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Storia greca

Marco Bettalli

Introduzione: definizioni, cronologia e geografie

Problemi di identità

I Greci non sono arrivati in Grecia tramite invasioni. Si sono formati in Grecia in un lungo processo storico. Come i Greci si autodefiniscono? Sono Greci coloro che condividono la lingua, i costumi e la religione (praticano gli stessi rituali). Grecità = sono Greci coloro che a partire da un sostrato linguistico comune sono giunti a condividere una serie di usi, costumi, credenze religiose.

I confini della storia greca

La storia greca ha confini vaghi. I limiti che le sono imposti sono frutto di convenzioni.

Inizio: quando ci si basava solo sulle fonti letterarie la storia greca iniziava con Omero. Con il progredire delle ricerche archeologiche  scoperta della civiltà micenea e minoica considerate parte della storia greca.

Fine: nel passato alcuni hanno posto la fine della storia greca quando le poleis perdono autonomia (battaglia di Cheronea 338, Filippo di Macedonia vince su Atene e Tebe). Posizione ormai insostenibile. Poi viene scoperto l’Ellenismo (vicende politiche e culturali degli stati sorti dalle conquiste di Alessandro dotati di matrice greca). Ellenismo collega le radici della civiltà greca al Cristianesimo.

Possibili date termine della storia greca:

  • 217: pace di Naupatto  ultima vicenda che coinvolge solo protagonisti greci
  • 146: distruzione di Corinto dopo ultima rivolta greca al dominio romano
  • 31: battaglia di Azio  ultimo regno ellenistico cade in mano romana
  • 529: chiusura delle scuole filosofiche di Atene da parte di Giustiano.

Periodi della storia greca:

  • III-II millennio Età del Bronzo
  • 1200-700 Dark Ages
  • 800-479 Età arcaica
  • 479-336 Età classica
  • 336-31 Età ellenistica

Il miracolo greco e le fonti della storia greca

Perché dare ampio spazio a tutta la storia greca:

  • Importanza della storia greca non sta nel miracolo greco (elaborazione dal nulla di tutto ciò che costituisce la nostra attuale civiltà). È importante per le interazioni con le altre civiltà (soprattutto orientali) da cui sono nate le novità. I greci sapevano di essere gli ultimi arrivati fra le civiltà. Prima e dopo l’età classica: incontro dei greci con altri popoli. Età classica: arroccamento in se stessi.
  • A lungo sono state privilegiate le opere storiche. Storia antica era solo parafrasi dei testi dei grandi storici dell’antichità. Storiografia antica è fondamentale per la storia degli avvenimenti, ma la storia economica, sociale e culturale serve per comprendere meglio le vicende politiche. Quindi dobbiamo considerare le fonti archeologiche.

Appunti geografici

Grecia = parte terminale della penisola balcanica. Era divisa in molte regioni. Da sud a nord:

  • Penisola del Peloponneso divisa in 6
  • Est: penisola dell’Attica
  • Nord: regioni della Grecia centrale
  • Grecia settentrionale + molte isole.

Zona geografica con poche risorse naturali, montagnosa. La frammentazione è favorita dalla conformazione geografica. In più i Greci si sparpagliano su tutto il Mediterraneo.

Mare: rapporto con il mare era ambiguo: era difficile da navigare e molte comunità greche non erano marinare. Mare percepito più come pericolo che come una via di comunicazione.

Storia greca si svolge in uno spazio ampio che comprende tutte le zone che si affacciano sul Mediterraneo. A causa delle risorse scarse i Greci si spostavano molto  così entrarono in contatto con le civiltà orientali, Egiziani, Cartaginesi, etruschi, Romani, popoli barbari.

Parte prima: il II millennio e le dark ages

Il problema delle origini

Storia greca: da quando iniziare?

I limiti cronologici della storia greca sono difficili da indicare. Ipotesi che la Grecia fosse stata invasa è tramontata perché non sostenuta da alcuna evidenza. L’idea di grecità (quindi la nascita dell’identità culturale ellenica) nasce della civiltà arcaica e classica.

Dove sono le fondamenta dell’età arcaica e classica? Nella seconda metà del II millennio in Grecia è attestata una lingua greca  Lineare B nei documenti dei palazzi micenei. Civiltà micenea è caratterizzata dal sistema palaziale (forma arcaica di stato) che si riscontra anche nella civiltà minoica che la precedette. Quindi l’Età del Bronzo è il serbatoio culturale che sta alle spalle della civiltà greca. Storia del mondo greco può iniziare dalla civiltà minoica che segna la nascita di entità statali. Fonte principale per ricostruire le fasi più antiche della storia greca provengono dalla ricerca archeologica.

