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Equità = favorire tutti nello stesso modo, porre su un piano di uguale piacere tutti. Trattare tutti nello stesso

modo a parità di condizioni (a meno che non ci siano particolari ragioni per trattarli diversamente). Se due

esseri sono uguali sotto un certo punto di vista, sotto quel punto di vista devono essere trattati nello stesso

modo.

Nel trattamento contano le differenze individuali, non l’appartenenza a un gruppo.

Un’azione è giusta o sbagliata a seconda del caso preso in considerazione.

Ridere: sintomo di superiorità nei confronti di qualcuno. È ritenere ridicola la pretesa di eguaglianza di

qualcuno.

Rachels chiama “specismo” il fatto che la differenza di trattamento sia giustificata dal fatto di appartenere a

una specie piuttosto che l’altra.

Giustificazioni date al diverso trattamento uomo/animale e relative confutazioni:

1. Gli uomini godono di privilegi rispetto agli animali perché sono razionali.

Questa affermazione viene messa in dubbio da Rachels:

- Non tutti gli uomini sono razionali  es. bambino che nasce con danni cerebrali non viene ucciso

perché si fa riferimento a una categoria, al fatto che appartenga alla specie Homo sapiens o si

pensa che possa sviluppare in potenza la razionalità.

- Davvero è rilevante la razionalità in caso di esperimenti e uccisioni?

2. Uomini possiedono il linguaggio.

Non tutti.

Alcuni animali manifestano disperazione quando stanno per essere uccisi.

3. Con gli animali non si possono stringere patti: visto che gli animali non hanno obblighi morali verso

di noi, noi non dobbiamo averne verso di loro.

Ma non si può pensare che la morale sia solo un “do ut des” altrimenti anche gli uomini potrebbero

venire meno agli obblighi morali.

Non si può parlare di morale se si fa qualcosa solo in vista di un riconoscimento sicuro.

Inoltre il pericolo costituito dagli animali per l’uomo è stato amplificato: è molto più probabile che si

subiscano attacchi da altri uomini.

4. Gli uomini soffrono più degli altri animali.

Forse l’uomo è più capace di percepire se stesso, ma questo non rende nulla la sofferenza dell’animale,

non rende la sua vita pari a zero. La sproporzione è esagerata.

Cambiare morale è difficile.

Attenzione: per calcolare le conseguenze di un’azione bisogna prendere in considerazione tutto quello che

produce, non solo il fine ultimo. Non conta solo l’obiettivo finale per cui il fine giustifica i mezzi.

I mezzi sono conseguenze intermedie di cui bisogna tenere conto.

Utilitarismo: bisogna chiedersi il perché delle regole. Una volta individuata la motivazione si può anche

infrangere la regola nel momento in cui il motivo non sussiste. È necessario pensare di più di colui che

applica la regola in modo meccanico (bisogna pensare a tutte le possibili conseguenze).

L’utilitarista darwiniano, come Rachels, deve tenere conto anche delle modificazioni prodotte sull’ambiente.

Perché anche l’utilitarista accetta che ci siano delle regole?

La regola è un modo per semplificare il calcolo delle conseguenze delle azioni.

L’utilitarismo, come tutti i modi di rapportarsi all’etica, dipende da come viene realizzato.

L’etica dei doveri può degenerare se conduce all’applicazione rigida di regole.

Come si può impedire che l’utilitarismo vada alla deriva?

Bisogna formulare una definizione di utile.

Cos’è la coscienza?

È “gli altri”, quel qualcosa di esterno che vorrebbe che io agissi in un certo modo. Si conforma ai valori che ci

sono stati dati. È l’introiezione dei valori sociali.

RIASSUNTO:

Tesi principale: la scoperta del fatto che siamo parte del mondo naturale non è importante per l'etica nel

senso che deve spingerci a eleggere la natura a nostra guida assoluta nelle questioni morali, l'etica è un

campo di indagine che resta autonomo e ha suoi standard interni di giustificazione che possono benissimo

prescindere da ciò che è considerato prettamente “naturale”.

