica ma il sacrificio imposto al privato è compensato con la corresponsione di una indennità “giusta e preventiva”; Boistel sottolinea l’esigenza di interpretare il Code civil con realismo e aderenza ai fatti sociali. Portalis spiega perché il legislatore debba enunciare principi fecondi di conseguenze e non regole dettagliate lasciandosi guidare dalla “ragione naturale”, alle lacune di provvederà penetrando “lo spirito generale delle leggi”. In un’epoca come quella del XX il code civil si presenta come l’emblema proprietario della classe borghese, è il momento in cui la Francia conosce gli scioperi e i tentativi di rivoluzione sociale. Di qui un atteggiamento critico verso il code civil, il distacco del testo si può abbreviare ricorrendo a due diverse soluzioni: o con l’adeguamento interpretativo oppure con il rifiuto frontale. Tessier esalta i meriti fondamentali del codice che devono essere rimarcati con forza:

  • L’avere realizzato l’unificazione del diritto privato, l’avere introdotto principi irreversibili come
  • La secolarizzazione del diritto
  • L’eguaglianza delle persone
  • La libertà della proprietà

Tessier gli rimproverava di non avere uno spirito democratico perché non assicura a tutte le persone una eguale protezione dei loro diritti. Nella varietà delle posizioni sono diversi i modi di intendere il “tasso di democraticità”: chi si preoccupa degli interessi della classe operaia non può che vedere le disposizioni sulla locazione d’opera e sulla sudditanza del dipendente rispetto al padrone il marchio di una legislazione liberista ma anche egoista. Chi si pone nell’ottica opposta è Troplong critica le fonti delle obbligazioni che nascono dalla legge e ogni apertura alle esigenze sociali. La continuità tra ideali rivoluzionari e Code Civil è teorizzata da Tocqueville e Quinet e sostenere la continuità nel Code civil significa esaltare del codice proprio i caratteri antitetici a quelli normalmente riconosciuti. Questa continuità è contestata da Tissier poiché agli inizi del 900 egli la vede come leggendaria ed erronea perché la socializzazione del diritto non si riallaccia alla rivoluzione e ancora meno al Code civil ma nasce al di fuori e contro il codice. La natura compromissoria del Code è documentata dalle differenze riscontrabili tra la versione rivoluzionaria del 1793 e quella di dieci anni più tardi:

  • La prima, si preoccupa dei minori, dell’istruzione e degli orfani, inibisce la ricerca della paternità naturale, ignora la morte civile, è liberale nel diritto successorio.
  • Il codice del 1803 è moderato che si adegua alle esigenze della classe media.

Il codice del 900 di presenta come un modello di legislazione, incentrato com’è sul rispetto della persona, sulle sue libertà e sul suo sviluppo come specchio della sua società che lo ha prodotto. Tissier conclude la sua analisi auspicando una riforma radicale per rendere i contenuti conformi alle esigenze sociali della sua epoca.

La lettura storicista

Saleilles fa una distinzione di base che vede il Code civil uno strumento di democrazia politica ma anche un complesso di regole economiche e sociali ormai superati. La codificazione ha una pluralità di scopi: non solo quello di dettare regole univoche dei rapporti tra privati, ma anche quelle prettamente politiche di promulgare l’eguaglianza degli individui; scopi che prevalgono sulle obiezioni scientifiche di Savigny manifestate un decennio dopo la sua entrata in vigore. Saleilles si domanda se le obiezioni di Savigny possano trovare fondamento ed essere condivise e la critica a quest’ultimo è attenta; si deve distinguere tra metodo storico e scuola storica:

  • È il metodo scientifico per eccellenza
  • È solo un indirizzo di pensiero votato all’immobilismo

