Il confronto con l'altro
Menzogna romantica e verità romanzesca
Mormino1961: Menzogna romantica e verità romanzesca 1972: La violenza e il sacro René Girard: posizioni vicine alla Chiesa di Roma dopo la riconversione al cattolicesimo negli anni '50. Si presenta come ideatore di una nuova apologetica cristiana, occidentalista, antirelativista.
Il corpus girardiano non merita né di diventare patrimonio privato della chiesa né di essere ignorato dagli studiosi delle scienze umane (per le sue posizioni apertamente aderenti alla verità cristiana). Girard è arrivato alla sua lettura delle religioni bibliche dopo aver studiato il romanzo e le religioni arcaiche, ma bisogna fare i conti comunque con la sua teoria religiosa perché Girard ha rivendicato l'unitarietà della propria teoria.
Tesi conclusiva sostenuta dal libro: la lettura girardiana del cristianesimo (tentativo di delineare l'evolversi nella storia delle strutture psicologiche e sociologiche che lui ha già delineato) si differenzia, nel metodo e nell'approccio filosofico, dalle sue analisi sulla natura del desiderio e sull'origine del sacro (tentativo di cogliere strutture e leggi universali e immutabili del comportamento umano. Modello della ricerca: Freud).
Il cristianesimo secondo Girard
Per quanto riguarda il cristianesimo, Girard usa spiegazioni che trascendono la natura umana. La forza che imprime alla storia una direzione nuova non è né il desiderio mimetico, né la violenza di massa. La svolta è operata dalla rivelazione del ciclo vittimario = illuminazione voluta da Dio. La Bibbia entra in conflitto con le leggi universali del comportamento umano. La cultura umana è incapace di negare da sola tali leggi, quindi la tendenza a difendere le vittime non può essere nata solo da forze sociali o psicologiche. Impossibilità di immaginare una cultura non violenta a partire dalla sola natura umana. È la prova dell'origine divina del messaggio evangelico.
Problema: irruzione di una prospettiva provvidenzialistica e finalistica in un sistema nato sotto il segno del determinismo. Altra spiegazione della "attenzione alle vittime" della modernità potrebbe essere trovata abbandonando spiegazioni provvidenzialistiche: da gruppi umani piccoli, isolati e omogenei (in cui si crea il "tutti contro uno", meccanismo vittimario) → a mondo vario e complesso (in cui i conflitti sono molti e non contro uno solo). Nascono quindi nuove forme di resistenza e dissenso che portano alla parziale apertura alla cultura di difesa delle vittime. È impossibile mantenere in stato di costante sacrificabilità individui sempre più numerosi e agguerriti. La spiegazione recupera il primo Girard che sosteneva che le interazioni umane dipendono solo dai rapporti di forza tra individui. La violenza infatti si dirige verso bersagli indifesi che non rappresentano una minaccia per i persecutori (teoria mimetica).
Critica alla filosofia occidentale
Girard svaluta la filosofia occidentale perché limitata, perché non comprende i meccanismi dell'agire umano e occulta la violenza originaria per continuare a garantire la coesione sociale. La filosofia si situa nell'ambito della "menzogna romantica" (illusione individualista dell'autonomia del desiderio del soggetto da qualunque modello). I filosofi hanno negato la natura mimetica del desiderio.
Però Girard, per ragioni ideologiche, non si è mai confrontato con filosofi che hanno preso in considerazione il rapporto fra società e religione, dal momento che secondo lui non sono stati capaci di vedere la novità assoluta costituita dal cristianesimo.
Antimodernismo → Polemica verso valori e tendenza della modernità occidentale (liberazione del desiderio sessuale, critica all'etnocentrismo, laicizzazione della società). Attenzione per il realismo: il linguaggio è espressione di verità extralinguistiche. Unità del programma girardiano: mettere allo scoperto la concreta realtà dei rapporti con l'Altro.
Scrittura di Girard
- Comparativismo → Cogliere tratti comuni in testi diversi. Unità tematica del romanzo occidentale (Menzogna romantica). Spiegazione unitaria di miti e riti visti come ripetizioni simili di un evento accaduto (Violenza e sacro).
- Dicotomie → Romantico-romanzesco, sacro-santo. Individuazione di differenze fra testi simili.
