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Appunti di sociologia del diritto e delle professioni legali

Introduzione alla sociologia del diritto

Isabel Fanlo y Cortes

La sociologia del diritto è un modo diverso di guardare al diritto rispetto alle discipline del diritto positivo, perché si studia il diritto come un fenomeno sociale. Anche se non esiste una definizione univocamente condivisa di questa disciplina, due sono le principali concezioni sulla natura epistemologica della sociologia del diritto, ovvero circa il suo ambito di conoscenza:

  • La prima vede la sociologia del diritto come una branca specialistica della sociologia generale, quindi come una parte specialistica, che, pur condividendo con la scienza giuridica lo stesso oggetto di studio, ovvero il diritto, costituisce una disciplina autonoma rispetto alla scienza giuridica stessa. Facendo parte della sociologia generale infatti si avvale dei metodi della sociologia e non di quelli del diritto.
  • La seconda vede invece la sociologia del diritto, non come una branca autonoma rispetto alla scienza giuridica, ma come una parte integrante della scienza giuridica stessa. Uno dei motivi di questa concezione è il fatto che questa materia sia insegnata nella facoltà di Giurisprudenza (per la prima volta fu insegnata nel 1974 a Milano).

Ipotesi di disciplina autonoma

Analizziamo per prima l'ipotesi secondo cui la sociologia del diritto è in parte una disciplina autonoma. I precursori della filosofia del diritto sono in origine sociologi, come Emile Durkheim (1858-1917) e Max Weber (1864-1920).

Concetto di sociologia

Circa il termine "sociologia", possiamo dire che etimologicamente significa conoscenza della società (societas + logos) e che è stato coniato nella prima metà del 1800 da Auguste Comte, che tra il 1830 e il 1842 scrisse il "Corso di filosofia positiva" in cui viene esaltata l'idea alla base del positivismo filosofico: il fatto che i fenomeni sociali siano conoscibili razionalmente in modo obbiettivo, imparziale, mediante l'applicazione di un metodo scientifico, così come è possibile conoscere i fenomeni naturali. La missione della sociologia è quindi quella di conoscere i fenomeni sociali con l'applicazione di un metodo scientifico rigoroso.

Caratteristiche della sociologia

Il vero problema però è scoprire quali siano gli elementi che caratterizzano la sociologia rispetto ad altre discipline come la storia e la filosofia, che pure si occupano di studiare la società e offrono la conoscenza dei fenomeni sociali. Gli elementi caratterizzanti possono essere divisi in due versanti:

Metodologici

  • Il primo aspetto che caratterizza le teorie sociologiche rispetto ad altre teorie è l'aspetto della generalità; si dice cioè che gli elementi che formano una teoria sociologica, ovvero le proposizioni, devono essere generali, nel senso che si riferiscono a fenomeni ricorrenti o quantomeno a fenomeni dotati di una certa stabilità, riconoscibilità da parte di chi li studia. Le teorie sociologiche non si occupano, per dirsi tali, di eventi unici ed irripetibili, ma al contrario si occupano di tendenze generali, fenomeni ripetitivi che denotano dei meccanismi sociali. Questo permette di distinguere le teorie sociologiche da quelle storiche, che si occupano di eventi particolari.
  • Le teorie sociologiche ambiscano a descrivere e/o spiegare i fenomeni sociali, quindi non a prescrivere comportamenti o a vantare valutazioni sui fenomeni; ciò in concreto significa che la sociologia del diritto pretende di descrivere come operano certi meccanismi sociali.
  • Le proposizioni che formano le teorie sociologiche, devono poi essere almeno in linea di massima, suscettibili di falsificazione/verificazione empirica; questo significa che le teorie sociologiche si distinguono da altre teorie perché devono poter essere poste alla prova dei fatti.

