Estratto del documento

La fabbrica della sicurezza

Il pensiero progressista e conservatore sulla sicurezza

Il pensiero progressista per molto tempo ha mostrato scarsa attenzione per le tematiche sulla sicurezza. A partire dalla Ricostruzione del dopoguerra la sinistra ha concentrato le sue forze contro la criminalità organizzata, che stava diventando più solida, a discapito di crimini minori, ma non meno sentiti (inciviltà). Inoltre sostiene che prestare attenzione ai reati minori distolga dai crimini che avvengono su un livello più alto. Ciò però ha l’effetto involontario di colpevolizzare la popolazione.

Il pensiero conservatore si è focalizzato sul danno perpetrato sull’altro e sulle modalità di difendersene, raramente si è dedicato al proprio ruolo nella determinazione dei fattori del danno. La sinistra critica la destra per la sua miopia, che le impedisce di vedere l’origine dei fenomeni della devianza; dal canto suo la destra critica la sinistra per la sua astrattezza.

Accezioni di sicurezza

La prima accezione di sicurezza è di natura economico-sociale: individui e gruppi hanno bisogno di soddisfare i bisogni prioritari; la seconda accezione è di natura strategica, come protezione nei confronti di possibili aggressori. Al bisogno di sicurezza nella prima accezione gli esseri umani hanno risposto con il lavoro. Al bisogno di sicurezza hanno risposto associandosi in società sempre più ampie. La società comincia a essere concepita come un soggetto economico e politico autonomo.

La sicurezza che Castel chiama civile si concretizza nella protezione delle persone e dei beni, ma trova suo limite nella proprietà privata. Le contraddizioni della proprietà privata saranno denunciate da Marx: per porvi rimedio saranno istituiti i welfare state. Solitamente chi si occupa degli aspetti strategici si concentra sui fenomeni direttamente collegati in termini di violazione della legalità, lasciando in secondo piano i fattori di insicurezza economico-sociale.

Regolazione dell'offerta di sicurezza

La regolazione dell’offerta di sicurezza è di due tipi, politica (realizzata dallo stato e poteri pubblici) ed economica (realizzata dal mercato). In questo rapporto è cresciuto l’intervento delle imprese private. La presenza dell’iniziativa privata è nell’offerta di protezione contro le minacce della criminalità (sistemi di allarme, videosorveglianza).

Teoria della prevenzione situazionale: l’approccio situazionale azzera l’analisi sulle cause strutturali della sicurezza e si concentra sull’obiettivo di evitare che il cittadino, in veste di cliente, divenga vittima di un reato. Ciò tende a determinare nei cittadini che non possono permettersi tali misure un sentimento di privazione relativa.

Strategie politiche in Italia

Prendendo a riferimento l’Italia nell’ultimo decennio, in tema di sicurezza le strategie di risposta fornite dai esponenti politici sono riconducibili essenzialmente a due: la strategia dell’allarme e la strategia dell’elusione. Il primo atteggiamento è stato espresso da politici del centro-destra, mentre il secondo è stato manifestato dal centro-sinistra.

  • La strategia dell’allarme è prevedibile nelle società complesse, dove si fanno avanti imprenditori morali, pronti a lanciare allarme su determinate emergenze sociali. Cohen: moral panic. Le affermazioni dei politici spesso hanno l’effetto di ridimensionare l’insicurezza dei cittadini.
  • La strategia dell’elusione affronta i problemi della sicurezza evitando di affrontarli. A partire dagli anni '90 è diventato meno praticabile.

Rischio, pericolo e minaccia

I tre concetti di pericolo, rischio e minaccia hanno in comune quello di provocare un danno, ma sono differenti per quanto riguarda l’intenzionalità e l’origine (interna/esterna) del danno. Il rischio è l’esito dannoso di una decisione umana positivamente orientata; il pericolo è l’esito dannoso di un evento nel quale non è rinvenibile la volontà umana; la minaccia è l’esito di un comportamento volontario umano, a cui va aggiunto il trauma.

Rischio (endogeno, intenzionale 50%), pericolo (esogeno, non intenzionale 0%), minaccia (esogeno, intenzionale 100%). Gli studi sui rischi mostrano che il timore di incorrere in conseguenze dannose è il prodotto di due fattori: l’entità del danno e la probabilità del suo verificarsi.

