Adolescenza: una prima caratterizzazione
Il termine "adolescenza" è usato per indicare il periodo tra l'infanzia e l'età adulta, caratterizzato da molti sviluppi in campi diversi. Per Erikson, il problema principale è l'evolversi della propria identità (uno stile proprio nel porsi in relazione agli altri).
Molteplici aspetti
- Processo di maturazione biologica
- Evoluzione del funzionamento intellettivo e pensiero morale
- Diverso rapporto con i genitori
- La vita si arricchisce di nuove dimensioni con lo sviluppo psicosessuale
È un periodo in cui lo sviluppo psichico ha un carattere proprio e una sua funzione, non rottura col passato: l’adolescente inizia a riorientarsi e si esamina criticamente con un processo di sperimentazione; perciò hanno un ruolo fondamentale le relazioni con le persone (ricerca di stima e ammirazione) e le scelte che riguardano le relazioni interpersonali, convinzioni di vita e posizione sociale; nasce così una consapevolezza dell'identità: sente se stesso come dotato di un proprio stile di vita, una persona che, nonostante i cambiamenti, è riconoscibile da chi vive intorno.
Pubertà e adolescenza: terminologia e punti di demarcazione
Origine dei concetti di pubertà e adolescenza
Pubertà deriva da "pubertas", dal latino, e si riferisce al processo di trasformazione in individuo adulto, in particolare alla maturazione fisica.
Adolescenza deriva da "adolescentia", dal latino, e si riferisce al periodo dai 17 ai 30 anni.
Inizialmente, la letteratura europea intendeva per pubertà il periodo tra i 12 e i 16 anni, caratterizzato da mutamenti fisici legati alla maturazione sessuale, e come fase di costruzione della personalità (attenzione rivolta all’int). Con il termine adolescenza, si intendeva il periodo dai 17 ai 22 anni, con attenzione rivolta all’ext. La persona formata nel periodo puberale trova posto nella società. Oggi c'è un rifiuto di questa distinzione: i processi formativi della personalità e la ricerca di un posto nella società si influenzano reciprocamente.
Inizio e fine dell'adolescenza
Considerare l’adolescenza nel quadro dell’intero percorso di vita, ciò che in essa accade è influenzato dall’infanzia e dalla prospettiva di diventare adulti. L’inizio dell’adolescenza è spesso misurato con fenomeni biologici oggettivamente rilevabili, ma lo sviluppo psichico non si svolge sempre sincronicamente alla maturazione fisica. La fine è indicata nel raggiungimento dell’età adulta, ma il ruolo adulto non è uno stadio finale perché anche qui c’è un processo evolutivo continuo in cui il soggetto si trasforma continuamente per corrispondere alle mutevoli esigenze del presente. L’età non è un criterio sufficiente per misurare la capacità di sostenere delle responsabilità.
Un’età difficile?
Nel linguaggio comune è indicata come età difficile. Bandura sostiene che questa opinione si mantiene viva perché si attribuisce eccessiva importanza a forme superficiali di non conformismo (vestiti, ecc.) e alle raffigurazioni cinematografiche di ragazzi ribelli. Alcune teorie dichiarano un’associazione diretta, come se all’inizio dell’adolescenza il comportamento ribelle debba presentarsi per definizione.
Quanto è diffusa l’inquietudine emotiva? Ricerche empiriche mostrano scarse prove per una presenza universale di forte squilibrio emotivo durante l’adolescenza. Si possono constatare grandi differenze individuali sull’entità con cui gli adolescenti vivono le proprie tensioni.
- 23% pochi segni di confusione emotiva, immagine realistica di sé, senso dell'umorismo, abbastanza felici
- 35% maggiori difficoltà nei diversi compiti legati allo sviluppo (momenti di ricaduta nella fase precedente, molto reattivi)
- 21% sviluppo tumultuoso, sensazioni d’inquietudine interiore, dubitano spesso di sé, problemi nel rapporto con genitori e scuola
C'è poco sostegno all’ipotesi che la maggioranza degli adolescenti attraversi un periodo di gravi problemi comportamentali o squilibri emotivi: la quantità e il genere di cambiamenti dell’adolescenza sono una sfida e a volte fonte di stress, ma offrono contemporaneamente nuove possibilità e un accrescimento delle capacità. Gli adolescenti in grado di accettare i nuovi compiti di questo periodo hanno più presa sul proprio sviluppo. Non è il primo periodo in cui si presentano rapidi mutamenti; grazie all’esperienza dei cambiamenti e difficoltà dell’infanzia, la persona ha acquisito abilità nel risolvere problemi.