I Greci e il loro passato

C’è una differenza fra la ricostruzione che noi facciamo della storia antica e la percezione che i Greci ebbero del loro passato. La Grecia rimase per secoli una società orale. Iliade e Odissea contengono una serie di storie tradizionali tramandate in forma orale. Per questo non possono essere considerate delle fonti storiche. Esempio: guerra di Troia è un’invenzione poetica con personaggi verosimili in un luogo storicamente esistito.

Le storie a carattere individuale, familiare o comunitario si sono formate in seguito a selezioni dovute a vari fattori e non sono fonti attendibili. Esempio: era abitudine inserire nell’albero genealogico personaggi del mito perché da essi si credeva dipendessero qualità morali e destino della discendenza. Quindi la tradizione orale della Grecia antica non può essere adoperata per la ricostruzione del passato. È importante però per capire i valori della società.

Altre fonti di conoscenza che i Greci avevano del proprio passato includono oggetti antichi in circolazione (sigilli tramandati nella stessa famiglia) e rovine di edifici monumentali (es. tombe minoiche). Rapporto con le rovine ebbe un ruolo fondamentale nella formazione dell’identità. Appropriazione di monumenti del passato attraverso il riuso in senso culturale divenne lo strumento simbolico per legittimare l’occupazione di uno specifico territorio. Greci ebbero conoscenza del loro passato glorioso ma non ne colsero con esattezza l’articolazione culturale né la profondità cronologica.

Il contesto geografico e culturale

Diversità delle singole regioni del Mediterraneo rende necessaria la mobilità umana per sfruttare le potenzialità delle singole terre. Elementi caratterizzanti l’ambiente mediterraneo: mobilità, interazione culturale e mescolanze etniche.

Modi attraverso cui l’interazione ebbe luogo: commercio, scambio, matrimoni, circolazione di idee, occupazione militare, saccheggio. Nessuna cultura si trova compiuta in tutti i suoi elementi. Ogni cultura è il risultato di un’elaborazione interna più il contributo di apporti esterni. Quindi non esiste nessun miracolo greco.

Durante l’Età del Bronzo in Medio Oriente erano già presenti organizzazioni statali e imperiali che avevano dato luogo a un sistema di relazioni e alleanze che includevano l’interno del Mediterraneo. Nel II millennio entrano a far parte di questo sistema prima Creta (civiltà minoica) poi il continente greco (civiltà micenea). L’appartenenza a questo contesto è segnata dall’adozione del palazzo, gestione delle risorse e far parte di rapporti internazionali.

Creta minoica: la formazione dello stato in Egeo

La Grecia nell'antica età del Bronzo

Inizio dell’Età del Bronzo: 3000. Antica età del Bronzo  3100-2000: periodo di grandi innovazioni. Si formano nuovi insediamenti quindi crescita demografica. Centri di potere: Manika, Lerna, Micene, Tirinto, Cnosso e Troia. Si verifica intensificazione degli scambi.

Spiegazioni possibili di queste trasformazioni:

  • Introduzione della policoltura mediterranea: aggiunta di vite e olivo che rivoluziona l’economia della regione.
  • Trasformazioni sono legate all’introduzione dell’aratro che sviluppa la pastorizia e i prodotti da essa derivati.

Ma non è ancora chiaro quale combinazione di fattori spieghi il mutamento che si è verificato. All’inizio le trasformazioni interessano tutta l’area. Nell’ultima fase però la storia delle regioni diverge. Distruzioni interessano la Grecia centrale e meridionale (ma non Creta) e il Vicino Oriente. A cosa si devono queste distruzioni?

  • Invasione di popolazioni (I Greci appunto)?
  • Degrado del territorio a causa dell’eccessivo sfruttamento?
  • Avvento di un clima arido che può aver riguardato un’area vasta con conseguenze catastrofiche?

Comunque solo a Creta la complessità sociale evolve nella formazione dei primi palazzi.