Stakeholders della sicurezza

Sono i poteri pubblici, con i loro costi e le loro distorsioni, gli unici attori in grado di garantire l’universalità del trattamento dei cittadini. A livello macro gli stakeholders della sicurezza sono molteplici: la policy community formata da quanti si occupano professionalmente di questi temi, il sistema penale, il sistema di welfare. A livello micro troviamo invece i produttori diretti della sicurezza (forze dell’ordine). In Italia lo studio sulle forze dell’ordine si è svolto raramente in quanto il sistema politico ha usato in maniera spregiudicata la polizia.

Il volto multiforme della sicurezza

Da sempre il tema della sicurezza è stato affrontato dal punto di vista sociologico. Tra gli autori classici (tra cui Giddens) emerge come il ruolo delle istituzioni sociali moderne è quello di garantire la sicurezza. Bauman punta l’attenzione sulla sicurezza. Castel sostiene che la sicurezza non è mai data o conquistata e che il concetto di sicurezza dipende dalle circostanze e dagli attori che la interpretano. Robertson sostiene che l’incertezza è aumentata. Bauman individua la causa dell’insicurezza nell’individualizzazione della società. Beck parla di società del rischio (rischio come conseguenza di decisioni umane): la società “riflettendo su sé stessa” diventa consapevole delle conseguenze delle proprie azioni.

Decisioni e responsabilità

A partire dagli studi di Simon negli anni ’40 si apprende che l’uomo possiede una razionalità limitata che gli impedisce di scegliere secondo criteri di ottimizzazione: il primo limite è dovuto a una conoscenza parziale, il secondo riguarda il fatto che una decisione coinvolge una pluralità di soggetti. Luhmann all’opposizione rischio/sicurezza oppone rischio/pericolo: da una parte assume che non esiste una soglia zero di sicurezza, dall’altra focalizza l’attenzione sull’imputazione delle decisioni.

Attribuire la responsabilità ad azioni umane è, secondo Furedi, un segnale di ritorno al pre-moderno, secondo cui dietro ogni incidente non c’è il caso ma una volontà superiore: oggi infatti gli individui faticano ad accettare che alcuni incidenti siano inevitabili. Beck: non è mai chiaro se sono i rischi ad essersi acutizzati, o il nostro sguardo su di essi ad essersi fatto più attento.

Rischi della modernità

Secondo Bauman i principali rischi della modernità sono dovuti a un senso di disagio esistenziale. Questo è formato dall’assenza di tre componenti: la sicurezza esistenziale (obiettivi raggiunti), la certezza (morale) e la sicurezza personale. Il dibattito italiano si è concentrato molto sulla sicurezza strategica, di fronte a una criminalità crescente che si manifesta sia nella forma di una generica preoccupazione sociale per il crimine (concern about crime) sia in quella di essere vittima di atti criminali (fear of crime).

Crimine e percezione pubblica

Nel 2007 il ministro dell’Interno ha affermato che i reati cruenti sono diminuiti, al contrario di quelli predatori. La notiziabilità e spettacolarizzazione della notizia hanno l’effetto involontario (?) di rendere “normali” le eccezioni e di alimentare un clima di paura nell’opinione pubblica. Fino all’avvento della postmodernità il concetto di sicurezza era strettamente associato a quello di territorio, inteso come spazio entro cui è possibile esercitare controllo: oggi l’era dello spazio è chiusa e gli eventi ormai si collocano su un piano planetario e le nostre vite sono sempre più influenzate da contesti fuori da quelli di riferimento, concezione dinamica dei flussi globali.

Il concetto di non luogo

Augé sviluppa il concetto di non luogo, come uno spazio che non può definirsi né identitario, né relazionale, né storico. Le città sono diventate lo spazio entro cui i fenomeni si manifestano in tutta la loro complessità e contraddittorietà e soprattutto dove si percepisce maggiormente la concretezza del problema dell’insicurezza.

Gated communities e sicurezza privata

Le gated communities americane, sono diventate un modello per l’edilizia residenziale inglese. L’accesso a sistemi di protezione quali tecnologie avanzate, guardie armate e muri è diseguale dal punto di vista economico, sociale e geografico e non può rappresentare la soluzione per i privati: ciò porta a privatizzare un bene che invece dovrebbe essere pubblico. L’unico caso di gated communities in Italia è stato applicato a Padova, dove venne alzato un muro per dividere le popolazioni residenti e degli immigrati, giustificato dal fatto di essere una soluzione possibile in tempi brevi.