Rachels crede che la teoria darwiniana eroda in qualche modo le basi della dottrina della “dignità umana”

che è saldamente radicata nelle credenze di tante persone e che sosterrebbe sostanzialmente che la vita

umana ha maggiore dignità di quella animale (è “sacra”) per due principali motivi: l'assunzione religiosa della

“tesi dell'immagine di Dio” (gli umani sono stati creati a immagine di Dio) e la tesi in ambito secolare che

Rachels definisce come “tesi della razionalità” (i membri della nostra specie sono i soli esseri razionali).

In breve:

1. la moralità tradizionale dipende dall'idea che gli esseri umani si situino in una categoria etica

privilegiata perciò si ritiene che lo scopo primo della moralità debba essere la tutela degli esseri

umani

2. la teoria di Darwin non implica che l'idea della dignità umana sia sbagliata in assoluto, tuttavia il

darwinismo mina la dottrina tradizionale e in particolare l'idea dell'uomo fatto a immagine di Dio e

dell'uomo come unico essere razionale

3. Si propone quindi una diversa concezione di individualismo morale, ovvero si sostiene il fatto che il

solo fatto di essere umano non da titolo ad alcuna considerazione morale speciale. Questo comporta

che le vite non-umane non saranno più trattate con indifferenza a prescindere e la vita umana non

sarà più oggetto di quella superstiziosa reverenza di cui gode nel pensiero tradizionale.

Vita di Darwin (1809 - 1882)

Si può dire che egli abbia vissuto una vita abbastanza tranquilla e felice, la sua famiglia era benestante e

nutriva in lui grandi speranze, suo padre ero un medico illustre, sua madre morì quando lui aveva otto anni

ed era figlia di un famoso produttore di ceramiche. La sua giovinezza non sembrava molto promettente agli

occhi del padre, dato che Darwin spesso “andava in giro” per osservare la natura e questa agli occhi del

padre non era un'occupazione granché degna di un giovane di famiglia prestigiosa. Darwin tuttavia era molto

curioso e perseguiva nella sua passione per la natura, collezionare insetti (soprattutto scarafaggi) era un

hobby che lo appassionava molto, era un osservatore instancabile e registrava minuziosamente tutto ciò che

vedeva.

A 16 anni Darwin venne mandato a studiare a Edimburgo nella speranza che diventasse un medico come il

padre, in parte anche perché il giovane era molto impressionato dalle operazioni effettuate senza anestetici

(che ai tempi non erano ancora disponibili) e in parte perché essendo di famiglia benestante sapeva che in

fondo non avrebbe mai avuto particolare bisogno del denaro che la carriera medica poteva fornirgli. Perciò il

padre, Robert Darwin, gli propose la carriera ecclesiastica, dopo qualche riflessione il ragazzo accettò,

anche perché un'esistenza tranquilla come quella di un membro della chiesa gli avrebbe lasciato molto

tempo per il suo hobby naturalistico.

Inizialmente Darwin non aveva il minimo dubbio sulla veridicità delle parole della Bibbia e a Cambridge si

impegnò discretamente per diventare pastore anglicano, sebbene a volte narrò nella sua Autobiografia delle

notti passate tra alcool e risate coi suoi compagni non tralasciò affatto il suo interesse per la natura,

diventando anche amico del professore di geologia e di Jhon Henslow, altro esperto in ambito scientifico. Fu

proprio quest'ultimo a spingerlo a compiere il celebre viaggio sul Beagle. Dapprima il padre era contrario, ma

successivamente con l'influenza dello zio di Darwin acconsentì a fargli intraprendere il viaggio. Il capitano

FitzRoy non cercava solo un naturalista ma anche un compagno di viaggio, in quanto non poteva

socializzare con gli altri membri della ciurma, cercava quindi anche un gentiluomo e Darwin lo era. Inoltre il

naturalista della nave non era retribuito e Darwin aveva la fortuna di non aver bisogno di soldi, altro requisito

a suo favore.

