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La nostra conoscenza con la natura ha molto modificato i modi con cui operiamo, meno la

nostra sensibilità.

Sacrificio umano -> sacrificio animale -> preghiera o offerte solo simboliche: il sacrificio esiste

ancora, ha cambiato forma, al pari di una tecnica, a seconda della sua efficacia. Il presunto

ingentilimento è la conseguenza non la causa nel passaggio dal sacrificio alla preghiera.

Si veda il caso della guerra le cui tecniche di uccise si sono sempre più perfezionate includendo un

numero sempre maggiore di vittime, e non certo ingentilite.

5) Sopravvivenze sacrificali

Dalla obsolescenza del sacrifico sono tuttavia ancora presenti le stesse strutture a determinare il

nostro rapporto con gli animali non umani.

Errato pensare che l’età del sacrificio sia stata l’età d’oro per gli animali. De Fontenay “gli animali

hanno avuto un’età dell’oro, che coincide con il tempo del sacrificio”.

In realtà proprio dal sacrificio si è sviluppato il totale dominio odierno degli animali. Le

conseguenze del sacrificio sono state:

La domesticazione sottolinea l’esigenza di praticare con regolarità il sacrificio -> inizio della

perpetua guerra contro gli animali

La giustificazione delle violenza secondo cui è meritevole e morale uccidere senza odio, solo

perché è un’azione giusta dettata da condizioni necessarie a cui non ci si può sottrarre.

Queste necessità sono dettate anche dalla tradizione: “si è sempre fatto così”

Movimento di liberazione: esso è oggetto di scherno, poi è combattuto e infine riesce a prevalere.

In effetti il movimento di liberazione animale suscita il riso e lo scherno. Ma perché? Si esercita

violenza sugli animali impunemente, non si ha timore che essi si ritorceranno contro di noi.

La violenza contro gli animali è una dinamica esercitata nei confronti dei più deboli (gli animali

collocati a un livello più basso perché non costituiscono alcuna minaccia) e quindi non si tratta di

specismo perché la stessa sottomissione può essere esercitata su altri umani. La fine o

l’attenuazione delle forme di oppressione è sempre stata determinata dalla capacità delle categorie

sottomesse a strappare i loro diritti, non avendoli ricevuti. Gli animali non possono chiedersi

riconosciuti i loro diritti, ma solo per questo bisognerà sempre convivere con questa ingiustizia?

IL DOMINIO SUL DISSIMILE

Nullum crimen sine lege = nessuno può essere punito se non in virtù di una legge stabilita e

promulgata anteriormente al delitto.

Hobbes, il Leviatano

Il diritto naturale di ciascun individuo è assorbito dalla fondamentale legge di natura, cercare e

perseguire la pace. Lo Stato, il Leviatano, che ingloba tutti i cittadini tanto da fare perdere i loro

diritti individuali, nasce dal desiderio naturale di ciascuno della propria autoconservazione.

Dissidio tra diritti di natura del singolo che stabiliscono tutto ciò che è inviolabile in un uomo e

legge positiva che una volta sancita decreta il giusto e l’ingiusto.

Eccezionalità del processo di Norimberga:

1. Responsabilità dei singoli colpevoli e non imputata allo Stato

2. Due capi d’accusa: crimini contro la pace e crimini contro l’umanità

Si resero retroattive leggi create dopo la commissione del delitto -> ristabilimento dei diritti umani

contro cui il regime nazista e i suoi membri avevano agito.

Il rispetto della forma e della legge doveva esse sospeso per fare spazio a una legge più grande

che appellava il diritto naturale dell’umanità (Hans Kelsen). C’è una giustizia superiore oltre la

forma delle leggi, che doveva essere appellata nel caso dell’eccezionalità del genocidio degli

Ebrei.

Nonostante la schoah abbia avuto precedenti analoghi il riconoscimento di un crimine dipende

sempre dalla volontà di riconoscerlo. -> la volontà di riconoscere un delitto determina il giusto e

l’ingiusto e dipende dai mutamenti storici e culturali che a loro volta caratterizzano la sensibilità

collettiva. La Giustizia ha risolto il caso di Norimberga, ma la giustizia è un nome incostante che

varia a seconda di chi lo pronuncia.

La soluzione trovata nel processo di Norimberga sebbene effettiva fu però debole, non pose

definitiva soluzione all’uso politico di umanità.

