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IL SACRIFICIO ANIMALE

Gli animali occupano da sempre lo scenario religioso. Interrogandosi sull’origine del sacro ci sono

così tante interpretazioni divergenti che si è assunto un atteggiamento di rassegnazione. Non si

considera neppure più il sacro come oggetto di indagine, ma informe e non unitario apre la strada

a troppe interpretazioni, la cui conoscenza ultima risiede in una dimensione di realtà superiore.

René Girard e Walter Burkert riattribuiscono al sacro valore di indagine:

o L’etologia congiunta all’antropologia. Su una visione di continuità delle specie si possono meglio

comprendere i meccanismi comportamentali dell’uomo. È infatti convenzionale la nascita

o

dell’uomo. -> albero della vita Dignità epistemologica da parte di Burkert al pari delle indagini

sperimentali. L’oggetto di indagine del sacrificio è da semplificare, partendo dai suoi meccanismi

elementari.

Il sacrificio è trattato come oggetto di un’analisi materialista ed evoluzionista, tenendo presente che

si tratta di un'istituzione di lunghissima durata.

1) L’ingraziamento come problem solving

Prospettiva continuista -> La predazione: uccisione in un ci si appropria della vittima consumando

energie pur di sopravvivere, soddisfando i propri bisogni. Tutti gli esseri viventi hanno bisogni,

quindi trovare metodi che li soddisfino è comune a tutti, uomini e animali.

Nella sua forma più semplice il sacrificio è una tecnica di ingraziamento:

Jones, l’ingraziamento nella società umana. Un atteggiamento da biasimare, moralmente

negativo, un malcostume.

L'ingraziamento negli animali come pratica di sopravvivenza e di soddisfacimento dei bisogni

naturali. “Il sacrificio religioso ha la sua origine in pieghe etologiche” Girard.

Nonostante il sacrificio umano si sia più evoluto, esso ha un punto di origine con qualsiasi altra

forma di ingraziamento.

Il sacrificio tra predazione e scambio, è infatti un’appropriazione di un bene.

Al pari della predazione c’è una superiorità in colui da cui si vuole il beneficio e perciò si cerca di

ingraziarselo, ma non c’è alcuna sopraffazione con la forza. Al pari dello scambio si basa sulla

formula do ut des e sulla conoscenza dell’esperienza passata, ma il destinatario non si sente in

nessun modo obbligato a restituire equamente il beneficio ricevuto.

Si desidera qualcosa e non si può usare la forza TECNICA DELL’INGRAZIAMENTO

Come tutte le tecniche nacque da un moto esplorativo, seguendo la logica di prova ed errore fino a

quando non si trova la soluzione del proprio disagio, allora l’animale imita se stesso e ripete

l’azione casuale. Due sono gli attori: l’offerente e il destinatario. Il destinatario accetta il dono e lo

contraccambia a causa dell’atto di sottomissione dell’offerente, gesto che indica che altrimenti si

sarebbe costretti alla violenza. Per il destinatario è vantaggioso ricevere un bene senza lottare. La

tecnica di ringraziamento è una tecnica progredita, alcuni animali sono privi delle capacità

neurologiche per attuarla e si limitano quindi alla predazione.

2) Il sacrificio rituale

Atti di sottomissione nei confronti delle divinità.

Antropomorfizzazione della divinità, che si presume abbia gli stessi bisogni dell’uomo: Tylor,

Primitive Culture, il sacrificio è un regalo fatto a una divinità come fosse un uomo All’azione del

dare attribuito maggiore spessore spirituale e morale: Antico Testamento, si è più beati nel dare

che nel ricevere. La natura del sacrificio è tecnica, il cui obiettivo è risolvere un problema e

soddisfare un bisogno. Ma le divinità sono entità nascoste, di cui non si è sicuri potranno

contraccambiare l’offerta.

L’origine del sacrifico deve essere stata diversa rispetto a quella religiosa.

L’origine del sacrificio

Tesi di Girard: Il sacrifico è la ripetizione di un linciaggio originario. Linciaggio del capro espiatorio,

del terzo escluso, quello diverso del gruppo, su cui canalizzare l’aggressività collettiva.

Un bersaglio isolato che riunisce i linciatori, evento per la prima volta casuale e poi ripetuto con

regolare ordine grazie alla forma rituale.

o o

Ma questa tesi: non spiega la vastità del sacrificio, anche a livello privato riguarda solo i

sacrifici violenti

Tesi di Mormino: Inseminazione della terra è l’origine del sacrificio, infatti come nei riti religiosi:

1. Non si può costringere la terra con la forza

2. Alla terra sono attribuite proprietà psichiche pari a quelle umane, ma al tempo stesso è

considerata come un ente superiore

3. Il gettare i semi è un atto controintuitivo, alcuni di essi sono commestibili. Si rinuncia quindi a un

bene per sé

L’osservazione e la memoria hanno insegnato che privandosi dei semi si poteva ottenere una

ricompensa ancora più copiosa

3) La semina del sangue

La ballata di mastro Manolo -> scarsa conoscenza delle tecniche di costruzione.

In assenza di soluzioni migliori i rari casi di successo hanno condotto a ripetere il sacrificio, anche

se la sua efficacia non è mai certa.