Prima di questo viaggio Darwin si sarebbe potuto definire come convinto creazionista, come la maggior parte

delle persone istruite del suo tempo tra l'altro, il viaggio rappresentò quindi anche una grande svolta

intellettuale per lui. James Hutton era uno dei pochi scienziati dagli atteggiamenti “pionieristici” che erano

disposti a mettere in discussione le tesi tradizionali, egli sosteneva che le principali caratteristiche della Terra

erano dovute a agenti come il vento, l'acqua ecc. tramite un lavorio lento e costante spalmato su lunghi

periodi di tempo. I canyon ne sono un esempio e tale argomento poteva anche spiegare l'esistenza dei

fossili, William Smith si spinse ancora oltre affermando che ogni livello stratigrafico ha i suoi caratteristici

fossili e i suoi particolari tipi di roccia. Jhon Leopold Cuvier studiò inoltre l'anatomia delle diverse creature e

ne rivelò le somiglianze e differenze tanto da esser considerato il fondatore dell'anatomia comparata, tuttavia

egli non arrivò a cogliere totalmente l'idea di cambiamento evolutivo, dato che abbracciava invece un'idea

nota come catastrofismo, secondo la quale i cambiamenti sarebbero dovuti a varie catastrofi avvenute sulla

Terra e dopo ogni catastrofe l'intervento di creazione divina avrebbe ricostruito il mondo. Senza una teoria

plausibile di come il cambiamento potesse avere luogo, l'idea dell'evoluzione risultava troppo inverosimile

per essere accolta, vi erano molti segni che facevano pensare che l'evoluzione si fosse verificata ma nessun

meccanismo noto che riuscisse a spiegare come avesse potuto aver luogo.

Vivere a stretto contatto del capitano FitzRoy per cinque anni non risultò però un'esperienza molto piacevole,

infatti nonostante le sue buone qualità (bella presenza, buon ascendente sulla ciurma, risoluto, sincero,

cortese nei modi) egli era un fanatico religioso così che spesso le conversazioni con Darwin si risolvevano il

lunghi monologhi da parte del capitano che egli doveva limitarsi a ascoltare. Era inoltre favorevole alla

schiavitù, a cui Darwin fu sempre contrario. A bordo del brigantino egli fece però amicizia con diversi membri

della ciurma così che poté anche da loro raccogliere informazioni utili per le sue ricerche dato che alcuni

erano contadini e allevatori.

Inoltre i mezzi e il talento di cui Darwin disponeva gli permettevano di fare lunghe escursioni nell'entroterra

nelle zone del Sud America (in cui rischiò anche la vita dati i suoi incontri con le popolazioni del posto) e

questo lo rendeva molto felice. Egli raccolse così molti campioni di fossili, piante e animali che poi mandava

in Inghilterra e che gli permisero di costruirsi una discreta reputazione, tra le sue osservazioni più note vi è la

diversità tra i fringuelli delle Galapagos (tredici specie diverse) e il fatto che avessero il becco adattato al cibo

del loro ambiente (derivazione da un ceppo comune con modificazione).

Il suo libro “Viaggio di un naturalista intorno al mondo” fu successo immediato, per l'inglese sedentario medio

era una saga affascinante ambientata in terre esotiche, dato che Darwin oltre alle osservazioni scientifiche

aggiunse altri dettagli come le navi pirata, l'incontro con le popolazioni ribelli del posto, cannibalismo ecc. Si

scaglia inoltre più volte contro la schiavitù in modo toccante.

Subito dopo il suo ritorno in Inghilterra Darwin divenne membro della Geological Society e nel 1839 circa

arrivò finalmente a abbozzare l'idea della selezione naturale, la teoria vede il cambiamento evolutivo come

conseguenza inevitabile di tre fatti : 1. L'accrescimento geometrico della popolazione, che in assenza di freni

arriverebbe a invadere il mondo 2. La variazione che si riscontra anche all'interno della medesima specie,

ogni individuo è unico 3. La trasmissione ereditaria, gli individui tendono infatti a trasmettere tali

caratteristiche particolari alla prole.

E' chiaro quindi che, non potendo tutti sopravvivere, vi sarà una competizione per la sopravvivenza e il fatto

che si riscontrino differenze significa che alcuni individui saranno in qualche modo più avvantaggiati di altri e

avranno quindi più probabilità di sopravvivere.

