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L'inquisizione in Italia

Dal periodo di Savonarola: siamo a fine '400. Predicava contro il Papa ed il clero. Rispondeva a un clima di attesa millenaristica. Fu scomunicato, e i francescani chiesero la prova del fuoco. Fu processato dove addirittura negò tutte le sue profezie dicendo di aver inventato tutto. Fu riconosciuto come eretico e condannato. I domenicani avviarono la causa di beatificazione.

La lotta alla stregoneria

Il sabba mischiava elementi della cultura dotta, popolare all'interno della cornice cristiana. Gli eretici si riconoscevano per la diversità dottrinale, le streghe e stregoni per l'attribuzione di fini malvagi a pratiche spesso innocue. Le streghe commettevano azioni cattive contro individui, cose e religione con l'aiuto del diavolo. L'inquisizione condannava le streghe perché si riteneva adorassero il diavolo e quindi fossero nemici della vera religione e di Dio. Lo stereotipo del sabba era il complotto contro la società cristiana, ora attribuito a streghe e stregoni, prima ai lebbrosi ed ebrei. Complotto comandato dal diavolo. Alla fine del '400/inizio '500 in Italia ci furono concentrazioni sanguinose di cacce alle streghe.

Nel '500 – La grande guerra contro ebraismo, riforma ed islam

Unificazione religiosa dei domini spagnoli di Sicilia e Sardegna contro ebrei e conversos

La cristianità occidentale si difese da musulmani, eretici e streghe e poi con ebrei. Le differenze erano una minaccia per la società europea, causando problemi di identità culturale. In Spagna, forte presenza di ebrei portò alla nascita dell'inquisizione spagnola. Isabella e Ferdinando di Castiglia, dopo la conquista del regno musulmano di Granada, attuarono politiche di conversione. All'inizio ci fu una forte opposizione al S. Ufficio da conversos, municipi e clero. Sisto IV cercò di riportare gli inquisitori spagnoli sotto il controllo di vescovi ma i reali ottennero che il nuovo tribunale venisse governato da un Consiglio della Corona. L'ambigua natura di tribunale ecclesiastico controllato dallo Stato rese potente l'inquisizione.

  • 1480-1530: Processi contro i conversos, molte condanne.
  • 1530-1560: Processi contro cristiani per reati di magia, stregoneria.
  • 1560-1630: Applicate norme del Concilio di Trento per il controllo delle credenze e delle pratiche.
  • Fase dei processi per purezza di sangue.
  • 1700-1820: Decadenza del tribunale.

L'inquisizione spagnola in Italia – ebrei numerosi

In Sicilia e Sardegna furono espulsi, altrove ebbero forti restrizioni legali. Nel '500 il Papa si allineò alle posizioni degli stati che tendevano a restringere le libertà. In Sicilia, l'ufficio inquisitoriale fu accusato da Carlo V di essere troppo duro. Nel 1536 lo sospese e poi vi fu una forte riduzione dei processi. Tra 1501 e 1550, furono processati in Sicilia un altro numero di ebrei convertiti. In Sardegna vi erano pochi ebrei.

Qual è il rapporto tra vescovi ed inquisitori? Norme generali prevedevano la presenza di entrambi nelle fasi più importanti del processo ma nella pratica i vescovi delegavano agli inquisitori.

I movimenti della riforma in Europa e in Italia

La riforma protestante ruppe l'unità della cristianità occidentale e si organizzò in chiese territoriali. Lutero sosteneva che il Papa fosse l'anticristo. Due tendenze: riforma e controriforma.

In Europa

La riforma si impose in un periodo di crisi della religione tradizionale perché non rispondeva più ai bisogni della popolazione. Mancava chiarezza teologica, c'erano abusi del clero ecc. Partì da Lutero a Wittemberg e si allargò con Zwingli, Calvino, Melantone ecc. Due filoni: luterano e riformatore. I punti comuni riguardavano la dottrina della salvezza, la rivelazione e la Chiesa: l'uomo ottiene la giustificazione con la sola fede in Dio e non attraverso le proprie opere. Si ritenevano istituiti da Gesù solo il battesimo e la santa cena. La riforma radicale portò alla nascita di sette che interpretarono criticamente la trinità, il battesimo ed erano gli spiritualisti, gli anabattisti, i razionalisti evangelici. Lutero scrisse le 95 tesi dove propose di riportare le questioni della salvezza dell'uomo alla sua dimensione profonda ed evangelica. Carlo V tentò un accordo. In gioco c'era un diverso modo di intendere e realizzare il potere statale. Accordi di pace riconobbero stati protestanti. Zwingli, Calvino e le chiese riformate: dottrina della predestinazione, unificazione della comunità ecclesiastica e comunità civile (per Lutero dovevano essere separate).

In Italia

Mentre in Europa si diffondevano alcune chiese protestanti, in Italia non ci furono chiese evangeliche organizzate. La riforma seguì vari orientamenti, unificati dalla critica diffusa alla religione tradizionale. Circolarono opere come il Sommario della Sacra Scrittura o Beneficio di Cristo. Lo spiritualismo di Valdes presupponeva che i segreti divini non fossero nella Bibbia ma venissero svelati attraverso un'illuminazione dello spirito. Si proponevano di condurre poco per volta i discepoli alle verità più radicali e riservate. Attribuire il fallimento della riforma all'inquisizione semplifica troppo gli elementi in gioco.