Le sue obiezioni a Savigny sono taglienti poiché il diritto lasciato a se stesso, cioè alle fonti non scritte e non codificate, maturerebbe troppo lentamente, in modo disorganico e non si potrebbe far carico di tutti gli interessi socialmente rilevanti. Nella costruzione di Savigny non c’è posto per il ruolo creativo del giudice e Saleilles non intende ampliare in modo eccessivo gli spazi di discrezionalità affidati al giudice. Il codice si presenta al crocevia di indirizzi culturali da Saleilles individuati in una dottrina filosofica, politica e giuridica: ciascuno di questi indirizzi è in crisi sul finire del secolo poiché la concezione individualista cede il campo all’idea sociale di diritto che implica il superamento della assolutezza del diritto di proprietà, l’introduzione dell’abuso del diritto, la limitazione dell’autonomia della volontà a opera di clausole generali quali buon costume, ordine pubblico, buona fede e lealtà. In particolare la disciplina della responsabilità civile (art 1383) serve a prendere cognizione dei nuovi interessi e a proteggerli; Saleilles pone l’accento proprio su queste formule ampie poi che hanno permesso di introdurre nei tre settori cardini del Code (proprietà, libertà, autonomia contrattuale) la concezione di solidarietà sociale e dei doveri reciproci degli individui. Di qui nel corso del secolo la lenta ascesa della dimensione sociale e quindi dell’emersione delle tre categorie.

Anteprima
Vedrai una selezione di 22 pagine su 103
Riassunto esame Diritto civile I, prof. Alpa, libro consigliato Cultura delle regole, Alpa Pag. 1 Riassunto esame Diritto civile I, prof. Alpa, libro consigliato Cultura delle regole, Alpa Pag. 2
Anteprima di 22 pagg. su 103.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Diritto civile I, prof. Alpa, libro consigliato Cultura delle regole, Alpa Pag. 6
Anteprima di 22 pagg. su 103.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Diritto civile I, prof. Alpa, libro consigliato Cultura delle regole, Alpa Pag. 11
Anteprima di 22 pagg. su 103.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Diritto civile I, prof. Alpa, libro consigliato Cultura delle regole, Alpa Pag. 16
Anteprima di 22 pagg. su 103.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Diritto civile I, prof. Alpa, libro consigliato Cultura delle regole, Alpa Pag. 21
Anteprima di 22 pagg. su 103.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Diritto civile I, prof. Alpa, libro consigliato Cultura delle regole, Alpa Pag. 26
Anteprima di 22 pagg. su 103.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Diritto civile I, prof. Alpa, libro consigliato Cultura delle regole, Alpa Pag. 31
Anteprima di 22 pagg. su 103.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Diritto civile I, prof. Alpa, libro consigliato Cultura delle regole, Alpa Pag. 36
Anteprima di 22 pagg. su 103.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Diritto civile I, prof. Alpa, libro consigliato Cultura delle regole, Alpa Pag. 41
Anteprima di 22 pagg. su 103.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Diritto civile I, prof. Alpa, libro consigliato Cultura delle regole, Alpa Pag. 46
Anteprima di 22 pagg. su 103.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Diritto civile I, prof. Alpa, libro consigliato Cultura delle regole, Alpa Pag. 51
Anteprima di 22 pagg. su 103.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Diritto civile I, prof. Alpa, libro consigliato Cultura delle regole, Alpa Pag. 56
Anteprima di 22 pagg. su 103.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Diritto civile I, prof. Alpa, libro consigliato Cultura delle regole, Alpa Pag. 61
Anteprima di 22 pagg. su 103.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Diritto civile I, prof. Alpa, libro consigliato Cultura delle regole, Alpa Pag. 66
Anteprima di 22 pagg. su 103.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Diritto civile I, prof. Alpa, libro consigliato Cultura delle regole, Alpa Pag. 71
Anteprima di 22 pagg. su 103.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Diritto civile I, prof. Alpa, libro consigliato Cultura delle regole, Alpa Pag. 76
Anteprima di 22 pagg. su 103.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Diritto civile I, prof. Alpa, libro consigliato Cultura delle regole, Alpa Pag. 81
Anteprima di 22 pagg. su 103.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Diritto civile I, prof. Alpa, libro consigliato Cultura delle regole, Alpa Pag. 86
Anteprima di 22 pagg. su 103.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Diritto civile I, prof. Alpa, libro consigliato Cultura delle regole, Alpa Pag. 91
Anteprima di 22 pagg. su 103.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Diritto civile I, prof. Alpa, libro consigliato Cultura delle regole, Alpa Pag. 96
Anteprima di 22 pagg. su 103.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Diritto civile I, prof. Alpa, libro consigliato Cultura delle regole, Alpa Pag. 101
1 su 103
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze giuridiche IUS/01 Diritto privato

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Marta20 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto civile e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Roma La Sapienza o del prof Alpa Guido.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community