Tre fasi della teoria girardiana
- Scoperta della natura mimetica e rivalitaria del desiderio
- Individuazione del meccanismo vittimario come sorgente del sacro.
- Interpretazione del messaggio giudaico-cristiano come rivelazione delle suddette verità antropologiche. Esortazione a indirizzare imitazione verso modelli non-violenti.
Le leggi del desiderio: la psicologia romanzesca
Menzogna romantica e verità romanzesca (1961)
Analisi comparata di opere di cinque romanzieri europei moderni (Cervantes, Stendhal, Flaubert, Dostoevskij, Proust). Rifiuta il precetto critico secondo cui ciò che è grande in un autore è ciò che lo differenzia da ogni altro. Cerca i tratti che li accomunano per fare ipotesi sulla natura umana partire da un riferimento al reale, espresso nelle opere letterarie. Letteratura = luogo di disvelamento delle dinamiche di vita affettiva.
Verità svelata dai romanzieri: tutte le forme di relazione interpersonale dominate da ossessione per l'Altro si configurano come triangoli. L'uomo dirige il suo desiderio verso ciò che vede desiderato da altri. Intento scientifico di Girard espresso dai termini "leggi" e "meccanismi". Questa verità, a seconda che sia riconosciuta o negata, produce diversi atteggiamenti nei confronti dell'Altro → quindi ha valenza morale.
Struttura comune delle opere esaminate
- Scoperta della natura mimetica del desiderio
- Distinzione mediazione interna/esterna
- Ruolo capitale della conversione
Queste verità sono nascoste dalla menzogna romantica → esistono desideri spontanei che nascono dal soggetto. Pensiero in opposizione a tendenze del pensiero occidentale moderno:
- Lo spirito anticristiano dell'illuminismo che porta alla distruzione delle gerarchie su cui si fondava la società tradizionale
- Relativismo proprio della scienza etnografica. La cultura occidentale è posta sullo stesso livello delle altre dimenticandosi che essa è l'unica entro cui si è sviluppata la capacità di autocritica.
Letteratura come teoria
La letteratura ha un suo statuto all'interno delle scienze umane al pari della filosofia, antropologia e sociologia → testo letterario è portavoce di una teoria espressa al meglio nella forma letteraria. L'opera deve essere considerata di per sé, senza considerare teorie non desunte dal testo o aspetti biografici dell'autore che non emergano dal testo. Essa ha il vantaggio di riflettere direttamente esperienze di vita con concretezza e autenticità. Le altre discipline invece si basano su astrazioni.
Girard vede la propria teoria già contenuta nei testi che interpreta. Lui non fa altro che metterne in luce la presenza.
Approccio unitario alle scienze umane
Per Girard esiste un solo mondo e tutti i discorsi vertono sullo stesso mondo. Se ne può parlare da filosofi o da romanzieri. La letteratura possiede lucidità perché riflette la vita reale.
Motivi antimoderni nei primi saggi: Studio sul poeta francese → supera i limiti dell'esotismo frantumando il punto di vista occidentale e rendendolo equivalente a qualunque altro. Girard pensa che l'antropologia relativista conduca a livellamento che non tiene conto dei gradi di avvicinamento all'unica verità sull'uomo. Per lui la società occidentale è superiore a tutte le altre perché guarda criticamente se stessa e per la sua attenzione alle vittime.
Il sacro appare come l'unico elemento capace di dare unità alle molte manifestazioni della vita sociale. Il rito serve a dotare il mondo di senso.
Per Girard il momento di rottura della classicità avviene nella fase prerivoluzionaria dell'illuminismo. Opposizione classicismo-romanticismo è simile a romanzesco-romantico. Con Rousseau e il romanticismo → frammentazione delle scienze umane in discipline incapaci di dialogare fra loro + disgregazione delle gerarchie e sorgere della civiltà democratica. È il collasso delle relazioni fra individui. Un ambito in cui si vede all'opera tale dissoluzione è quello della passione amorosa.
