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GOFFMAN L’ordine dell’interazione

L’interazione sociale è ciò che traspira unicamente nelle situazioni sociali, cioè in ambiti nei quali due o più individui

sono fisicamente l’uno alla presenza della risposta dell’altro.

L’interazione faccia a faccia deve essere accettata come dominio valido, chiamato l’ordine dell’interazione.

La vita quotidiana si svolge all’immediata presenza di altri, quindi le nostre azioni sono socialmente situate. Per questo

hanno delle conseguenze, le quali vengono trattate come “effetti” cioè indicatori, espressioni o sintomi di strutture sociali.

Analizzandoli si può distinguere ciò che è casualmente situato all’interno di situazioni sociali da ciò che si può verificare

solo in ambiti faccia a faccia.

Interazione faccia a faccia:

- ogni suo tratto è circoscritto nello spazio e nel tempo

- è difficile trovare qualcosa che corrisponda a una fase dormiente o latente (assorbimento e coinvolgimento sono

cruciali e non possono essere mantenuti per lunghi periodi di tempo o sopravvivere facilmente a pause e

interruzioni forzate)

- coglie gli esseri viventi nel momento in cui la loro esistenza si sovrappone alla vita sociale di altre specie

La necessità dell’interazione faccia a faccia è radicata in certe precondizioni universali della vita sociale. Infatti ci sono

molte ragioni per cui gli individui trovano conveniente passare del tempo all’immediata presenza degli altri. Quando ciò

accade, si palesa una fondamentale condizione della vita sociale, il suo carattere di visibilità pubblica. L’aspetto, la

gestualità, il comportamento,… offrono indizi sul nostro status e sulle nostre relazioni e informazioni sui nostri scopi e

intenti immediati. Noi possiamo facilitare o bloccare/fuorviare queste rivelazioni con il processo di ritualizzazione

sociale, ovvero la standardizzazione ottenuta attraverso il processo di socializzazione, del comportamento corporeo e

vocale, una standardizzazione che consente a tale comportamento di assumere un a funzione comunicativa specializzata.

Quando gli individui sono alla presenza l’uno dell’altro:

1) sono situati per condividere un comune centro di attenzione

2) hanno la capacità di indicare cosa stanno per fare e di trasmettere rapidamente le loro reazioni a tali indicazioni

da parte degli altri

Sono alla base della coordinazione dell’agire sia a sostegno di compiti da eseguire in stretta collaborazione, sia come

mezzo per permettere quelli adiacenti di svolgersi l’uno a stretto contatto con l’alto.

L’efficacia di tale coordinazione è aumentata dal linguaggio verbale.

La caratterizzazione che un individuo può farsi di un altro osservandolo/udendolo è organizzata intorno a due forme

fondamentali: Implica la collocazione dell’altro in una o più categorie sociali

● categorica Mediante essa il soggetto osservato è legato a un’identità che lo distingue unicamente

● individuale attraverso l’apparenza, il tono della voce, il proprio nome e altri strumenti che lo

differenziano dalle altre persone.

Sono fondamentali per la vita dell’interazione in ogni comunità

Quando gli individui sono alla presenza l’uno dell’altro, essi devono affrontare le circostanze legate alla territorialità dei

corpi. Infatti possiamo partecipare alle situazioni sociali solo se portiamo con noi i nostri corpi, che sono vulnerabili

all’attrezzatura che portano gli altri corpi. Oltre alla vulnerabilità fisica, c’è anche quella causata dall’intrusione da parole e

gesti altrui nelle nostre riserve psichiche e all’infrazione di quell’ordine espressivo che ci aspettiamo venga mantenuto in

nostra presenza. Tuttavia la violazione della territorialità personale può anche essere vista come positiva, se chi agisce è

legato a noi.

Sia opportunità che rischi sono inerenti alla compresenza fisica. Queste circostanze sono gravi e quindi sorgono tecniche

per gestirle; di conseguenza in società diverse l’ordine dell’interazione avrà alcune caratteristiche simili.

Le situazioni sociali offrono il teatro naturale nel quale si mettono in atto e quindi possono essere studiate tutte le

esibizioni corporee.

Di conseguenza la situazione sociale è la base dell’ordine dell’interazione → la nostra esperienza del mondo è modellata sul

confronto faccia a faccia.

Egli afferma, con il concetto di “scenario comportamentale”, che le regole e le aspettative che si applicano a una

Barker

particolare situazione sociale sono generate sul posto e sul momento. Con l’espressione di “modello di comportamento

vigente” dice che “letture” simili saranno applicabili a un’intera classe di scenari molto diversi fra loro. Ci sono scenari

comportamentali che sostengono un ordine dell’interazione il quale, caratteristicamente, si estende nello spazio e nel

tempo al di là di qualsiasi singola situazione sociale si possa verificare (fabbriche, aeroporti, ospedali,…).

Ogni partecipante entra in una situazione sociale con una biografia consolidata dei suoi precedenti rapporti con gli altri

partecipanti e entra anche con una vasta gamma di presupposti culturali che suppone condivisi. L’aspetto e il

comportamento dell’interlocutore devono implicare benevole intenzioni e la loro linea di condotta non minacciosa; queste

valutazioni possono essere fatte sulla base di precedenti esperienze e tradizioni culturali.

Non potremmo pronunciare un’espressione che abbia significato se non regolassimo il lessico e la prosodia in base a ciò

che l’identità individuale o categorica di chi ci ascolta ci permette d

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Scienze politiche e sociali SPS/08 Sociologia dei processi culturali e comunicativi

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher JadeReb di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Sociologia della comunicazione e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Bologna o del prof Lalli Pina.
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