Umanità: Dimensione ideale: unione di tutti gli uomini della terra

❖ Dimensione e uso politico: logica amico-nemico

Il concetto di umanità rimane fautore di divisioni, di raggruppamenti polemici e

potenzialmente pronti al conflitto.

Da un’ineguaglianza naturale di stampo aristotelico a una sola comunità di uguali fu

sempre necessario passare attraverso lotte. Umanità è un nome incostante, quindi non

sempre si ha la garanzia di appartenere al gruppo privilegiato.

Ingiusta è l’azione che colpisce ciò che consideriamo simile. L’universalità dei diritti mostra

confini stretti ripetendo un modello da cui è possibile liberarsi solo distruggendo l’atmosfera

del “propriamente umano”, fino a includere i viventi in quanto tale.

1) Homo duplex

Doppiezza dell’essere umano:

o Anima desiderativa e istintiva.

o Anima razionale, dove il linguaggio è diretta conseguenza del pensiero, perciò se gli animali

pensassero essi parlerebbero. Naturalista francese Buffon

✓ Analisi dei bambini, i quali imitano i genitori. La loro anima razionale è innata, ma sarebbe

destinata a rimanere muta se non avvenisse l’imitazione, che permette lo sviluppo del bambino

verso il raggiungimento di uno stato pienamente umano.

✓ L’imitazione resta una capacità animale, ma nel caso degli animali essi sono delle macchine che

senza il principio spirituale imitano le azioni degli animali adulti rendendole stereotipate.

Comunque la parte materiale, naturale non va perduta e genera conflitto con quella razionale.

Felicità-> una delle due domina l’altra; nel caso dell’essere umano la vera felicità è quando la sua

ragione domina il desiderio, così si ha padronanza di sé.

Questa lotta interna in ogni individuo si riflette anche all’interno della società tra uomo e uomo,

l’umanità ha le sue gradazioni, la pare razionale non è in peno possesso da parte di tutti.

La distinzione tra materia e anima diviene il confine che separa l’uomo dall’animale, ma anche il

segno posto a distinzione tra gli stessi esseri umani.

Buffon -> Monogenista convinto che il fine ultimo dello sviluppo propriamente umano sia

rappresentato dall’uomo europeo. Historiae naturelle, evoluzionismo complesso e

contraddittorio: alcune specie hanno subito delle modificazioni rispetto al modello originario, altre

sono rimaste constanti e invariabili nel corso del tempo, come la specie umana.

Nonostante questa continuità costante nella linea evolutiva ipotizzata da Buffon c’è un doppio

limite:

1. Il confine che separa l’uomo dall’animale.

2. Il progresso dell'umanità che ha un fine, cioè l’uomo europeo.

L’imitazione permette di apprendere comportamenti naturali quanto nell’uomo che nell’animale.

Solo l’anima è una capacità propria dell’essere umano. L’imitazione studiata e fondata sulla base

scientifica dei neuroni specchio, ma essa è divenuta qualcosa di più: lo strumento che permette

l’entrata in relazione con gli altri e la creazione di uno spazio condiviso.

Meltzoff e Moore esperimenti condotti nel 1977, i bambini riescono a imitare espressioni il che

suggerisce l’esistenza di una mappatura intermodale attiva. La semplice imitazione neonatale

testimonia un’innata capacità di entrare in relazione con gli altri.

Nel semplice gesto dell’imitazione avviene il riconoscimento di appartenenza al gruppo umano.

Il riconoscimento è bidirezionale:

o I genitori intendono insegnare al bambino

o I bambini imitano perché consapevoli dell’appartenenza

Grande differenza con l’imitazione adottata dagli altri animali, che non sentono la necessità di

entrare in un gruppo di appartenenza. Il loro comportamento di imitazione è solo un tentativo

casuale di priva ed errore.

Vittorio Gallese simulazione incarnata e classica -> la capacità oltre che di riprodurre le azioni,

anche di comprendere le intenzioni dell’altro. Le intenzioni dell’altro sono immediatamente

comprese perché condivise a livello neurale”. L’empatia = la chiave a fondamento scientifico per

entrare in relazione con l’altro. Il bambino nell’atto di imitazione conosce se stesso e conosce

anche gli altri

Il caso dell’autismo, interpretato o come assenza di empatia, o come eccesso di empatia.

