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Definizione di gene: qualunque porzione di materiale cromosomico che potenzialmente dura

per un nr di generazioni sufficiente a servire da unità di selezione naturale.

Replicatore dotato di alta fedeltà di copiatura.

Più breve è l’unità genetica e più ha possibilità di vivere a lungo (non verrà spezzata dal crossing-

over).

Modi in cui insorgono variazioni:

- crossing-over

- mutazione puntiforme

- inversione

Ci si deve aspettare egoismo in ogni entità che viene considerata unità base di selezione naturale.

Gene: si avvicina molto all’idea di particella indivisibile.

I geni sono immortali. Noi, macchine di sopravvivenza, invecchiamo e moriamo. Per questo i

gruppi non possono essere unità di selezione: non sono abbastanza stabili per i tempi

dell’evoluzione.

È la potenziale immortalità che rende il gene un buon candidato come unità base della selezione.

Quali qualità ci aspettiamo di trovare nei geni buoni?

A livello di gene: altruismo deve essere cattivo ed egoismo buono.

Perché i geni competono con i propri alleli per sopravvivere.

Inoltre il gene vincente riesce a rimandare la morte della sua macchina fino a dopo la riproduzione.

Qual è il vantaggio del sesso?

Siccome in genere si pensa che l’individuo cerchi di massimizzare il nr di geni che sopravvive: il

sesso dovrebbe essere un metodo inefficiente.

Ma in realtà l’efficienza dell’intero individuo è irrilevante.

Sessualità e non sessualità sono alleli. Può prevalere uno o l’altro.

Grazie al sesso e al crossing over, il pool genetico viene mescolato.

4. La macchina dei geni

Le macchine di sopravvivenza all’inizio si nutrivano con le molecole organiche nel brodo

primordiale.

Ma quando quel cibo si esaurì:

- Vegetali: usano la luce per costruire molecole complesse a partire da quelle semplici

- Animali: si nutrono direttamente delle molecole complesse (piante, altri animali).

Si originano sottotipi adatti a vivere in modo eccellente ognuno in un tipo di ambiente: origine

dell’immensa diversità attuale.

I corpi hanno acquisito una loro individualità: la selezione ha favorito i geni che sanno cooperare

tra loro.

È conveniente considerare un corpo come ciò che si preoccupare di far sopravvivere i propri geni:

d’ora in poi si parla di comportamento altruistico/egoista di un corpo animale.

Comportamento: uso del movimento rapido.

Piante di muovono lentamente, animali velocemente e fanno movimenti reversibili.

Per fare movimenti rapidi: muscoli.

Il cervello serve al controllo e al coordinamento dei muscoli. I geni si preservano solo se i muscoli

si contraggono in modo coerente agli eventi del mondo esterno.

Per questo: selezione ha favorito esistenza degli organi di senso (traducono eventi fisici del

mondo in impulsi ai neuroni).

In che senso i geni comandano il corpo e il cervello comanda il corpo?

I geni non controllano direttamente il comportamento delle loro macchine di sopravvivenza. Le

hanno regolate in anticipo, dopo di che il cervello si occupa del loro controllo. Il cervello può anche

ribellarsi ai geni.

Perché i geni sono passivi dopo aver creato la macchina di sopravvivenza?

Per problemi di latenza: si occupano della sintesi delle proteine  modo lento.

Invece la caratteristica del comportamento è la velocità.

I geni non possono prevedere tutte le eventualità possibili, quindi istruiscono su eventualità

generali.

Risolvono il problema inserendo la capacità di apprendere.

Simulazione: un modo utile per predire il futuro  i corpi immaginano gli esiti di diversi

comportamenti e scelte.

Cosa c’entra tutto questo con egoismo e altruismo?

Comportamento animale è sotto controllo dei geni in modo indiretto, ma le decisioni al momento

vengono prese dal sistema nervoso.

Geni: stabiliscono la linea di condotta.

Cervello: è l’esecutore.

Per l’evoluzione di un comportamento altruista/egoista deve sopravvivere il gene corrispondente.