Le radici dell'insicurezza

Il problema dell’insicurezza ha quindi radici nei cambiamenti globali. La strada maestra per affrontare il problema della sicurezza è sempre stata quella della prevenzione: se l’origine della criminalità è individuale allora vengono messe in atto pratiche di prevenzione all’emulazione o riabilitative, mentre se sono strutturali vengono messi in atto provvedimenti a livello sociale.

Politiche di sicurezza

Le politiche di sicurezza non contrappongono solo modelli di prevenzione, ma due diverse ideologie: quella “di sinistra”, concentrata sulle cause strutturali dei problemi sociali, e quella conservatrice, interessata a eliminare le devianze e a ristabilire l’ordine (anche se poi mettono in atto pratiche che non fanno che alimentarle).

Nuove forme di prevenzione

Negli ultimi anni si parla di una nuova forma di prevenzione, innovativa rispetto al passato per due motivi: una prima differenza è di tipo concettuale in quanto il problema di sicurezza è compreso all’interno del più ampio contesto. In secondo luogo, la comunità di governance della sicurezza si è allargata e i ruoli dei diversi attori sono stati ridefiniti: al tradizionale centralismo si è sostituito un approccio che vede i governi locali protagonisti delle politiche di intervento.

Questo nuovo paradigma in Italia è ancora in via di sperimentazione, non di consolidamento. Un tentativo di riconciliare i due approcci, combinando iniziative di prevenzione sociale e di controllo del territorio è stato realizzato in Francia. Nel caso italiano, le politiche locali per la sicurezza si sono inizialmente ispirate all’approccio orientato allo sviluppo della comunità: l’Emilia Romagna ha sperimentato per prima il progetto Città sicure ed hanno messo in atto programmi improntati alla partecipazione dei cittadini nelle policy locali attraverso iniziative di analisi della domanda, di riqualificazione e di recupero di aree urbane.

I sindaci e gli amministratori locali sono portati a individuare soluzioni concrete spesso in discontinuità con il background ideologico di riferimento. L’innovazione italiana sta nel progetto di polizia di prossimità, sia da parte delle polizie nazionali, sia da parte della Polizia Municipale, che in alcuni casi ha allargato il proprio spazio di competenza fino a includere il buon vivere dei quartieri (anche se nella gran parte il ruolo dei carabinieri e dei poliziotti di quartiere italiani appare limitato al controllo del territorio).

Problemi e risorse

Esistono vari problemi di questo progetto: le scarse risorse destinate agli enti locali o alle polizie nazionali per progetti di questo tipo e la difficoltà a mettere in discussione ruoli, culture e pratiche professionali consolidate sia da parte degli operatori di polizia che da parte degli operatori sociali.

Istituzioni della sicurezza

Delle 5 forze dell’ordine di competenza nazionale – corpo forestale, polizia penitenziaria, guardia di finanza, carabinieri e polizia - le prime due svolgono un lavoro circoscritto ad un ambito. Nel 1959 la guardia di finanza prevedeva sia il concorso alla difesa politico-militare delle frontiere sia al mantenimento dell’ordine e supportando le altre forze. Questi due aspetti escono rafforzati dai provvedimenti del 1999 e del 2000, che hanno delineato una polizia economica anche con competenze generali. La massima generalità di competenze riguarda comunque Polizia e Carabinieri: l’affinità è determinata dall’analogia dei compiti, mentre la diversità è in...

Anteprima
Vedrai una selezione di 4 pagine su 13
Riassunto esame Sociologia Corso Avanzato, prof. Battistelli, libro consigliato "La fabbrica della sicurezza" F. Battistelli Pag. 1 Riassunto esame Sociologia Corso Avanzato, prof. Battistelli, libro consigliato "La fabbrica della sicurezza" F. Battistelli Pag. 2
Anteprima di 4 pagg. su 13.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Sociologia Corso Avanzato, prof. Battistelli, libro consigliato "La fabbrica della sicurezza" F. Battistelli Pag. 6
Anteprima di 4 pagg. su 13.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Sociologia Corso Avanzato, prof. Battistelli, libro consigliato "La fabbrica della sicurezza" F. Battistelli Pag. 11
1 su 13
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze politiche e sociali SPS/07 Sociologia generale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Crash_9009 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Sociologia corso avanzato e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Roma La Sapienza o del prof Battistelli Fabrizio.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community