Che materia stai cercando?

Anteprima

ESTRATTO DOCUMENTO

FILOSOFIA ANTICA

INTRODUZIONE:

Cosa bisogna intendere per filosofia? Cosa ha di diverso dalle forme di cultura precedenti?

Tesi del “miracolo greco”: Oriente= civiltà materiale in cui predominano gli aspetti tecnici

Grecia= rivoluziona modi di pensare tradizionali, civiltà spirituale della

speculazione disinteressata e della pura teoria.

Platone precede questa tesi: distingue i popoli per le loro indoli  Egiziani e Fenici: animo attaccato

a interessi materiali, Traci e Sciti: animo irascibile, Greci: animo disposto a conoscenza intellettuale

Chi non accetta questa tesi: tecnica delle civiltà pre-greche ha in sé una scienza e una filosofia

(capacità di applicare a casi concreti osservazioni generali)

Si può parlare di filosofia al singolare, come concetto unico e condiviso?

È un concetto articolato. Termine compare le prime volte in: Tucidide Pericle, epitaffio ai caduti;

Erodoto, Solone; Eraclito parla dei filosofi in senso negativo (vano accumulo d erudizione).

4 modi diversi di intendere la filosofia:

1. Scienza dei principi: convinzioni basilari eternamente valide, sviluppo di argomentazioni

(Aristotele scrive una storia della filosofia come ricerca di cause, Parmenide e Eleati,

Platone)

2. Disciplina di orientamento: esame critico di convenzioni (Sofisti, Neopirroniani)

3. Ricerca della saggezza: desiderio di cogliere verità profonde (Empedocle, neoplatonici,)

4. Arte della vita: tentativo di raggiungere la felicità, periodo ellenistico/imperiale (Epicuro-

Crisippo, Plutarco-Seneca, presocratici: Empedocle, sofisti: Democrito, Prodico; Socrate)

Ma filosofi capaci di intraprendere più strade contemporaneamente, quindi no classificazione

rigida.

Diverse immagini di filosofo:

confronto con la realtà circostante che spesso prende posizione in senso ostile contro di loro

(Nuvole di Aristofane), ma anche difesa dell’importanza della filosofia a Roma filosofo=guida

spirituale, consigliere politico (Cicerone e Seneca) in età repubblicana, uomo divino in età

imperiale.

Importanza di Platone e Aristotele cui si dedica molto spazio. Dei filosofi presocratici ed ellenistici

testimonianze incomplete e indirette.

Fine della filosofia antica convenzionalmente nel 529 d.C. (chiusura scuola neoplatonica di Atene

da imperatore cristiano Giustiniano).

Filosofia diventa pratica esegetica (lettura e interpretazione delle opere) quando in età imperiale si

desidera un ritorno agli antichi. No passività perché ogni interpretazione comporta la creazione.

Difficoltà di ricostruire con oggettività dottrine dei primi filosofi studio per i filosofi prima di Platone

inizia in Germania nel Romanticismo perché si esaltava la Grecia come culla del pensiero e

dell’arte.

Tripartizione tipica della filosofia antica:

- Logica: si occupa della ragione (logos) e dei suoi strumenti

- Fisica: studia caratteristiche essenziali della realtà, interesse per la fusis, distinzione fusis e

einai (essere)

- Etica (e politica): si occupa del problema più urgente, ossia come vivere. Nasce da subito

perché ogni acquisizione di conoscenza influenzava le scelte di vita di ciascuno.

Dopo diventa riflessione più sistematica su esempio di Socrate considerato da molti unico a

condurre una vita filosofica.

TALETE, ANASSIMANDRO, ANASSIMENE – lo studio razionale della natura

Filosofia nasce a Mileto (colonia greca dell’Asia Minore) nel VII sec a.C.

Vita della città vivace: consapevolezza che sapere aumenta le capacità dell’uomo.

Filosofi esponenti della scuola ionica/milesia. Forse però non appartenevano a una vera scuola

filosofica dell’antichità (=comune indirizzo di pensiero, in comune ideali politici, religiosi e morali, a

volte anche beni materiali)

Aristotele per primo: modo scientifico e razionale di interpretare il mondo vs. modo mitico

filosofi vs. mitologi

1. TALETE:

nessuno scritto, partecipa a lotte delle colonie ioniche, elabora teoria dell’eclissi in cui non

ci sono interventi divini, studioso di geometria

Si è posto per primo problema dell’archè (problema filosofico). Per Aristotele archè=

sostanza che rimane identica nel variare di tutte le cose.

Acqua: fondamento perché il nutrimento e i semi sono umidi.

Mentalità che unisce osservazione+ esperienza+ ragionamento da osservazione del caso

particolare a legge generale. Diversa da mentalità dei mitologi che afferma, non spiega.

2. ANASSIMANDRO:

forse scrive “Intorno alla natura”. Vuole spiegare fenomeni naturali e ha teoria della storia

naturale. Disegna carte geografiche e trova rapporti tra grandezze e distanze degli astri

(sbagliate)  pensa l’universo come misurabile, comprensibile, soggetto a leggi.

Universo= unico, eterno, immobile: apeiron (infinito, indefinito)

All’interno dell’apeiron: fenomeni particolari, finiti. Le cose acquistano fisionomia quando

hanno limiti. Il finito si separa dall’apeiron.

In natura ogni cosa nasce e muore (anche l’uomo, non è creatura privilegiata) intuizione di

evoluzione da esseri più semplici a più complessi.

3. ANASSIMENE:

terra è piatta, quindi stabile. No differenza qualitativa universo/terra (formati da stessi

elementi).

Stelle: natura ignea (fuoco che copre corpi terrosi).

Pneuma: soffio, respiro dell’universo. Eterno, infinito, ha movimento proprio. Diverso da

Anassimandro: non è indefinito, ha qualità specifiche.

Forma tutte le cose a seconda della sua maggiore o minore densità.

PITAGORA E LA SCUOLA PITAGORICA – Teoria dei numeri e legge dell’opposizione

Per primo chiama “filosofia” insieme delle sue dottrine. Visita molte città nella Magna Grecia. Sua

scuola: comunità religiosa, scientifica, politica. Partecipano a lotte politiche appoggiando governi

aristocratici e oligarchici quando a Crotone governo democratico i Pitagorici scappano.

Difficile ricostruire prime dottrine pitagoriche: Pitagorici tendono a riportare al maestro tutte le

dottrine, anche quelle posteriori.

Aristotele: Pitagorici primi e Pitagorici secondi (tra V e IV sec)

Regole: per essere ammessi superare prove difficili, comunione dei beni, regole di

comportamento.

Differenza fra i discepoli: - matematici (approfondiscono, tenuti al segreto)

- acusmatici (possono solo ascoltare)

Forte impulso a dottrine scientifiche (matematica, geometria, musica) non facilmente comprensibili

a tutti.

Teoria dei numeri (=principi di spiegazione della realtà): hanno consistenza ideale (matematica) e

materiale. Ordine fisico: numero di oggetti che vedo. Ordine matematico: concetto con cui indico

insieme degli oggetti che vedo.

Leggi che regolano rapporti fra numeri: regolano anche rapporti fra cose reali matematica: più alta

forma di conoscenza.

Legge della contrarietà: serie di numeri pari vs. serie numeri dispari  coppie di opposti che

regolano la vita naturale e la società umana.

Dottrina di origine religiosa: metensomatosi= passaggio dell’anima immortale da un corpo all’altro.