Amore secondo Girard
Amore = deve assicurare all'individuo, minacciato dal livellamento sociale e quindi dalla scomparsa nell'anonimità, il possesso di un bene incomparabile. L'individuo è il fine autocentrato di questo desiderio. L'uomo romantico, perduto Dio, erige al rango di divinità chiunque possa garantirgli la certezza della propria unicità e rilevanza. Questa illusione è possibile solo per lo status non ancora autonomo del genere femminile (emancipazione vista negativamente da Girard). La successiva emancipazione della donna costringe a rimaneggiare il mito ma la funzione autocelebrativa del processo rimane immutata. Il culto del sesso ha il compito anch'esso di confermare l'unicità del sé e dei suoi desideri. Quello che si teme maggiormente allora è l'indifferenza da parte dell'Altro.
Nasce l'intuizione poi sviluppata in Menzogna romantica → il soggetto cerca non l'oggetto del desiderio, ma l'autonomia metafisica, che pensa di non avere e che pensa invece che l'altro possieda. Amore diventa un gioco narcisistico → obiettivo è attirare su di sé il desiderio altrui. Per fare ciò è necessario mascherare il proprio interesse, sopprimere il proprio desiderio, mostrarsi autosufficienti. In questo modo cade la possibilità di una reale interazione con l'Altro.
Girard non indaga il rapporto con l'altro in termini etici ma in termini di potenza e autoaffermazione. Amore omosessuale = fascinazione per l'identico. Sono i sentimenti egualitari a dare inizio al livellamento che costringe individuo a cercare la sua differenza dall'altro in una costruzione narcisistica. Tocqueville aveva capito l'inquietudine provocata dall'uguaglianza democratica.
L'autoinganno romantico
Primo capitolo di Menzogna romantica: Il desiderio triangolare. Don Chisciotte → imita Amadigi come il cavaliere per eccellenza. Non sceglie gli oggetti del suo desiderio. È Amadigi che sceglie per lui. Romanzo moderno ha svelato l'autoinganno: ogni desiderio è imitazione del desiderio dell'altro. Unica via d'uscita: imitare Cristo al posto che imitare un mediatore umano.
Idea del desiderio mimetico nasce in Girard con accostamento fra due testi: Il curioso fuori luogo (parte del Don Chisciotte) e L'eterno marito di Dostoevskij. I mariti per desiderare la donna hanno bisogno di vederla desiderata da altri. Causa dell'impossibilità di desiderio diretto: orgoglio. Dio è morto e l'uomo intende prenderne il posto (senza riuscirci perché è metafisicamente carente). Il peccato originale (la costitutiva mancanza d'essere dell'uomo) diventa una maledizione privata da nascondere agli occhi altrui.
Sillogismo:
- Soggetto carente di felicità
- Gli altri sono pieni di felicità.
Quindi è necessario imitare l'altro. L'oggetto conta meno del mediatore perché è quest'ultimo che gli dà prestigio. Una volta ottenuto può perdere del tutto di interesse. Negazione di Dio fa sì che la trascendenza da verticale diventi orizzontale: il modello non è superiore (Dio) ma è allo stesso livello, facendo così nascere la competizione.
Desiderio metafisico → non è tanto desiderio di possedere l'oggetto (o meglio sì, a livello conscio) ma è desiderio di essere ciò che diviene l'altro quando possiede quell'oggetto. La rivalità con l'altro è essenziale e si scatena più facilmente in assenza di differenze. Il marxismo non è capace di capire che i conflitti si originano proprio nella crescente uguaglianza. Il conflitto si inasprisce nel momento in cui si passa da mediazione esterna a mediazione interna:
- Mediazione interna: il mediatore è vicino al soggetto. Il mediatore diventa immediatamente ostacolo al raggiungimento dell'oggetto perché è lui stesso a indicare cosa desiderare. È necessaria la negazione del legame mimetico.
- Mediazione esterna: il modello non è ostacolo al raggiungimento. La distanza fra mediatore e soggetto raffredda i rapporti.
Opera letteraria romanzesca → svela la presenza del mediatore. Opera romantica → prolunga l'inganno soggettivista. La mediazione è contagiosa: anche il mediatore ne è colpito, anch'egli desidera per imitazione. Ha rinforzo del desiderio grazie al rivale. → Doppia mediazione.