La confusione emotiva è un fenomeno comune? Non è un fenomeno normale che si verifica in tutti gli adolescenti in egual misura. Occorre considerare l’accezione di “normale” di A. Freud: perciò le tensioni emotive sono necessarie al processo di autonomizzazione; un’assenza di queste tensioni può essere più preoccupante della presenza.
Distinguiamo tra tensioni che ognuno prova di fronte a nuovi compiti e segnali premonitori di possibili disturbi dello sviluppo.
La psicologia evolutiva come punto di partenza
Il concetto di evoluzione comprende tutti i cambiamenti nel comportamento umano che sono irreversibili e legati all’età; presupposto che si riscontrino in un certo ordine, correlati, in modo simile in molti individui. Nella psicologia dello sviluppo, la ricerca è rivolta innanzitutto ai mutamenti che si compiono nell’individuo nel corso del tempo (cambiamenti intraindividuali) e alle differenze tra determinati gruppi/generazioni (differenze interindividuali): ricerca longitudinale che esamina diversi individui e li confronta in momenti diversi della loro vita.
Il processo evolutivo è influenzato da diversi fattori, è la risultante di un’interazione tra disposizioni e fattori ambientali, un processo dinamico (transazione) in cui l’individuo è sotto l’influenza dell’ambiente e parallelamente egli stesso forma e seleziona il proprio ambiente.
Considerare l'adolescenza dal punto di vista della psicologia evolutiva
L'adolescenza è uno stadio caratteristico dello sviluppo e i compiti evolutivi nell’adolescenza si formano dall’interazione tra sviluppo individuale e fattori ambientali (adolescenza come componente di un processo evolutivo con momenti continui e discontinui).
Adolescenza come stadio caratteristico di sviluppo
Si studiano i cambiamenti intraindividuali, spesso concepiti in fasi (presuppone l’esistenza di comportamenti caratteristici di un determinato livello di sviluppo e si suppone generalmente che le transizioni da una fase all’altra siano facilmente riconoscibili). Generalmente si è concordi nel distinguere livelli evolutivi qualitativamente diversi, ma non significa che il comportamento di soggetti allo stesso livello mostri uniformità totale. Non sempre l’evoluzione si svolge allo stesso modo nei diversi settori.
Determinanti del processo evolutivo dell’adolescenza
Il modo in cui un adolescente funziona e progredisce nello sviluppo dipende da un processo interattivo, condizionato dallo stadio evolutivo del soggetto e dai fattori ambientali, come il contesto socioculturale (aspettative sul comportamento degli adolescenti variano in relazione ad ambienti/culture) e cambiamenti sociali di maggiore entità (crisi economica, guerre); storia individuale (dati idiosincratici: fenomeno per cui determinati eventi casuali possono giocare un ruolo decisivo nella vita della persona). L’età non è una spiegazione sufficiente per il comportamento degli adolescenti, il loro comportamento effettivo è determinato da 4 fattori interagenti: processo evolutivo (compiti di sviluppo specifici), contesto sociale, momento storico e particolarità della storia individuale.
Adolescenza come parte di un processo evolutivo con momenti continui e discontinui
Si riscontra un legame tra momenti anteriori e successivi in cui è possibile riscontrare la continuità o interruzioni. La continuità può essere definita come:
- Prevedibilità del modello evolutivo o del tipo di cambiamenti (es. sviluppo cognitivo dal concreto all’astratto)
- Processi e meccanismi: variabili che a diverse età hanno la stessa funzione ma assumono diversa forma espressiva
- Modello predicibile di relazione tra esperienza di una fase di vita precedente e risultato successivo (già nei primi anni di vita si forma una trama che influirà sul modo in cui il soggetto vivrà le esperienze successive)
Durante lo sviluppo si possono distinguere molteplici momenti di discontinuità (occasioni di cambiamento in diversi momenti della vita). Fattori protettivi come diverse forme di sostegno sociale e specifiche caratteristiche della personalità armatura e protezione il soggetto dalle difficoltà incontrate durante lo sviluppo. Lo sviluppo in adolescenza mostra momenti continui e discontinui; nel corso della vita sono possibili diversi momenti cruciali (turning points). È un periodo di sviluppo e crescita in cui il soggetto si trova ad affrontare determinati compiti; in essa si verificano cambiamenti psichici e biologici universali che sono condizionati da fattori storici e socioculturali. Tutti questi processi portano un contributo allo sviluppo dell’identità.