La riforma in Italia ebbe quattro fasi:

  • Predicatori: lento ramificarsi e diffusione testi di Lutero nel 1518.
  • Diffusione su strade e piazze con avvio repressione nel 1542-1555. Più che le dottrine centrali, emersero gli aspetti quotidiani del messaggio riformatore, una sorta di riforma popolare che sceglieva dalle proposte protestanti gli elementi che meglio corrispondevano ai propri bisogni.
  • Repressione: il dissenso passa dalle piazze e ripiega nel privato.
  • Estinzione: aumento processi per stregoneria. Il dissenso dottrinale rimase un fenomeno individuale.

Inquisizione e concilio: guerra spirituale contro la riforma

Ai grandi cambiamenti la Chiesa rispose con repressione del dissenso e rinnovamento spirituale. Il Concilio di Trento si riunì tre volte (1543-1563) e voleva portare una conciliazione ma prevalse la linea dura rappresentata dall'inquisizione. C'era una paura del diverso. Prima del 1542 si mirava sia a convertire, sia a condannare con interventi blandi poiché vi era una mancata percezione del pericolo protestante. I Brevi papali trattano casi o situazioni all'attenzione del Papa.

Congrega del Sant'Ufficio e concilio di Trento

Nel 1541-42 furono decise modifiche al sistema coercitivo a Roma. Paolo III concesse ai cardinali integralisti come Carafa ed Aleandro i poteri per coordinare l'attività inquisitoriale a causa dell'inerzia dei giudici di fede ordinaria. Contro i protestanti fu adottata una linea drastica. Carafa divenne Papa (Paolo IV) e condusse la lotta contro gli aderenti alla riforma, limitò le libertà degli ebrei, intensificò la censura. La paura delle diversità proveniva sia dalla Chiesa che dalla società cattolica.

Ferdinando d'Aragona e Isabella di Castiglia avevano cercato la compattezza religiosa e nella creazione della congregazione del S. Ufficio si ispirarono a:

  • Spagna (inquisizione centralizzata operante con autonomia rispetto all'amministrazione della giustizia).
  • Francia (il re represse con durezza i protestanti attraverso i tribunali statali).

Vi erano però delle differenze: l'Italia non era un territorio unito. Fu il Papa a supplire a ciò. Il S. Ufficio operò anche fuori dal territorio italiano. L'inquisizione funzionò diversamente a nord (grandi diocesi) ed a sud con le piccole diocesi. Vennero sfruttate le precedenti forme organizzative con i vescovi che appartenevano alla nobiltà locale ed i nunzi che erano abituati alle mediazioni.

Inquisizione e concilio ecumenico avevano scopi collegati: lotta alla riforma ed unificazione delle concessioni per far sopravvivere il cattolicesimo con stimolo a una nuova vitalità interna della Chiesa. Rispetto al medioevo, nella lotta all'eresia ci fu una sostanziale continuità nelle procedure ed alcuni mutamenti. L'inquisizione era sempre contro eresia e riforma ma ora vi era la possibilità di difesa ed ammissione in appello. La condanna capitale era sempre lasciata ai giudici e la sua esecuzione demandata alle autorità statali.

La novità era la centralizzazione del controllo istituzionale a Roma, la stabilità delle sedi periferiche, la comunicazione attraverso lettere, l'importanza dei nunzi apostolici, e le nomine degli inquisitori fatte dalla congregazione. Ora c'era poi il controllo della stampa con la creazione della Congregazione dell'Indice. La continuità con il medioevo è nel combattere la riforma come minaccia al cristianesimo.

Cap. 4 Avvio graduale e pluriforme dell'inquisizione romana (1542-1554)

Nel 1542-54 ci furono decisioni di riorganizzazione dell'inquisizione corrispondente al periodo di maggior espansione della riforma in Italia. Una riforma che si diffuse dal basso anche se la presenza della Chiesa ne fermò l'ampia diffusione. L'attività della congregazione fu determinante per la predisposizione degli elementi che avrebbero sconfitto la riforma. Molti predicatori fuggirono e si decise di mettere a processo i più importanti ecclesiastici come Vergerio che fu accusato di eresia. Aveva avviato un'opera di riforma dei conventi e del culto dei santi insegnando dottrine vicine a quelle degli spirituali italiani. Il processo si trascinò per anni, fu arrestato, fuggì ma trascorse la sua vita a diffondere propaganda anticattolica. Nacchioni invece, di fede luterana, non fu duramente condannato per le sue posizioni più malleabili.

La Congregazione, d'accordo con il Papa, intraprese azioni contro i predicatori. I cardinali inquisitori intervennero anche contro testi eterodossi ordinando di segnalare volumi sospetti. Venezia era contraria ma fu imposto ai librai di stilare un elenco dei libri in loro possesso.

Come funziona la congregazione?

I cardinali inquisitori e il Papa prendevano decisioni principali. I processi erano condotti da un commissario generale domenicano o altri giudici. La congregazione gestiva inoltre rapporti non solo con gli inquisitori ma con vescovi, nunzi ed autorità locali. Negli altri stati (quindi fuori dallo stato della Chiesa), Giulio III con una bolla stabilì che nessuna autorità secolare si intromettesse nell'attività dell'inquisizione. Pena la scomunica. Scopo di condurre le autorità statali alla semplice obbedienza.

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-STO/02 Storia moderna

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