Oggetto della sociologia

  • Ordine e coesione sociale: ci si pone una serie di problemi del tipo "cosa divide o cosa unisce una società" e ogni sociologo/filosofo propone una propria interpretazione. Durkheim incentra la sociologia del diritto sullo studio del fenomeno della solidarietà sociale e il suo interesse è vedere come questi legami si siano modificati nel corso della storia con l'avvento delle società moderne. Basilare è lo studio delle norme sanzionatorie e del diritto penale in relazione alla sociologia.
  • Conflitti delle società: quali sono, come nascono, come modificano la società da cui o emergono i conflitti? Max Weber guarda innanzitutto ai conflitti come ad un fenomeno normale, quindi non necessariamente patologico, nel senso che sono tipici di qualsiasi società e incidono sulla trasformazione di una società, spesso producendo esiti del tutto inaspettati ed inattesi dagli attori dei conflitti stessi.
  • Rapporto tra la struttura sociale e il comportamento/agire sociale degli individui: specifichiamo innanzitutto due concetti distinti tra loro:
    • Struttura sociale: l'insieme di modelli di comportamento, norme sociali, valori, credenze, aspettative che dominano in un certo contesto sociale.
    • Agire sociale: comportamento che gli individui tengono in un contesto sociale, anche a livello tra sole due persone; non dobbiamo pensare ad un "agire" solo come un fare, perché può essere anche un pensare, un credere. Conta maggiormente il fatto che il soggetto che agisce, l'attore sociale, orienti il suo comportamento tenendo conto delle aspettative altrui.
      • Questo ambito analizza il rapporto tra due elementi: struttura sociale e agire sociale degli individui. La tesi secondo cui la struttura sociale determina ed influisce l’agire sociale degli individui si chiama determinismo sociale; ovviamente a seconda del grado di influenza avremo varie versioni della tesi del determinismo sociale.
      • Esistono società nelle quali il determinismo ha un incidenza debole e altre in cui ne ha una più forte; in queste ultime la struttura sociale condiziona in modo determinante il comportamento degli individui segnando il loro destino e le loro scelte in modo così forte che i comportamenti degli individui sono in larga misura prevedibili. Anche l’agire sociale degli individui contribuisce a consolidare la struttura sociale e l’affermarsi di determinati modelli di comportamento, norme, valori, credenze, aspettative.
      • Il caso più frequente a livello normativo è la consuetudine, ovvero l’incidenza di determinati comportamenti degli individui che contribuiscono a consolidare norme e credenze della struttura sociale.

Origini e sviluppo della sociologia del diritto

La sociologia del diritto nasce in Europa alla fine del 1800 prendendo spunto dal positivismo grazie a Comte che ha indagato le connessioni tra fenomeni sociali e realtà. Esistevano ed esistono tutt’oggi altre discipline, come la filosofia, che da molto più tempo della sociologia indagano la società. Bisogna quindi ricercare gli aspetti metodologici che differenziano e distinguono la sociologia (generalità, descrizione e comprensione dei fenomeni e teorie formulate in modo da essere suscettibili di falsificazione/verificazione empirica).

Metodologie nella sociologia del diritto

Dal punto di vista metodologico, la spiegazione sociologica può:

  • Partire dall’analisi della struttura sociale per giungere alla spiegazione dell’agire sociale degli individui e allora parliamo di olismo metodologico.
    • Analisi della struttura sociale → spiegazione dell’agire sociale
  • Partire dall’agire sociale degli individui per poi spiegare la struttura sociale, parliamo di individualismo metodologico, perché si parte dall’agire sociale degli individui.
    • Analisi dell’agire sociale → spiegazione della struttura sociale

Modelli nella sociologia del diritto

Esistono due modelli che attraversano la storia della sociologia del diritto e si ricollegano ai due metodi di approccio allo studio della materia:

  • Paradigma della struttura sociale: si afferma in Francia sotto il segno del positivismo e trova i suoi esponenti più importanti in Comte e Durkheim.
    • Questo modello è caratterizzato da due elementi:
    • Adesione ad una versione forte del determinismo sociale: l’idea che ogni individuo nasca in un contesto sociale che preesiste agli individui stessi e che crescendo in un dato contesto sociale assuma i valori, le credenze e i modi di agire che vigono in quel contesto. È una versione forte del determinismo perché Durkheim e Comte ritengono che l’intera esistenza dell’individuo sarà condizionata dalla struttura in cui si trova inserito e per questo l’individuo seguirà il percorso prevedibile.
    • Olismo metodologico: Durkheim si occupa di fenomeni e devianze sociali e scrive un libro sul suicidio che è per definizione una condotta personale e singola. Le cause individuali però, secondo Durkheim, non riescono a spiegare il fenomeno dei suicidi all’interno di certe comunità religiose, contesti familiari o condizioni economiche. Utilizza allora l’olismo metodologico per analizzare i contesti sociali all’interno dei quali la condotta del suicidio viene tenuta.
  • Modello dell’azione sociale: ha origine in Germania grazie agli studi di Max Weber.
    • Individualismo metodologico: dal punto di vista metodologico gli esponenti di questo modello ritengono che per spiegare i fenomeni macroscopici occorra partire dall’analisi dell’agire, delle azioni sociali degli individui. L’uso del termine “individualismo” non deve trarre in inganno perché l’individualismo metodologico è una tesi metodologica che semplicemente indica il fatto che non si possano imputare azioni ad entità astratte o ad attori collettivi di cui si immagina l’unità; è però corretto affermare che un sindacato ha proclamato uno sciopero oppure che un partito ha vinto le elezioni perché si tratta di attori collettivi che sono dotati di organi e procedure capaci di produrre decisioni che siano vincolanti per tutti i membri che li compongono.
    • Attraverso l’opera “L’etica protestante e lo spirito del capitalismo” Weber tenta di spiegare l’ascesa dell’economia capitalista; parte dalla dottrina calvinista sulla predisposizione e analizza quali sono gli effetti di essa sul comportamento degli individui. La dottrina calvinista sostiene che la salvezza dell’anima non dipende dalle opere o dalla fede, ma da un disegno divino che predestina alcuni soggetti alla salvezza e altri no. Esistono però dei segni divini circa la predisposizione alla salvezza, individuati principalmente dal successo lavorativo. Secondo Weber questa dottrina produce come effetto quello di alimentare certi comportamenti degli individui incidendo sul loro agire economico.

Questi modelli possono essere definiti alternativi l’uno dell’altro anche se in epoca moderna esistono tentativi di sintesi. Il paradigma dell’azione è caratterizzato da una tesi opposta, ovvero dall’individualismo, secondo il quale bisogna partire dall’analisi dell’agire degli individui per spiegare i macro fenomeni sociali, come ad esempio lo sviluppo del capitalismo in Europa. Secondo questa ipotesi le azioni non possono essere attribuite ad attori collettivi, tranne che nei casi dei partiti.

Motivi e motivazioni dell'agire sociale

Bisogna poi tenere conto dei motivi e delle motivazioni che spingono un determinato soggetto (in sociologia “attore sociale”) a comportarsi in un modo piuttosto che in un altro. Questo comporta il fatto che bisogna mettere in atto un processo di comprensione di questi motivi soggettivi, chiamati da Weber significato intenzionale dell’agire sociale, il significato che l’attore sociale attribuisce al proprio agire. Questa idea presuppone una certa concezione antropologica, ovvero una concezione dell’individuo come di un essere dotato della capacità di compiere delle scelte e di dare un senso/significato alle proprie azioni; in ciò abbiamo una versione opposta alla versione forte del determinismo sociale. Weber riconosce una forte capacità di scelta agli individui, che non sono dei burattini le cui azioni sono condizionate; il compito del sociologo diventa allora il saper cogliere il significato intenzionale dell’agire sociale degli individui. Questo compito non è però facile, soprattutto se visto dall’esterno della sfera delle azioni individuali; è quindi essenziale mettersi dal punto di vista dell’attore sociale.

Sintesi dei modelli nella riflessione contemporanea

Nella riflessione contemporanea troviamo dei motivi di sintesi dei due modelli, che mettono in rilievo la biunivocità del rapporto tra struttura sociale e agire sociale degli individui.

Scienza e metodo scientifico nella sociologia

Quando parliamo di scienza nella società, a quale tipo di scelta ci rifacciamo? Se partiamo dal pensiero di Comte affianchiamo la sociologia al positivismo e al modello di scienza positivista. L’idea forte del positivismo filosofico è che sia possibile conoscere e studiare i fenomeni sociali alla stessa maniera in cui si studiano i fenomeni naturali; applicando cioè un metodo scientifico rigoroso basato sull’osservazione empirica dei fatti e con un atteggiamento distaccato, oggettivo e neutrale. Dal punto di vista metodologico non bisogna quindi distinguere i campi delle scienze naturali e quelle delle scienze sociali, perché anche queste ultime possono essere studiate nello stesso metodo con cui gli scienziati naturali si approcciano alla realtà. Il modello è quindi quello unitario perché non distingue tra scienze naturali e sociali.