Forse non appartiene alla prima scuola. Primi Pitagorici: dottrina corpuscolare dell’anima= principio

del movimento, o dottrina dell’anima/armonia= armonia che viene da composizione degli elemnti

che fanno parte del corpo (quindi anima si dissolve in esso, non immortale)

- IPPASO:

si occupa dei problemi geometrici connessi con scoperta del teorema di Pitagora.

Rapporto matematica/musica

- ALCMEONE:

legge della contrarietà è importante per l’uomo: uomo è costituito da elementi opposti.

Quando sono in equilibriosalute. Quando uno prevalemalattia.

Teoria della percezione sensibile: studia attività dei 5 sensi, centro che coordina: cervello.

Caratteristica della conoscenza umana: costruisce nuove ipotesi. Diversa da sapienza

divina che è cristallizzata.

Matematica ha grande progresso. Concezione dello spazio e del tempo antiparmenidea (lo spazio

è una realtà continua)= la realtà è discreta, composta da entità singole indivisibili

- FILOLAO:

collega ricerche matematiche a astrologiche, biologiche a mediche.

Ha idea di “matematizzazione” della scienza= introdurre metodo matematico in tutti i campi

scientifici per poter conoscere, cogliere armonia che regola rapporti fra le cose.

Sistema cosmologico: fuoco al centro, intorno ruotano pianeti (anche Terra e sole)

- ARCHITA:

ricerche in campo musicale.

Matematica: strumento per organizzare vita politica basata sulla giustizia (simile a

Ippocrate: medicina migliora vita fisica e morale dell’uomo, non è solo un’arte)

ERACLITO – Un filosofo che “turba i sonni degli scienziati”

Si ritira da vita politica di Efeso quando viene esiliato l’amico del partito aristocratico filopersiano.

“Sulla Natura”, si sono conservati brevi, complessi frammenti privi di contestotante interpretazioni

contrastanti.

Una interpretazione lo contrappone a Parmenide (tesi dell’immobilità della realtà) per la tesi

dell’eterno divenire (pantha rei) che non compare nei suoi frammenti autentici.

È critico verso quelli che professano la multiscienza (polymathia): sanno tante cose ma non

capiscono senso profondo della realtà  verità:

logos = legge universale che regola l’accadere di tutte le cose, contraddittorietà profonda al di

sotto dell’apparente linearità, tensione di opposti che si rivela quando andiamo al di là

dell’apparenza. Svegliarsi alla realtà = cogliere la contrarietà profonda. Logos simile al

fuoco: è e non è sempre uguale a sé stesso. La guerra profonda è la vera realtà.

PARMENIDE E ZENONE – Il metodo, la scienza e l’esperienza

Ionici: opere in prosa (rompono tradizione culturale che assegnava alla poesia compito di

trasmettere le idee)

Senofane di Colofone: nuovo genere di poesia  poesia tradizionale ma contenuti nuovi

Famoso per polemica contro concezione antropomorfa della divinità

Apre la strada per i poemi naturali di Parmenide e Empedocle

- PARMENIDE di ELEA:

partecipa a vita politica, forse dà legislazione alla sua città

discepolo: Zenone che attacca avversari di P. con logica sottile

insieme fanno viaggio ad Atene e incontrano Socrate

scrive “Sulla Natura”: immagina un viaggio per arrivare al cospetto di una dea che gli rivela

programma completo del sapere  da qua possiamo verificare la correttezza delle

interpretazioni alla sua filosofia (Platone scorretto)

realtà: to eon= ciò che è: tutto omogeneo, uno, eterno, continuo all’interno del quale

molteplici fenomeni che divengono.

Intuizione arricchita da considerazioni sul metodo di ricerca (P. è padre della ricerca e del

metodo scientifici, inizia indagini sulla logica.

Caratteristiche di ciò che è:

1. Ingenerato e indistruttibile

2. Esente da mutamento e fuori dal tempo

3. Omogeneo

4. Uno

5. Continuo

6. Indivisibile

Simile a una sfera, finita e omogenea.

All’interno del tutto ci sono i fenomeni particolari tutti con caratteristiche diverse.

Bisogna operare con metodo differente a seconda che si parli di “ciò che è” o delle “cose

che sono” (ta eonta). Ta eonta sono il risultato dell’incontro tra due elementi fondamentali:

notte e luce.

Parmenide critica quelli che non sanno operare questa distinzione di metodi e quelli che

non sanno vedere il legame fra le loro esperienze, la legge che le connette fra loro.

Legge che regola il pensiero e le esperienze umane = legge che è struttura della realtà

Quindi conoscenza razionale= conoscenza sensibile. Pensiero: possibilità di conoscere

 se stessi e possibilità di conoscere tutto il mondo (per l’omogeneità dell’uomo con la

natura).

Programma di Parmenide rivendica per l’uomo la possibilità di apprendere ogni cosa.

Scuola eleatica: discepoli Zenone e Melisso

- Melisso: di Samo, guida flotta nella battaglia vittoriosa vs. Atene. Si è formato anche alla

scuola ionica: argomentazioni logiche di Parmenide e temi tipici degli Ionici. La natura è un

tutto, uno, omogeneo e continuo ma, diverso da P.( è al di fuori del tempo), si identifica col

tempo eterno (ciò che era sempre e sempre sarà, è infinito)

- ZENONE di ELEA:

partecipa a vita politica della sua città e viene fatto uccidere da tiranno Nearco.

Ci restano pochi frammenti e testimonianze aristoteliche (che lo criticano).

Attacca i Pitagorici: vs. tesi della molteplicità dei numeri

esistenza del vuoto

considerato inventore della dialettica.

Argomenti contro i pitagorici:

Se si ammette molteplicità degli enti si dice che sono limitati e illimitati allo stesso

tempo  non si possono spiegare i fenomeni ammettendo la molteplicità degli enti.

Per dimostrare che questa tesi è assurda elabora 4 argomenti:

1. Tutto quello che si muove prima di arrivare al traguardo deve arrivare a metà strada e

ancora alla metà della metà. Così all’infinito.

2. Achille: il più veloce non potrà mai raggiungere il più lento partito prima di lui perché deve

arrivare ogni volta nel punto dal quale il più lento si è mosso e così via.

3. Freccia che si muove sta ferma: la freccia che si muove si trova in uno spazio uguale a sé.

In ogni istante in cui si muove sarà in quiete.

4. Stadio: due oggetti si muovono alla stessa velocità, in direzioni opposte, rispetto a un punto

fermo in uno stadio. Percorrono uno spazio che è allo stesso tempo uguale o doppio:

uguale se si considera distanza dal punto fermo, doppio se si considera distanza dall’altro

oggetto che si muove. Assurdo.

Movimento= passaggio attraverso infinite posizioni in tempo finito. Assurdo.

Zenone non voleva negare la realtà: voleva mostrare le difficoltà nel voler fare

dell’esperienza un’analisi logica; voleva mostrare importanza di trovare punti di riferimento

intorno ai quali costruire discorso logico.

Unire la fisica (indagine sulla natura) alla matematica logica

EMPEDOCLE – Amore e odio, principi di tutte le cose

“monismo”= un solo archè alla base della realtà

“pluralismo”= aumenta il numero di archè: risolto il contrasto essere-divenire (Parmenide-Eraclito)

Empedocle, Anassagora, Democrito

Schema non del tutto vero: i Pitagorici erano pluralisti

Parmenide ed Eraclito non sono in opposizione, hanno tanti punti di

contatto

Cultura filosofica si estende dall’Asia Minore ad Atene.

Caratteristiche: ripensamento delle dottrine precedenti

Nuova risposta a problemi politici, sociali, culturali

Metodo scientifico in campi che prima erano indagati con mentalità superstiziosa

Empedocle di Agrigento partecipa a vita politica della città. Momento di prosperità: è caduta la

tirannide, regime democratico di cui lui è esponente e a cui sacrifica le sue ricchezze.