Comportamento della comunicazione:

i segnali della comunicazione evolvono per il bene di chi li emana e chi li riceve. Poco probabile

che si siano evoluti per beneficio comune e in seguito usati da malintenzionati (mentire).

Più probabile: sistemi di comunicazione contengano elementi di inganno fin dall’inizio perché tutte

le interazioni implicano conflitti di interesse.

5. Aggressività: la stabilità e la macchina egoista

Consideriamo ancora l’individuo come macchina egoista che agisce per il bene dei suoi geni.

Per lui un’altra macchina di sopravvivenza è d’intralcio o può essere sfruttata.

• Macchine della stessa specie:

interferiscono fra loro più direttamente.

Sono competitori diretti per le risorse necessarie.

Potrebbero uccidersi fra di loro, ma non succede. Perché?

Ci sono degli svantaggi. Uccidendo un rivale si rischia di avvantaggiare eccessivamente gli altri

competitori.

Maynard Smith: strategia evolutivamente stabile = strategia (schema di comportamento

preprogrammato)

che se adottata dalla maggioranza dei membri della popolazione non può essere

migliorata

da una strategia alternativa.

Supposizione dei falchi e colombe (due tipi di strategia di combattimento):

- Falchi: combattono sempre al limite delle proprie risorse

- Colombe: minacciano senza fare male

Possibilità di scontri:

- Falco vs. colomba  colomba scappa. Nessuno si fa male.

- Falco vs. falco  uno dei due viene ferito o ucciso.

- Colomba vs. colomba  nessuno si fa male. Si perde molto tempo.

Si ipotizza di non poter sapere in anticipo se ci si trova davanti un falco o una colomba.

Domanda: è evolutivamente stabile la strategia del falco o della colomba?

Nessuna delle due singolarmente.

Si raggiunge un rapporto stabile: 5/12 colombe – 7/12 falchi.

Sembra una selezione di gruppo ma non lo è. Sarebbe molto più vantaggioso per i singoli se ci

fosse un gruppo di sole colombe. Ma un gruppo del genere è indifeso di fronte alla prepotenza che

viene dall’esterno.

Una strategia si dice stabile se è immune ai cambiamenti.

Quello che significa è che si raggiunge un rapporto stabile tra geni-falco e geni-colomba nel pool

genetico  polimorfismo stabile: ciascun individuo è capace di comportarsi sia come un falco che

come una colomba nelle giuste proporzioni.

Altra strategia: rappresaglia: ci si comporta come una colomba all’inizio della lotta e si aspettano

le mosse dell’avversario per capire chi si ha davanti.

La teoria della strategia evolutivamente stabile permette di vedere come molte entità egoiste

possono sembrare un insieme organizzato: geni non vengono selezionati come buoni

singolarmente, ma buoni nel lavorare insieme con gli altri.

La selezione favorisce la compatibilità.

Cosa rende un gene buono?

Pool genico: è una serie evolutivamente stabile di geni (se è stabile non può essere invaso da

nessun gene nuovo).

Se un nuovo gene si inserisce: momento di instabilità che condurrà a un nuovo momento stabile 

c’è stata evoluzione.

Per comprendere l’aggressione bisogna trattare i singoli come macchine egoiste indipendenti.

Questo però non è più valido se gli individui in questione sono parenti stretti  hanno molti geni in

comune. Quindi ogni gene si divide in più corpi diversi.

6. Genicità

Cosa cerca di fare il singolo gene?

Moltiplicarsi nel pool genico, programmando i corpi in cui si trova.

Un gene potrebbe favorire repliche di se stesso che si trovano in altri corpi.

Sembrerebbe altruismo individuale ma in realtà è sempre egoismo del gene.

Non favorisce in modo conscio, né vuole farlo. Semplicemente se si trovasse ad avere un

atteggiamento altruista nei confronti di altri corpi che lo contengono  quel gene diventerebbe più

diffuso. Esistono per i geni modi per riconoscere le loro copie in altri individui?

Si. I parenti stretti hanno maggiore probabilità di avere geni in comune.

Per questo è comune l’altruismo fra genitori e figli.

Un gene che è raro nella popolazione è diffuso in famiglia.