Teorie dell’adolescenza
Nessuna teoria fornisce una descrizione completa ed esauriente perché ognuna si volge a un aspetto specifico dello sviluppo (si completano a vicenda). Tre filoni principali: teorie dell’apprendimento, cognitive e psicodinamiche.
Background storico
Le concezioni evoluzionistiche di Hall
Considerato il fondatore della psicologia dell’adolescenza negli USA, il primo a considerare la psicologia dell’adolescenza come un campo indipendente e a iniziare la raccolta di materiale empirico. Ritiene che lo sviluppo psichico è condizionato da fattori biologici/fisiologici (crescita e sviluppo diretti da fattori interni di maturazione). Cerca un aggancio con l’evoluzionismo di Darwin: gli anni dell’infanzia rispecchiano quel periodo di storia del genere umano in cui i valori elevati sono scarsi. Nel bambino si trova il divenire del genere umano.
Nell’adolescenza avviene un importante cambiamento: nascono le facoltà superiori e più umane ma è anche un periodo di agitazione emotiva e squilibrio, in conseguenza ai cambiamenti biologici (forte accento su componenti genetiche): si ha un’accresciuta plasticità dell’individuo, perciò le influenze ambientali e l’educazione sono fattori importanti. Ha il merito di aver posto l’accento sulle determinanti biologiche che ha permesso indagini più profonde sul rapporto tra maturazione biologica e comportamentale.
L’approccio socioculturale di Mead e Benedict
Presupposto: il decorso dell’adolescenza è fortemente influenzato dalle circostanze sociali e determinati processi possono manifestarsi in modo molto diverso a seconda della cultura di appartenenza.
Mead: ricerche su un’isola dell’arcipelago Samoa. Rispetto agli USA, l’età adolescenziale presenta pochi conflitti, in conseguenza alle differenze nella struttura sociale e consuetudini educative. Nella cultura occidentale, l’allevamento dei bimbi avviene all’interno della famiglia. A Samoa, i bimbi sono allevati da un gran numero di adulti, il bambino non apprende a legarsi fortemente a una sola persona, non ci sono legami personali stretti tra genitori e figlio, perciò il distacco in adolescenza non è un compito difficile. Inoltre, gli adolescenti Samoa hanno una grande libertà sessuale, molte occasioni per sperimentare relazioni sessuali. I bambini in USA hanno poche responsabilità al di là della famiglia, perciò quando in adolescenza è richiesto un comportamento responsabile, si crea squilibrio emotivo. A Samoa, già da piccoli, compiti significativi per la sopravvivenza della società (in ogni età ci sono regole chiare dettate dalla tradizione).
Benedict: la cultura occidentale rafforza le barriere nel periodo di transizione infanzia/età adulta. Non ci sono riti d'iniziazione che guidino il passaggio all’età adulta.
L’approccio delle scienze umane
Spranger: rappresentante della psicologia umanistica. Lo sviluppo è un dispiegarsi dal di dentro che porta a una maggiore strutturazione interiore. Adolescenza come periodo in cui si sviluppa la struttura infantile verso una struttura stabile e completamente evoluta dell’adulto. Tre fasi:
- Scoperta dell’io: gli adolescenti scoprono in sé numerose nuove facoltà ma anche sentimenti contrastanti, mettono se stessi alla prova in diversi modi e con ciò il sentimento di sé acquista maggiore stabilità
- Nascita graduale di un progetto di vita: l’adolescente può adottare diversi valori della cultura e stabilire la propria rotta, nasce il progetto di vita
- Inserimento nei diversi campi della vita: partecipazione più cosciente e attiva alla vita sociale
Waterink: l’inizio della pubertà è caratterizzato da una serie di scoperte; è fondamentale la nascita della consapevolezza di sé come persona, il bisogno di porsi quesiti sul valore e senso delle cose, cercare un equilibrio fra estremi (processo di ordinamento di valori).