Ha una grande fama.

Ci restano frammenti di “Sulla natura” e “Purificazioni”.

Critica concetti di nascita e morte.

4 elementi originari (rizomata= radici):

- Fuoco (Zeus)

- Aria (Era)

- Terra (Edoneo)

- Acqua (Nesti)

Sono eterni, ingenerati e immodificabili. Dalla loro mescolanza o separazione nasce lamateria

in continua trasformazione.

Forza interna alla materia, causa del suo trasformarsi: Amicizia e Contesa

- Amicizia: forza aggregante, armonizza gli elementi

- Contesa: forza disgregante, separa gli elementi

Cose che vediamo: risultato del comporsi e scomporsi dei 4 elementi soggetti all’azione di Amicizia

e Contesa sono in continua evoluzione

Empedocle pensa a evoluzione delle specie (aggregazioni di parti in organismi sempre più definiti)

e sopravvivenza dei più adatti.

Descrive processi biologici dell’uomo e degli animali.

Conoscenza: possibile grazie a omogeneità corpo umano/ambiente  principio del “simile col

simile” Il pensiero dell’uomo è legato alla vita del corpo e cambia quando questa cambia.

Intuisce la corporeità della luce che viaggia nello spazio.

ANASSAGORA – Esperienza e ragionamento, la mano e la mente

La filosofia compare ad Atene.

Periodo di splendore: vittoria sulla Persia, predominio marittimo, commerciale e industriale, centro

economico e politico. Vittoria del partito democratico guidato da Pericle.

“Circolo di Pericle”: intelligenze più brillanti tra cui Anassagora.

Giunge ad Atene nel 462.

Pochi frammenti. Testimonianze sulla differenza di metodo fra antichi sapienti/poeti e nuovi filosofi.

Bisogno di spiegare i fatti con ragioni naturali osservabili:

mente razionale profana vs. mentalità sacra e mitologica

Ma il suo è un modello che unisce il fare al pensare (non astrae la realtà), l’uomo comprende la

realtà perché agisce su di essa.

Affronta problemi su: spiegazione terremoti, fisiologia, meteorologia, astrologia, geometria…

Afferma omogeneità e unità del cosmo. Nessuna spiegazione divina: tutti i fenomeni sono

comprensibili razionalmente.

Anassagora in conflitto con potere tradizionale ateniese, Pericle interviene per salvargli la vita e

An. Lascia Atene.

Spiegazione razionale della realtà:

semi: particelle minime della realtà che hanno caratterizzazione qualitativa.

Infiniti, ingenerati, incorruttibili.

Si trovano in tutte le cose e ogni cosa è caratterizzata qualitativamente dal tipo di semi che

in essa

predomina (cosa d’oro prevalgono semi d’oro anche se sono presenti anche tutti gli altri)

Quale legge regola comporsi e scomporsi dei semi?

Processo cosmico: partendo da primitivo miscuglio conduce a formarsi di mondi. ???

Intuizione scientifica: rapporto forza/velocità la velocità di questi processi è superiore a quella di

cui gli uomini fanno esperienza tutti i giorni.

Legge che regola questo processo= nous (mente)

Impossibile che nous sia mente divina e impossibile interpretare l’ordine dell’universo in senso

finalistico trovando un fine esterno critiche di Aristotele e Platone che speravano che il nous fosse

più di legge meccanica del divenire. Anassagora soprannominato il “fisicissimo”.

Conoscenza razionale: scopo più alto dell’uomo.

Teoria sui rapporti esperienza/intelligenza: valorizzazione della conoscenza razionale non deve

svalutare l’esperienza sensibile. Esperienza ci può ingannare solo se la accettiamo come si mostra

nell’immediato. Se la combiniamo con il ragionamento: guida per raggiungere principi della realtà

che sono principi fondamentali dell’esperienza (semi, nous)

Intuizione: c’è un limite alle percezioni sensoriali: uomo percepisce l’intero, non le parti che lo

compongono, processo nel suo insieme non i vari momenti. Le parti possono essere colte solo con

ipotesi razionale.

DEMOCRITO – Essere libero significa capire e agire bene

Scuola atomistica: iniziatore Leucippo (di cui non sappiamo quasi niente)

Forse nato a Mileto, vissuto a Elea dove ha fatto parte della scuola eleatica. Fonti più importanti

della scuola atomistica: Ionici e Parmenide. Allievo: Democrito fu ad Atende dove forse conobbe

Socrate ma non si fece propaganda.

Rigore logico di Parmenide e Zenone: modello cui si rifanno Leucippo e Democrito.

Obiettivo: trovare spiegazione della realtà logicamente coerente, giustificazione dei fenomeni

particolari e dell’uomo  l’atomo: corpi sono divisibili, per spiegare divisibilità dei corpi e diverse

qualità: corpi costituiti di elementi primi indivisibili.

Atomi= indivisibili, in eterno movimento nel vuoto. Nel movimento giustificazione del nascere e del

morire.

Ipotesi atomistica si rapporta con due questioni:

1. Rapporto esperienza/ ragionamento:

teoria della continuità tra esperienza sensibile e ragionamento realtà è composta di atomi

che si aggregano e disgregano in molti modi e producono i fenomeni e le loro differenze

qualitative = ipotesi logica e razionale perché degli atomi non si può avere conoscenza

sensibile.

È in accordo con esperienza.

2. Rapporto sensazione/ conoscenza/ verità:

uomo formato di atomi che sono in rapporto con gli atomi degli altri enti  sensazione.

L’anima (facoltà di sentire e di essere modificati dal contatto col mondo esterno) è

impressionata dagli enti esterni  quindi anima deve essere corporea.

Facoltà di sentire + facoltà di accorgersi di sentire, pensare. Sentire e pensare sono un

tutt’uno.

Aristotele: critica identificazione intelletto- anima, verità- opinione.

Per Democrito verità e opinione non sono la stessa cosa:

sensazioni non riguardano gli atomi, solo i corpi da loro composti nelle loro qualità.

Qualità sono “vere” perché esprimono modificazioni del nostro essere determinate dai rapporti che

cambiano organi di senso/ corpi esterni.

Questi rapporti cambiano continuamente cambia anche il nostro pensiero che su questi si fonda=

conoscenza “oscura”.

Conoscenza “genuina”: si fonda su strutture stesse della realtà. Possono essere colte solo

dall’intelletto, forma di pensiero non legata ai nostri sensi.

Influenza di Parmenide: continuità sensi-ragione non c’è mai frattura perché conoscenza

razionale deve partire da quella sensibile, e deve tornare ad essa per spiegarne le ragioni.

Compito più alto che l’uomo possa proporsi: costruire sistema di conoscenze sicure.

Bisogna trovare le ragioni per cui le cose sono come sono: avvicinarsi alla verità + saper dirigere le

cose conoscenza + etica.

Etica mira a tranquillità dell’anima, alla misura: moderato uso dei godimenti per la crescita

armonica dell’uomo.

Equilibrio sensi/ragione per verità della conoscenza

Equilibrio/misura per la felicità

PROTAGORA – Un filosofo per la comunità

Nato all’inizio del V sec ad Abdera. Carriera di sofista per la Grecia. Successo ad Atene nella

cerchia di Pericle. Probabile coinvolgimento con ideologia democratica: da Pericle incarico di

scrivere costituzione per una colonia. Dopo crisi della politica periclea fu messo sotto processo.

