Che materia stai cercando?

Riassunto esame Storia ed Estetica del cinema, Prof. Farinotti,libro consigliato Scrivere per Hollywood. Ben Hecht e la sceneggiatura nel cinema americano classico, Giaime Alonge Appunti scolastici Premium

Riassunto per l'esame di Storia ed estetica del cinema e della prof.ssa Farinotti, basato su appunti personali del publisher e studio autonomo del libro consigliato dal docente Scrivere per Hollywood. Ben Hecht e la sceneggiatura nel cinema americano classico, Alonge. Scarica il file in PDF!

Esame di Storia ed estetica del cinema docente Prof. L. Farinotti

Anteprima

ESTRATTO DOCUMENTO

SCRIVERE PER HOLLYWOOD. BEN HECHT

1 SCRITTORI

A OVEST DI PASADENA

La prima cerimonia di consegna degli academy awards si tenne la sera del 16 maggio

1929 con il compito di promuovere l’immaginario dell’industria del cinema e stimolarne il

progresso estetico e tecnologico. Consegna le statuette Douglas Fairbanks. La categoria

“miglior film” è divisa in 2: OUTSTANDING PICTURE e UNIQUE E ARTISTIC PICTURE.

Un po’ come dire miglior film commerciale e miglior film d’autore. I premi vanno ad

“ALI”1927 di Wellmann e “AURORA”1927 di Munrau.

Anche l’oscar per la sceneggiatura è articolato in 2: soggetto originale e adattamento. Il

premio per BEST ORIGINAL STORY va a BEN HECHT per avere scritto il soggetto di “LE

NOTTI DI CHICAGO”1927, un proto-gangster. Ben Hecht non è presente in sala, ma

manda un telegramma a Fairbanks pieno di disprezzo per Hollywood.

Già durante il muto, Hollywood aveva ingaggiato qualche letterario, come Elynor Glyn,

l’inventrice della it girl. Avere il nome di uno scrittore famoso nei titoli di testa rientrava

nella politica di “elevamento culturale” dei film. Lo stesso Hecht arrivò in California negli

ultimi anni del muto. Con l’introduzione del sonoro gli studios si lanciarono in una vera

corsa per importare scrittori della costa dell’Est ( dove si trovano le grandi case editrici).

Allettati dai compensi molto alti accettarono di scrivere per il cinema figure note della

letteratura inglese: F. Scott Fitzgerald, Dorothy Parker, Nathanel West, George Kaufman…

Nella sua biografia di Charles McArthur, Hecht racconta che l’amico riuscì a convincere i

dirigenti della Metro Goldwyn Mayer a mettere sotto contratto un giovane benzinaio di

bella presenza e dall’accento british, spacciandolo per un famoso romanziare inglese.

Stando a Hecht il ragazzo rimase alla MGM per un anno intero, con un salario di 4mila

dollari al mese, senza che nessuno gli chiedesse mai di scrivere una sola riga.

Nell’età dell0oro di Hollywood, fare lo sceneggiatore significava presentarsi puntuale ogni

mattina ai cancelli del proprio studio, raggiungere il writers building e trascorrere l’intera

giornata in ufficio. Uno sceneggiatore poteva vedersi togliere lo script cui stava lavorando

da settimane, che poi magari gli veniva riassegnato più avanti. Su tutto il processo vigilava

il produttore, il cui giudizio era insindacabile. Poteva capitare di lavorare in coppia e molti

non avevano nemmeno diritto di visionare le riprese in studio. Di queste condizioni

ambientali, oggettivamente difficili, è nata la leggenda nera dello sceneggiatore angariato

dai produttori che annega la propria infelicità nell’alcol.

Il critico Wilson da alle stampe un libello intitolato: “THE BOY IN THE BACK ROOM”un

saggio sulla letteratura californiana e sull’influenza deteriore che i film eserciterebbero su

di essa. Si apre con una poesia satirica dove Wilson attacca gli scrittori che si sono

venduti a Hollywood e si chiude con l’accusa verso i produttori di aver fatto sprecare

talento a due grandi autori americani: Fitzgerald e West.

Alcuni scrittori però riuscirono ad adeguarsi a Hollywood con successo, i giornalisti se la

cavarono molto bene. Se Fitzgerald naufragò, William Kaulkner se la cavò.