Fragilità e precarietà del mito di fondazione del genere umano, impegnato da sempre a cercare

un unicum che lo distingua dalle altre specie, che non potrebbe nemmeno esistere.

2) Il dominatore mansueto

Due elementi rivendicano l’unicità dell’uomo:

o La cultura

o Il dominio quasi assoluto sugli animali Elementi ben visibili e intimamente connessi.

Cultura: introduzione di un’innovazione o di un comportamento che viene trasmesso all’interno del

gruppo. Molti animali sono dotati della capacità di creare l’artificiale all’interno del naturale.

Si può osservare come in un gruppo di macachi Imo introdusse un comportamento innovativo e in

risposta a inattese condizioni naturali lo mantenne, l’innovazione resistette.

Cultura:

o Innovazione e trasmissione del comportamento innovativo

Progresso dell’innovazione

La chiara volontà di trasmetterla ai membri del proprio gruppo sociale

Micheal Tomasello sostiene la presenza di forme specifiche esclusivamente umane di trasmissione

della cultura. Egli sostiene che gli animali possano trovare grandi innovazioni, ma essi non hanno

la capacità di insegnare, quindi di diffondere la tecnica trovata, e neppure di apprendere.

Invece gli uomini hanno due fondamentali caratteristiche che gli altri non possiedono:

✓ Apertura verso il gruppo.

✓ Comprensione della strategia e dell’intenzione che sta dietro una tecnica. L’apprendimento degli

animali è emulativo, non imitativo.

L’azione dell’animale è singola e non permette di trasmettere agli altri i progressi di una

certa tecnica. Del tutto disinteressati ai modi attraverso cui si giunge a uno scopo, gli

animali si limitano a osservarne il risultato e a cercare di riottenerli attraverso loro strategie

personali. Unico obiettivo: strappare la conoscenza da un altro.

L’apprendimento imitativo consente di conoscere le modalità e la strategia in modo da

trasmettere il sapere anche agli altri, infatti l’uomo vuole possedere la nuova tecnica per

entrare in uno stato di cooperazione con gli altri.

L’ipotesi dell’intelligenza culturale: collaborazione e condivisione caratteristiche

dell’intelligenza culturale umana. Sviluppo cumulativo della conoscenza umana (evoluzione

culturale) reso possibile da:

o La presenza di una memoria a lungo termine

o La comparsa e lo sviluppo di un linguaggio complesso, mezzo che consente in modo più

veloce la diffusione di

un sapere.

Tutto in vista di una maggiore utilità

Base comune -> Come per gli animali si risponde in modo più efficace alle sfide o alle

modificazioni del mondo esterno.

Ma nell’uomo il noi del gruppo precede e supera le singole individualità. Si entra in modalità

noi, perché l’uomo riconosce che gli altri dello stesso gruppo sono come pedine intenzionali

che possono giungere allo stesso obiettivo da lui sperato.

Ripetizione delle norme ricevute dagli adulti:

I. Scenario pacifico: la tendenza ad agire collettivamente e ad assegnare ruoli e

funzioni porta con sé anche la capacità di creare una cornice normativa di atti leciti.

Istituzioni e norme regolato ciò che è già fondato di base in una concordia di

condivisione.

II. Norme sono una progressiva cristallizzazione di forme associative casualmente

trovate e ripetute in virtù della loro utilità.

Evoluzione culturale è frutto della comune tensione di tutti i viventi al raggiungimento e al

mantenimento di uno stato di stabilità. Da ciò consegue l’espansione del dominio della cultura

umana sull’ambiente e sugli altri animali.

3) Ricomporre l’unità

Lotta ininterrotta tra noi e gli animali, che esistono per soddisfare i bisogni dell’uomo.

C’è la convinzione che l’essere umano dovesse arrivare dov’è, l’evoluzione dell’uomo si crede

essere il compimento di un destino. Ciò nasce dalla percezione dell’utilità che gli animali rivestono

per l’uomo, quasi come se compito della natura sia servire l’uomo, e dalla percezione che la vita è

progresso, sviluppo dal basso verso l’alto.

Nello sviluppo di un bambino, egli è potenzialmente uomo e ha la possibilità di raggiungere il

traguardo. Crescere è crescere verso qualcosa , in direzione di un modello ideale. Ma l’idea di

uomo è risultato di una conoscenza vaga, che tende a generalizzare caratteristiche particolari dei

singoli uomini, rischiando di esse incostante e fragile.