Scrive: “Sulla verità”, “Sugli dei”, “Antilogie” (discorsi in cui due difendono e confutano la stessa

tesi)

“L’uomo è misura di tutte le cose, di quelle che sono in quanto sono, di quelle che non sono in

quanto non sono”

2 interpretazioni:

1. Nel discorso Teeteto di Platone:

Uomo= singolo individuo; ambito: gnoseologico

Ognuno è giudice ultimo delle proprie conoscenze. Non è possibile risolvere conflitto fra

 le sensazioni. Non esiste verità oggettiva uomo con i suoi condizionamenti soggettivi è

misura della verità. Verità= rapporto dialettico con i fatti che ogni individuo instaura.

Relativismo.

Abolizione del criterio di verità promuove altri criteri regolativi più facilmente applicabili.

2. Ci sono apparenze più utili delle altre.

Sofista: capace di ristabilire rapporto più vantaggioso con le cose.

Al criterio di verità si sostituisce criterio dell’utile, efficace per governare le azioni.

Uomo= umanità; ambito: etico.

Non bisogna sostituire singole esperienze con impossibili verità universali, ma bisogna

 armonizzare singole esperienze secondo criteri efficaci. Apertura del singolo alla

comunità  uomo deve misurare le sue esperienze con quelle altrui cercando soluzioni

utili. Questa è la politica= trovare valori condivisi a partire da singole esperienze per la

sopravvivenza della comunità.

Mito di Protagora: storia della civiltà e analisi caratteristiche dell’uomo.

Agli uomini non bastano doti naturali, capacità tecniche tenderebbero a prevaricare gli uni

sugli altri. Si distinguono per predisposizione a giustizia e morale. Per la costituzione della

comunità umana questa predisposizione deve incarnarsi in una legge e in valori morali

condivisi. Legge= ciò che reca utilità alla comunità.

Sostituzione vero con utile: apre strada alla retorica.

Sofista ha un compito educativo: deve insegnare la virtù politica (gestione migliore degli affari),

promuovere i valori condivisi, suggerire procedimenti per seguire l’utile.

GORGIA – Le parole e le cose

Nasce a Lentini (Sicilia) nel 485 a.C.

Molti viaggi, in tutte le città insegna retorica con successo.

427: Atene come ambasciatore da Lentini. “Orazione funebre” per celebrare caduti ateniesi nelle

guerre persiane, esorta i Greci alla concordia

Scrive: “Del non essere o della natura”, “Encomio di Elena”, “Apologia di Palamede”

Vita lunga e morigerata.

“Del non essere o della natura”

Contro il luogo comune che ai sofisti interessasse solo uomo e non la realtà che lo

circonda.

Vs. filosofia eleatica: rovescia le tesi degli Eleati usando i loro stessi strumenti

(dimostrazione per assurdo, inaugurata da Zenone).

Tre affermazioni che costituiscono la “tesi tripartita”:

1. Nulla esiste

2. Anche se esiste qualcosa non è comprensibile all’uomo

3. Se anche è comprensibile, non è comunicabile agli altri.

Nulla esiste: partendo dalle tradizionali coppie di opposti, sia attribuendo all’essere uno solo

dei due opposti, sia attribuendoglieli entrambi, si giunge a conseguenze assurde.

Questa tesi non è manifestazione di nichilismo.

Si vuole polemizzare sulla presunta identità di essere/pensiero/linguaggio (base dell’eleatismo).

Corrispondenza essere-pensiero non è ovvia: noi possiamo pensare anche ciò che non è.

Parola: mezzo attraverso cui comunichiamo, non si può identificare con la realtà perché con le

parole non si comunicano le cose ma il discorso che costruiamo intorno ad esse.

Riflessione su contrasto ragione umana-realtà.

Non paralisi per l’uomo: partendo da questa consapevolezza bisogna dare senso alla propria

esistenza.

Contributo di Gorgia: dare giustificazione filosofica della retorica

In assenza di una verità assoluta quello che conta è la persuasione che è nelle

parole.

Maestro di verità rimpiazzato dal maestro di retorica.

“Encomio di Elena”

Analisi della potenza della parola= pharmakon dagli effetti ambigui.

Tesi: non si può parlare di verità come conformità logos-realtà perché c’è spaccatura parole/realtà.

Non bisogna negare la realtà esterna ma essere consapevoli della sua problematicità.

Drammatica condizione umana: non ci sono significati già dati. Bisogna interpretare la realtà. Ogni

interpretazione è un’alterazione, un inganno che ci permette di costruire una relazione fra noi e le

cose. Il linguaggio costituisce l’uomo.

ANTIFONE – La realtà e la legge

Tucidide racconta: uomo di spicco nei circoli oligarchici di Atene, promuove colpo di stato nel 411

a.C. per abbattere la democrazia.

Si sono conservate tre orazioni per casi di omicidio: “Tetralogie”= 3 gruppi di 4 discorsi

accusa/difesa

+ parte della sua orazione pronunciata per difendersi dopo il fallimento del colpo di stato.

Da un frammento “Sulla verità” sembrava emergere un Antifonte fautore della democrazia ma

ritenuto infondato.

Relazione physis/nomos = natura (realtà indipendente dall’uomo, sempre uguale a se stessa)

/legge (cose determinate e ritenute valide dagli uomini, relative)  2 categorie distinte ma che

entrano in rapporto

Politica: campo che viene investito da questa tensione

Ciò che è richiesto da norme esteriori vs. ciò che è esigenza naturale

Per natura uomini tutti uguali, ma uguaglianza conflitto perché tutti desiderano le stesse cose.

Leggi: devono disinnescare il conflitto ma:

- Rispettando leggi si va contro i propri interessi naturali

- Leggi della città sono convenzionali, leggi naturali sono necessarie (non possono essere

trasgredite senza subire danno)

- Leggi non sono in grado di tutelare chi le rispetta

Interessi sono individuali prima che collettivi (uomo è prima individuo che cittadino)

Nomos con impostazione egualitarie in realtà sancisce diseguaglianze contro natura umana vs.

Protagora e democrazia ateniese (uomo può realizzarsi solo nella comunità).

Però non adesione immediata alla physis: non bisogna essere schiavi delle passioni immediate

bisogna dominare se stessi.

Altri riflettono sulle difficoltà della convivenza fra uomini:

- Tucidide e Trasimaco: giustizia non ha valore assoluto, leggi dipendono da relazioni di

forza (la giustizia è l’utile del più forte)

- Callicle: bisogna seguire la legge della natura

In queste posizioni critiche al sistema democratico ateniese, crisi di valore di Atene che

 conduce alla sconfitta contro Sparta nella guerra del Peloponneso e a fine dell’impero.

SOCRATE – Il problema e le sue soluzioni

Vita: nasce ad Atene da scultore e levatrice. Cittadino della classe media. In contatto con

ambienti culturali più vivaci (circolo di Pericle, fisici ionici, medici, poeti). Conosce

Parmenide a Zenone nel loro viaggio ad Atene, Anassagora, Protagora, Gorgia, Prodico.

Si allontana da Atene solo per campagne militari.

406: coinvolto come giudice al processo ai comandanti ateniesi che dopo vittoria delle

Arginuse non avevano salvato i soldati in mare.

404: dopo sconfitta di Atene, governo oligarchico filospartano dei Trenta Tiranni capeggiato

da Crizia. Socrate si oppone agli atti illegali.

Regime rovesciato dopo un anno da reazione popolare e democratici guidati da Trasibulo.

399: processo a Socrate con accusa di empietà: non riconosce dei tradizionali e corrompe i

giovani. Pronuncia da sé la sua difesa e il tribunale lo condanna a morte.