Quando con la moglie Emma (cugina di ceto-medio alto, con la quale nonostante la religiosità di lei ebbe un

matrimonio felice) si trasferì nel villaggio di Downe, venne accolto come una celebrità e visse una vita

rispettosa che gli permise di essere inattaccabile dal punto di vista personale nelle future dispute. Charles e

Emma ebbero otto figli di cui due morirono durante l'infanzia ed erano una famiglia modello, tuttavia egli

soffrì di debolezza cronica e questo lo indebolì rallentando in parte il suo lavoro. Darwin avvertiva inoltre che

la sua preparazione scientifica non era del tutto completa e voleva quindi aggiornarsi per evitare errori (che

avrebbero potuto costargli la credibilità) nel futuro volume ponderoso che voleva scrivere e che sarebbe poi

stato “L'origine delle specie”.

Il libro di Malthus sulla popolazione fu di ispirazione sia per Darwin sia per un altro uomo di scienza, Wallace,

che indagò riguardo la questione delle specie nell'arcipelago malese e inviò ingenuamente un articolo a

Darwin straordinariamente simile alle sue stesse teorie. Egli percepì una grande pressione, non voleva

essere preceduto nella sua scoperta e inviò quindi un articolo a un “testimone neutrale” e una lettera a

Wallace in cui introduceva la sua teoria per assicurarsi il diritto di precedenza sulla stessa. L'amico Lyell

venne in aiuto a Darwin e propose che Darwin e Wallace pubblicassero simultaneamente, anche se Wallace

essendo in Malesia non avrebbe saputo cosa stava accadendo. In cuor suo Darwin sapeva che ciò non

sarebbe stato molto etico dato che Wallace non aveva neanche parlato di pubblicare ma aveva solo

scambiato amichevolmente delle idee con Darwin. Gli articoli di Darwin a Wallace furono quindi presentati

entrambi alla Linnean Society, Wallace era assente per il suo viaggio e Darwin era assente a causa della

morte di uno dei suoi figli, gli amici di Darwin tuttavia lo sostennero prontamente e l'assemblea diede a lui il

diritto di precedenza sulla teoria (anche dato il prestigio e le amicizie influenti di cui Darwin godeva rispetto a

Wallace). Anche se Darwin si sentì la coscienza sporca successivamente fu sollevato nel constatare che

Wallace non solo riconobbe il loro di Darwin come anteriore al suo ma ne riconobbe anche la superiorità e fu

anzi lusingato dal fatto che il suo lavoro fu oggetto di comparazione con quello di Darwin. Nel 1859 Darwin

pubblicò “L'Origine delle specie” (“The origin of species”) e fu successo immediato.

La polemica sul libro di Darwin venne condotta con la cortesia che ci si poteva aspettare dall'ambiente

vittoriano, anche i più feroci attacchi erano preceduti da lodi rispetto ai meriti scientifici di quest'ultimo.

La reazione della chiesa era prevedibile: Darwin stava mettendo in discussione la storia sacra, il principale

critico ecclesiastico di Darwin fu Samuel Wilberforce, soprannominato “il viscido” per il suo stile elusivo e le

sue doti oratorie. Nonostante tale soprannome era un uomo garbato e aveva buoni rapporti con Darwin,

inoltre oltre a vantare un lavoro di buon livello in ambito ornitologico era anche d'accordo con lui riguardo

l'abolizione della schiavitù. Tuttavia com'era prevedibile considerò la teoria evoluzionistica un'eresia.

Nonostante Darwin avesse amici del calibro di Hooker e Lyell, molti nella comunità scientifica inizialmente

non lo appoggiarono, nonostante il successo delle sue prime discussioni pubbliche.

Gli anti-evoluzionisti avevano perso in partenza e Darwin prima di morire ebbe la soddisfazione di vedere la

vasta maggioranza dei naturalisti convenire sul fatto che l'evoluzione si fosse verificata.

Nei libri “L'Origine dell'uomo e la selezione sessuale” (“The descent of man”) del 1871 e “L'espressione delle

emozioni nell'uomo e negli animali” (“The expression of the emotions in man and animals”) del 1872 Darwin


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in filosofia
SSD:
Università: Milano - Unimi
A.A.: 2016-2017

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher noemicalgaro di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia della filosofia morale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Milano - Unimi o del prof Mormino Gianfranco.

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