Bisogna liberarsi dall’ossessione per il modello

Anche negli esperimenti condotti sugli animali si intende solo vedere quanto l’animale si avvicini al

modello. (Si veda il Progetto grande scimmia)

Trovare una base comune che concili tutti gli esseri viventi

Tutti i viventi sono sempre impegnati a sopravvivere, ogni qual volta si relazionano con il mondo

esterno. Ma alcuni individuano nelle azioni degli animali in risposta agli stimoli esterni solo delle

meccaniche azioni. Il linguaggio emerge allora come tratto distintivo umano di relazionarci con il

mondo in modo più complesso e articolato. Ma anche alcune tipologie di linguaggio adottate da

alcuni animali sono altrettanto complesse.

Comunque per uscire del tutto dalla logica della somiglianza con il modello, il principio che

accomuna tutti i viventi è la ricerca del dolore e l'evitamento del dolore.

Il piacere:

Il ristabilimento dell’equilibrio omeostatico del corpo (Damasio)

L’esperienza del piacere e del dolore è possibile nel momento in cui sono presenti meccanismi di

base che reagiscono agli stimoli, quindi anche un cervello molto piccolo.

Trovarsi in una situazione di equilibrio del corpo, ovvero di libertà da sensazioni dolorose.

❖ Dal piacere nasce il bisogno di associarsi con gli altri

Mormino

I. Sfera individuale dell'autoimitazione: orientamento per prova ed errore e ripetizione di

quelle azioni trovate

per caso efficaci.

II. Apertura verso gli altri: fonti di piacere o disagio, che conferiscono vantaggi, ricompense,

anche perché si è

fatto giusto qualcosa.

Il meccanismo di imitazione si allarga a tutti i viventi, nella sua costruzione limitativa è

infatti difficilmente

sostenibile (che solo l’uomo possieda la capacità di aprirsi agli altri tramite l’imitazione).

Imitazione dotata di mobilità, perciò di spiegano le preferenze e le scelte di come

affrontare l’ambiente esterno

Buono quel contesto in cui le proprie capacità consentono la stabilità

Tutti i viventi percepisce il vantaggio che ottiene attraverso l’unione con gli altri.

Si veda il gatto che tenta di ingraziarsi l’umano al fine di ottenere qualcosa. Egli condivide

lo stesso ragionamento per cui se si ha bisogni di qualcosa, gli altri possono essere utili a

questo fine.

Dall’esperienza deriva la comprensione della forza degli altri.

La cooperazione nasce da:

o Utilità, il vantaggio che si ricava dall’altro.

o Comprensione della propria forza e della forza altrui e la conseguente equazione tra

diritto e potenza. Dal proprio utile alla cooperazione.

La logica dell’in-group smette di funzionare appena finisce il vantaggio dell’appartenenza.

La difesa o il sacrificio per il gruppo si attua solo se necessario per rendere la vita degna di

essere vissuta. Prima di tutto l’utile per se stessi. Conformarsi a un gruppo infatti molte

volte comporta la stabilità, se nel gruppi viene infranto il proprio utile allora si tradisce il

gruppo stesso. Tutte le forme di collaborazione si basano sulla ricerca della stabilità, anche

gruppi umani sempre più complessi e gestiti da elaborazioni altrettanto complesse di ciò

che è giusto o ingiusto.

Il giusto è l’utile di chi è in grado di porre il problema della propria utilità -> una qualunque

società di individui per funzionare si basa sulla logica do ut des.

Due esclusi:

1. Chi non ha nulla da offrire

2. Chi non sa porre il problema della propria utilità, pur avendo molto da offrire La società

umana si colloca in uno spazio tra un doppio margine:

▪ La Natura, potente e imprevedibile, a cui ci si indirizza con la tecnica dell'ingraziamento.

▪ Gli animali, sempre sottomessi, a cui non si da nulla, ma solo si riceve.

Gli animali costituiscono una fonte di una sorprendente stabilità e base su cui costruire

conquiste sociali sempre più complesse, al fine di mantenere tale stabiliate in eterno.

L’arsenale ideologico che ha da sempre fatto credere che gli animali vivessero solo per

soddisfare i bisogni umani è da smantellare.


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in filosofia
SSD:
Università: Milano - Unimi
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher GinevraLindi di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia della filosofia morale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Milano - Unimi o del prof Mormino Gianfranco.

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