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Riassunto esame Sociologia della Comunicazione, prof. Lalli, libro consigliato La Nascita dell'Interazione Mediata, Thompson Appunti scolastici Premium

Riassunto per l'esame di Sociologia della Comunicazione, basato su appunti personali e studio autonomo del testo consigliato dal docente La Nascita dell'Interazione Mediata, Thompson. Gli argomenti dell'esame sono: la nascita dell'interazione mediata, intereazione faccia a faccia, intereazione mediata, intereazione quasi mediata, la televisione, azione a distanza:... Vedi di più

Esame di Sociologia della comunicazione docente Prof. P. Lalli

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Goffmann chiama ribalta la cornice dell'azione (composta da convenvenzioni e caratteristiche

fisiche dell'ambiente) mentre chiama retroscena le azioni-atteggiamenti inappropriati per cui quindi

c'è un altro ambiente, dove si contraddicono le intenzioni proiettate sulla ribalta.

Il confine tra ribalta e retroscena, non è netto, spesso si riduce al minimo l'indeterminatezza del

confine tramite delle barriere fisiche: le cucine sono seprate da sale da pranzo, uffici di lavoro

separati da quelli di rappresentanza.

I media hanno un impatto profondo sulla ribalta e sul retroscena:

Per l'interazione mediata che pressuppone già una separazione dell'ambiente crea più ribalte e

retroscena: è possibile che al telefono si cerchi di eliminare i rumore dell'ambiente dove si parla.

Per la quasi-interazione dato che il flusso comunicativo è unidirezionale, la cornice della ricezione

può fare da contesto.

La televisione consente indizi sonori e visivi (la maggioranza di altri mezzi riduce la serie ad unico

tipo di forma), si può ascoltare e sia vedere e così avvicina l'interazione faccia a faccia.

La televisione riduce gli indizi simbolici, non può utilizzare quelli legati all'olfatto o al tatto.

E' un interazione che presuppone la separazione dei contesti di produzione e ricezione: ci sono

interazioni nel contesto di produzione (i protagonisti dei programmi), le interazioni del messaggio

televisivo e quelle dei contesti di ricezione.

La quasi-interazione televisiva presuppone un continuo processo di congiunzione di questi 3

insiemi, un processo di interpolazione spazio-temporale, nella ricezione i soggetti si adattano a

cordinate spazio-temporali diverse da quelle che caratterizzano i contesti di ricezione.

La quasi-interazione televisiva crea un esperienza spazio-temporale discontinua: gli individui che

guardano la Tv devono sospendere la struttura spazio-temporale del quotidiano e orientarsi in uno

schema di coordinate differente per poi ritornare al contesto della vita di ogni giorno.

Ci sono delle guide tramite indizi simbolici: per un TG i servizi speciali dall'estero hanno immagini

riconoscibili di sfondo e sono accompagnati da osservazioni che aiutano a capire il luogo, se gli

spettatori sono incerti sulle coordinate spazio-temporale si sentiranno disorientati; anche su un

contesto finto come i Film ci sono indizi simbolici come il titolo programma o serie: Dallas, Miami

Vice che corrispondono ad uno spazio e ad un tempo reale.

Guardare la TV presuppone un tipo d'interpolazione spazio-temporale che comprende sia luoghi

immaginari che reali, sanno quali indizi simbolici cercare e riescono a passare tra mondi diversi,

attraversando confini reali e immaginari come una cosa normale, in un esperienza discontinua.

La televisione ha un flusso unico che va da produttori a destinatari illimitati, un carattere

unidirezionale nelle forme della comunicazione quasi-mediata: i destinatari hanno poche possibilità

di contribuire alla quasi-interazioni, la sola forma d'intervento è darle inizio, accendendo la tv.

L'interazione procede senza il controllo riflessivo da parte dei destinatari, un controllo che

caratterizza le interazioni faccia a faccia dove il produttore vede i gesti del ricevente che potrebbe

fare si con la testa, o potrebbe dire "mi stai ascoltando?", in quella mediata sempre dialogica, come

il telefono c'è il controllo riflesso delle reazioni altrui, sono importanti un "si" o un "già";

nella quasi-interazione mediata e nella tv il controllo riflessivo non è un elemento costitutivo, i

rpoduttori non tengono conto delle reazioni, c'è quindi piu' libertà ma nello stesso tempo insicurezza

e preoccupazione, un modo per contrastare l'incirtezza è trasformare il processo in un interazione

faccia a faccia, come i talk show; per i ricenti la mancanza del controllo riflessivo è la libertà di

decidere il livello di attenzione, di rispondere con piacere o insofferenza, interesse, apatia e lo

possono fare senza interrompere la quasi-interazione e ne offendere chi la produce.

Ci sono meno vincoli delle relazioni faccia a faccia, possono intervenire tutti i partecipanti, ma non

lo fanno perchè manca di forme di reciprocità, per questo è una quasi interazione.

Per i produttori è dai destinatari che viene la loro sopravvivenza, a cui si rivolgono come partener di

un dialogo, da perseudare o divertire o informare: i riceventi dipendono dai produttori per il

contenuto, i produttori dipendono dai riceventi per il consenso. La relazione tra produttori e

destinatari è di mutua dipendenza.


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Riassunto per l'esame di Sociologia della Comunicazione, basato su appunti personali e studio autonomo del testo consigliato dal docente La Nascita dell'Interazione Mediata, Thompson. Gli argomenti dell'esame sono: la nascita dell'interazione mediata, intereazione faccia a faccia, intereazione mediata, intereazione quasi mediata, la televisione, azione a distanza: agire per altri lontani, azioni a distanza – azioni di risposta in contesti lontani..etc.etc.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze geografiche
SSD:
Docente: Lalli Pina
Università: Bologna - Unibo
A.A.: 2011-2012

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher vip22 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Sociologia della comunicazione e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Bologna - Unibo o del prof Lalli Pina.

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