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Diritto, immigrazione, territorio: ricerche socio-giuridiche sul governo delle migrazioni a livello locale

Introduzione

Il volume “Diritto, immigrazione, territorio – Ricerche socio-giuridiche sul governo delle migrazioni a livello locale” raccoglie i risultati di alcune ricerche condotte sui fenomeni migratori e sulla loro percezione a livello locale sia da parte della popolazione residente e dei migranti, sia da parte delle istituzioni e in particolare dalla magistratura. Si tratta di ricerche empiriche che tentano di esercitare quello sguardo etnografico grazie al quale è possibile cogliere il senso, weberianamente inteso, che gli attori sociali attribuiscono al proprio agire.

Il lavoro si è avvalso di alcuni strumenti tipici della ricerca etnografica come, ad esempio, le interviste biografiche rivolte principalmente ai migranti, interviste più strutturate rivolte ad operatori, osservazioni rivolte a spazi pubblici, l’analisi documentale di rapporti statistici e di notizie tratte da quotidiani, ma lo studio sull’applicazione, a livello locale, del pacchetto sicurezza in materia di immigrazione ha richiesto soprattutto una meta-analisi, ovvero un’analisi dei discorsi dei giuristi e delle pronunce della giurisprudenza i cui esiti sono stati, poi, messi a confronto con le testimonianze degli stessi magistrati che hanno emanato sentenze o direttive rilevanti ai fini della ricerca.

Uno degli obiettivi principali del lavoro è quello di offrire, partendo dall’analisi di alcune esperienze maturate a livello locale, un contributo sulla riflessione del ruolo del diritto nella gestione dei fenomeni migratori. Aderendo ad una prospettiva di realismo giuridico per cui il diritto non è quello che i giudici e i giuristi dicono di fare, ma quello che fanno, diventa essenziale che le testimonianze dirette raccolte durante interviste e colloqui vengano integrate dai significati degli argomenti invocati dagli operatori del diritto a sostegno delle loro operazioni interpretative.

L’esempio della legislazione italiana in materia di sicurezza è emblematico di come il diritto legislativo possa produrre effetti anche quando venga disatteso dagli organi preposti alla sua applicazione. Nel caso della criminalizzazione della condizione di clandestinità, infatti, la sanzione penale ha trovato scarso seguito in provvedimenti giudiziari, ma la mera previsione di essa ha prodotto effetti sociali e giuridici destinati ad incidere sulla vita delle persone relativamente alla limitazione dei diritti, alla marginalizzazione, all’instabilità (...).

Il ruolo degli attori sociali e politici

Alle scelte delle politiche di controllo sociale non concorrono solo gli attori tipici e quindi legislatore, magistratura, funzionari della pubblica amministrazione, ma anche altri fattori, come l’opinione pubblica, che influenzano il sistema politico in relazione alle circostanze sociali, politiche ed economiche del momento. Il concorrere, quindi, di diversi attori alle scelte di politica di controllo trova espressione nel caso delle migrazioni; basti pensare al fatto che in Italia, ma anche altrove, le notizie propagandate dai media, le opinioni di senso comune basate spesso su pregiudizi hanno condizionato e legittimato alcune opzioni politiche al posto di altre.

La questione di immigrazione è stata intesa come problema criminale e quindi come un problema meritevole di risposte repressive da parte dell’ordinamento. I dati statistici sulle denunce di reato evidenziano tassi di criminalità più diffusi tra i migranti, soprattutto se irregolare, che tra gli italiani. Il fatto che nella rappresentazione mediatica il migrante venga raffigurato come soggetto rischioso per la società ha una grande presa, relativamente al senso di insicurezza, in quella che è l’opinione pubblica.

Il concetto di sicurezza

Il nesso paura – sicurezza è costitutivo dell’ordine politico che porta alla nascita dello stato moderno. Il richiamo va a Locke e a Hobbes, ovvero agli autori per cui la nascita della società civile dovesse garantire sicurezza ai cittadini e secondo i quali occorreva contrastare lo stato di insicurezza totale.

I fenomeni che caratterizzano la contemporaneità e che convergono nella direzione di una marginalizzazione del ruolo che era riservato, secondo la dottrina di Locke sui limiti del potere politico, ai diritti umani sono almeno tre. Il primo fenomeno riguarda il significato di sicurezza intesa, ormai, come sinonimo di sicurezza personale e quindi sicurezza dai pericoli, soprattutto i crimini, che minacciano l’incolumità fisica delle persone, il loro corpo e i loro beni.

Questo concetto di sicurezza appare l’unico che il sistema politico si in grado di governare. Il secondo fenomeno è quello per cui la questione della tutela della sicurezza personale diventa il luogo privilegiato, se non del tutto esclusivo, del potere politico. È come se, espropriato o limitato nell’esercizio di altri poteri di governo della vita dei cittadini, lo stato contemporaneo sia indotto ad affermare la sua sovranità soprattutto in ambito di sicurezza. Il terzo fenomeno riguarda le politiche di sicurezza urbana che hanno ricevuto, negli ultimi tempi, un decisivo consolidamento.

In riferimento alla gestione dei fenomeni migratori, il diritto, ricorrendo agli strumenti di diritto penale o di natura eccezionale contribuisce a ridisegnare i nuovi confini dell’esclusione e della marginalità sociale al fine di canalizzare paure e preoccupazioni. Il diritto occidentale, nella gestione delle inquietudini sociali si manifesta, quasi sempre, come strategia di espulsione dei pericolosi dal corpo sociale tenendoli temporaneamente o definitivamente isolati (Levi-Strauss). In questa maniera, con il procedimento di separazione, si protegge la sicurezza dei cittadini grazie all’insicurezza dei non cittadini.