Il sonoro non cancello’ gli sceneggiatori del muto : Marion e Loos erano stati i più influenti

scrittori degli anni Dieci. Oppure si prenda il caso di Jules Furthman, la cui carriera iniziò

nel 1915 e si concluse nel 1959, scrivendo circa metà dei film di maggior successo.

Leggendo il capitolo che Leo Rosten dedica agli sceneggiatori nel suo libro

“HOLLYWOOD. THE MOVIE COLONY, THE MOVIE MAKERS” una ricerca socio

antropologica condotta fra gli anni ’30 e ’40, Rosten indica 17 sceneggiatori che, nel 1938,

guadagnavano più di 75mila dollari all’anno. Hecht è il secondo più pagato della lista con

159.996 dollari subito dopo Robert Riskin, che ne prendeva 180.125. il resto della

categoria però se la passava piuttosto male.

Da ultimo, va detto che c’erano differenze rilevanti tra una casa di produzione e l’altra. La

MGM era in una condizione difficile, la Twentieth Century-Fox invece no.

Anche se gli sceneggiatori erano invitati a proporre dei soggetti originali, il grosso dei

progetti proveniva dagli STORY DEPARTMENTS, istituiti a partire dai primi anni ’10, dove i

lettori esaminavano materiale inedito sottoposto all’attenzione della compagnia da parte di

agenti e scrittori e valutavano le opere letterarie e teatrali appena uscite in vista per un

adattamento sul grande schermo. Quando a un lettore la storia piaceva la sottoponeva al

suo superiore, lo STORY EDITOR, il quale, se esprimeva un giudizio positivo, lo inoltrava

ai vertici della produzione che decidevano se far partire la stesura del copione o meno.

Tutta la catena era controllata da un PRODUCER, produttore, che attribuiva i diversi

compiti agli sceneggiatori. Il cuore del procedimento era la STORY CONFERENCE, una

pratica istituita nella prima metà degli anni ’30.

Esaminiamo lo story conference del 1951 sulla sceneggiatura di “DARLING. I AM

GROWING YOUNGER” titolo provvisorio del “MAGNIFICO SCHERZO” 1952. All’incontro

prendono parte Darryl Zanuck,script consultant; Sol Siegel, produttore; Howard Hawks,

regista; Charles Lederer, uno degli sceneggiatori. Dovrebbe essere presente anche Hecht,

che però non c’è. “magnifico scherzo” è un testo dattiloscritto di otto cartelle. Prende la

parola quasi solo Zanuck, e di Hawks che suggerisce l’aggiunta di gag ( approvate) .

2 CREDITS

Uno dei criteri che stabiliscono la forza contrattuale di un lavoro dell’industria del cinema è

rappresentato dal numero di CREDITS che ha al suo attivo. Il problema è che uno

sceneggiatore poteva pure lavorare a tanti script e non vedere mai accreditato il suo nome

nei titoli di testa sia perché c’erano più copioni di quanti se ne girassero e sia perché un

copione poteva passare nelle mani di vari sceneggiatori fino a una decina e alla fine ne

venivano scelti solo 2/3 nei titoli di testa. Lo stesso accadeva ai registi che lavoravano a

film come “VIA COL VENTO” in cui si avvicendarono 3 registi: Cukor, Fleming e Woo, ma

solo il secondo ebbe il nome nei titoli.

Al fine di attribuire un riconoscimento a tutti coloro che avevano apportato dei contributi

significativi allo script gli studios svilupparono un lessico articolato: le dizioni ADDITIONAL

DIALOGUE e ADAPTATION. £dialoghi aggiuntivi” è una formula che segnala una

partecipazione di 2° piano, “adattamento” è un termine che in linea teorica dovrebbe

indicare il lavoro di trasposizione di un testo letterario o teatrale.

In genere però erano i produttori a stabilire chi finiva sui titoli di testa e chi no. Dopo il

riconoscimento dell SCREEN WRITERS GUILD da parte delle Majors, nel 1938, le cose

migliorano, perche il sindacato degli sceneggiatori ottiene il diritto di vigilare sui credits. Lo

scrittore scontento dei titoli di testa può rivolgersi alla SWG, che, attraverso una

commissione di tre membri, il cui giudizio è inappellabile, stabilisce chi e come deve

essere accreditato.

