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Psicologia generale – percezione

Percezione visiva - aspetti di base

Con percezione si intende dare significato agli stimoli provenienti dagli organi di senso e attribuirgli proprietà fisiche. Il motivo per cui percepiamo è il fatto che ricerchiamo la buona forma, ovvero l'organizzazione percettiva in funzione della:

  • Propria struttura anatomo-fisiologica: Ovvero come una percezione si adatta alle caratteristiche fisiche del nostro corpo
  • Regole che governano l'organizzazione percettiva
  • Esperienza

Percepire inoltre è indispensabile per la sopravvivenza e per la realizzazione nella vita. Ciò che percepiamo non è quello che esiste veramente nella realtà, come crede il realismo ingenuo. La realtà è invece, fredda ed incolore, composta da luce proiettata ai nostri organi di senso sotto forma di lunghezze d'onda. La nostra costruzione visiva della realtà è data da una trasformazione della luce proiettata sulle nostre retine.

Lo stimolo possiede le seguenti proprietà:

  • Stimolo distale: Essa è la stimolazione fisicamente generata dall'oggetto presente nell'ambiente
  • Stimolo prossimale: Essa è la stimolazione fisica che effettivamente arriva ai nostri recettori sensoriali
  • Percetto: Essa è la percezione fenomenica che sperimentiamo

Il passaggio dallo stimolo distale al percetto è chiamato catena psicofisica. Questo processo crea una discrepanza tra realtà fisica e realtà percepita, ciò può indurci a fare errori di valutazione riguardo le nostre percezioni:

  • Errore dello stimolo: Consiste nel descrivere quello che si sa e non quello che si vede
  • Errore dell'esperienza: Consiste nell'attribuire proprietà fenomeniche che normalmente si attribuirebbero ai percetti, agli stimoli distali o prossimali.

Le conseguenze di questi errori sono le seguenti:

  1. Si vede quello che non c'è: Nell'ambiente fenomenico esistono oggetti che non esistono nell'ambiente reale. Alcuni esempi:
    • Triangolo di Kanizsa: Percezione di un triangolo che in realtà non esiste
    • Contrasto di chiarezza: Percezione di un quadrato o un cerchio più chiaro degli altri quando in realtà non è così
    • Contorni illusori: Percezione di forme dotate di contorno che in realtà non esistono
  2. Non si vede quello che c'è: Nell'ambiente fenomenico non esistono oggetti che esistono nell'ambiente reale. Alcuni esempi:
    • Figura reversibile: Volto di vecchia e volto di giovane
  3. Si vedono più cose in una e da diversi punti di vista
  4. Si vede quello che non può esistere in base alle leggi della fisica: Ad esempio il bidente tridentato
  5. Si vedono cose differenti da quelle che sono: Come nel caso in cui si vede qualcosa di reale e allo stesso tempo illusorio, questi effetti sono chiamati illusioni ottiche.

Tutto ciò conferma che la percezione non è una registrazione sensorale come sostiene il senso comune, ma una complessa interpretazione della realtà, essa perciò è anche un processo cognitivo oltre che sensoriale.

Teorie della percezione

Le teorie della percezione si possono classificare secondo due criteri:

  1. In base al ruolo assegnato alle caratteristiche fisiche del pattern di stimolazione nel determinare ciò che viene percepito:
    • Teorie basate sulle stimolo: Il percetto è determinato solo dalle caratteristiche del pattern di stimolazione
    • Teorie basate sui fattori interni: Il percetto dipende dalle caratteristiche interne del soggetto
  2. In base al tipo di processo che accompagna la percezione:
    • Teorie a stadi: Il processo si compone come un susseguirsi di stadi di elaborazione
    • Teorie olistiche: Il processo si verifica in un singolo passo

Le teorie su cui solitamente si basa la progettazione di sistemi di visione artificiale, sono caratterizzate dal susseguirsi di tre stadi:

  1. Stadio di analisi primitiva: In questo stadio il materiale viene acquisito ed analizzato grossolonalmente in modo da capire a grandi linee dove si trova l'oggetto ed i suoi contorni.
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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/01 Psicologia generale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Lavir di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia generale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Pavia o del prof Pessa Eliano.
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