Beets: rappresentante del pensiero fenomenologico. Il punto di partenza è vedere e ascoltare ciò che i diversi fenomeni esprimono. Interesse per le relazioni interpersonali: gli sviluppi dell’adolescenza non discendono solo dalla riflessione su di sé ed esperienze individuali, ma avvengono in una rete di contatti con gli altri (immagine relazionale dell’adolescenza) = l’adolescente dà un senso alla propria vita all’interno delle relazioni con gli altri.
Teorie dell’apprendimento
Il comportamento è appreso e l’ambiente esterno ha una notevole influenza sul comportamento dell’adolescente.
Tre elementi: stimolo, comportamento (risposta), conseguenze del comportamento.
Due correnti:
- Behaviorismo classico: delimita la definizione di comportamento a quelli aperti e osservabili
- Teorie dell’apprendimento sociale: usano una definizione più ampia di comportamento con particolare interesse ai processi sociali di apprendimento; qui, ai processi cognitivi e tutti i fattori intrapsichici sono mediatori importanti nella percezione dell’ambiente e guida del comportamento.
Distinzione tra 4 tipi di apprendimento:
- Condizionamento classico: comportamento riflesso autonomo e non intenzionale che segue uno stimolo; qui il riflesso originario è evocato da uno stimolo diverso da quello che naturalmente provoca questo comportamento (es. salivazione associata a un’immagine/suono).
- Condizionamento operante o apprendimento strumentale: qui si sottolineano le conseguenze legate a determinati comportamenti; l’organismo non è passivo e il comportamento è appreso tramite le conseguenze associate alle attività dell’individuo (ricompense = rinforzi positivi). Skinner ritiene il comportamento controllato esclusivamente da determinanti dell’ambiente esterno. Il comportamento seguito da un rinforzo positivo è generalmente ripetuto più frequentemente; quello seguito da uno stimolo negativo o che non ottiene esiti nell’ambiente verrà ripetuto meno spesso. Il rinforzo è positivo se associato a una ricompensa, è negativo se associato a punizione. Attenzione quindi agli avvenimenti sociali che fungono da rinforzo al comportamento (lode, incoraggiamento, insuccesso, derisione). Però gli effetti del rinforzo non sono sempre univoci: un’esperienza sociale può essere un rinforzo positivo per qualcuno e punizione per altri. Assume fondamentale importanza il significato attribuito dal soggetto alle proprie esperienze (interpretazione cognitiva): l’effetto del rinforzo dipende dal modo in cui l’adolescente concepisce la relazione tra i comportamenti e le loro conseguenze.
- Apprendimento tramite osservazione: teoria dell’apprendimento sociale. Il rinforzo diretto da parte dell’ambiente non è una condizione necessaria per apprendere un comportamento perché s’impara molto anche tramite osservazione del comportamento altrui (Bandura); offre molte possibilità di acquisire rapidamente modelli comportamentali e rende la persona sensibile alle conseguenze di un comportamento.
- Apprendere tramite autocontrollo: reazioni del soggetto al suo comportamento, è legato a ciò che il soggetto esige e si attende da sé; se un comportamento corrisponde alle attese/regole autoimposte è rinforzato.
Teorie cognitive
Teoria di Piaget
Sviluppo cognitivo: modo in cui si sviluppano i processi del pensiero e in cui la conoscenza è acquisita/adoperata. Piaget è interessato al modo in cui gli individui giungono alla soluzione dei problemi tramite ragionamenti logici. Due idee fondamentali:
- Processo adattivo: attività spontanea del soggetto in cui maturazione, esperienze personali, ciò che si riceve da educazione e cultura sono integrati e inseriti in equilibri sempre nuovi.
- Lo sviluppo avviene in fasi che seguono una sequenza riscontrabile in ogni soggetto, mentre l’età è indicativa, perché ci sono differenze individuali e culturali.
Tre principi evolutivi: c’è un ordine stabile negli stadi di sviluppo; ci sono differenze qualitative tra fasi successive che si esprimono con diverse strutture di pensiero; gli sviluppi delle fasi...
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