La musica tra istinto e ragione
Leibniz scrisse “musica è un sistema aritmetico della mente che conta senza sapere di contare”. Da allora la musica ha fatto passi enormi al punto che i pregiudizi su consonanze e dissonanze appaiono ormai superati. Le recenti scoperte in psicoacustica rivelano che Leibniz aveva ragione e che noi inoltre abbiamo delle preferenze naturali per suoni che rispettano determinate caratteristiche temporali o che sono legati a strutture armoniche riconoscibili.
La scienza ha messo a disposizione del compositore nuovi suoni e timbri ma ha anche migliorato gli strumenti tradizionali. La psicoacustica individua le risorse e i limiti umani di fronte al suono e si chiede:
- Esistono aspetti biologici nei criteri di consonanza/dissonanza?
- C'è una base ontogenetica nella nostra preferenza verso l'armonia tonale?
- Da dove viene il nostro “sentire” certi intervalli musicali?
- Quanta importanza ha l'ambiente naturale e quello culturale e quanto quest'ultimo può influenzare il primo?
- Come fa il nostro orecchio a collocare un suono complesso ad un'altezza precisa sul pentagramma? (Questo è un aspetto molto interessante perché aiuta a capire come il sistema nervoso elabora dei segnali provenienti dagli organi periferici).
P. Boulez 50 anni fa disse che la musica non può progredire senza l'aiuto della scienza e l'iniziatore dell'elettronica musicale J. Pierce aggiunse che i geni della musica del passato incombono sui compositori contemporanei e per non farsi schiacciare bisogna approdare a nuove conoscenze. Elettronica ed informatica hanno aperto nuove prospettive timbriche e sonore ma hanno contribuito anche a migliorare gli strumenti tradizionali non solo nella progettazione costruttiva ma anche nella loro valutazione oggettiva.
La psicoacustica aiuta a capire perché la musica contemporanea viene rifiutata dal vasto pubblico e interessa solo i pochi esperti. Schoenberg disse che siamo vittime di un'assuefazione culturale ma ora, grazie alla scienza, possiamo capire se ciò è vero o se in realtà ci sono esigenze naturali della mente e del corpo. Musica e scienza sono imparentate (facevano parte delle arti del quadrivio medievale) e ancor prima Pitagora affermò che l'armonia è il frutto del “magico potere dei numeri” (gli intervalli di VIII, IV e V perfetti hanno frequenze che stanno tra loro in rapporti di piccoli numeri interi: do-do'= 1:2 / do-sol= 2:3 / do-fa= 3:4 / quindi 1+2+3+4= 10 NUMERO MAGICO).
Galileo verificò che i numeri pitagorici corrispondevano alla lunghezza delle corde usate per...
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