Per scelta non scrisse nulla e testimonianze sono contradditorie  tante immagini di Socrate.

Tante interpretazioni per l’impressione che aveva fatto la sua morte (circostanze e suo

atteggiamento).

È diventato “eroe del pensiero”: uomo che non si piega a compromessi, non rinuncia alle sue idee,

sacrifica la sua vita per affermare libertà di pensiero e di parola.

Per tempo morte di Socrate ritenuta inspiegabile: in un regime democratico mandato a morte un

cittadino esemplare.  inspiegabile dalle versioni di Platone e di altri sostenitori di Socrate.

Invece non è inspiegabile se si pensa che nella logica del regime democratico restaurato dopo i

Trenta Tiranni c’era l’obiettivo di cercare unità politica e spirituale.

Socrate non era un uomo “sopra le parti”: critica la democrazia e i suoi esponenti ad Atene.

Dalle norme del diritto attico: Socrate si sarebbe salvato se avesse riconosciuto la colpa, pagato

un’ammenda e fosse andato in esilio.  Socrate si rifiuta, sfida il tribunale con il suo discorso e il

suo atteggiamento. La sua morte doveva dimostrare la malvagità del governo popolare.

Non è vero che Ateniesi furono sconvolti né che si ribellarono, anzi i sostenitori di Socrate furono

costretti a scappare.

Sorgono i dialoghi socratici che difendono il suo insegnamento e la sua figura.

Fonti per ricostruire la sua filosofia:

- “Nuvole” di Aristofane:

commedia del 423. S dà lezioni a pagamento. Perfetto sofista, insegna retorica per

prevalere nelle dispute senza scrupoli morali. Ritratto di Socrate diverso da quello di

Platone e Senofonte. Deformato ma non tanto da renderlo irriconoscibile per un pubblico

che lo conosceva.

- Policrate:

accuse a Socrate di tipo politico: ha fatto propaganda contro la costituzione democratica,

ispira ostilità ai giovani vs. patria e genitori. Ribalta insegnamenti dei poeti (Omero, Esiodo)

che erano bagaglio culturale della città. Maestro di oligarchici come Alcibiade e Crizia.

- Senofonte:

scrive molto tempo dopo la morte di S. Testimonianza poco attendibile per ricostruire

filosofia socratica perché capiva poco i problemi filosofici.

- Aristotele:

Socrate ha interrotto tradizione di ricerca in campo naturale. Si concentra sull’etica.

Introduce in filosofia morale procedimento: dai casi particolari a formulazione di leggi

generali.

Problemi di attendibilità: Aristotele non ha conosciuto direttamente Socrate e tende a dire in

termini propri le dottrine degli altri vuole dimostrare che la sua filosofia è conseguenza

naturale delle cose correttamente dette prima di lui.

- Platone:

scrive discorsi in cui Socrate compare quasi sempre.

Come distinguere dottrina autentica socratica da quella platonica?

Problema insolvibile perché:

1. Diverse immagini di Socrate in contrasto tra loro nei dialoghi platonici

2. Opera di Platone vuole essere testimonianza di fedeltà al maestro

3. Manca punto di riferimento: scritto autentico di Socrate con cui confrontarsi

Probabilmente Platone è passato da una fase di maggiore vicinanza al maestro a una

elaborazione autonoma.

Primi dialoghi (“socratici”) in cui si individua metodo socratico:

1. Dialogo: Socrate non ama lunghi discorsi degli oratori ma dialoghi domanda/risposta

gli interlocutori cercano insieme le risposte ai problemi

2. Ironia: metodo con cui Socrate mostra infondatezza di alcune affermazioni. Collegata al

“sapere di non sapere”= coscienza dei limiti della conoscenza.

3. Maieutica: Socrate non ha dottrina da insegnare. Aiuta gli altri a tirar fuori le ragioni del

sapere che sono dentro di loro.

Questo è il metodo che Platone gli attribuisce.

Bisogna essere cauti anche con principi etici che Platone gli attribuisce:

- Virtù è solo la conoscenza

- Non si compie male volontariamente, ma per ignoranza del bene perché bene= felicità.

ANTISTENE, EUCLIDE, ARISTIPPO – Ricerca della felicità e studio del linguaggio

“Socratici minori”: continuano a insegnare dopo la morte di Socrate. Minori perché paragonati al

più grande discepolo di Socrate: Platone.

Ne abbiamo scarse testimonianze.

- Antistene

Unico che non si è allontanato da Atene.

Si pensava erroneamente che fosse iniziatore della scuola “cinica”

Vero iniziatore: Diogene di Sinope. Chiamati Cinici perché conducevano vita simile a quella dei

cani (no vincoli familiari o politici, no convenzioni sociali, autosufficienti).

Filosofia popolare. Ispira generi letterari: satira e diatriba.

Insegnamenti cinici confluisco negli Stoici, anche se atteggiamento cinico popolare si

contrappone all’ispirazione aristocratica della scuola stoica.

In polemica con Platone: non si può conoscere la realtà che è fatta di entità irriducibili l’una

all’altra.

Polemica contro le idee platoniche= sono solo concetti vuoti senza corrispondenza con la

realtà.

Cosa più importante: ricerca della felicità > attraverso esercizio della virtù= disprezzo dei

piaceri, essere senza bisogni, vivere autosufficienti, affrontare fatiche  si ottiene libertà.

Linee di continuità nella dottrina cinica: rifiuto totale delle regole di convivenza sociale.

Crisi dei valori politici: Cinico non crede né nel regime democratico né in quello aristocratico.

La polis non è adatta per coltivare la virtù. La città deve essere il mondo intero.

- Euclide di Megara

Alla morte di Socrate accoglie i suoi discepoli fuggiti da Atene.

Sensibile a Parmenide: il bene è uno, anche se ha vari nomi.

Pare abbia fondato la scuola “megarica” (come al solito è dubbio): rigore logico delle

dimostrazioni, uso dei trucchi del linguaggio.

Polemica vs. Platone e Aristotele: linguaggio non è in grado di tradurre la realtà in enunciati

scientifici  polemica contro il concetto di possibilità (sviluppata da Diodoro Crono che sviluppa

paradossi di Zenone contro il movimento)

Socratismo e eleatismo vs. platonismo e aristotelismo

In campo etico: apatia = dominio su passioni e dolore (in futuro megarici e cinici si fonderanno

negli

stoici).

- Aristippo di Cirene

“Cirenaici”: svalutazione della conoscenza della natura, privilegiare l’etica.

Dolore e piacere: movimenti fondamentali dell’anima

Dolore: movimento forte da rifuggire

Piacere: movimento lieve da ricercare, fine ultimo della vita. Vissuto attimo per attimo.

Felicità = confluenza dei singoli piaceri.

Un piacere perseguito senza tener conto della confluenza degli altri è illusorio.

Egesia (inizio III sec) interpreta i Cirenaici: viene chiamato “persuasor di morte”. La felicità è

impossibile. La morte è il massimo piacere

Crisi dei valori della polis: il saggio è colui che si chiude in sé stesso cercando la felicità,

scettico verso i principi morali della città, la libertà non si realizza più all’interno della polis,

disprezzo delle norme di convivenza (≠ saggio precedente: cittadino attivo che unisce ricerca

scientifica e filosofica a vita morale)

PLATONE

-Il filosofo e la città

Vita: nasce ad Atene nel 428 a.C.

aristocrazia economica, intellettuale, politica

dopo 399 (morte del maestro): viaggi in Italia meridionale presso comunità pitagoriche

(conosce Archita), a Siracusa per 3 volte

388: 1° viaggio a Siracusa invitato da Dionisio il Vecchio.

