TEOLOGIA
VERITA’, CULTURA e VITA
Il cristianesimo ha modellato la vita sulla terra
la fede è un modo di vivere la vita. Non ha esistenza autonoma, ma è un RAPPORTO, INCONTRO
tra Dio e l’uomo. Rende più facile rintracciare opportune mete da dare alla vita quotidiana
UN PRIMO SGUARDO AL PRATICARE DIO
L’uomo ha un bisogno di Dio di cui non è cosciente. Meno si riconosce il Suo bisogno, più ci
si allontana da Lui e più il bisogno ingigantisce.
(= bisogno di cibi genuini cresce proporzionalmente al diminuire del suo rispetto aria,
acqua inquinamento)
Dio ha autonomamente deciso di cercare l’uomo perché trova che l’uomo ha bisogno di Lui
Oggigiorno l’uomo si ritrova sottomesso a idoli: denaro, piacere etc.
mondo preda delle opinioni, che si limita a discutere su analisi prive della volontà di
individuare la presenza di colpe e della forza di stabilire le responsabilità. (vedi pag. 17)
Nel mondo dell’opinione l’individuo perde la capacità di un giudizio autonomo.
Il reale cede il passo al VIRTUALE.
LA VERITA’ SENZA OPINIONE:
Genesi dice: Dio non si è limitato a produrre oggetti, ma ha dato loro una forma complessiva
definita. Genera un complesso di valori, in un unico stato di vita indicato dal BUONO.
Principio morale: Dio ha dato alla realtà un ordine PRIVO DI DISORDINE. Alle origini il bene non
andava di pari passo con il male.
ll racconto della creazione crea un mondo che Dio ha messo al riparo dalle incertezze create
dall’opinione.
Dio ha sottratto la vita all’opinione, cioè allo stabilire arbitrariamente di volta in volta ciò che è
bene e ciò che è male. Dio vuole la realtà buona.
Si dice però che Dio ha trasformato il caos, non che l’abbia originato. Dal contatto con Dio parte un
tipo di trasformazione, diversa da quella che parte dal contatto con il serpente. L’uomo può solo
scegliere il contatto, non la trasformazione. Non può avere il controllo su chi sceglie e su come
sarà la sua vita. In più l’uomo può separarsi da Dio una volta avvenuto il contatto, ma così non può
fare con il serpente.
Il disordine attuale è dato dall’ingresso dell’opinione nella coscienza umana. Dalla verità di Dio,
l’uomo passa alla verità serpente. PECCATO ORIGINALE: non è un semplice atto umano, ma una
mutazione insorta nella coscienza. Dalla verità di Dio, delle origini si passa all’opinione personale.
Gli uomini sostituiscono alle certezze stabili che vengono da Dio, il miscuglio instabile delle proprie
congetture.
Le opinioni dell’uomo sono impregnate di un’ermeneutica della vita che porta a dubbi.
L’INTERPRETAZIONE UMANA DELLA VERITA’ ALLONTANA DALLA VERITA’.
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DOMINIO DELL’OPINIONE: tirannia impigrisce la criticità della gragione.
Oggi: pubblicità, propaganda etc. La tirannia dell’opinione punta alla creazione nelle coscienze di
una mentalità emotiva e acritica. L’opinione non viene più dagli uomini dello studio e del pensiero,
ma dalla gente dello spettacolo o avant spettacolo.
SAN PAOLO: la deviazione morale che conduce l’uomo a finire schiavo del potere del male supera
di molto un errore di ragionamento, ma ha colpito la coscienza.
<<nella mia carne non abita il bene, ma solo il desiderio di bene, non la capacità di attuarlo;
quando voglio fare il bene, il male mi è accanto>>
LA PRESENZA DEL DIO DI GESU’
Gesù è segno della presenza di Dio sulla terra. Secondo Gesù il credente mette in
discussione e nega la sua fede in Dio ogni volta che decide di mettere in discussione e
negare i segni della presenza di Dio che gli vengono offerti.
I segni non sono una presenza fisica, ma sono affiancati dall’arrivo di un qualche fattore
fisicamente percepibile. Alcuni lo comprendono, altri lo respingono
(esempio del regista e giornalista: a Calcutta, un luogo nella registrazione anche se fosco
brilla è la luce di Dio. Il regista non trova la spiegazione, il giornalista crede.)
La percezione della presenza di Dio è un fenomeno di interpretazione di dati oggettivi
prodotta direttamente dalla fede. Si comincia a percepire la presenza di Dio solo quando
si è disponibili a lasciarsi convertire. Non è il contatto fisico con un miracolo a far nascere la
fede.
La pratica della fede nasce dalla percezione della presenza salvifica di Dio. Oggi si avverte
con difficoltà la Sua presenza dal momento si vive in uno stato progressivo, inarrestabile, di
frantumazione del reale.
Per riconoscere la presenza di Dio è necessario avvertire forte l’esperienza di conversione,
che comincia col Battesimo.
i riti sacri fanno avvertire la presenza di io come pacificazione personale.
Il mistero della presenza di Dio sembra rivivere nelle sue forme supreme quando la persona
entra nei meandri della malattia. il credente rifiuta di dare il proprio consenso al
disfacimento di una persona.
Quando non esiste più una parola capace di dare voce positiva all’esistenza, bisogna
confidare in Dio. Lui è l’unico in grado di assicurare vita ai morti.
Il credente deve vivere consapevole della propria limitatezza.
Sulla terra il valore della persona si misura sulla sua eccellenza. Gli uomini qua sono ciechi
perch&ea
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