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Il gene egoista

Richard Dawkins

Perché esiste la gente?

La vita diventa intelligente quando elabora una ragione della propria esistenza. Darwin per primo ha spiegato perché esistiamo.

Scopo di questo libro:

  • Esplorare le conseguenze dell’evoluzione
  • Esaminare la biologia dell’altruismo e dell’egoismo

Cos'è importante per l'evoluzione?

Non la specie, non l’individuo, ma il gene. Argomento base: noi tutti siamo macchine create dai nostri geni. I nostri geni possiedono quindi alcune qualità: egoismo. Tuttavia, il gene può essere egoista favorendo un limitato altruismo a livello del singolo.

Cosa questo libro non è:

  • Non sostiene una moralità basata sull’evoluzione. Dice come le cose si sono evolute, non come dovremmo comportarci. Siamo nati egoisti, dunque altruismo va insegnato. Si possono alterare i disegni dei geni, non dobbiamo obbedire loro per tutta la vita. L'uomo è unico a essere dominato dalla cultura.
  • Non sostiene nessuna posizione tra natura umana determinata dai geni/dalla cultura, geni non influiscono.
  • Non è descrizione del comportamento dell’uomo e degli altri animali.

Altruismo = comportamento volto ad aumentare il benessere (probabilità di sopravvivenza) di un simile a scapito del proprio. Libro dimostra che sia egoismo che altruismo individuale sono spiegati da una legge: egoismo del gene. Bisogna notare che anche all’interno di un gruppo di altruisti ci sarà una minoranza egoista  questi pochi più probabilmente trasmetteranno il loro gene perché hanno più probabilità di sopravvivere.

La selezione di gruppo è affascinante perché si conforma con i nostri ideali morali. Ma spesso l’altruismo in un gruppo significa egoismo nei confronti degli altri gruppi. L’etica dello specismo (un gruppo ha determinati trattamenti solo perché appartenente a una certa specie) non è diversa dal razzismo. Non ha basi nella biologia evolutiva.

Con quale criterio coloro che sostengono che la selezione agisce su un gruppo stabiliscono a quanti individui si allarga il gruppo? Non si sa. Quindi il modo migliore per affrontare la questione dell’evoluzione è guardare il più basso livello a cui avviene  l’unità della selezione (e dell’egoismo) è: il gene.

I replicatori

All’inizio: semplicità che si è poi trasformata in complessità. Si parla di sopravvivenza di ciò che è stabile = un insieme di atomi abbastanza permanente da meritare un nome. La prima selezione naturale: selezione di forme stabili, eliminazione delle forme instabili.

Nel brodo primordiale: sostanze organiche. Per caso si è formata una molecola: il replicatore = capace di creare copie di se stessa  ha dato vita a una grande popolazione di repliche identiche. Però in ogni processo di copiatura: errori di copiatura  possono dare luogo a miglioramenti e ciò ha reso possibile l’evoluzione della vita. Pian piano compare una popolazione di molecole con alcune varietà.

Proprietà favorite dalla selezione

  • Longevità  a disposizione più tempo per produrre copie.
  • Fecondità  velocità di replicazione, quantità di copie.
  • Precisione nel copiare

Tutte queste proprietà portano a una tendenza ad essere amplificate. Come si concilia il fatto che la selezione favorisca la precisione nella copiatura con il fatto che sono necessarie piccole variazioni per l’evoluzione? Anche se l’evoluzione sembra una cosa “buona”, niente vuole evolvere. L'evoluzione succede anche se i replicatori cercano di impedirlo.

I replicatori erano viventi? Viventi o no, sono stati i progenitori della vita. Altro fattore decisivo: la competizione. Dimensioni sulla Terra sono finite e anche “nutrimento” per formare copie è finito. Le varietà meno favorite diminuiscono a causa della competizione. C’è stata lotta per l’esistenza fra le varietà di replicatori. Alcuni hanno forse trovato un modo per proteggersi: hanno costruito intorno a sé una parete di proteine  così sono comparse le prime cellule viventi. Sopravvivono i replicatori che costruiscono delle macchine di sopravvivenza, contenitori  con l’aumentare delle difficoltà diventano sempre più grandi e complicate. Noi siamo le macchine di sopravvivenza dei geni. Scopo della nostra esistenza: la loro conservazione.

Eliche immortali

Siamo tutti macchine di sopravvivenza dello stesso tipo di replicatore: il DNA. = doppia catena di nucleotidi avvolta a spirale  doppia elica. Unità nucleotidiche di 4 tipi diversi: A, T, G, C. DNA è distribuito nelle nostre cellule. Sono istruzioni per costruire il corpo che si sono formate per selezione naturale, non c’è un progettatore.

Molecole di DNA fanno 2 cose:

  • Si replicano
  • Controllano la produzione di proteine (messaggio del DNA viene tradotto in un altro alfabeto, quello degli amminoacidi)

Geni: controllano la costruzione dei corpi. Proteine: controllano i processi chimici all’interno di una cellula. Corpo: serve ai geni a trasmettersi inalterati. I geni controllano lo sviluppo dei corpi perché essi permetteranno loro di trasmettersi.

Selezione favorisce i geni che costruiscono le macchine di sopravvivenza migliori (controllano lo sviluppo dell’embrione)  nel fare questo valgono gli stessi processi di selezione automatica. Il replicatore moderno è altamente gregario, ma bisogna prendere in considerazione i geni distinti a causa della riproduzione sessuale. A causa di questa i geni si mescolano  il corpo è solo un veicolo temporaneo per una combinazione temporanea di geni. Combinazione di geni: ha vita breve. Gene singolo: ha potenzialmente vita molto lunga.

46 cromosomi: 23 coppie (materni e paterni). Le coppie non passano la loro vita a contatto. In che senso sono coppie? Perché trattano lo stesso aspetto (es. colore occhi) magari in modo diverso. Sono alleli.

A lungo termine i geni della popolazione si possono considerare un pool genetico. Mitosi: divisione di una cellula in 2 cellule nuove. Meiosi: avviene solo per la produzione delle cellule sessuali (uniche che contengono 23 cromosomi).

Crossing-over: processo in cui vengono scambiati pezzi di cromosomi. Definizione di gene: qualunque porzione di materiale cromosomico che potenzialmente dura per un numero di generazioni sufficiente a servire da unità di selezione naturale. Replicatore dotato di alta fedeltà di copiatura.

Più breve è l’unità genetica e più ha possibilità di vivere a lungo (non verrà spezzata dal crossing-over). Modi in cui insorgono variazioni:

  • Crossing-over
  • Mutazione puntiforme
  • Inversione

Ci si deve aspettare egoismo in ogni entità che viene considerata unità base di selezione naturale. Gene: si avvicina molto all’idea di particella indivisibile. I geni sono immortali. Noi, macchine di sopravvivenza, invecchiamo e moriamo. Per questo i gruppi non possono essere unità di selezione: non sono abbastanza stabili per i tempi dell’evoluzione.

È la potenziale immortalità che rende il gene un buon candidato come unità base della selezione. Quali qualità ci aspettiamo di trovare nei geni buoni? A livello di gene: altruismo deve essere cattivo ed egoismo buono. Perché i geni competono con i propri alleli per sopravvivere. Inoltre, il gene vincente riesce a rimandare la morte della sua macchina fino a dopo la riproduzione.

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-FIL/03 Filosofia morale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher noemicalgaro di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia della filosofia morale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Milano o del prof Mormino Gianfranco.
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