Le patologie mimetiche
Effetti della doppia mediazione:
- Masochismo e sadismo
Si originano dal desiderio metafisico (la sessualità è solo un ambito in cui si manifestano). Il masochismo precede il sadismo. Il soggetto sa che l'oggetto perde interesse ai suoi occhi quando viene posseduto, quindi cerca ciò che gli è impossibile possedere: cerca l'ostacolo al possedimento di per sé, cioè il mediatore. Ci si rivolge a modelli sempre più inaccessibili. Il masochista sceglie il mediatore che più lo disprezza perché il raggiungimento del suo desiderio non sia soddisfatto. Il masochista non è molto diverso da colui che desidera normalmente. È più consapevole di come funziona il desiderio mimetico.
Il sadico cerca di prendere il posto del mediatore sperando che questo sogno diventi realtà: così è esasperata la mediazione dal mediatore. La lucidità romanzesca sta nel cogliere l'identità fra sé e gli altri: il masochista non è un malato, oppure siamo tutti un po' "malati". Nessuno ha una malvagità intrinseca, siamo tutti succubi del desiderio mimetico. Diventando consapevoli di questa identità noi-altri potremmo rifiutare masochismo e sadismo cogliendo il fatto che chiunque può diventare mediatore/modello per gli altri.
- Omosessualità
Il valore erotico passa dall'oggetto al mediatore (nel dongiovannismo esso rimane legato all'oggetto per esempio). Il desiderio omosessuale è sullo stesso piano di ogni altra passione, ingenerata dal mediatore e non dall'oggetto. Non ha una causa diversa. Che la passione sia omosessuale o eterosessuale non conta, gli elementi combinati sono gli stessi.
- Civetteria/marivaudage
La civetta imita il desiderio con cui è desiderata, desiderando il proprio corpo e negandone il possesso all'amante. Ella accresce la propria desiderabilità. È una doppia mediazione. La persona indifferente riveste il ruolo più ambito in modo efficace se dimostra che ama sé e non l'altro. Il successo della sua strategia rafforza il desiderio dell'amante.
La conversione romanzesca
Alla fine di Menzogna romantica si evidenzia come i protagonisti delle opere romanzesche hanno acquisito consapevolezza della loro condizione. Manicheismo (tendenza a superare il bene e il male in modo netto) → la riconciliazione romanzesca porta a comprendere che il mediatore è un mio simile, non è nettamente diverso da me. Permette la sintesi fra l'altro e l'io. Il romanziere è il primo che supera la menzogna manichea. Prima della conversione però la malattia mimetica deve raggiungere l'apice.
Non importa la differenza tra eroe (che desidera più di tutti) e antieroe (che ricerca la sua autonomia nell'ostentare apatia) → essi sono accomunati dal desiderio di distinguersi. La conclusione ottimistica di Menzogna romantica si oppone al pessimismo dell'ultimo Girard che non trova possibilità di salvezza per l'uomo mimetico. La conversione romanzesca prelude alle successive riflessioni bibliche. La possibilità di sbocco non violento è data dall'imitazione di Cristo.
Il finale di conversione imita i finali di Dostoevskij → i protagonisti alla fine contraddicono le loro idee precedenti. Conversione = rinuncia all'unicità del sé e riconoscimento dell'Altro come eguale. Il romanziere può trovare la verità solo rivolgendo lo sguardo critico innanzitutto su di sé.
Dostoevskij
Girard: tappe che hanno portato Dostoevskij a superare l'opposizione manichea. L'impresa è soprattutto conoscitiva. La ragione porta alla comprensione, nonostante la piena conversione venga solo dall'alto. L'unica guida critica è l'opera stessa. Analisi esistenziale: vita e romanzi di Dostoevskij sono intrecciati. Girard intende mostrare la guarigione dal rapporto con il mediatore avvenuta con Memorie del sottosuolo. Nelle prime opere i personaggi dello scrittore sono ossessionati da un doppio che li affascina, un perfetto mediatore/modello. La comprensione dello schema triangolare viene espressa ne L'eterno marito nel 1870.
L'orgoglio spinge il marito a cercare l'umiliazione da parte del rivale, ex amante della moglie morta, che, avendolo già sconfitto, è investito di un potere quasi divino. Questo genere di sacrificio non è virtù. Il genio romanzesco nasce quando si converte su di sé lo sguardo e si scopre in se stessi il male che si imputava solo agli altri. Dostoevskij diventa genio romanzesco nel momento in cui smette di credere alla virtù del masochista. Psicologia del sottosuolo: spinge l'individuo ad amare la propria abiezione. L'uomo non sa tendere...
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