Rientra ad Atene dopo un anno: fonda l’Accademia (si insegna, si studia, si fa vita comune)

 preparazione dei futuri uomini politici.

367-361: 2° e 3° viaggio a Siracusa

Vuole controllare se Dionisio il Giovane è propenso alla filosofia come diceva il

suo amico Dione. Esperienze negative.

360: ritorna definitivamente ad Atene  scrive le sue opere, insegna all’Accademia.

348: muore

Opere:

opera ordinata da Trasillo nel I sec d.C: 9 tetralogie (36 scritti).

34 dialoghi + 1 monologo + 1 raccolta di Lettere. Probabilmente non tutti autentici.

Scansione cronologica:

1. dialoghi della giovinezza

carattere polemico

2. dialoghi della maturità

carattere costruttivo

3. dialoghi della tarda maturità/vecchiaia

approfondimento di temi già trattati e nuovi

Come si ricostruisce il pensiero platonico a partire dalle sue opere?

Individuare il portavoce di Platone, quasi sempre Socrate (tranne Sofista, Politico, Timeo, Leggi,

Parmenide)

Ma questo metodo non può essere regola fissa perché:

- personaggio di Socrate non è sempre coerente  attribuzione a Platone di opinioni

contrastanti

- nel Parmenide, Socrate non è protagonista del dibattito e viene confutato da Parmenide

- interlocutori del probabile portavoce: non sempre avversari di Platone, bisogna tener conto

anche delle loro posizioni

filosofia platonica va ricostruita tenendo conto di tutto l’intreccio drammatico, bisogna far parlare

l’intera opera (dialogo è un mezzo letterario).

Lettere: eccezione perché non sono anonime.

Ma sono quasi tutte dei falsi.

L’unica sicuramente autentica è la Settima  racconta come Platone si è approcciato alla filosofia.

Da giovane voleva iniziare carriera politica ma vede

che i regimi politici di allora sono inaffidabili.

Democrazia di Pericle, Trenta Tiranni (fra cui aveva dei parenti, tipo Crizia), democrazia restaurata

colpevole del più grave fra i crimini: aveva mandato a morte il migliore fra i cittadini: Socrate.

Da qua Platone riflette sulla situazione morale di Atene.

Atene è malata e solo la filosofia può guarirla: filosofi devono governare.

Filosofo: estraneo ai conflitti della vita sociale  proprio per questo è l’uomo politico ideale perché

spinto da un interesse teorico per i valori universali.

Causa della malattia di Atene: relazione comprensione corretta di uomo e realtà/ correttezza azioni

pratiche  filosofia deve guidare la vita pratica (Socrate).

Lavoro teorico di Platone:

- confutazione falsi sapere, mostrare che i modelli teorici correnti sono sbagliati

- ricostruzione di un sapere affidabile

Successo o insuccesso delle azioni pratiche dipende dalla correttezza dei presupposti teorici.

Legame teoria + prassi, conoscenza + vita: caratteristico della filosofia socratica.

-Il logos e le idee

Vs. Atene: cultura tradizionale viene attaccata

Unico paradigma normativo: modello divino (universo privo di senso universale).

Nell’Eutifrone, il sacerdote in tribunale porta esempio di Zeus e Crono per accusare suo padre: gli

dei sono giustamente violenti versi i loro genitori.

Socrate: mostra che quello di Eutifrone è un falso sapere. Per agire secondo giustizia non bisogna

appellarsi agli dei, spesso irragionevoli. Bisogna arrivare alla giustizia con la ragione. In base al

sapere poi si deve regolare la nozione del divino.

Concetti morali devono essere indagati oltre i pregiudizi della tradizione.

Le autorità tradizionali promuovono valori a cui non sono arrivate con la ragione, vogliono poi

stabilire leggi valide per tutti  Platone li critica nei dialoghi del primo periodo.

Critica alle autorità che fondano le leggi

I poeti esaltano come etiche le qualità degli eroi e gli dei che commettono le peggiori nefandezze 

la poesia non può essere considerata un sapere.

Critica ai poeti che fondano i valori morali

Cultura tradizionale già attaccata dai sofisti: secondo Platone non sono però tanto diversi perché:

- Sofisti usano strumenti retorici per insegnare a sostenere qualunque valore morale.

- La morale dei sofisti è uguale alla vecchia morale tradizionale, solo resa più cruda e meno

ipocrita.

Nessuno vuole rinunciare alle proprie opinioni per principi universali uguali per tutti, in campo

morale e politico  Protagora lo sa.

Per quanto riguarda la virtù, per i sofisti la norma è data da ciò che gli uomini stabiliscono, niente di

universale.

Anche Antifonte, Trasimaco e Callicle (sofisti senza scrupoli): bisogna solo prendere atto della

forza degli impulsi irrazionali.

Platone vs. tutti questi: esiste un ambito da indagare che loro non considerano  riflessioni generali

teoriche (su virtù, morale ecc.)

Confutando relativismo di Protagora: Platone va oltre la sola demolizione e inizia a ricostruire il

sapere.

- Realtà sensibile è instabile (da Cratilo, eracliteo)

- Ricerca di definizioni universali (Socrate)

La realtà sensibile non risponde a domanda socratica. Es. che cos’è la bellezza? Nessuna cosa

nel mondo sensibile può rispondere a pieno  la bellezza di ogni oggetto è parziale e transitoria.

Per rispondere a domanda socratica bisogna immaginare realtà non sensibile, incorruttibile,

universale, eterna = idea.  dottrina delle idee

Per presentare la sua dottrina come verità razionale deve mostrare le contraddizioni in Protagora 

scrive il Teeteto:

1. “Tutte le opinioni sono vere”  quindi è vero anche l’opinione che nega questa affermazione

(“é falso che tutte le opinioni sono vere”)

2. Criterio dell’utile deve ricorrere comunque a una norma universale (cosa è davvero

vantaggioso in assoluto)  i criteri universali sono necessari e gli uomini se ne accorgono

nella pratica. ↓

Dire che una cosa è bella ammette l’esistenza di un criterio di bellezza in

generale

Si può dimostrare che esistenza delle idee è contenuta indirettamente nella confutazione di

Protagora:

Fedone  Socrate: nel mondo sensibile due cose possono sembrare uguali. Guardando meglio si

vede che non sono perfettamente uguali. Chi nota la differenza deve avere in mente un modello di

cui la copia è un’imitazione approssimativa.

Idee: sono condizione di possibilità per poter conoscere qualcosa.

Non sono colte dall’intelletto.

Metafisica: se idee non appartengono al mondo sensibile devono appartenere a un mondo diverso

da quello dell’uomo  mondo di oggetti immateriali, universali, immobili.

Rapporto fra mondo sensibile e mondo metafisico: imitazione + partecipazione ( la cosa bella

sensibile è imitazione della Bellezza, ne partecipa)

Da Socrate: uomo è la sua anima.

Considerando la conoscenza umana: dobbiamo affermare che nell’uomo esiste un principio

immateriale.

Che rapporto c’è tra anima e idee?

Dobbiamo tenere conto di 3 fattori:

1. Idee necessariamente esistono

2. Idee permettono alla mente umana la conoscenza

3. Idee non si possono conoscere in modo diretto  appartengono a un altro mondo.

Ne risulta: dottrina della reminiscenza

Idee agiscono sull’anima che se appartengono a un mondo separato < l’anima ci è venuta in

contatto.

Quindi l’anima è esistita prima di entrare nel corpo, durante la sua esistenza precedente ha

conosciuto le idee.

