Prima lezione sulla televisione
Le origini della televisione
30 aprile 1939: si apre l’Esposizione Universale di New York il cui titolo è Costruire il mondo di domani. Le grandi corporation vogliono stupire con qualcosa di straordinario, e la Rca (società che possedeva la catena radiofonica Nbc) presentò la tv trasmettendo il discorso di inaugurazione di Roosevelt. Il giorno successivo la tv veniva messa in vendita.
Un'invenzione "plurale" e internazionale
La tv non venne inventata nel 1939, ma fu un progetto collettivo e involontario che si sparse su tutto il globo, e durò circa 50 anni. Le prime ipotesi sulla tv vennero formulate prima dell’invenzione della radio, ovvero nel 1870. L’impulso a questa fase pre-pioneristica venne dalle ricerche nel campo dell’elettricità. L’invenzione della tv è molto controversa e molte polemiche si sono accese circa la sua paternità (disputata tra USA e Gran Bretagna).
Periodi fondamentali nella fase pioneristica
- 1870-1890: Si iniziò a configurare la trasmissione di immagini a distanza come tecnologia a sé stante, mentre procedeva lo sviluppo del cinema e del telefono.
- 1920-1935: La sperimentazione ebbe un’accelerazione grazie alla crescita collaterale radiofonica.
- 1935-1939: Nascita dei primi servizi di diffusione pubblici e privati nel mondo anglosassone.
- Dopo la fine della guerra 1945: Decollò l’industria televisiva vera e propria, con al centro il sistema produttivo, e si affermò lo show business americano.
I padri della televisione
Anni ’20: furono anni importanti per lo sviluppo della tv i cui progressi andarono di pari passo con la crescita radiofonica, ed è stato fatto soprattutto in America. Alcune tappe principali furono:
- Ideazione di una tecnologia a scansione meccanica.
- Spostamento delle sperimentazioni dai laboratori dei singoli inventori a quelli di grandi compagnie come Rca e Generale Electric.
- Conquista del futuro business da parte dell’industria radiofonica (nessuno colse l’importanza della novità, così il sistema televisivo si sviluppò somigliando al sistema radiofonico).
Alcuni padri della tv
- Jenkins (USA): si occupò della “radiovisione” e nel 1925 utilizzando un nuovo sistema a scansione, riuscì a trasmettere un segnale a distanza di 10km. Nel 1929 costruì una società per la costruzione di trasmettitori e di apparecchi di ricezione tv. La Frc (Federal Radio Commission) concesse il nullaosta a 18 stazioni.
- Baird (Gran Bretagna): nel 1926 presentò al pubblico il televisore; utilizzando il disco di Nipkow riuscì a mandare in onda tre spettacoli al giorno per tre settimane, trovando un finanziatore. Baird aveva realizzato un’evoluzione del disco grazie all’utilizzo di tubi elettronici che amplificavano i segnali emessi dalla cellula fotoelettrica. Immagini analizzate su 28 righe in ragione di 12,5 volte al secondo.
- Zvorykin: assunto nei laboratori di ricerca della Westinghouse e lavorò sull’iconoscopio, cioè l’occhio di una telecamera elettronica progettato nel 1923. Nel 1929 convinse Sarnoff della Rca che il futuro della tv doveva essere nella tecnologia elettronica, così nei primi anni ’30 fece molti progressi nei laboratori della Rca.
- Farnsworth: sviluppò l’image disector che raggiungeva gli stessi risultati dell’iconoscopio di Zvorykin, in base a una progettazione diversa. Entrò alla Philco dove continuò i suoi studi.
Nel 1929 la ricerca televisiva si bloccò a causa della Grande Depressione, e i risultati dati dall’analogico (le immagini erano molto disturbanti e l’apparecchiatura necessario era grossolana) non invitavano investimenti. Ma fu proprio negli anni ’30 che si avviarono le strategie di controllo del nuovo business, soprattutto da parte della corporation Westinghouse, Rca e Philco.
Nel 1937 ebbero luogo i primi esperimenti di network, cioè di emittenti tv in catena: due stazioni a New York e Filadelfia iniziarono a dividersi la programmazione. Nel 1939 il gruppo Rca avviò una programmazione regolare di 10 ore alla settimana e nel 1941 vennero approvate le licenze per tv commerciali a tempo pieno. Il 1º luglio la Nbc trasmise il primo spot pubblicitario della storia (orologio Bulova inquadrato per un minuto, la società pagò 4 dollari). Con lo scoppio della guerra la tv fu pronta a riprendere tempestivamente gli eventi, e allo stesso tempo molte stazioni vennero bloccate ma la tv ebbe notevoli sviluppi che furono il riflesso di studi militari per il radar. Con la fine della guerra la tv tornò dominante e nel 1947 negli Stati Uniti il 60% delle trasmissioni erano di sport. Nel 1948 venne introdotta la programmazione in network, e dal 1946 i televisori nelle case americane passarono da 8 mila a 172 mila.
In Gran Bretagna il 2 novembre 1936 all’Alexandra Palace di Londra il ministro Baldwin inaugurò la prima trasmissione televisiva quotidiana della Bbc: l’Inghilterra fu il primo paese al mondo con una programmazione regolare. Nel 1937 venne trasmessa l’incoronazione di Giorgio VI e venne seguita da 10 mila spettatori. Nel 1939 con lo scoppio della guerra la tv venne spenta e si riaccese nel giugno del 1946, accumulando 10 anni di ritardo tecnologico.
Piccola storia della televisione italiana
Un processo di modernizzazione
La tv arrivò in Italia il 3 gennaio 1954, quando era un paese povero con l’analfabetismo al 50%, e l’apparecchio televisivo costava 215 mila lire (quasi tre stipendi) portando di conseguenza al ritrovo della popolazione in bar, osterie e latterie per vedere la televisione. La televisione ebbe fin da subito un’importanza sociale, e non solo per la socializzazione ma anche per l’alfabetizzazione, con la televisione gli italiani impararono l’italiano. Gli intellettuali contestavano il nuovo mezzo, accusandolo di uccidere la cultura e la conversazione e di causare l’ipnosi da televisione.
La prima preoccupazione dei dirigenti della neo Rai fu quella di usare il nuovo mezzo come strumento di promozione culturale, la tv avrebbe dovuto sostituire i classici della letteratura di un tempo. Molti programmi quindi nascevano con questi intenti pedagogici e divulgativi. Inoltre vi era il progetto di costruire un rapporto organico con la provincia: coinvolgere paesi e cittadine e intere popolazioni in trasmissioni divertenti, in gare spettacolari, sostituendo il singolo concorrente di Lascia o raddoppia? con una collettività. La sperimentazione linguistica della televisione fu nel Carosello in onda dal 1957 (programma contenitore di pubblicità): la brevità degli spot favoriva l’affermarsi di una ricerca stilistica e narrativa, nasceva così il racconto breve della tv.
Grazie alla tv l’Italia comincia il suo processo di modernizzazione.
Il trapasso
Date importanti
- 1º dicembre 1973-2 giugno 1974: venne decretato dal governo lo stato di austerità per risparmiare energia (auto non circolavano la domenica, cinema e teatri chiudevano alle 23, la Rai doveva cessare le trasmissioni entro le 22.45).
- 1975: Riforma che stabilì che l’asse del servizio pubblico si doveva spostare dal governo al Parlamento per assicurare un maggior pluralismo, completezza e obiettività dell’informazione.
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