Esaminiamo “ IL CASO PARADINE”1947, diretto da Alfred Hitchcock e prodotto da David

Selznick. Alla sceneggiatura lavoravano in 4. Hitchcock, Reville; Bridie e Hecht. Hecht non

compare perche ha lavorato solo per 4 giorni, chi subisce il torto maggiore è Bridie, che ha

fatto molto lavoro e Hitchcock essendo regista non compare come sceneggiatore.

La filmografia di Hecht è difficile da stabilire con precisione, perché egli operò spesso in

forma anonima. La ragione principale è perche Hecht considerava il proprio lavoro per gli

studios un’attività priva di valore culturale. Inoltre il lavoro non accreditato divenne molto

freguente durante il bando inglese ( 1947/1952) dove Hecht venne boicottato a causa del

suo sostegno alla campagna terroristica e molte compagnie gli chiesero di non mettere il

suo nome.

Tra le sue primissime collaborazioni cinematografiche Hecht stende un soggetto di una

trentina di pagine per “SERENADE”, film Paramount su un musicista viennese interpretato

da Adolphe Menjou. Non verrà accreditato e risulterà come sceneggiatore solo Ernest

Vajda.

Hecht è stato accreditato come autore e coautore del soggetto della sceneggiatura di 49

film, usciti tra il 1927 e il 1964, a cui bisogna aggiungere altre 47 collaborazioni non

accreditate.

3 UNA VITA: DA CHICAGO A HOLLYWOOD, VIA NEW YORK

Ben Hecht nacque il 28 febbraio del 1894 a New York. I genitori entrambi ebrei nel 1903 si

trasferiscono assieme al figlio a Racine, paese vicino Chicago. Nel 1910 Ben va a vivere a

Chicago dopo essersi diplomato, abitando presso gli zii, e si innamora della città

diventando reporter.

Chicago è la sola città americana che, agli inizi del ‘900, possa realisticamente contendere

a NY il primato di capitale culturale della nazione. È qui che sorgono i primi grattacieli.

Tra la fine dell’800 e gli anni ’20 si sviluppa il “CHICAGO REINASSANCE” un gruppo di

poeti e narratori, quali Edgar Lee Maters, Sherwood Anderson, Ben Hecht che

condividono un senso di ribellione verso l’ordine, sociale ed estetico, della civiltà vittoriana.

La sua professione di cronista lo porta a conoscere la città in tutti i suoi aspetti, e tra il

1921 e 1922, Hecht tiene una rubrica sulle colonne del << chicago daily news>> intitolata

“1001 AFTERNOONS IN CHICAGO” raccogliendo 64 dei suoi pomeriggi a Chicago.

Alla fine della Grande Guerra, il suo giornale lo mandò in Germania come corrispondente,

ma quando rientra a Chicago è contento e vi rimarrà fino al 1924 lasciandola prima per NY

e poi per Hollywood.

Ben Hecht è stato autore di romanzi, racconti, piece, ha scritto per la radio e per la tv.

Insieme a Charles McArthur è stato produttore indipendente. Tra il settembre del 1958 e

gennaio 1959 conduce un talk show, il BEN HECHT SHOW, sulla wabc-tv di New York.

Cinque sere a settimana, dalle 22.50 alle 23.15, sigaro tra le labbra e bicchiere di Jack

Daniel’s in mano, Hecht dice cose assai sconvenienti per l’epoca: afferma che Eisenhower

è un incompetente, discute di droga ed omosessualità. La goccia che fa traboccare il vaso

è Salvador Dalì che annuncia di aver scoperto un nuovo tipo di orgasmo. Il giorno dopo il

programma viene cancellato.

Da ultimo, Hecht è stato anche un attivista politico, ha scritto pamphlet e opere teatrali di

propaganda in sostegno della causa ebraica. Si mise ad aiutare finanziariamente l’Irgun,

un partito che rappresentava l’ala destra dello schieramento sionista. Hecht fa pubblicare

su diversi giornali un’inserzione intitolata LETTER TO THE TERRORIST OF PALESTINE,

dove dice che tutte le volte che saltano in aria arsenali britannici un ebreo fa festa nel suo

cuore.

Ben Hecht va a Hollywood per la prima volta nel 1926. Scrive “SERENADE” e lavora alle

“NOTTI DI CHICAGO”. In “A CHILD OF THE CENTURY” afferma di aver scritto, in una

settimana, un testo di 18 pagine.