Ma non è una conoscenza completa, solo un ricordo sbiadito perché trauma dell’incarnazione

ha fatto perdere la memoria.

Dualismo uno-molti compare in:

- Repubblica: idea del bene supera le altre idee

- Parmenide: dottrina delle idee nasce per trovare unità del molteplice

- Sofista: classificazione delle idee come più o meno generali

- Filebo: principi de limite (uno) e illimitato = sono le strutture metafisiche di fondo

- Timeo: pitagorico spiega divisione nei due mondi bellezza del mondo fisico dipende

dall’ordine matematico (imposizione della misura sulla frammentarietà)

Dal disordine caotico del molteplice  all’ordine dell’unità

(es. perché percepiamo il corpo umano come più elevato di un mucchio di pietre?

Perché nel corpo umano: coerenza, collaborazione.

Tanto più una cosa è buona, quanto più è unitaria)

Sviluppo di questa tesi rispondendo alla domanda Che cos’è la giustizia? Giustizia è quella che

riesce a contenere in sé tutti casi.

Qualunque oggetto del mondo sensibile giustifica l’esistenza di un corrispondente universale. Ma

questo significa che esistono anche idee di oggetti insignificanti: nel Parmenide Socrate rifiuta di

porre anche queste idee, non servono.

Tensione: per salvare morale e politica dal relativismo Platone deve trovare oggetti universali.

Ma dottrina metafisica dei due mondi non spiega perché i principi universali dovrebbero essere

limitati solo ai valori.

Duplice obiettivo dei dialoghi dopo La Repubblica

1. Ricognizione generale sulla struttura ontologica della realtà e sui mezzi dell’uomo per

capirla

2. Applicazione particolare dei mezzi identificati (idee ma non solo) per capire cosa è il bene

In questi dialoghi a volte la dottrina delle idee scompare perché se bene= unità, deve essere

possibile vedere il bene senza passare attraverso le idee.

Platone ha risolto a metà problema socratico: valori assoluti esistono.

Ma come conoscerli?

2 oggetti di conoscenza (idee e cose)  due facoltà

Realtà sensibile  opinione (doxa) Si divide in:

- immaginazione (coglie i riflessi/ombre)

- credenza (coglie oggetti originali)

Realtà intellegibile scienza (episteme) Si divide in:

- pensiero= dianoia (coglie con ipotesi)

- intellezione= noesis (coglie in modo dimostrativo, no mediazioni)

Rappresentazione del filosofo nel Simposio:

Socrate: eros è un essere intermedio. Figlio di Povertà e Espediente. È un desiderio quindi è privo

del bene che cerca. Ha lo stimolo a cercare un bene quindi non ne è del tutto privo.

Filosofo: ama il sapere ma non lo possiede (sapienti sono solo gli dei).

Terzo termine di paragone: retta opinione che è in una posizione di medietà anch’essa (tra

ignoranza e scienza).

Le realtà più elevate sono quelle più conoscibili, ma si tratta di una conoscibilità teorica, non

effettiva.

Situazione ideale per una totale conoscenza: anima disincarnata

Senza condizionamenti materiali. Finchè l’uomo è nella sua condizione mortale non può conoscere

l’idea fino in fondo perché è mescolata con oggetti sensibili.

Dialettica: indaga legami fra idee. È la scienza suprema. Si cerca di conoscere le idee non

intuendole singolarmente ma indagando i rapporti che intrattengono fra loro.

-L’anima, la politica e il mondo

Politica non è separata dalla morale. Nella morale ha le sue radici.

Morale su cui Platone fonda il suo sistema politico: fine dell’etica = produrre vita buona per

individui e per la comunità (eudaimonismo).

Necessaria bontà della vita dei singoli  per bontà della vita della comunità (ma è possibile che il

singolo si salvi anche fuori dalla comunità anche se è un prezzo troppo alto)

Repubblica: anima divisa in 3 parti

- Parte razionale

- Parte animosa (forza d’animo)

- Parte concupiscibile (impulsi)

Saggio non è esente dalle passioni, non può sottrarsi alla vita politica perché politica penetra

nell’anima.

Politica: obbligo a cui nessuno può sottrarsi: mettere impulsi razionali sotto guida della ragione

Parallelismo: anima individuo- stato

Per trovare vita buona: trovare ordine unitario alla molteplicità dei desideri di tutte le classi con i

loro interessi.  ordine si può trovare solo se le parti convivono obbedendo a principi razionali.

Cittadini divisi in 3 classi:

- Parte concupiscibile  lavoratori

- Parte animosa  guardiani atti alla difesa dello stato

- Parte razionale  governanti filosofi

Convinzione di fondo: stato giusto si fonda quando gli individui sono felici = ognuno svolge il

compito a cui è naturalmente portato sulla base delle differenze naturali

Ogni classe ha differenti desideri fin dalla nascita:

- Lavoratori: avere una famiglia, modesto guadagno economico

- Guardiani: dare prova di coraggio

- Filosofi: passione per il sapere

A guardiani e filosofi: sono vietate proprietà privata e famiglia

Valori collaborativi più gratificanti > valori competitivi  questo vale di più quanto più è

elevata la classe di appartenenza.

Passione per i beni materiali è negativa per i successi dei singoli a scapito del bene

comune.

Quindi guardiani e filosofi per indole sono gratificati dal bene comune quindi non sentono

come privazione il divieto di avere proprietà privata e famiglia.

Tradizionalmente: interesse privato vs. interesse pubblico

Per evitarlo si pensava di scegliere governanti disposti a mettere davanti l’interesse pubblico.

Per Platone è irrealistico: né giusto né fattibile chiedere che gli uomini non perseguano la propria

felicità.

Unica possibilità: trovare uomini per cui felicità personale = bene collettivo  non hanno interesse a

possedere privatamente beni.

Platone però si accorge che questo non va d’accordo con i fatti  stato deve usare un benefico

inganno: tramite l’educazione deve far sembrare poco desiderabili gli interessi che potrebbero

distoglierli dal loro compito.

Stato non deve basarsi sulla speranza che i governanti operino bene, ma sulla dinamica di

soddisfazione dei desideri naturali.

Modello platonico ha sempre generato inquietudine perché lo proiettiamo sulle nostre società che

non sono ideali né perfette.

Critica: mancanza di libertà. Per Platone libertà = imperfezione.

Uomini vogliono essere felici  conoscono il modo che gli permette di esserlo  non hanno la libertà

di agire in modo diverso da quello indicato per essere felici.

Platone sa che il suo stato è ideale.

Negli altri dialoghi politici (Politico e Leggi): stessi principi di fondo

- Stato buono realizzabile quando si troveranno governanti che fanno coincidere il loro

interesse con il bene comune.

- Governante ha sapere infallibile quindi non sono necessarie leggi

- Origine del disordine politico: interesse per beni privati. Soluzione: eliminarli

Platone si interessa della realizzazione pratica.

Nel Politico è preoccupato che i governanti siano saggi solo in apparenza  in questo caso le leggi

sono una garanzia contro gli abusi.

Nelle Leggi: abolizione della proprietà privata sarebbe la cosa migliore ma obiettivo irrealistico.

Quindi divisione dei cittadini in 4 classi all’interno delle quali è concessa… (?)

Anche se diffidente verso la democrazia accetta elezione dei magistrati per sorteggio e divisione

delle magistrature  per contenere lo stato aristocratico in caso che i governanti non siano davvero

saggi.

Centralità delle leggi: metodo di controllo e garanzia sociale. Devono essere precedute da

un’introduzione nella quale il legislatore ne spiega la bontà.