Tesi di Hubert e Mauss -> al centro la sacralizzazione della vittima, il sacrificio concepito come

passaggio ad un’altra sfera del reale. Il sacrificio come atto religioso che modifica lo stato della

persona che lo compie e degli oggetti a cui essa si interessa. Non si indaga la sua origine perché

si presuppone che poggi su codici sociali già istituiti.

Lo spargimento di sangue

Preziosità -> immensa utilità nell’ingraziarsi enti superiori

Terra: nelle semina serve fertilità garantita dall’acqua e anche dal sangue, vita per la vita.

Animali fonti di sangue e di nutrimento, vantaggi considerevoli, inoltre ucciderli non è rischioso ->

la loro uccisione diventata pilastro sociale.

4) Il declino del sacrificio cruento

Avversione nei confronti del sacrificio degli animali, ma non nei confronti di altre modalità di

uccisione degli animali, che sono anche più violenti. Perché ciò?

1. Mutazione del rapporto con la sfera religiosa, essa considerata di bontà altruista non

permetterebbe l’uccisione di un altro essere vivente in suo nome. Il Vangelo ha messo fine a

pratiche sanguinarie e pagane e il rapporto con Dio è diventato del tutto spirituale.

2. La morte non deve essere pubblica, la violenza esibita nel sacrificio va repressa.

3. Il sacrificio considerato come tecnica inutile, non più necessario, perché sostituito da altre

tecniche più efficaci. Si vedano i pensieri di filosofi presocratici

La nostra conoscenza con la natura ha molto modificato i modi con cui operiamo, meno la

nostra sensibilità.

Sacrificio umano -> sacrificio animale -> preghiera o offerte solo simboliche: il sacrificio esiste

ancora, ha cambiato forma, al pari di una tecnica, a seconda della sua efficacia. Il presunto

ingentilimento è la conseguenza non la causa nel passaggio dal sacrificio alla preghiera.

Si veda il caso della guerra le cui tecniche di uccise si sono sempre più perfezionate includendo un

numero sempre maggiore di vittime, e non certo ingentilite.

5) Sopravvivenze sacrificali

Dalla obsolescenza del sacrifico sono tuttavia ancora presenti le stesse strutture a determinare il

nostro rapporto con gli animali non umani.

Errato pensare che l’età del sacrificio sia stata l’età d’oro per gli animali. De Fontenay “gli animali

hanno avuto un’età dell’oro, che coincide con il tempo del sacrificio”.

In realtà proprio dal sacrificio si è sviluppato il totale dominio odierno degli animali. Le

conseguenze del sacrificio sono state:

La domesticazione sottolinea l’esigenza di praticare con regolarità il sacrificio -> inizio della

perpetua guerra contro gli animali

La giustificazione delle violenza secondo cui è meritevole e morale uccidere senza odio, solo

perché è un’azione giusta dettata da condizioni necessarie a cui non ci si può sottrarre.

Queste necessità sono dettate anche dalla tradizione: “si è sempre fatto così”

Movimento di liberazione: esso è oggetto di scherno, poi è combattuto e infine riesce a prevalere.

In effetti il movimento di liberazione animale suscita il riso e lo scherno. Ma perché? Si esercita

violenza sugli animali impunemente, non si ha timore che essi si ritorceranno contro di noi.

La violenza contro gli animali è una dinamica esercitata nei confronti dei più deboli (gli animali

collocati a un livello più basso perché non costituiscono alcuna minaccia) e quindi non si tratta di

specismo perché la stessa sottomissione può essere esercitata su altri umani. La fine o

l’attenuazione delle forme di oppressione è sempre stata determinata dalla capacità delle categorie

sottomesse a strappare i loro diritti, non avendoli ricevuti. Gli animali non possono chiedersi

riconosciuti i loro diritti, ma solo per questo bisognerà sempre convivere con questa ingiustizia?

IL DOMINIO SUL DISSIMILE

Nullum crimen sine lege = nessuno può essere punito se non in virtù di una legge stabilita e

promulgata anteriormente al delitto.

Hobbes, il Leviatano

Il diritto naturale di ciascun individuo è assorbito dalla fondamentale legge di natura, cercare e

perseguire la pace. Lo Stato, il Leviatano, che ingloba tutti i cittadini tanto da fare perdere i loro

diritti individuali, nasce dal desiderio naturale di ciascuno della propria autoconservazione.

Dissidio tra diritti di natura del singolo che stabiliscono tutto ciò che è inviolabile in un uomo e

legge positiva che una volta sancita decreta il giusto e l’ingiusto.

Eccezionalità del processo di Norimberga:

1. Responsabilità dei singoli colpevoli e non imputata allo Stato

2. Due capi d’accusa: crimini contro la pace e crimini contro l’umanità

Si resero retroattive leggi create dopo la commissione del delitto -> ristabilimento dei diritti umani

contro cui il regime nazista e i suoi membri avevano agito.

Il rispetto della forma e della legge doveva esse sospeso per fare spazio a una legge più grande

che appellava il diritto naturale dell’umanità (Hans Kelsen). C’è una giustizia superiore oltre la

forma delle leggi, che doveva essere appellata nel caso dell’eccezionalità del genocidio degli

Ebrei

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-FIL/03 Filosofia morale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher GinevraLindi di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia della filosofia morale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Milano o del prof Mormino Gianfranco.
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