“LE NOTTI DI CHICAGO” ebbe un gran successo, inaugurò il genere del gangster movie e

gli fece guadagnare il primo Oscar per la sceneggiatura.

L’apice della carriera cinematografica Hectiana si colloca negli anni ’30 e ’40 dove

troviamo le collaborazioni con Hawks e Hitchcock. Per Hawks scrive:

“SCARFACE” “VENTESIMO SECOLO” “LA COSTA DEI BARBARI” “ IL MAGNIFICO

SCHERZO”. Lavorano insieme, entrambi non accreditati, a “IL MIO CORPO TI

SCALDERà”1943 e “LA COSA DA UN ALTRO MONDO”1951.

Con Hitchcock il tratto d’unione è rappresentato sa Selznick, insieme a Goldwyn il

produttore per il quale Hecht lavorò di più. Il primo film che scrivono insieme è prodotto

infatti da Selznick “IO TI SALVERò”1945. Segue “NOTORIUS” e infine “IL CASO

PARADINE” per il quale non viene accreditato.

Tra i film più significativi ai quali contribuisce in forma anonima ci sono :

“LA REGINA CRISTINA”1934,

“IL PRIGIONIERO DI ZENDA”1937,

“URAGANO”1937,

“VIA COL VENTO”1939,

“GILDA”1946.

Inoltre, gli anni ’30 vedono il debutto alla regia di Hecht assieme a McArthur. Nel 1934 la

Hecht-McArthur production sigla un contratto di coproduzione con la Paramount per

realizzare dei film negli stabilimenti newyorkesi della major, gli Astoria Studios. Ne

uscirono 4 lungometraggi :

“DELITTO SENZA PASSIONE”1934.

“ONCE IN A BLU MOON”1935.

“THE SCOUNDREL”1935,

“SOAK THE RICH”1936.

Negli anni ’30 e ’40 Hecht è uno degli sceneggiatori più pagati d’America. Per scrivere

Scarface prende mille dollari al giorno che si fa corrispondere ogni sera in contanti. Per il

caso Paradine, lavoro di riscrittura di 4 giorni, prende 13mila dollari.

Hecht è un indipendent contractor e questo gli permette di usufruire del privilegio di non

dover necessariamente scrivere presso gli studios. Spesso lavorava a forfait anche perche

era un freelance.

Gli anni ’50 e ’60 vedono una crisi creativa di Hecht. In questi anni c’è una collaborazione

non accreditata a film significativi:

“VACANZE ROMANE”1953

“BULLI E PUPE”1955

“GLI AMMUTINAMENTI DEL BOUNTY”1962

L’ultimo credit di Hecht sarà nel film mediocre “IL CIRCO E LA SUA GRANDE

AVVENTURA”1964.

1001 Afternoons in chicago è un’opera d alto livello,con la quale Hecht si colloca a pieno

titolo tra i maestri della grande tradizione americana “short story”, accanto a Edgar Allan

Poe, Hemingway. Nella sezione autobiografica del corpus hechtiano incontriamo anche

“MY STORY”, un lavoro di ghostwriting che lo scrittore fece per Marylin Monroe nel 1954,

ma che venne pubblicato solo dopo la morte della diva, nel 1974. È un libro molto

interessante che contiene un presagio: << ero il tipo di ragazza che trovano morta in una

camera da letto con un flacone vuoto di sonniferi in mano>>. Anche i pamphlet di Hecht,

“A GUIDE FOR THE BEDVILLED” e “PERFIDY” hanno nerbo e una prosa affascinante

che ibrida fiction e saggistica.