Concezioni significative di Durkheim

Una delle concezioni più significative di questo pensiero è quella di Emile Durkheim che scrisse "Le regole del metodo del sociologico" pubblicato nel 1895. In quest’opera afferma che l’oggetto della sociologia sono i fatti sociali, ovvero i modi di agire e pensare, particolarmente consolidati all’interno di un contesto sociale e che presentano due caratteristiche:

  • Sono esterni ed indipendenti dagli individui: si traducono in norme, che esistono da prima che noi venissimo al mondo e ci dicono come comportarci all’interno della società.
  • Esercitano un’autorità morale sui comportamenti degli individui: esercitano autorità morale nel senso che se non ci adeguiamo ad essi andiamo incontro ad una sanzione.

Questi fatti non sono realtà materiali, bensì immateriali, non sono cose ma bisogna studiare questi fatti come se lo fossero, con l’applicazione quindi dello stesso atteggiamento rigoroso con cui gli scienziati naturali studiano i fenomeni della natura.

Dibattito epistemologico in Germania

Si aprì in Germania un dibattito sullo statuto epistemologico delle scienze sociali che è il campo di conoscenza delle scienze sociali stesse; Dilthey, la voce maggioritaria di questo dibattito avanzò una critica al modello unitario di scienza di Comte e Durkheim. Dilthey affermò che le scienze dello spirito costituiscono un ambito di scienza diverso da quello delle scienze naturali perché esiste una distinzione per quanto riguarda il diverso tipo di fenomeni studiati e di attività intellettuale richiesto agli studiosi.

  • Fenomeni naturali: sono qualcosa di esterno agli studiosi che li analizzano; sono governati da leggi naturali e universali, ovvero valide in ogni contesto storico e culturale. Richiedono quindi una spiegazione di fenomeni attraverso l’identificazione di leggi universali di causa-effetto.
  • Fenomeni sociali: non sono invece fenomeni esterni agli individui che li studiano perché gli studiosi stessi li alimentano e contribuiscono a crearli. Il problema è allora la mera comprensione e non certo la spiegazione come avveniva per i fenomeni naturali.

Modello di scienze storico sociali di Weber

All’interno di questo dibattito Weber costruisce un proprio modello di scienze storico sociali, detto modello di scienza interpretativo comprendente, che è antipositivista e che prende le distanze sia da Durkheim sia da Dilthey. Questo modello si caratterizza principalmente per il superamento della distinzione tra spiegazione e comprensione. Il nome di questo modello ne spiega anche la logica:

  • Comprendente: la volontà di Weber è quella di superare la distinzione tra comprensione e spiegazione come criterio distintivo tra scienze naturali e sociali. Weber individua due motivi per superare questa distinzione:
    • L’oggetto della sociologia, ovvero l’agire sociale degli individui, è suscettibile non solo di comprensione ma anche di spiegazione, diversa però da quella che domina il campo della scienza.
    • In realtà comprensione e spiegazione sono due attività intellettuali che sicuramente sono distinguibili sul piano analitico, ma costituiscono nella pratica due momenti inscindibili.
  • Questa ultima concezione si rispecchia nella definizione di sociologia data da Weber: "sociologia è una scienza che pretende di comprendere, in virtù di un procedimento interpretativo, l’agire sociale degli individui e quindi di spiegarlo casualmente nel volgere dei suoi effetti".
  • Interpretativo: la conoscenza dei fenomeni sociali, ovvero la spiegazione, comprensione, dei motivi dell’agire sociale degli individui, è sempre il prodotto di un procedimento interpretativo; ne segue che per Weber è impossibile una conoscenza puramente ed ideologicamente neutrale, oggettiva di qualsiasi fenomeno sociale e giuridico. Esiste sempre una relazione al valore tra chi studia, chi cerca di fare scienza e l’oggetto di studio: non sarà possibile quindi una conoscenza dei fenomeni sociali senza dei presupposti di valore che accompagnano gli studi. Per Weber non esistono valori universali.
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Scienze giuridiche IUS/01 Diritto privato

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher sailor420 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Sociologia del diritto e delle professioni legali e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Genova o del prof fanlo Cortez Isabel.
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