Le teorie di Hobbes e Locke sulla sicurezza

Secondo Hobbes la sicurezza funge da requisito necessario per l’esistenza della società civile basata sul contratto. Secondo Hobbes la sicurezza è un valore fine a se stesso da anteporre ad ogni altra pretesa dei cittadini. Per Locke il diritto alla sicurezza è un diritto soggettivo accanto ad altri, è un diritto che spetta agli individui già nello stato di natura. Secondo Locke il potere politico dovrebbe tutelare la sicurezza intesa come garanzia dei diritti naturali che fungono da giustificazione/legittimazione del potere politico.

Se si vuole garantire la sicurezza personale occorre provvedere necessariamente a una limitazione dei diritti soggettivi. A fare le spese maggiori in termini di limitazione dei diritti soggettivi sono proprio quelle categorie di soggetti, tra cui i migranti, nei confronti dei quali è più facile catalizzare sentimenti di paura e preoccupazione. Nei confronti dei migranti l’adozione di dispositivi giuridici di separazione ed esclusione si accompagna alla volontà politica di privilegiare il meccanismo del soggiorno irregolare come strumento di inserimento sociale.

Molte sono le sanatorie che hanno consentito di regolarizzare una percentuale consistente di immigrati che attualmente si trovano in Italia. La sicurezza non si configura come l’oggetto di un diritto soggettivo, di una pretesa individuale di cui i cittadini chiedono la garanzia, ma è un valore prioritario e assoluto che opera come legittimazione stessa del potere politico.

Capitolo terzo: all'insegna dell'incertezza del diritto. Pacchetto sicurezza e immigrazione clandestina a livello locale

Ambito, metodi e obiettivi

In materia di immigrazione, la ricerca sul c.d. pacchetto sicurezza varato dal parlamento italiano a partire dal 2008, ha coinvolto prevalentemente le province di Genova e Imperia nelle quali si registrano significativi flussi migratori dall’estero anche se in proporzioni e con caratteristiche diverse. In ambito di trattamento penale del migrante irregolare, occorre prendere in considerazione il reato di immigrazione clandestina introdotto nel nostro ordinamento giuridico nel 2009 e sopravvissuto al vaglio di organi giurisdizionali superiori come la corte costituzionale italiana e la corte di giustizia dell’unione europea.

I diversi provvedimenti giudiziali contenuti in sentenze e ordinanze, sono stati sottoposti ad un’analisi meta-giurisprudenziale attuata tramite interviste e colloqui con magistrati in servizio presso gli uffici del giudice di pace e nelle procure di Genova e Imperia e prendendo in considerazione le espulsioni giudiziarie e amministrative che hanno coinvolto i cittadini extracomunitari al fine di stabilire se all’inasprimento della disciplina sanzionatoria nei confronti degli stranieri privi di un titolo di soggiorno abbia corrisposto una maggiore efficacia del regime delle espulsioni.

Altro campo di analisi riguardano l’entrata in vigore della legge che disciplina uno dei tasselli più significativi del pacchetto sicurezza, ovvero l’accesso dei migranti ai servizi pubblici (accesso ai servizi socio sanitari, ai servizi scolastici, agli atti dello stato civile). Attraverso interviste che hanno coinvolto prevalentemente rappresentanti delle forze dell’ordine, funzionari dell’ufficio immigrazione della questura di Genova e Imperia, medici e personale sanitario è stato preso in considerazione l’atteggiamento degli operatori in relazione sia all’adempimento del dovere di esibizione del titolo di soggiorno a cui sono tenuti i cittadini stranieri, sia all’obbligo di denuncia degli stranieri irregolari imposto a tutti i pubblici ufficiali e incaricati di pubblico servizio.

La ricerca è stata incentrata, anche, su come le recenti modifiche legislative abbiano inciso sull’esercizio di diritto fondamentali (diritto all’istruzione, all’assistenza sanitaria…) dei migranti residenti a Genova e Imperia.

Il pacchetto sicurezza in materia di immigrazione: quadro nazionale e novità

Il c.d. pacchetto di sicurezza è stato approvato dal Consiglio dei Ministri il 21 maggio 2008 e si compone di un insieme di provvedimenti, varati dal governo Berlusconi tra il 2008 e il 2009, destinati ad incidere sia sulla disciplina dell’immigrazione e della condizione dello straniero in Italia, ma anche in altri ambiti (ad esempio incidono sulla lotta alla criminalità organizzata, sull’inasprimento delle pene per alcune violazioni del codice della strada, sulla reintroduzione del reato di oltraggio a pubblico ufficiale).

Dei provvedimenti di iniziativa governativa solo alcuni sono stati adottati dal Parlamento italiano e possono quindi considerarsi diritto vigente, stante la riserva di legge prevista dalla nostra costituzione in materia di immigrazione. Tra i provvedimenti principali occorre ricordare la legge recante disposizioni in materia di pubblica sicurezza e il decreto legislativo di recepimento della direttiva comunitaria in tema di rimpatrio dei cittadini extracomunitari irregolari convertito, poi, con poche modifiche, in legge. In questi testi normativi protagoniste sono le disposizioni incriminatrici di condotte che sfruttano e agevolano l’immigrazione illegale e disposizioni incriminatrici rivolte agli stessi migranti.

  • Lo strumento della detenzione amministrativa nei centri di identificazione ed espulsione i cui termini di
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Scienze giuridiche IUS/01 Diritto privato

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher valespo di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Sociologia del diritto e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Genova o del prof fanlo Cortez Isabel.
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