Dialettica diventa materia della politica. Nessuno deve fare quello che non riconosce come

bene: non deve essere obbligato ma persuaso con le parole.

Unica trattazione teologica, a scopo politico: considerazioni su felicità potrebbero non essere molto

convincenti. Uomini devono agire anche per timore degli dei.

Dei esistono e si interessano dell’uomo.

Teologia: garanzia metafisica dell’ordine buono che il legislatore introduce nello stato.

ARISTOTELE -L’enciclopedia delle scienze e il ruolo della logica

Vita: nasce a Stagira nel 384.

Padre Nicomaco frequenta la corte macedone.

A 17 anni va ad Atene per frequentare l’Accademia platonica. Amicizia con Platone dura per

20 anni fino alla morte del maestro (347).

Alla morte di Platone, lascia la scuola forse per conflitti con i condiscepoli per

l’interpretazione dell’insegnamento platonico.

Va ad Atarneo, accolto dal tiranno Ermia.

Viaggi ad Asso, Mitilene (ricerche di carattere naturale)

343: Filippo II di Macedonia lo chiama per educare il figlio Alessandro Magno. Dura 7 anni,

non rapporto idilliaco.

Aristotele lascia la corte per tornare ad Atene: fonda una scuola  il Liceo (sorgeva in un

boschetto sacro ad Apollo Licio, c’era una passeggiata = peripatos da cui aggettivo

peripatetici per parlare di lui e dei suoi discepoli che parlavano di filosofia passeggiando).

Ricca biblioteca: formazione dei suoi discepoli tramite i libri. Aristotele chiamato “il lettore”

con disprezzo: con lui finisce la tradizione orale e la forma del dialogo come strumento di

educazione. Nasce il trattato scientifico.

Alla morte di Alessandro (324) lascia Atene (ateniesi erano sempre stati sospettosi per il

suo legame con la corte macedone)

323: muore a Calcide.

Scritti:

• Essoterici (fuori): destinati alla pubblicazione

• Esoterici (dentro): destinati all’ascolto dei discepoli del Liceo

Essoterici quasi completamente persi, esoterici rimasti nascosti.

Andronico li raccoglie e li ordina in un Corpus composto da scritti che Aristotele non aveva pensato

per il grande pubblico: linguaggio oscuro, stile difficile, apparenti contraddizioni.

Frammenti di scritti essoterici: più chiari e accessibili.

Già quando era all’Accademia Aristotele aveva elaborato teorie opposte a Platone (vedi

Protreptico, Sulle idee). Ma nel Corpus anche idee affini al paltonismo.

6 trattati di logica/ analitica (dal più semplice al più complesso) = Organon strumento per tutte le

scienze:

- Categorie: termini che compongono una proposizione considerati nel loro significato

- De interpretatione: termini in connessione (quando diventano nomi o verbi)

- Primi analitici: sui sillogismi

- Secondi analitici: sui sillogismi

- Topici: trattato sulla dialettica

- Confutazioni sofistiche: sulla confutazione, attività principale della dialettica. In guardia

contro argomenti sofistici.

Opere di argomento naturale:

- Fisica (filosofia seconda)

- Sul cielo

- Sulla generazione e sulla corruzione

- Meteorologia

- Sull’anima: anima è principio biologico comune a tutti i viventi

- Scritti biologici

- Piccoli trattati di storia naturale

14 trattati sulla Metafisica = filosofia prima. Origine del termine è editoriale (opere venivano dopo

quelle di fisica). Poi acquista significato filosofico: disciplina che studia quello che non ha a che

fare con ambito naturale

Trattati di etica:

- Etica Nicomachea

- Etica eudemia

- Grande etica

- Politica

Poetica

Retorica

≠ Parmenide (unicità dell’essere) e Platone (filosofia= scienza unica, universale): essere si

manifesta in molti modi  una sola scienza non può comprendere tutti gli aspetti della realtà.

Individua diverse scienze e le ordina a seconda del decrescente valore gnoseologico ed

epistemologico:

Enciclopedia del sapere:

1. Scienze teoretiche: indagano il mondo del necessario (ciò che non può essere diverso da

come è) - metafisica (filosofia prima): studia l’essere in quanto essere e la sostanza

immobile (teologia).

Ricerca cause e principi di ciò che è

- fisica (filosofia seconda): indaga sull’essere caratterizzato da movimento e

materia Ne coglie cause e principi

- matematica: prototipo della scienza esatta. Modello della scienza dimostrativa.

2. Scienze pratiche: studiano l’agire umano che non avviene con nessuna regolarità

- etica: oggetto d’indagine: uomo nel suo agire privato

- politica: oggetto d’indagine: uomo nel suo agire pubblico

3. Scienze poietico-produttive:

- poetica ] studiano le produzioni umane (arti belle, tecniche, spettacolo,

linguaggio)

- retorica ]

Non c’è la logica  è organon, requisito preliminare a tutte le scienze.

Fornisce a tutte le scienze le informazioni su come funziona il pensiero e il

linguaggio.

Trattati di logica:

1. Categorie

Tratta degli elementi primi di ogni discorso: le parole.

Considerate nel loro valore semantico, cioè prese singolarmente senza connessioni fra loro.

Significati universali a cui rinviano: generi sommi dell’essere  linguaggio e pensiero sono relativi

alla realtà. 10 categorie:

- Sostanza

- Quantità

- Qualità

- Relazione

- Luogo

- Tempo

- Giacere

- Avere

- Agire

- Patire

L’essere, su piano ontologico, si manifesta nel pensiero (piano mentale) e nel discorso (piano

linguistico) in questi 10 modi.

Modo più importante: sostanza= soggetto logico

Tratteggiata nelle sue caratteristiche fondamentali

- Distinta in: - sostanza prima  indica l’individuo (Noemi)

-sostanza seconda indica specie/generi, sostanza universale (la

donna) - sostanza non inerisce a nessun soggetto: la sostanza non può essere

predicato/attributo, solo soggetto

Considerato il più antico scritto anti-platonico

distinzione sostanze prime/seconde: costituisce declassamento degli universali a sostanze di

secondo grado. Ente empirico individuale (cosa sensibile) è elevato a soggetto ontologico primario.

Rovesciamento della dottrina platonica secondo cui la realtà è data dagli universali e gli individui

dipendono da essi.

Aristotele: se non ci fossero i singoli enti, non ci sarebbero gli universali.

2. De interpretatione

Studia la connessione fra le 10 categorie.

Obiettivi: definire cosa sono

- Nome

- Verbo

- Negazione

- Affermazione

- Enunciazione

- Discorso

Spiegazione della struttura semantica del linguaggio:


ACQUISTATO

15 volte

PAGINE

38

PESO

109.21 KB

PUBBLICATO

+1 anno fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in filosofia
SSD:
Università: Milano - Unimi
A.A.: 2016-2017

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher noemicalgaro di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia della filosofia antica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Milano - Unimi o del prof Bonazzi Mauro.

Acquista con carta o conto PayPal

Scarica il file tutte le volte che vuoi

Paga con un conto PayPal per usufruire della garanzia Soddisfatto o rimborsato

Recensioni
Ti è piaciuto questo appunto? Valutalo!

Altri appunti di Storia della filosofia antica

Riassunto esame filosofia antica per l’esame del prof. Trabattoni, testo consigliato La filosofia antica profilo critico-storico" di F.Trabattoni
Appunto
Riassunto esame storia della filosofia antica, prof Bonazzi, libro consigliato Il platonismo, Mauro Bonazzi
Appunto
La giustizia e la forza: alle origini del pensiero politico
Appunto
Storia della filosofia antica - Platone
Appunto