2. MILITANTI

1 UNA CATEGORIA COMBATTIVA: GLI SCENEGGIATORI HOLLYWOODIANI DALLA

FONDAZIONE DELLA SCREEN WRITERS GUILD ALLA LISTA NERA

Nel settembre del 1947, la Commissione della Camera sulle attività antiamericane

convocò a Washington 43 testimoni al fine di appurare se a Hollywood fossero reperibili

tracce di “infiltrazione comunista”. Dieci “testimoni ostili”, subito battezzati i “DIECI DI

HOLLYWOOD”, rifiutarono di rispondere alla domanda fatidica se fossero membri del

partito comunista, e nessuno rispose perché se avessero detto di no sarebbero stati

accusati di falsa testimonianza. Nel giugno 1950 i Dieci andarono in prigione. Ben 7 dei

dieci erano sceneggiatori: Alvah Bessie, Lester Cole, Albert Maltz, Samuel Ornitz, Dalton

Trumbo… dei tre restanti, due avevano pratica anche sceneggiatura: Herbert Biberman

era regista e sceneggiatore, Adrian Scott produttore e sceneggiatore. Il solo regista puro

del gruppo, Edward Dmytryk, una volta scontata la pena fece ammenda per essere stato

comunista, denunciò gli ex compagni e potè riprendere a lavorare.

Per quanto riguarda la combattività degli sceneggiatori hollywoodiani si spiega in buona

parte con il fatto che, rispetto agli attori e ai registi, essi erano la categoria peggio retribuita

e più maltrattata dai produttori. Nel corso degli anni ’30, gli sceneggiatori condussero una

battaglia con gli studios per ottenere il riconoscimento della Screen Writers Guild, fondata

nel 1933.

Nonostante il Wagner Act del 1935, la legislazione messa a punto dall’amministrazione

Roosevelt per favorire e difendere la formazione di sindacati nell’industria, i produttori

cinematografici resistettero a lungo prima di riconoscere la SWG quale rappresentante

degli sceneggiatori, e continuarono a trattare solo con l’academy, << la cui sezione scrittori

comprendeva ormai solo 38 membri>>. Nel 1936, l’ala destra dell’organizzazione diede

vita allo Screen Playwrights, un sindacato giallo che i produttori riconobbero prontamente.

La SWG accusò il colpo e subì una forte emorragia di tesserati.

Parallelamente alla mobilitazione sindacale, nel corso degli anni Trenta cresceva anche la

militanza politica degli sceneggiatori. Un momento chiave fu la campagna di Upton Sinclair

per diventare governatore della california, nel 1934. Sinclair era un socialista che aveva

conquistato la nomination del Partito democratico. Il suo slogan era “End Poverty in

California” che riassumeva una piattaforma che si collocava a sinistra del New Deal,

comprendente anche l’istituzione di fattorie collettive.

L’industria del cinema giocò un ruolo di primo piano nello sforzo per fermare Sinclair. Louis

B. Mayer era uno dei dirigenti del Partito repubblicano della California e la maggior parte

degli altri produttori erano impazienti di unirsi a lui nella crociata antiboscelvica. Le Majors

produssero falsi cinegiornali in cui si presentavano i sostenitori di Sinclair come immigrati

dalle idee sovversive, e costrinsero registi, scrittori e attori a contribuire finanziariamente

allo Stop Sinclair Fund. Sinclair venne sconfitto, ma molti a Hollywood lo avevano

sostenuto.

Gli sceneggiatori erano la maggioranza degli iscritti alla locale sezione del Partito

Comunista. In America si sviluppò un forte filone di cinema sociale, da “IO SONO UN

EVASO”1948, passando per “LEGIONE NERA”1937 e “FURORE”. Erano film che, nelle

forme dello spettacolo hollywoodiano, affrontavano con serietà i temi della disoccupazione

e del razzismo.


PAGINE

15

PESO

34.73 KB

PUBBLICATO

+1 anno fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in Comunicazione, Media e pubblicità
SSD:

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher eugeniabisceglie di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia ed estetica del cinema e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Libera Università di Lingue e Comunicazione - Iulm o del prof Farinotti Luisella.

Acquista con carta o conto PayPal

Scarica il file tutte le volte che vuoi

Paga con un conto PayPal per usufruire della garanzia Soddisfatto o rimborsato

Recensioni
Ti è piaciuto questo appunto? Valutalo!

Altri appunti di Storia ed estetica del cinema

Riassunto esame Storia del Cinema, prof. Farinotti, libro consigliato La Grande Hollywood, Pravadelli
Appunto
Riassunto esame Cinema, prof. Farinotti, libro consigliato Il cinema americano classico, Alonge, Carluccio
Appunto
Forme del classico, Storia e estetica del cinema
Appunto
Riassunto esame Storia ed estetica del cinema, prof. Farinotti, libro consigliato L' avventura del cinematografo di Bernardi
Appunto