La formazione dello stato a Creta nella media età del Bronzo: la fase protopalaziale (1900-1700)

Il palazzo: attraverso quali processi si è verificata a Creta la comparsa di edifici monumentali a più piani organizzati intorno a una corte centrale? Arthur Evans adotta i termini palazzo e minoico (da mitico re Minosse che governava su Creta prima della guerra di Troia).

  • Evans: i palazzi cretesi erano la residenza dinastica del re-sacerdote.
  • Palazzo minoico: centro redistributivo dei beni (a supporto di questa tesi ci sono ritrovamenti di resti, documenti e possibili vani per l’immagazzinamento).

Oggi il palazzo è considerato un luogo finalizzato alla performance di cerimonie a carattere sia collettivo che esclusivo. Insomma le attività di rappresentanza legate al mantenimento del potere superavano le attività legate all’amministrazione. Per documenti amministrativi due tipi di scritture:

  • Una basata su caratteri geroglifici
  • Una sillabica: la Lineare A.

Aree di culto della fase protopalaziale: i santuari delle vette, collocati su picchi di difficile accesso ma di grande visibilità. Hanno avuto un ruolo importante nella formazione di identità condivisa. L’assenza a Creta di fortificazioni indica che nell’isola si era formata una comunità unitaria. Creta dei primi palazzi: società evoluta e florida. Molti contatti con l’Egitto. Edifici protopalaziali non esercitavano reale controllo sul territorio circostante. Presenza di più edifici di prestigio  organizzazione del potere usava modelli diversi da quelli palaziali.

Esempio di Mallia: accanto al palazzo vi era una serie di edifici in cui venivano svolte attività sociali ed economiche. Funzione primaria del palazzo non era la centralizzazione delle attività economiche e sociali ma l’espletamento di attività di tipo comunitario. Gestione del potere a Creta non era accentrata nelle mani di un unico gruppo ma in più gruppi in competizione (manca iconografia reale). Manca evidenza a supporto dell’esistenza di un potere individuale di tipo dinastico. Cnosso, Mallia e Festòs: la primaria funzione dei palazzi non fu residenziale. Essi appaiono come strutture polimorfe che risultano dall’assemblaggio di aree polifunzionali (funzioni sociali, economiche e politiche). Palazzo era una struttura gestita dai gruppi dominanti ma anche aperta alla comunità.

Caratteristiche comuni dei palazzi di Cnosso, Mallia e Festòs:

  • Due grandi cortili finalizzati all’assembramento di molti individui  servivano per le feste e cerimonie periodiche
  • Grandi contenitori circolari nei cortili  dove potevano essere conservate granaglie.

Palazzo di Cnosso è il più grande dell’isola (probabilmente aveva una forte funzione religiosa). I tre palazzi cretesi furono distrutti (probabilmente da terremoti). Iniziò un periodo di instabilità che fece approdare alla fase neopalaziale.

Lo stato a Creta nella tarda età del Bronzo: la fase neopalaziale (1700-1425)

I nuovi palazzi: fase protopalaziale e neopalaziale hanno differenze nell’organizzazione delle entità politiche. Ricostruzione dei palazzi già esistenti, edificazione di nuovi palazzi e proliferazione in tutta l’isola di edifici monumentali. Elementi distintivi della fase neopalaziale:

  • Alta omogeneità culturale
  • Sviluppo civile molto avanzato
  • Diffusione della Lineare A
  • Partecipazione a un commercio internazionale

Capacità dei gruppi dirigenti di manipolare l’attività religiosa diede un gran contributo nel mantenimento dell’ordine sociale. Influenza di Cnosso nella cultura materiale è evidente. È una fase di relazioni internazionali (si vede dal ritrovamento di prodotti dell’artigianato minoico in tutto l’Egeo).

Come spiegare l’omogeneità culturale raggiunta a Creta?

  • Egemonia di Cnosso
  • Esistenza di molte entità politiche animate da spirito di emulazione

Raggio di espansione della civiltà cretese sull’Egeo fu ampio. È reso evidente dall’adozione di elementi minoici in vari aspetti della cultura locale. Ipotesi non evidente: vera e propria dominazione minoica sull’Egeo orientale (talassocrazia). Distruzioni a Creta alla fine della fase neopalaziale sono dovute a fattori umani.

Esplosione di Santorino: eruzione del vulcano Santorino nell’isola di Tera avviene durante la fase neopalaziale. Ipotesi che il cataclisma fosse anche responsabile delle distruzioni dei siti cretesi è infondata. Esplosione del vulcano di Santorino e la fine della civiltà minoica non possono essere considerate collegate in modo diretto. Però la catastrofe di Tera deve aver indebolito alcuni dei siti neopalaziali cretesi favorendo la successiva distruzione.

