Scrittura per il cinema e la televisione
Libro consigliato: "Story" di Robert McKee
"Story" di Robert McKee parla di principi, non di regole. Parla di forme eterne e universali, non di formule. Una storia archetipica porta alla luce un’esperienza umana universale, per poi esprimerla nei termini di specificità culturale. Troviamo in una storia una realtà fittizia che getta luce sulla nostra realtà quotidiana; ritroviamo noi stessi. L'originalità è l'unione di forma e contenuto: scelte specifiche relative al soggetto, con una forma originale di narrazione (ciò è diverso dall'eccentricità). Lo stile e la visione dello sceneggiatore.
Per Kenneth Burke, "le storie sono strumenti per vivere". La storia non è una fuga dalla realtà, ma un veicolo che ci conduce nella nostra ricerca della realtà. L'arte ci trasforma la vita. La chiave è l'autoconoscenza, che si raggiunge con le riflessioni sulle nostre reazioni alla vita. La storia si basa su valori essenziali (ma la nostra epoca è piena di cinismo, relativismo, soggettivismo e confusione di valori); l'obiettivo è una buona storia ben raccontata. Padroneggiare il mestiere significa liberare il subconscio.
La storia è una metafora della vita. La verità è quello che noi pensiamo di un fatto. I mezzi tecnici del cinema non devono mai diventare fini a se stessi. Non sono solo le capacità sensoriali immaginative a costituire dei prerequisiti per la creatività. Servono talento letterario e talento narrativo (è più importante quello narrativo perché attua una trasformazione creativa della vita). In una storia ben raccontata si fondono struttura, ambientazione, personaggio, genere e idea.
Struttura e elementi della sceneggiatura
La struttura è una selezione di eventi tratti dalle storie esistenziali dei personaggi, sistemati in un ordine scelto per causare precise emozioni ed esprimere una precisa visione della vita. Un evento della storia crea nella situazione esistenziale del personaggio un cambiamento significativo che viene espresso e vissuto nei termini di un valore. I valori della storia sono le qualità universali dell'esperienza umana che, da un momento all'altro, possono passare dal positivo al negativo o viceversa.
Il cambiamento portato dall'evento è ottenuto attraverso il conflitto. Idealmente ogni scena è un evento della storia (ce ne sono da 40 a 60 normalmente). L'ideale è "nessuna scena senza una svolta", sennò va eliminata.
Componenti della narrazione
Un beat (l’elemento più piccolo della struttura e che è dentro alla scena) è una modifica di comportamento a livello di azione/reazione. I beat formano le scene, le scene la sequenza.
Una sequenza è una serie di scene (da 2 a 5) che culmina con un impatto maggiore di quello di qualsiasi scena precedente. È utile intitolarla.
Un atto è una serie di sequenze che culmina in una scena saliente, la quale determina una fondamentale inversione di valori il cui impatto è più potente di qualsiasi altra scena o sequenza precedente.
Una serie di atti è una storia. Tramite i valori iniziali e quelli finali si crea l’arco del film. Il climax della storia è quello dell’ultimo atto, il quale determina un cambiamento assoluto e irreversibile.
Trama e strutture narrative
Trama = struttura di eventi tra loro interconnessi e internamente coerenti, che si snodano nel tempo per configurare e disegnare una storia. È creata dallo sceneggiatore. John Carpenter: "Fare cinema significa trasformare le cose mentali in fisiche". La trama è selezione degli eventi e organizzazione del loro ordine nello sviluppo cronologico della storia.
Tipologie di trama
- Trama classica: Causalità, finale chiuso, tempo lineare, conflitto esterno, protagonista unico, realtà coerente, protagonista attivo (es. “Un pesce di nome Wanda”)
- Minima trama: Finale aperto, conflitto interiore, protagonisti multipli, protagonista passivo (es. “Il posto delle fragole”, “Blow-up”)
- Antitrama: Coincidenza, tempo non lineare, realtà incoerente (es. “Il lenzuolo viola”)
N.B.: Coincidenza: azioni immotivate scatenano eventi che non causano ulteriori effetti e frammentano la storia in episodi divergenti che conducono a un finale aperto ed esprimono la non connessione dell’esistenza.
Il significato profondo della storia
Una storia è una metafora della vita: oltrepassa il reale per condurci all’essenziale. Nelle “realtà coerenti” lo sceneggiatore deve lavorare all’interno delle regole che lui stesso ha creato. Vi sono anche film “a non trama”, fuori dal triangolo della storia. In essi vi è stasi, ma ricaviamo intuizioni.
Film d'autore
Film d’autore significa non-hollywoodiano, meglio se europeo. Essi sono pessimisti in merito al cambiamento, che porta sofferenza. Fanno non-trama, antitrame e minitrame estreme con finali negativi. Forse più per moda che per sincerità (mentre l’ottimismo di Hollywood è più per motivi commerciali). Nel film d’autore c’è interesse per il conflitto interiore. Il pubblico è di nicchia quindi il budget ridotto.
Essenza della narrazione
Ogni racconto dice: "Io credo che la vita sia così". Per Husserl una storia è l’incarnazione delle nostre idee e passioni, un correlativo oggettivo delle emozioni e riflessioni che desideriamo instillare nel pubblico. Scrivete solo ciò in cui credete!
Cliché e ambientazione
Fonte dei cliché: quando lo scrittore non conosce il mondo della sua storia. I cliché sono alla base dell’insoddisfazione del pubblico. L’ambientazione di una storia ha 4 dimensioni:
- Epoca: Collocazione temporale della storia
- Durata: Lunghezza della storia nel tempo
- Location: Collocazione spaziale della storia
- Livello del conflitto: Collocazione della storia per quanto riguarda la gerarchia delle lotte umane. È la dimensione umana: può essere interiore, personale o extrapersonale.
L’ambientazione di una storia definisce e limita le possibilità di tale storia. Una storia deve obbedire alle proprie leggi interne della probabilità. Viene creata una cosmologia specifica e proprie regole. Una storia sincera alloggia in un solo luogo e in un solo tempo. Bisogna creare un mondo piccolo e ben conoscibile! La limitazione imposta dall’ambientazione ispira la creatività. Piccolo sì, ma non banale. Conoscibile di tutto ciò che è pertinente. Più lo sceneggiatore sa, più saranno le sue scelte creative. Risultato: una storia originale senza cliché.
La ricerca come chiave per la creatività
La chiave è la ricerca per acquisire conoscenze:
- Ricerca di memoria (cosa mi dice la mia esperienza? Es. come è la paura?)
- Ricerca di immaginazione (cosa significa vivere come il mio personaggio?)
- Ricerca di fatti (biblioteca)
La storia è un disegno di fatti che ci porta a un climax significativo.
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