Sociologia
Capitolo 1
Non esiste un’unica soluzione al problema della sopravvivenza. L’evoluzione è una combinazione di probabilità e funziona in modo crudele. Più c’è influenza dell’ambiente e maggiore è la competizione per sopravvivere. Quindi più probabile sarà il verificarsi di cambiamenti evolutivi. La sopravvivenza e l’evoluzione non dipendono da determinate virtù dell’uomo. L’adattabilità al mutamento dell’ambiente potrebbe risultare quelle di un altro essere rispetto all’uomo. Resta il fatto però che la diffusione della conoscenza ci rende diversi da qualsiasi altro essere vivente. Sicuramente un vantaggio che ci permette anche di manipolare l’ambiente.
La cultura è intesa quindi come l’insieme di conoscenze che una società possiede e comprende anche i mezzi di comunicazione (linguaggio ma anche come forma scritta cioè senza necessità di sopravvivenza). In pratica l’evoluzione culturale funziona tanto crudelmente e casualmente quanto l’evoluzione fisica e biologica, cioè c’è assenza di programmazione e incertezza. Rispetto al passato oggi il cambiamento culturale è misurato in decenni, anziché in secoli e millenni. Tutti gli aspetti del cambiamento sociale sono collegati, inoltre sono anche collegati alle altre forme di vita sul pianeta e in generale ai destini della Terra.
In un ambiente ideale la popolazione umana tende a crescere: senza migrazione o aumenti di mortalità, si genera un sovrappopolamento. Gli esseri umani sono intelligenti e si sono adattati in tante zone del mondo, riuscendo a procurarsi il cibo da tante fonti diverse. Il clima però può modificare l’habitat perché non è costante nel tempo. Sovrappopolazione e cambiamento climatico generano pressione nelle società umane. L’uomo deve quindi mettere in atto cambiamenti tecnologici in modo da adattarsi all’aumento della popolazione, cambiamento del clima, uso eccessivo di risorse, o combinazione di questi 3 fattori insieme. L’aumento di competizione per le risorse genera sempre conflitto. I più forti prevalgono e si adattano al nuovo ambiente.
Per le considerazioni dette uno dei cambiamenti più importanti delle società umane primitive è stato l’avvento dell’agricoltura. Ciò ha favorito in particolare la possibilità di far fronte all’aumento demografico. Era possibile: produrre molto di più di quello che l’ambiente spontaneamente dava; accumulare il surplus in alcuni periodi rispetto alla dipendenza stagionale; addomesticare animali per propri usi in agricoltura o per cibo; scambiare con altri gruppi o società diverse. Inoltre l’agricoltura modificò l’ambiente rendendo necessario espandere il territorio coltivato a seguito aumento di popolazione. Tutto ciò portò all’innovazione più significativa della organizzazione umana mai adottata: lo stato.
Capitolo 2
L’invenzione dell’agricoltura risale circa all’8000 a.C, rappresenta lo sviluppo tecnologico che diede forma alle società storiche in cui ha vissuto la maggior parte dell’umanità fino al XIX secolo. L’invenzione dello stato risale al 3000 a.C (oltre 5000 anni fa) ed è invece l’innovazione sociale più importante che determinò l’organizzazione di tali società. La famiglia invece è una delle organizzazioni sociali più antiche dettate da imperativi biologici (sesso, procreazione ecc.). risultava il modo migliore per accordi cooperativi per permettere la sopravvivenza.
Invenzione dello stato -> Incerto come si formarono i primi stati. Si può supporre però che nelle zone fertili dove si è praticata inizialmente l’agricoltura e, come detto, i conflitti per le risorse, due tipologie di individui accrescevano la loro importanza: i mediatori e i guerrieri. Mediatori erano soggetti con capacità relazionali per risolvere dispute, in verità potrebbero derivare già dalla preistoria e dagli ‘sciamani’, capaci di interpretare i fenomeni naturali, ma anche con grandi abilità relazionali. Guerrieri erano soggetti con capacità fisiche e motorie che combattevano più delle volte per la patria. Lo stato più antico conosciuto era quello dei sumeri. I primi capi erano i sacerdoti-guerrieri-re. I sumeri fecero guerra contro i territori confinanti per espandere il loro dominio e con il tempo si considerano vere e proprie divinità. L’espansione fu tale da creare imperi, poi realizzata da egizi e popolazioni delle americhe centrale. I primi stati avevano però anche minacce che potevano essere interne o esterne. Chi non dedito all’agricoltura in genere era dedito al nomadismo (con allevamento di animali) ma scambiava prodotti con società agrarie. Con il tempo questi popoli costituivano una minaccia per le terre delle società agrarie, magari influenzata anche dalle condizioni del clima e della evidente ricchezza di risultato dell’agricoltura. Cominciarono cicli di invasioni da parte di tali popolazioni esterne alla società agricole. Le minacce potevano provenire dall’interno dello stato per i vantaggi che le posizioni di potere offrivano anche nella stratificazione della burocrazia statale.
La cultura -> La cultura umana si evolve molto più velocemente della biologia umana. Ci sono 5 aspetti importanti della cultura dei primi stati:
- Sistemi di scrittura (antichi sumeri, alfabeto arabo)
- Religione
- Gestione dello stato (politica)
- Arte e musica
- Tecnologia
Le grandi religioni nascono in 3 aree precise del vecchio mondo, le stesse di origine dei primi stati; Medio Oriente, India, Cina. In Medio Oriente nasce forma radicale di monoteismo. Si sviluppano l’ebraismo, il zoroastrismo, il cristianesimo (anche in Europa), l’islam. In India invece la tematica è la natura infinita e ripetitiva dell’universo (le creature rinascono in forme via via più alte e perfette (reincarnazioni); si sviluppa quindi il buddismo (poi diffuso nel sud est asiatico e induismo). In Cina i funzionari imperiali definiscono una religione che pone al centro l’etica sociale e la responsabilità, rispetto a concetti divini. Il confucianesimo però non fu mai una religione di massa e in verità è difficilmente comparabile a religioni medio-orientali ed europee. Taoismo invece è un mix di magia, principi etici e scienza.
Problema -> Un problema era dato dalle tensioni tra sovrani e loro funzionari per aspetti amministrativi, in particolare in caso...
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