Due ipotesi:

  • Micenei hanno distrutti i siti cretesi
  • Rivolte interne a Creta

Comunque è difficile disgiungere il declino di Creta dalla parallela ascesa dei Micenei. Creta muta la sua fisionomia culturale: perde il livello artistico e culturale acquisito e prende caratteri micenei.

La Grecia micenea: formazione, società e organizzazione

La media età del Bronzo e la formazione della civiltà micenea

Media Età del Bronzo è un periodo di stagnazione culturale. Alla fine di questo periodo: formazione di elites locali e di una società complessa. Transizione tra Media e Tarda Età del Bronzo: fenomeno delle tombe a fossa di Micene. Corrisponde all’atto di nascita della civiltà micenea. Unica eccezione della Media età del Bronzo: Kolonna nell’isola di Egina. Kolonna possiede fortificazioni. Inoltre c’è una tomba con caratteristiche che anticipano quelle delle tombe a fossa.

La tomba contiene resti di un maschio probabilmente ricco guerriero che ha nel corredo oggetti provenienti da Creta. Interessante il fatto che nel continente fossero presenti elementi che riportano a Creta. Inoltre emerge a livello sociale un singolo individuo. Egina potrebbe essere stata il modello sociale imitato dalle più antiche elites dell’Argolide.

Civiltà “micenea”  civiltà che fiorì sul continente greco nella Tarda Età del Bronzo tra 1600 e 1070. Schliemann convinto della veridicità delle leggende narrate nell’epica omerica si dedicò allo scavo dei principali siti dei poemi. Scoprì le tombe a fossa a Micene. Le tombe sono di due gruppi:

  • Circolo A più recente
  • Circolo B più antico

Le tombe hanno restituito un’enorme quantità di ricchezze. Le tombe a fossa di Micene sono costituite da pozzetti rettangolari. Sul fondo sono sepolti i defunti accompagnati da molti oggetti di straordinario livello artigianale. Inoltre sono state trovate anche tombe a tholos (cupola) nel Peloponneso meridionale. La società micenea comincia quindi con un’esplosione di ricchezza. Emergono gruppi dirigenti che si connotano tramite caratteristiche guerriere e ostentazione di ricchezza. Questi gruppi mostrano la capacità di acquisire materie prime da un’area geograficamente molto vasta. Le tombe a fossa di Micene sono tombe reali.

L’uso del termine miceneo ha favorito l’idea che fosse arrivato nel paese un gruppo etnico ben definito. Invece vi furono numerosi stimoli che favorirono la formazione della cultura materiale micenea (tra questi l’apporto della Creta minoica). Come si sono formate le elites delle tombe a fossa? Ipotesi più probabile: furono capaci di accaparrarsi il controllo del flusso di materie prime. Su questa capacità svilupparono il loro potere politico. Il legame con i palazzi cretesi diede la capacità di accedere alle risorse umane controllate da Creta. Rete di rapporti che gli stati micenei riuscirono a creare nel Mediterraneo fu ampia.

La civiltà micenea: economia e società

Civiltà micenea non può essere intesa come una realtà monolitica a causa delle varianti nell’assetto territoriale. Il regionalismo però si sviluppa all’interno di una grande omogeneità culturale. Il Peloponneso nord-orientale è l’area più significativa. Tavolette in Lineare B (a Micene, Tebe, Pilo, Cnosso, Chania) sono la fonte primaria per la ricostruzione del sistema amministrativo miceneo. Lineare B è una scrittura di tipo sillabico derivata dalla Lineare A minoica. È una forma arcaica del greco.

I siti in cui sono state trovate tavolette in Lineare B sono visti come capitali di stati indipendenti  quindi la Grecia micenea era organizzata in piccoli stati territoriali che ruotavano attorno a un complesso palaziale. Resta oggetto di discussione se ci fosse o no una gerarchia tra i singoli stati. Economia palaziale: sistema palaziale è un’organizzazione economica fondata sulla centralizzazione delle risorse. Secondo Polanyi il funzionamento economico dello stato è fondato sulla distribuzione di beni di

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-ANT/02 Storia greca

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher noemicalgaro di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia greca e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Milano o del prof Faraguna Michele.
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