Selezione per consanguinei spiega l’altruismo all’interno delle famiglie: più stretta è la parentela,

più forte è la selezione  non è una conseguenza della selezione di gruppo. È una conseguenza

della selezione dei geni.

Le macchine di sopravvivenza non eseguono consapevolmente calcoli sulle probabilità di essere

parenti. Probabile che siano programmate in modo da comportarsi come se avessero fatto il

calcolo.

Tabù dell’incesto: conferma che nell’uomo c’è forte consapevolezza dei legami di parentela.

Come si possono riconoscere i parenti?

Facile con i figli, meno facile con genitori, fratelli, cugini.

Nei piccoli gruppi probabile che ogni individuo abbia legami di parentela con gli altri. Quindi vale la

pena essere altruisti con tutti.

Conclusione: la parentela vera nell’evoluzione dell’altruismo è meno importante della stima

migliore che un animale può fare. Un animale può fare solo una stima, non certezza.

Bisogna considerare anche l’indice di certezza: si è più certi dei figli che dei fratelli.

Il gene dell’egoismo individuale ha il vantaggio della certezza assoluta dell’identità individuale.

Altruismo dei genitori è più comune di quello dei figli perché:

- Genitori sono in una posizione migliore per aiutare i figli

- Bambini hanno aspettativa di vita e di riproduzione maggiore.

7. Pianificazione familiare

Altruismo genitori/figli ≠ altruismo verso altri parenti.

Portare nuovi individui al mondo ≠ prendersi cura di individui esistenti.

A seconda delle specie diverse strategie di procreazione e cura possono essere stabili (mammiferi

e uccelli si prendono molto cura dei piccoli).

Dimensioni della popolazione dipendono da:

- Nascita

- Morte

- Emigrazione

- Immigrazione

Su scala globale emigrazione e immigrazione non si considerano.

Se crescita demografica senza controllo diventa troppo veloce e porta a sovrappopolazione.

Gli animali regolano il numero di nascite.

In seguito a quale processo di selezione naturale si è evoluta la pianificazione familiare?

Si fa per il bene del gruppo o per l’individuo che si riproduce?

Se popolazione aumenta troppo  alcuni individui non avranno territorio  non si riprodurranno.

Vincere un territorio = vincere la licenza a riprodursi.

Numero di piccoli che si possono avere è limitato dal numero di territori.

Elevazione sociale: serve per accedere alla riproduzione.

Per chi fa molti figli ci sono costi oltre che benefici  cure meno efficienti per ciascuno.

Per ogni specie c’è una dimensione ottimale di nidiata.

Individui regolano la dimensione della nidiata non per motivi altruistici ma per massimizzare

 il numero dei propri figli che sopravviveranno.

Sovraffollamento riduce il numero delle nascite: le femmine diventano meno fertile. Nasce la

menopausa. Sono favoriti i geni della formazione di una famiglia più piccola.

La famiglia funziona come un’unità che coopera o dovremo aspettarci anche lì egoismo?

8. La battaglia delle generazioni

Una madre dovrebbe avere dei figli favoriti?

Investimento parentale: investimento da part dei genitori in un singolo figlio che ne aumenta le

probabilità di sopravvivenza.

Una madre non dovrebbe dividere i suoi investimenti fra troppi figli.

Non ci sono ragioni genetiche perché abbia dei favoriti, ma può convenire non investire su un figlio

gracile.

Il favoritismo si basa su differenza nell’aspettativa di vita.

La menopausa rappresenta la fine della fertilità della donna, tale evento era probabilmente molto

meno comune nei nostri antenati dato che poche donne sopravvivevano così a lungo.

E' stato inoltre stato testato su un gruppo di topi fatti proliferare in un'area recintata che dopo che

la popolazione è cresciuta di un certo numero le femmine di topo iniziavano a volte a diventare

meno fertili o a procreare con più parsimonia e questo atteggiamento era favorito dalla selezione.

I comportamenti dei piccoli sembrano essere caratterizzati dall'ingordigia egoista (una cucciolata

si approccia per essere allattata dalla madre, dei ragazzini si contendono l'ultima fetta di dolce).


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in filosofia
SSD:
Università: Milano - Unimi
A.A.: 2016-2017

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